Articoli scritti da: Angelica Giambelluca

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Vita di corte

E prima o poi ve la dovevo raccontare. Ormai sono mesi che vivo qui, ormai sono quasi lombarda (quasi…) ho persino perso l’accento genovese( certo…). Mi sto ambientando alla vita milanese, quella frenetica della metro che corre, quella che ti fa sentire dentro un frullatore dal momento che esci fuori di casa fino a quando rientri.
Ecco, però, c’è una specie di limbo tra casa mia e il frullatore milanese. E’ la corte dove vivo.
La mia casetta è un gioiellino, ma per arrivarci bisogna prima attraversare un lembo di terra di nessuno, chiamiamola Terriccio di Mezzo….un tratto di strada dissestato che va dall’entrata della corte sulla strada principale fino al cancello di metallo che dà su un cortiletto interno dove c’è la nostra casetta e quella di altre 4 famiglie…un cancello inutile,  con il mega chiavistello sempre chiuso e di cui non capisco l’utilità, visto che basta scorrerlo per aprire il cancello, quindi la sicurezza dove va a finire?

In questo Terriccio di mezzo sembra non viva nessuno…in realtà essi vivono, essi sono presenti, là dietro le finestre a guardarti manco fossero la mamma di Psycho…e ha studiare ogni tua mossa… Continua a leggere

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Lavoriamo di meno!

“Te sei fortunato che puoi lavorare da casa”

Non è una constatazione della situazione attuale (che poi è così!) ma un consiglio. Si ok fa caldo, ok che non mi sono fatta più sentire da quasi un mese, tutto quello che volete ma vi giuro che quello che dico non lo dico solo io ma fior fiori di economisti.
Ho letto da qualche parte che  una delle cose che potrebbero far ripartire l’economia, è lavorare tutti meno ore alla settimana. Tipo 30…un miracolo del genere. Sapevatelo! 🙂
Non sto svalvolando. E’ vero che siamo a luglio e io di lavorare non ne posso più e non faccio che sognare spiaggia, sabbia tra i piedi e un pareo come unico capo d’abbigliamento (con il costume, si intende)…è vero che la recente notizia del Berlusca che scende in campo ci ha un po’ tutti sconvolto (in realtà visto Alfano, che più che un delfino mi pare un Capodoglio, non è poi così sorprendente come notizia) è vero che Moody ci ha declassato (ma basta!!!!) è tutto vero…ma vi giuro che quello che vi dico l’ho letto davvero e non è frutto delle mie valvole sfuse!! Continua a leggere

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Benedetta spensieratezza…

E il titolo è già il post, direi che potrei finirla qui. 😀

Mi sono persa la spensieratezza…o sono solo cambiata?Che mi è successo? Non lo so nemmeno io o forse sì. Non si smette mai di crescere,  le belle esperienze fanno bene tanto quelle brutte. Nulla è perso, non esiste il concetto di perdita di tempo. Perchè tutto serve e contribuisce al nostro essere, a quello che siamo diventati oggi. Anche le perdite di tempo…

E così mi stupisco, mi arrabbio, mi innervosisco quando la gente mi dice che mi sono inacidita, che sono diversa. Io non sono diversa, sono sempre la stessa. Sono le circostanze in cui vivo a cambiare ogni volta e questo influenza la mia vita. Non sono negativa, ma se reagisco negativamente a qualcosa è perchè qualcuno, per dirla fuori dai denti, mi ha fatto incazzare.

Qualcuno di voi ha commentato dicendo che mi sono inacidita, che non sono più spensierata, che non scrivo più come una volta, che ho rotto le palle in parole povere. Continua a leggere

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Scoop del secolo: fa caldo

Allerta meteo in tutta Italia, scene di disperati che affollano la fontana-piscina di Trevi e altri monumenti romani che hanno la sventura di presentare una piccola fontana annessa, gelaterie prese d’assalto, gente sudata che corre al parco alle 13 (ma allora sei scemo) anziani seduti in panchina in attesa di un colpo di calore (ma allora siete scemi). Sono notizie queste che non avete mai sentito, vero? Lo so, lo so. Lasciano scandalizzati. Come è possibile che al 21 giugno faccia così caldo? Mica siamo in estate! Si? Ah…è vero. Ma certo che siamo in estate e volevo vedere se faceva freddo, lì si che c’era da preoccuparsi. Ma no, fa un caldo boia, e io odio il caldo e odio l’estae, per inciso, però è arrivata, che vogliamo farci? Come fa a essere questa la notizia di apertura di un telegiornale? Come si fa a dedicare più di un servizio al caldo estivo? Ma i giornalisti non hanno proprio niente di cui parlare? Saranno a corto di idee. E allora vai con il pranzo di lavoro sostituito con un gelato, vai con le interviste a persone sudate e la giornalista che chiede “Fa caldo?” no, ci piace sudar come maiali, ci divertiamo troppo. “Ah…e come vi rinfrescate?” altra domanda geniale alla quale i due interlocutori, francamente basiti, non sanno se rispndere con un “Ma che caz di domanda è?” o un più formale quanto banale “con un po’ di acqua”, seguito da spallucce. I più scelgono la seconda opzione, o forse è quella che fa vedere il servizio. Chissà quanti vaffa si sono beccati.

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Previsioni

Oggi è uno di quei giorni che proprio no, non gliela posso fare. E’ uno di quei giorni che guardo tutti come se fossi immersa in un acquario, intenta solo a non annegare, guardando chi sta dall’altra parte del vetro in modo impassibile perchè tanto il mio unico obiettivo è non bere… Scusate l’incipit che ha senso solo nella mia testa, ma mi sento ubriaca.

Sarà il tempo? Sarà sta belin di estate che si preannuncia male? Sarà il tipo delle previsioni del tempo de La Sette che trova un senso metafisico dietro un temporale e in una nuvola legge una possibile catastrofe metereologica, per poi correggersi sul finale e dire che in fondo la settimana non sarà poi tanto male? Ve lo beccate mai sto tipo al mattino? Non fa previsioni, fa pura filosofia. Che uno alla fine del meteo non ci ha capito una fava e come la sottoscritta esce con l’ombrello pure se c’è un sole accecante o si mette i sandali anche se fuori infuria la tempesta. Continua a leggere

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Italiani brava gente…ma un grazie ogni tanto???

Certo che uno rimane scioccato. Ho passato solo sette giorni in Giappone…una roba intensa, ho visto cose che noi italiani possiamo solo immaginare, ho parlato (parlato e’ un eufemismo…diciamo che ci siamo capiti a gesti) con persone che definire lontane dalla mia realtà e’ poco…la terra e il sole forse sono piu vicini….

Il punto e’ che noi italiani siamo un po’ bestie. Un po’ tanto bestie. Non ci sappiamo comportare….e mi direte:” hai scoperto cosa, esattamente? Dov’è la novità?” vero, nessuna novità…un italiano sa di essere bestia dentro e di vivere in un mondo di bestie dove salutare quando si entra in un negozio e’ un eccezione e ringraziare i clienti e’ un lusso riservato solo a chi spende piu’ di 50 euro…solo che quando stai all’estero queste cose le noti di piu’. Continua a leggere

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Pianeta Giappone

 

Il Giappone è un pianeta…lo sapevate? Non è un paese, non è una nazione…è un pianeta, un mondo a sè stante, dover tutto è giapponese fino al midollo, dove gli occhi più grandi di una mandorla sono considerati alieni e tutto viaggia alla stessa velocità, con lo stesso ritmo, ogni giorno. Per l’eternità.

Eh già…sono stata in Giappone! E sono rimasta folgorata. Non so dire se in senso assolutamente positivo o negativo, ma il Giappone è un paese-pianeta che non lascia indifferenti.

A me mai sarebbe venuto in mente di andare a visitare la terra del Sol Levante, del Sushi e dei Samurai. Ma il mio love è appassionato di arti marziali, segue un corso di spada giapponese (Katori) e quindi visitare il luogo dove questa arte è nata era una specie di must.

Io all’inizio non ero troppo entusiata. Lui sarebbe dovuto andare con il gruppo di katori, una specie di viaggio-stage che poi alla fine è saltato. Ma non è saltata la sua voglia di visitare il paese e così un bel giorno se n’è uscito con : “Sai che c’è? Lo stage non si fa più ma me ne frego, in Giappone ci andiamo noi!”. E io ho sferrato un bel sorriso a denti stretti: “Ma che bell’idea amore” mi è uscito tra una fessura della bocca…insomma non sprizzavo entusiasmo, ma neanche ne sapevo il motivo. Il Giappone non mi aveva mai attirato, ma non so dirvi perché.

Poi con il passare dei giorni l’idea ha iniziato a stuzzicarmi e sono arrivata al giorno della partenza eccitata come una bambina che entra a Gardaland! Continua a leggere

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Non ci credo più

Stasera sono nera. Di solito non parlo di politica, ma stasera sto scoppiando. Ho sentito che Hollande ha vinto in Francia…e via di servizi su questo nuovo francese e il suo “changement”…e mi vengono i brividi. Ma voi ancora ci credete a questi cambiamenti?Io non so più in cosa o chi credere. Vedo il mio paese cadere a pezzi, vedo e sento una disperazione fra la gente che non avevo mai sentito prima, vedo nuovi politici che scalzano i vecchi, vedo un Hollande fare le scarpe a Sarkò e moglie e vediamo come andranno le nostre amministrative…ma quindi? Cambiano i nomi, e poi? Non cambierà nulla. Ho smesso di credere alla Politica, quella nazionale e quella straniera…ho smesso di crederci e vedo il mio paese massacrarsi. E che alternative ci sono? Non ce ne sono… Continua a leggere

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Non ci sono più i locali di una volta….


Alle volte mi domando se sono io che ormai navigo su un’altra dimensione e vivo costantemente in un mondo a parte o forse forse è il mondo che è cambiato, peggiorato in un certo senso. Forse è diventato un po’ banale, non lo so. Ma un tempo mi divertivo ad andare nei locali, ascoltare buona musica e bere qualcosa in compagnia. Adesso faccio fatica ad entusiasmarmi come mi entusiasmavo prima. Sto invecchiando…mi sto rincoglionendo. O forse sono stata per troppo tempo fuori da questa giostra che ora a salirci non mi diverto più…

E’ successo giovedì scorso. Mia madre non fa altro che parlarmi da tempo di un locale troppo figo in Piemonte di cui non dirò il nome nemmeno sotto tortura, dove si mangia una certa specialità della casa un po’ piccante (c’è solo quello o panini, niente vino, solo birra e scordatevi dolce o caffè) dove la regola è mangiare noccioline e buttare i gusci per terra, usare le mani per nutrirsi e dopo una certa ora ballare come bestie scatenate. Insomma, una stalla. Continua a leggere

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Mi è impazzito il bonsai…

A volte  mi domando se per caso inizio a prendermi troppo sul serio. Inizio a pensare di essere vera. Perchè fino ad oggi la mia vita è sempre stata un “”si vabbè ora faccio questo, poi si vedrà, mica è per sempre, mica finisce tutto qui, e mica di qui e mica là”. E a forza di mica mi sono un attimo persa. Io non mi sono davvero mai presa sul serio nella mia vita. Per me è sempre stato tutto un gioco, tutto temporaneo, tutto un “ora va bene e poi dopo vediamo”. Mai mi sono messa a pensare al mio futuro, mai ho immaginato di dover iniziare a piantare qualcosa e vederlo crescere prima di smembrarlo da terra perché come al solito, mi stufavo.  Io ho seminato tanto nella mia vita, ma ho tagliato ogni pianta prima che iniziasse davvero a crescere. Ora so che è il momento di piantare qualcosa e continuare a dargli da bere, veder crescere quel qualcosa e raddizzarlo se diventa storto, un po’ come una pianta di Bonsai che devi potare, sistemare e legare in un certo modo se vuoi che prenda una certa forma.

E io adesso mi sento come il bonsai sul balcone di casa mia. E’ un melo, un regalo di compleanno del mio ragazzo (il regalo l’ho fatto io a lui) questo inverno era rattrapito con qualche sparuta melina rinsecchita che non ne voleva sapere di staccarsi. Oggi è un tripudio di foglie verdi e selvaggie, sparate alla cazzo di cane senza senso, e io non so se è ancora un melo. Per me si sta trasformando. Magari tra un po’ sputa un limone o inizia a parlare. Mi fa paura, cresce ogni giorno e bonsai non dovrebbero crescere! Giusto? Continua a leggere

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Vorrei vivere negli anni 60’….

 

Scena del film "I Maniaci" di Lucio Fulci (1964)

La settimana scorsa, la domenica di Pasqua, me ne stavo tranquilla a casa nel mio paesino ligure. Ero in cucina a chiacchierare con mia madre e sentivo ridere a squarciagola mio padre che ne se ne stava chiuso in salotto. Alla terza risata sonora sono scattata dalla sedia per capire cosa stesse succedendo. Sono entrata in salotto, mio padre steso sul divano quasi con le lacrime agli occhi a guardare la televisione, dove veniva trasmesso un film in bianco e nero. Lui non mi ha sentito entrare, io ho fatto in modo che non se ne accorgesse. Ho giusto aperto la porta tanto da vedere cosa avesse scatenato l’ilarità paterna. Era tanto che non lo sentivo ridere così. Sono rimasta a guardare quelle immagini, vedevo attori di altri tempi, sentivo musiche di altri tempi, riconoscevo Walter Chiari, Vianello, la mitica coppia Franco e Ciccio. Ma io quel film non lo avevo mai visto. Sorridevo a quelle scenette da commedia italiana, mentre mio padre per poco non si ammazzava a terra dalle risate.
La commedia si chiamava “I maniaci”. Me lo ha detto dopo, quando mi ha scoperto a sbirciare dalla porta. Si è alzato dal divano, mi ha guardato con quel faccione strasorridente e mi ha detto: “Questo è un capolavoro! Non ne fanno più film così…che spettacolo!”.
Così la mia testa ha cominciato a vagare in quelle stanze in bianco e nero…in quei tempi che appartengono alla generazione dei miei genitori e che io non ho mai vissuto. Io vivo questo tempo, un tempo maledetto, sfigato, grigio, triste, veloce, frenetico e stressante. Un tempo dove film del genere fanno sorridere perché ormai oggi ti aspetti effetti speciali anche in una commedia…

Vorrei anch’io sbellicarmi dalle risate come fa lui davanti a un film in bianco e nero, ridere della vita anche quando questa sembra voglia toglierti tutto, fare le cose con calma come faceva lui e la sua generazione…perché, tanto, che fretta c’è? Continua a leggere

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Happy Birthday to me….

Ragazzi, ieri era il mio compleanno e ieri avrei voluto scrivervi ma guarda caso lavoravo e guarda caso ero piena di robe da fare quindi…ciccia!
Ora sono sul treno da Torino a Milano, quindi ho tempo e vi scrivo!
Alla tenera, anzi direi tenerissima età di 31 anni (e non provate a dire che sono una donna, perchè non è vero, sono cose queste che non mi si devono dire..) non ho voglia di fare bilanci perchè i bilanci si fanno dopo i 95 anni, prima è inutile. Prima è tutto un divenire, una costante evoluzione e non serve troppo guardarsi indietro se non per essere contenti, perchè si è fatto quello che si è fatto e si ha ancora tanto tempo innanzi per farne altrettanto e ancora di più. Mia nonna ha 85 anni e si sente una ragazzina, ha due cellulari e se non fosse per il mal di schiena starebbe in giro dalla mattina alla sera….quindi, non è mai finita finché non è finita!

Anyway…..negli ultimi posts vi ho descritto la frenetica vita milanese che mi sta togliendo energie…e ho dato inconsapevolmente la colpa a Milano e ai suoi ritmi per la mia stanchezza. Mi sbagliavo di grosso. Qui Australia ci cova! Come sempre! 😀 Continua a leggere

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Il Regno dei “Frullati”

….e la Maga tornò dal regno dei Morti. No, anzi. Dal Regno dei Frullati.

Non pensate a un Regno dove si bevono e gustano frullati ma dove a essere frullate sono le persone. E hanno la tipica espressione qui sopra riportata  🙂

O almeno io mi sento così. Ho esattamente quella faccia in questo momento. L’ultima volta vi ho detto che ero un po’ stanca, adesso ho superato il concetto della stanchezza e sono entrata in una nuova dimensione, dove il concetto di stanchezza è superato perchè come mi sento non riesco davvero a descrivervelo. Mi sento come in un frullatore. Come una mela che entra nel frullatore intera e ne esce come ben possiamo immaginarci. Milano è un frullatore. Ma non di quei modelli vecchi di una volta, è un minipimer con la supercazzola. E non dite che sono solo io, perchè tutti i “non milanesi” che sto incontrando mi confermano tutti la stessa cosa. Continua a leggere

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Va a ciapà i ratt

Ragazzi…la vita milanese mi sta massacrando. Pensavo di averle provate tutte, credevo che le otto-dieci ore al casinò di Sydney che mi sparavo quattro-cinque volte alla settimana rappresentassero il momento in cui mi sono più sbattuta in tutta la mia vita. Ma mi sbagliavo. Ricordo ancora quando a Sydney pensavo di non aver mai lavorato tanto in vita mia…e adesso a Milano devo ripetere la frase. E farmi qualche domanda:  ma prima dell’Australia io che caspita facevo? Una mazza, bravi. Anche questa è la mia conclusione. Pensavo di lavorare e invece per 28 anni io ho fatto un belino, come si direbbe a Genova. Continua a leggere

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La Vida Loca…

Ragazzi, non mi sono dimenticata del blog, tranquilli…è che le prime settimane a Milano sono state devastanti! Il nuovo lavoro è moolto stimolante…ma ho così tante cose da imparare che la testa mi ha già preso fuoco un paio di volte…

Per giunta, visto che la sede principale dell’azienda per cui lavoro si trova a Madrid, mi sono ritrovata in viaggio su un aereo pochi gioni dopo l’inizio del mio nuovo lavoro. Che volete farci, uno per lavoro deve essere disposto a certi sacrifici… 😀

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Di nuovo in marcia…

 

Sono sul treno mentre vi scrivo. Dove sto andando? Inizio una nuova avventura. Una piccola, poco distante, tutta italiana. Che roba piatta, penserete. Altro che Sydney, Bondi Beach, spiagge australiane e sogni esotici. Rimango qui, nel mio paese. Che c’è di eccitante direte voi? Per voi forse nulla, io invece mi sento di aver compiuto un miracolo. Anzi una magia. Ho scelto come soprannome La Maga di Oz, ma in effetti, in questi tre anni posso dire di averlo compiuto solo adesso il mio primo incantesimo.

Ho creduto in me stessa. Continua a leggere

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Vorrei sentire i muratori cantare….

…….un post di fine anno ci sta, giusto?

Non vi straccio l’anima con i racconti di questo 2011…ognuno avrà la sua piccola grande tragedia da raccontare e quasi tutti penso si augurino che la mezzanotte del 31 dicembre arrivi presto. Alle isole Samoa addirittura hanno cancellato il 30 dicembre, per fare prima!

Io di certo non brinderò all’inizio del nuovo anno, ma alla fine di questo. Con l’augurio segreto nel cuore che il 2012 sia diverso. Migliore direte voi. E certo. Ma forse “migliore” è chiedere troppo, anche diverso va bene. Tipo, sono tanto sfigata che mi andrà male anche il 2012, ma diversamente. Così uno non si annoia…. Continua a leggere

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Calmiamoci e partite…

Da quando ho questo blog, ho sempre ricevuto e-mails di persone interessate ad andare in Australia, alcune solo per semplice spirito avventuriero/turistico, altre mosse più dalla voglia di cambiare aria. Mi contattano per avere semplici informazioni, qualche consiglio, qualche opinione. Per alcuni ci vuole solo qualche parola di incoraggiamento per  compiere il passo decisivo, e io mai mi sono sottratta a queste richieste. Negli ultimi mesi però, e in particolare nell’ultimo mese, il tono delle e-mails è leggermente cambiato. E dico leggermente per usare un eufemismo….siamo passati dal semplice: “Mi piacerebbe andare in Australia…hai qualche consiglio da darmi?” a…”Voglio scappare…che chance ho di farcela?”. O_o. Continua a leggere

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Se il futuro è in mano a loro, siamo a posto….

Questa cosa la devo raccontare, la devo raccontare e la voglio condividere con voi perché io non pensavo che fossimo arrivati a questi livelli, non ci potevo credere finchè non l’ho visto con i miei occhi. Sarò dura, perché in questo periodo vedo nero e non come canta Zucchero, vedo nero davvero. Però quello che ho visto non mi è piaciuto per niente. Ho visto il mio futuro, anzi quello di tutti. Ho visto gli uomini di domani, ho visto alcuni di loro da vicino e non mi hanno fatto una bella impressione. Continua a leggere

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Quella strana cosa chiamata mercato del lavoro….

 

Uno si chiede, ma la maga di notte dorme bene? Ma perchè allora si alza al mattino con questi pensieri e ci straccia i maroni? Eh già…me la faccio anche io questa domanda e la risposta è che si, anche oggi, vi cuccate se volete il mio post-monologo-sfogo quotidiano. Pero’ stavolta non riguarda solo me, quindi tranquilli che non è il solito monologo sul “quanto sono sfigata ma prima o poi ne esco” :-D. Perchè se poi mi dite che invece riguarda solo me, allora è giunto il momento di andare in analisi da uno veramente bravo e se ne conoscete uno, fatemelo sapere… 😀

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