Gli italiani stanno con i furbi

20130107-125923.jpg

Non c’è niente da fare, e’ più forte di noi: noi adoriamo i furbetti, sorridiamo all’ennesimo mago della truffa in stile Toto’ e quasi ridiamo del povero diavolo che rispetta le leggi e paga ligio le tasse.
Stamattina sul Fatto Quotidiano ho letto un articolo di Ferruccio Sansa che parla proprio di questo: gli italiani stanno con i furbi. Il cinema italiano ne e’ un esempio: si esaltano i Totò e compagnia bella e anche i protagonisti dei cinepanettoni che ci fanno ridere quando riescono a fregare il prossimo. Nel modo più simpatico possibile, si intende.
Agli italiani le regole stanno strette, le regole sono viste come un limite più che una garanzia. E questo atteggiamento si riflette sulle istituzioni e ovviamente su chi ci rappresenta. Continua a leggere

Annunci

Italiani brava gente…ma un grazie ogni tanto???

Certo che uno rimane scioccato. Ho passato solo sette giorni in Giappone…una roba intensa, ho visto cose che noi italiani possiamo solo immaginare, ho parlato (parlato e’ un eufemismo…diciamo che ci siamo capiti a gesti) con persone che definire lontane dalla mia realtà e’ poco…la terra e il sole forse sono piu vicini….

Il punto e’ che noi italiani siamo un po’ bestie. Un po’ tanto bestie. Non ci sappiamo comportare….e mi direte:” hai scoperto cosa, esattamente? Dov’è la novità?” vero, nessuna novità…un italiano sa di essere bestia dentro e di vivere in un mondo di bestie dove salutare quando si entra in un negozio e’ un eccezione e ringraziare i clienti e’ un lusso riservato solo a chi spende piu’ di 50 euro…solo che quando stai all’estero queste cose le noti di piu’. Continua a leggere

Il problema è che siamo troppo buoni….

Oggi è il mio compleanno…grazie, grazie…si sono 30 anni….30 anni…non ci credo, ma è così…che vogliamo farci.
Sono entrata anche io nel club…

Quale club direte voi? Bè, provate a immaginarlo… 😀
Ma non voglio parlarvi di club e problemi personali, oggi.

Per farmi un bel regalo di compleanno ho provato a vedere qualcosa di positivo in quello che sta succedendo nel nostro paese in questi giorni.

E’ una questione spinosa, neanche io so come prenderla e l’argomento è forse troppo grande per me.

Non mi piace affrontare problemi così grandi e fuori dalla mia portata…ma io mi sto facendo un nervoso in questi giorni che non potete capire, quindi ho deciso di condividerlo con voi. 😀

Premessina:

Questo blog aiuta chi vuole andarsene in Australia ed è nato per questo. Ma i blog, come chi li scrive, spesso si evolvono e provano a raccontare anche realtà diverse. Possono anche cambiare idea.

Spero quindi di non sconvolgervi troppo se spesso mi diletto a scrivere del nostro squinternato paese, provando a esaltarne le luci e criticarne le ombre.

Fatta questa premessa, passiamo all’argomento.

Oggi provo a fare la giornalista. E, per parafrasare l'”assessore”  Palmiro Cangini, parlo di “fatti, non pugnette” 😀

Non parlo di dati economici, di fughe dei cervelli o rientro dei cervelli pentiti.

Parlo delle persone. E del sistema in generale.

Crisi libica. O guerra, chiamiamola come vogliamo. Continua a leggere

Ma quanto parlano gli italiani?

…E dire che io sono una che parla e gesticola, credetemi. Io quando parto non mi fermo, sono una mitragliatrice di parole.

Però, come dire, parlo se ho qualcosa da dire e se penso che quello che ho da dire possa interessare l’interlocutore.

Mi direte voi….tutti ragionano così e pensano che agli altri quello che dicono interessi!

Bene….ma penso che noi italiani in questa consapevolezza siamo i maestri. Siamo un popolo di giudici, arbitri e opinionisti.

E diciamo la nostra anche quando nessuno ce la chiede e soprattutto in ambienti dove parlare non dovrebbe essere l’attività principale.

Ma soprattutto, non ce li facciamo. Non siamo capaci. La voglia di capire cosa sta accadendo agli altri è tale da far cadere qualsiasi barriera di buon senso e discrezione.

Voi mi direte: stai scoprendo l’acqua calda….dove sei stata fino ad adesso?

E io vi rispondo: in Australia. Continua a leggere

Merry christmas Italy….

Carissimi….innanzitutto tanti tanti merry Christmas…. 😀

Volevo rubarvi due minuti per ringraziarvi dei commenti al mio ultimo post e per spiegarvi….spiegarvi alcune cose.

Non voglio parlarvi di immigrazione conveniente o meno, dei nuovi e vecchi immigrati…non voglio.

Voglio parlare degli italiani. Quelli che vivono qui e quelli che hanno deciso di costruirsi un futuro altrove.

I vostri commenti mi hanno fatto male. Ho sofferto a leggere tutto questo malessere, ho sofferto nello scoprire quanto noi giovani siamo già così disillusi per il nostro paese….ho sofferto quando ho scoperto che nessuno ci spera più in un futuro migliore in Italia.
Il nostro paese se lo merita davvero?
E ora vi dico una cosa che vi farà ancora più incazzare: io all’estero mi sono resa conto che il mio paese non è poi così male. Continua a leggere

Gli italiani in Australia….

La luce di SydneySono qui da cinque mesi e di italiani entusiasti della terra dei canguri ne ho trovati davvero tanti….gente che ha mollato tutto e ha trovato fortuna qui, chi ci è venuto per un viaggio di nozze, il mio caro amico Carlo, e non se n’è più andato…chi è venuto perchè deluso dall’Italia (e chi scrive fa parte di questa cerchia) e ha provato a riscattarsi…

Qualcuno ci è riuscito, ha messo su una ditta, una famiglia…insomma chi è riuscito è contento dell’impresa e tornasse indietro rifarebbe le stesse cose se…..se l’Italia rimanesse la stessa…..

se invece tornasse indietro e vivesse in un’Italia diversa, dove regna la meritocrazia, dove non esistono le raccomandazioni se non a livello davvero lieve (eliminarle del tutto è impossibile e credetemi anche qui a Sydney le cose funzionao così…) dove la legge è davvero uguale per tutti…allora nessuno se ne andrebbe più…

perchè il nostro paese è il più belle del mondo.

Ma siccome l’Italia è quello che è (io lo dico sempre: il problema dell’Italia è che è governata da italiani…) i nostri connazionali scapperanno tutta la vita…quelli che hanno il coraggio di farlo.

Perchè, si badi, chi non scappa non resta perchè è felice ma perchè ha paura…poi certo ci sono quelli che restano perchè amano incondizionatamente il proprio paese e nonostante i mille difetti se lo tengono bene stretto…

Mia madre per esempio. Lei morirebbe per l’Italia. Io no. Ancora non sono arrivata a questi livelli…

Lei è venuta a trovarmi un mesetto e non le ho visto fare i salti mortali per l’entusiasmo…o porca miseria mamma sei a Sydney!!!! Ci sono le vele, guarda le vele dell’Opera House cazzo!!! Ma non vedi quanto sono belle!!! Guarda l’Harbour bridge, cammina nel Botanic Garden…passeggia per lo spiaggione di Bondi…gustati la luce vibrante di Balmoral…..no niente.

Il ponte di ferro....

“Carino” mi diceva… ogni tanto si faceva sfuggire un “Bello” ma penso più per farmi contenta che altro…e io li a sfangarmi per contagiarla con il mio entusiasmo, per farle vedere quanto tutto questo fosse così bello e così diverso dall’Italia….

No, non più bello. Ma piacevolmente diverso.

Continuava a ripetermi: “vengo dal paese più bello del mondo, ma come faccio a entusiasmarmi di fronte  a due vele e a un ponte di ferro?” Le vele sono l’Opera House, una delle opere architettoniche più affascinanti del mondo,il ponte di ferro è l’Harbour Bridge, il ponte a campana più lungo del mondo…ma sono quisquilie…

Ecco lei rappresenta l’Italia verace, vera, passionale. L’italiana che non la freghi con “due vele”, non la entusiasmi con le cupcakes, le tortine che impazzano a Sydney e sembrano uscite dai cartoni animati…no niente….

Le uniche due cose che hanno davvero emozionato mia madre sono state, nell’ordine: il trenino più ripido del mondo che attraversa le Blu mountains, zona montagnosa stupenda a un’ora da Sydney (attenzione, non l’hanno entusiasmata le Tre sorelle, le montagne blu mozzafiato…no….il trenino…figata eh, stupendo, ma insomma….) e il banana bread, un pane integrale spesso due o tre centimetri insaporito con la banana….quando lo ha assaggiato sembrava avesse visto la Madonna….le “vele” non hanno avuto lo stesso effetto….

E io la guardavo stranita. E pensavo agli altri italiani, quelli che vivono qui.

Quelli che ho conosciuto durante il mio lavoro di cocktail server…leggi: cameriera, ma cocktail server fa più figo…

Loro, come dicevo sono entusiasti….non tornerebbero in Italia neanche se li pagassi, elogiano l’Australia e la sue gente, la sua luce, la sua vita….poi io sono bastarda e la domandina glielo devo fare per forza: ma l’Italia ti manca?

E loro come fanno a rispondere di no? Certo che ci manca, ma ci torniamo solo come turisti….è strano andare a fare i turisti nella proprioa terra e vivere la quotidianità in una terra così diversa..ma loro ormai sono abituati…

Ma noi italiani siamo anche fatti così..se partiamo poi ci adattiamo. Siamo ovunque porca miseria!

Attenzione ci adattiamo, non ci integriamo. Almeno questa è la mia impressione. Stiamo al gioco, parliamo con tutti, madniamo avanti i nostri affari e ci facciamo rispettare….ma noi siamo noi, noi ci facciamo conoscere ovunque, noi la nostra italianità te la sbattiamo in faccia,  te la urliamo addosso e fanculo a te se non ti sta bene.

Quindi gli italiani in Australia sono contenti, ma gli si legge una certa malinconia negli occhi che non possono nascondere…mi verrebbe da dire: gli italiani all’estero sono malinconici, quelli in Italia sono incazzati…insomma non va mai bene!

E quando uno di questi “italiani felici” in Australia incontra un altro italiano diventa ancora più felice…finalmente posso palrare in italiano, che bello!!! Non se ne può più di queste faccie schiacciate…ahahah e chi sono le faccie schiacciate? Sono gli asiatici, brava gente che sta letteralmente invadendo l’Australia che con il premier Rudd ha aperto ancora di più le porte rispetto al passato, ma di questo parlo un’altra volta…

E’ un commento razzista??? E’ questo che vi state chiedendo, leggendo queste ultime mie righe? Si. gli italiani sono razzisti, lo sono sempre stati e voi lo sapete bene.

oh, notizia dell’ultima ora: anche gli australiani lo sono, credetemi!