Continuo a far fatica a comprendervi, cari italiani all’estero…

Questa è l’ultima volta che torno sull’argomento, promesso.
Ho aspettato a farlo, mi son detta basta Angelica continuare a dire che qui in Italia ci stai bene che tanto non ti capiscono. Però poi a un certo punto non ce l’ho fatta.
Un mese fa circa Aldo di Italiansinfuga postò su Facebook una domanda fatta da un suo lettore che gli chiedeva se avesse mai conosciuto chi, partito per l’estero, fosse poi tornato in Italia con la voglia di rimanere.
Naturalmente alzai la mano e risposi Io!!! 🙂
Probabilmente fui l’unica…anche se dalle mail che mi arrivano in privato non sono pochi quelli che la pensano come me….
Il bravissimo Aldo non perse tempo e mi propose un’intervista lampo sull’argomento, vi ho postato il video. Qui potete leggere l’intervista: http://www.italiansinfuga.com/2013/09/02/e-se-litalia-non-fosse-cosi-male/
A suddetta intervista, in cui in pratica spiego quanto sia tutto sommato felice di essere nel mio paese, finalmente realizzata, sono seguiti una serie di commenti a dir poco infastiditi. Oltre ad altri invece che mi supportavano ed erano contenti della mia scelta, ma questi ultimi mi sono parsi in netta minoranza. Continua a leggere

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E’ meglio non sapere

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In questi giorni sono chiusa in casa a causa di una tremenda malattia che colpisce prima la gola, poi ti devasta il naso e infine ti sminuzza le gambe che quando cammini sembra che hai due ceppi al posto degli arti inferiori. Influenza.
Il medico che mi ha visitato l’ha chiamata “una semplice virosi” e visto il tono sereno mi sono rasserenata pure io, ma lo avessi letto da qualche parte invece che sentirmelo dire, penso sarei entrata nel panico.
Anyway, con questa virosi il dottore mi ha detto di stare a casa due giorni. E uno quando deve stare chiuso in casa che fa?
Legge. Va bene ho letto e ho finito un libro.
Guarda internet. E va bene ma dopo un po’ mi stufo.
Mette a posto casa. Ho stirato e stamattina mi è venuta la brillante idea di pulire il frigo: per poco non spacco lo scomparto della frutta. Quindi basta con i lavori…e poi sono malata!
E allora c’ e’ lei. La scatola maledetta. La televisione. Continua a leggere

Va a ciapà i ratt

Ragazzi…la vita milanese mi sta massacrando. Pensavo di averle provate tutte, credevo che le otto-dieci ore al casinò di Sydney che mi sparavo quattro-cinque volte alla settimana rappresentassero il momento in cui mi sono più sbattuta in tutta la mia vita. Ma mi sbagliavo. Ricordo ancora quando a Sydney pensavo di non aver mai lavorato tanto in vita mia…e adesso a Milano devo ripetere la frase. E farmi qualche domanda:  ma prima dell’Australia io che caspita facevo? Una mazza, bravi. Anche questa è la mia conclusione. Pensavo di lavorare e invece per 28 anni io ho fatto un belino, come si direbbe a Genova. Continua a leggere

Vorrei sentire i muratori cantare….

…….un post di fine anno ci sta, giusto?

Non vi straccio l’anima con i racconti di questo 2011…ognuno avrà la sua piccola grande tragedia da raccontare e quasi tutti penso si augurino che la mezzanotte del 31 dicembre arrivi presto. Alle isole Samoa addirittura hanno cancellato il 30 dicembre, per fare prima!

Io di certo non brinderò all’inizio del nuovo anno, ma alla fine di questo. Con l’augurio segreto nel cuore che il 2012 sia diverso. Migliore direte voi. E certo. Ma forse “migliore” è chiedere troppo, anche diverso va bene. Tipo, sono tanto sfigata che mi andrà male anche il 2012, ma diversamente. Così uno non si annoia…. Continua a leggere

Mi manchi, best mate :-)

Quando ero in Australia, appena dopo una settimana dal mio arrivo nel giugno 2009, ho avuto modo di conoscere quella che è diventata la mia migliore amica.

Ci siamo incontrate a Sydney. Lei era arrivata una settimana prima di me.

E dire che in Italia non stavamo mica tanto lontane. Io ligure e lei di un paesino vicino a Busto Arsizio, in provincia di Milano. Si, ok, non vicinissime, ma sempre più vicine di quanto lo siamo adesso! 😀

E’ stata “amicizia a prima vista”. 😀

Ci siamo intese fin da subito, ci siamo fatte un sacco di compagnia, ci siamo consolate a vicenda nei momenti tristi (che non sono stati pochi) e abbiamo goduto e condiviso quelli belli, anzi stupendi (che sono stati tanti…).

Perchè vi parlo di lei? Perchè vi racconto di una persona che non vedo da tanto tempo, che mi manca ogni giorno, a cui penso ogni giorno…e che ha scelto, diversamente da me, di rimanere in Australia. Nonostante tutto. Continua a leggere