Se il futuro è in mano a loro, siamo a posto….

Questa cosa la devo raccontare, la devo raccontare e la voglio condividere con voi perché io non pensavo che fossimo arrivati a questi livelli, non ci potevo credere finchè non l’ho visto con i miei occhi. Sarò dura, perché in questo periodo vedo nero e non come canta Zucchero, vedo nero davvero. Però quello che ho visto non mi è piaciuto per niente. Ho visto il mio futuro, anzi quello di tutti. Ho visto gli uomini di domani, ho visto alcuni di loro da vicino e non mi hanno fatto una bella impressione.

Generalizzo, parlo in generale e siano benedette tutte le eccezioni a quanto sto per dire. Fatta questa parentesi, ora inizia lo sfogo.

Siamo stati tutti giovani. Io lo sono ancora (:-D). Abbiamo avuto tutti 15 anni, tutti abbiamo avuto i nostri scleri, i periodacci a scuola, la sigaretta fumata di nascosto, la fuga mattutina dalla scuola che ogni regione traduce come vuole (da me si dice marinare, qui a Novi tagliare, da altre parti bigiare e via dicendo), e altre gioie e dolori vari tipici dell’adolescenza.

Però io mi ricordo che a scuola i professori, chi più chi meno, mi seguivano. E se sgarravo, mamma come rompevano i maroni! Che stress se non portavi i compiti, se non studiavi e menate varie.  Io, a dirla tutta ero secchiona e lo sono sempre stata (:-D) ma mi prendevo pure io le mie smazzate. I miei poi mi raccontavano che si prendevano delle belle bacchettate sulle mani ed erano dolori. Però non sono mica diventati degli assassini con la bacchetta, sono persone normali e anzi quando esce fuori il discorso, pure loro ringraziano per quelle bacchettate…

Secondo voi, quelle smazzate che abbiamo preso più o meno tutti, sono servite a formarci come persone? Quei professori che a quel tempo giudicavamo solo dei rompimaroni, ci hanno invece aiutato con i loro rimproveri?

Io penso di sì. E se ripenso ai professori che francamente detestavo, adesso con il senno di poi una parte di me li ringrazia. Perchè se mi impegno in ogni cosa che faccio e rispetto il prossimo lo devo a loro e certamente, anzi soprattutto, alla mia famiglia. La famiglia, appunto. I miei non sono stati esageratamente severi direi giusti. A ballare di sera ho cominciato ad andare a 17 anni e mio padre veniva a prendere me e la mia amica alle due di notte. Grande papi… 🙂 E io e la mia amica bevevamo acqua o coca cola durante la serata. Vabbè eravamo strane, lo so, volevamo solo ballare, poco ci fregava dell’alcol. Due sceme direte voi, ma noi ci divertivamo come matte.  Ma qui ci può anche stare che uno a 17anni si faccia il birrozzo con gli amici, non è questo che discuto.

E’ che i ragazzi di oggi secondo me non hanno più guide, né a scuola né a casa. Forse qualche genitore o insegnante che mi legge si sentirà offeso e chiedo scusa, di sicuro ci sono le dovute eccezioni. Ma quello che ho visto io la scorsa settimana mi ha fatto rabbrividire.

Come avrete notato, non ho scritto per diversi giorni perché impegnata in una fiera qui nel Basso Piemonte che mi ha preso tutta la settimana, una fiera del mondo delle associazioni di volontariato, un mondo che conosciamo poco e che il grande pubblico spesso ignora e che invece cela un’umanità straordinaria. Questa fiera si fa ogni anno e ogni anno, al sabato mattina, viene organizzato un incontro tra queste associazioni e i giovani. Sono i giovani delle associazioni a parlare ai loro coetanei. E’ una cosa molto bella e istruttiva, giovani che spiegano quanto sia bello fare il volontario.

Le scuole del territorio erano tutte state invitate. Si saranno presentate 4 classi a dir tanto. Secondo voi, i ragazzi sono rimasti buoni buoni a seguire il convegno o erano fuori a fumare sigarette e bighellonare per la fiera?

Bravi, esatto. Vi sembra normale? Perchè io non me la prendo con i ragazzi, perchè se i giovani non hanno guide è ovvio che si disperdono. Io me la prendo con chi dovrebbe fungere da guida e se ne frega: le insegnanti erano dentro a seguire il convegno e non ce n’è stata una che sia andata fuori a tirare per la giacca quei ragazzi e dir loro di rientrare. In fondo era un convegno realizzato in orario scolastico, era come se fossero a scuola. E quelli belli tranquilli fuori a fumare. Pensate che non ci sia nulla di grave? Per me invece sì e tra poco vi spiego perché.

Una volontaria di un’associazione mi  ha guardato con uno sguardo come a dire: “Ma che ci salgo a fare sul palco se tanto non mi ascolta nessuno?” Eio allora ho preso fuoco.

Mi sono diretta verso uno di questi pischelli che con la faccia da pirla usciva dall’area convegno tutto sorridente, pronto a lanciarsi nel bighellonaggio più sfrenato. Gli dico: “Guarda, c’è il convegno, è per voi, perchè non rientri e senti cosa dicono?”. Mi ha risposto di andarmene a fan….

Bello, eh? E i suoi amici ridevano, che battutona. Sei davvero un comico, hai un futuro brillante davanti a te, stanne certo.

La sfiga di quella mattina ha raggiunto livelli epici, perchè oltre a questi ragazzi smidollati che si aggiravano come zombie per la fiera, mentre i volontari parlavano da soli sul palco (certi hanno fatto finta di avere un pubblico e continuavano a parlare, della serie chi l’ha dura la vince e vedrai che prima o poi i pischelli rientrano…certo…)  la sfiga ha appunto voluto che nella fiera si esibissero nello stesso momento un gruppo di ragazzine per uno spettacolo benefico. Apriti cielo. I pochi ormoni ancora in via di sviluppo della marmaglia pseudo maschile si sono attivati e la ciurma di fancazzisti orgogliosi si è diretta verso lo spettacolo delle ragazzine che ballavano a ritmo di Lady Gaga. I volontari dal canto loro resistevano sul palco, parlando all’unico spettatore rimasto, il fonico.

E anche lì ho preso fuoco, ma in realtà io ero una torcia umana dall’inizio del convegno ed ero talmente furente da non riuscire più a parlare. Li guardavo tutti male, uno a uno. Vedevo quei volontari parlare a vuoto, i professori che giravano le spalle e la marmaglia ferragliosa (avevano quasi tutti un apparecchio dentale) correre verso le piccole Lady Gaga in erba.

Il mio capo, anche lui su tutte le furie, ha avvicinato uno dei professori, tra l’altro suo conoscente, chiedendogli gentilmente di intimare i suoi allievi a raggiungere il convegno. Questo sapete che gli ha risposto: “Ma no, lasciali stare a guardare le ragazzine!”. E si è messo anche lui a guardare lo spettacolo. Porcone ignorante…

Il risultato? I volontari, tristi e mesti sono rientrati ai loro stand sperando che almeno i giovani li degnassero di attenzione passando in fiera. Neanche quella soddisfazione hanno avuto. Finito lo spettacolo delle danzatrici tutte fasciate da body attilatissimi e un cerone in faccia che manco l’ex Silvio popolare aveva osato tanto, i ragazzi si sono dileguati. Vaporizzati, come direbbero loro nel loro gergo troppo figo, troppo “Scialla”.

Avevamo tutti delle facce cjhe sembrava ci avessero pestato. Io stavo male er le associaioni, la provincia stava male per la figura di mer…con le associazioni e il mio capo avrebbe preso volentieri a sberle i presidi e i professori.

Una scena simile era successa qualche giorno prima, ad una fiera di Novi dedicata proprio ai giovani, una specia di salone di orientamento scolastico. La maggior parte era fuori a fumare sigarette.

Io non so voi, ma quando andavo a scuola io, se c’era un convegno da seguire e io provavo ad alzarmi anche solo per andare in bagno, la prof mi seguiva e mi chiedeva spiegazioni. Poi, dopo il convegno, dovevamo tutti fare il temino su quello che avevamo visto, altri,enti c’era un bel 5 sul registro. Vedevi come stavamo tutti belli attenti al convegno…altro che ballerine e sigarette…

Ma sti ragazzi, se oggi fanno così, come si comporteranno in futuro? Come affronteranno la ricerca di un lavoro, i momenti difficili, quando non ci sarà nessuno che potrà aiutarli? Non sono tutti figli di papà, sono per la maggior parte ragazzi normali, magari alle prese con situazioni famigliari difficili o negative e che a scuola non trovano guide sostitutive. Perchè la scuola questo dovrebbe essere. Una guida per tutti, soprattutto per chi non ce l’ha.

L’altro giorno leggevo che la situazione della scuola media italiana, secondo la Fondazione Agnelli,  è media in tutti i sensi, anzi fa proprio schifo. Bassi rendimenti scolastici e professori troppo vecchi. La stessa scuola media ha perso di vista la sua missione. Ci vorrebbe una riforma seria, ma a parte questo ci vuole prima di tutto una guida. Ci vuole qualcuno che insegni a questi ragazzi il rispetto, la sana educazione civica che io studiavo e che invece non esiste più come materia obbligatoria! Mi ricordo ancora i test su cosa significava Stato e Popolo, sulla differenza tra Stato e Nazione o la differenza tanto semplice quanto sostanziale tra diritti e doveri. Loro secondo voi le sanno questo cose? Secondo me se gli chiedi cos’ è il diritto è capace che ti rispondono che è il loro diritto a mandarti a fan….

Se poi a questi ci si mettono altri modelli sbagliati, imposti da falsi successi come quelli in stile Grane Fratello, Amici e compagnia cantante, con raccomandati che arrivano ovunque e ragazzi seri che non vanno da nessuna parte, con esempi di persone di successo che hanno messo sotto i piedi valori e moralità, allora la frittata è fatta. Allora non possiamo dare la colpa ai giovani. La colpa è della scuola e del sistema. Se non cambieranno, la società sarà presto invasa da questi zombie quindicenni che domani saranno zombie trentenni. Avranno le palle di affrontare lo stress del lavoro, di prendere decisioni importanti, di amministrrae il bene pubblico?

Sarà quel pischello che mi ha mandato a quel paese a governare un domani un’azienda, un Comune o magari lo Stato stesso? Perché già adesso in questi settori non siamo messi troppo bene. Figuriamoci tra dieci anni.

In Australia i pischelli bevono e fumano a livelli impressionanti, che i nostri in confronto sono campioni di salute. Le ragazzine si accorciano la gonna a livelli inguinali appena mettono piede fuori dalla scuola e al sabato sera si coprono il minimo indispensabile, nonostante vento e pioggia. I loro modelli sono le star americane e le icone di stile sono Paris Hilton e Kim Kardashian, dedite alla vita sfrenata e lussuosa votata all’apparenza e non certo a un’esistenza sobria e dignitosa (ma certamente da favola) della Principessa Kate.

Come dire, tutto il mondo dei giovani è simile ovunque, tutti a modo loro stanno attraversando una crisi, una libertà di costumi e fancazzismo che sembra una conquista e a me invece suona tanto di sconfitta. Sconfitta per noi, per loro e, soprattutto, per chi verrà dopo.

La Maga “sciallata” che ora si “vaporizza” perché deve andare a lavorare “a bestia” (così magari i pischelli mi capiscono 🙂 )

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9 thoughts on “Se il futuro è in mano a loro, siamo a posto….

  1. Già, rallentare il ritmo della nostra vita, forse anche fermarsi e osservare. E’ questo che tu, cara Maga, hai fatto o stai facendo (ben venga il volontariato!) e quello che stai vedendo ti fa male (ha fatto lo stesso effetto pure a me all’inizio). Potrei consigliarti un dantesco “non ti curar di loro ma guarda e passa”, ma in coscienza non me la sento; voglio affrontare le cause di questo malandazzo.

    Siamo stati tutti adolescenti; tutti abbiamo voluto la nostra indipendenza e abbiamo rifiutato i nostri “vecchi”, rimanendo però sempre (più o meno) rispettosi di quegli insegnamenti che ci erano stati tramandati proprio da loro, dai nostri “vecchi”.

    Oggi però purtroppo gli insegnamenti ai giovani non sono più tramandati dai loro “vecchi” (la percentuale di adolescenti che ha i genitori uniti, in casa e che si occupano dell’educazione dei figli è minima) bensì dalla TV spazzatura e da Internet, tanto che l’educazione “universale” di chi ci vuole così (per usare un’espressione alla Vasco Rossi) è riuscita a far sfuggire ai genitori il compito più importante: il controllo dell’educazione della propria prole (é stata delegata allo Stato, con tutti i problemi che una simile azione ha comportato).

    Il sistema ci vuole consumatori (dobbiamo comprare di tutto e di più) e quindi non può far altro che educare i giovani a quello. Se si osservano le cose da questo punto di vista tutto sembra diventare più chiaro. I beni di consumo sono proposti con le famose formule “prendi ora, paghi poi” e i giovani non sanno più cosa significhi desiderare un oggetto o guadagnare per poter acquistare una determinata cosa: la vogliono subito, ora, adesso!

    Per quanto riguarda il sesso (o la sessualità) ecco che anche questo si riduce a una mera moneta di scambio e i “vecchi” valori cadono, perché in uno stile di vita alla “reality show” accade di tutto e di più anche in quest’ambito. Le ragazzine capiscono presto che il loro corpo può permettere loro di ottenere quello che vogliono, senza alcuna morale. I ragazzini non sono stupidi e ne approfittano… La banalizzazione degli affetti e del sesso alimenta di conseguenza la fabbrica dei divorzi (quando si è stufati del proprio coniuge lo si cambia, no? Esattamente come qualsiasi altro bene materiale). La famiglia separata non si occuperà più di educare i figli e delegherà questo alle varie istituzioni statali (asili nido, asili e scuole).

    Al sistema una famiglia “rotta” conviene in quanto aumentano i consumi e le richieste facendo “girare la ruota”. Inoltre saranno necessari due luoghi per vivere, spesso due auto, due canoni TV, …

    La sfida dei prossimi anni sarà quella di riuscire a riappropriarsi della famiglia come ancora qualche “vecchio” (o comunque qualche sano giovane) la intende: ossia dove marito e moglie (uniti) allevano i figli secondo dei principi morali sani e solidi spegnendo la TV (o non comprandola neppure) e occupandosi personalmente dell’educazione della propria prole.

    Il delegare l’educazione alle varie istituzioni statali (asili nido, asili e scuole) ha dato i suoi risultati: pessimi, come la Maga ha potuto constatare!

    • Caro Uomo Linux hai ragione, io penso però che anche lo Stato deve prendersi le sue responsabilità e intervenire laddove c’è una famiglia mancante o assente. Uno non nasce con il talento di genitore e spesso si mettono a mondo i figli senza capire bene il perchè, pensando che sia tutto facile, che sia tutto un gioco. Non tutti i genitori sanno fare i genitori, vuoi perchè non se la sentono, vuoi per la mancanza di valori, vuoi per altri mille motivi. Non li sto giustificando, anzi. Io a certi genitori toglierei i figli, pensa te. Ma proprio perchè ci sono questi problemi, lo stato deve intervenire con un sistema di educazione formazione che aiuti anche i ragazzi disagiati e che sia una guida per tutti, che insegni i veri valori e faccia capire ai ragazzi, tutti, che la tv e la società stanno generando falsi miti, che il massimo della vita non è partecipare al Grande Fratello ma semmai fare del bene al prossimo. La scuola dovrebbe insegnare prima di tutto il rispetto, che non c’è più. Non esiste più, i ragazzi non sanno neanche cosa significhi rispetto ed educazione civica. E se le famiglie non sono in grado di insegnare questo ai figli, ci devono pensare le istituzioni. Le quali poi dovrebbero collaborare per fare in modo che i valori veri e fondanti del vivere civile prevalgano sempre su tutti i mostri generati dalla società che preferisce vivere ormai di apparenza e frivolezza. Ma se il governo è il primo a giocare sporco con i propri cittadini, questo non succederà mai.

      • Parli di rispetto e condivido al 100%! E’ proprio questo il concetto che fra i giovani del giorno d’oggi non esiste nemmeno più. Ma forse è anche colpa nostra, o meglio, di quei genitori beceri e cafoni, che invece di rafforzare quanto viene fatto nelle scuole va a reclamare quando il proprio “angioletto” viene punito! Quante volte ho purtroppo dovuto assistere a scene patetiche, dove i genitori, credendo di proteggere il figlio, lo “difendono” a oltranza dall’educazione che i docenti vorrebbero insegnare loro.

        Per crescere in modo sano i bambini hanno bisogno di avere dei paletti, dei muri, dei “no” fermi e decisi da parte dei genitori. Se questi “no” non vengono imposti dai genitori e i docenti tentano di imporli, spesso sono i genitori stessi a ribellarsi e a querelare i docenti. La legge è stata sempre più modificata per difendere i diritti dei bambini che è diventata così stupida da punire chi cerca di educarli… no komment!

        E quando poi un padre vorrebbe educare suo figlio ecco che la ex moglie, grazie a quelle leggi che dovrebbero proteggere i bambini e ai “giochetti” degli avvocati, glielo impedisce pure! E quando mai potrà essere insegnato il rispetto?

        Non so qualcuno di voi ha visto la fiction di Rai TV “Sarò sempre tuo padre” con Beppe Fiorello, bè, vi assicuro che non è frutto di fantasia… se non ci credete andate a vedere il blog http://divorzioticino.wordpress.com dove ci sono storie analoghe…

        Nel mio caso, dopo aver lottato per avere una sentenza giusta senza averla ottenuta, mi sono opposto al sistema. Risultato: da ormai 10 giorni mia figlia adolescente di 13 anni non vuole più né vedermi né sentirmi… questo è il risultato per aver voluto fare il padre, insegnarle la giustizia, i valori e porle dei limiti per il SUO bene! No komment un’altra volta!

        Un uomo_linux libero, ma con il cuore spezzato. ;-(

  2. Ciao maga, hai proprio ragione. Ti posso dire che a scuola non ero il primo della classe ed oggi me ne pento amaramente, e ne pago le conseguenze, se solo potessi tornare indietro.
    Continua cosi che ti leggo sempre. bye-bye

  3. Mi vengono due pensieri (ok, di più, ma quelli funesti li tengo per me..)
    1-La scuola potrebbe essere diversa e fare di più.
    In questo senso avremmo tanto ma tanto bisogno di una rivoluzione scolastica che parta dall’alto, ma dato che i ‘luminari’ che solitamente finiscono a fare politica dubito abbiano mai letto un libro di psicologia infantile, per esempio, dubito che si vedranno molti cambiamenti.
    Voglio dire… l’Italia ha dato i natali ad una Maria Montessori! Verrebbe da pensare che quando il politico italiano di turno riflette sulle riforme della scuola si ricorderebbe di lei, magari aiutato dall’immagine che la raffigurava sulle vecchie lire (di cui loro certamente ne han viste tante…troppe…), e invece no. Lo scopo delle istituzioni non è educare la popolazione, questo è certo.

    2-I genitori (soprattutto ho notato la generazione che ha vissuto nel fior fiore degli anni ’80, anni in cui tutto era esagerato, in primis i livelli di benessere di cui ora ne paghiamo le conseguenze non solo in termini sociali, ma anche ambientali, economici, ecc…) spesso sono la causa primaria dei mali dei loro figli.Anche quando un maestro (che bella questa parola! Ora ‘insegnante’ va per la maggiore, ma ‘maestro’! Questa parola racchiude in sè molto di più, un maestro è anche un maestro di vita, è il punto di riferimento principale al di fuori del contesto familiare!) si permette un pò di fermezza, ecco che il bambino/ragazzino corre dai genitori consepavele che loro saranno lì pronti a dargli ragione e a ripromettersi di dirgliene quattro al maestro. Insegnare non è facile al giorno d’oggi, con questi genitori iper-protettivi che non capiscono che dire di no spesso fa più bene che dire sempre di sì amor mio, hai ragione tu caro. Generalizzo, le eccezioni per fortuna ci sono. Ma conosco di persona entrambe le tipologie di genitore e i casi di genitori succubi dei loro figli è in spaventoso aumento.
    Le scuse sono tante (non ho tempo, sono stanco, sono divorziato/a e da solo/a non combino, …), gli scarica barile anche (colpa dei nonni che li viziano, colpa della scuola che non fa nulla, colpa dei compagni di scuola troppo vivaci, perchè il mio pargolo no, non è così…), ma resto dell’idea che di fondo il problema serio sia la mancanza di valori. Non ci sono scuse per non educare il proprio figlio. L’hai messo al mondo? Non dirmi che non pensavi che ciò non comportasse una responsabilità verso di lui e verso il mondo? E’ un dovere di ogni genitore fare il possibile per dare il massimo al figlio e non parlo certamentente di cose materiali, ma di strumenti per la vita, perchè possa relazionarsi con gli altri in modo ottimale. Questo dare può essere anche un negare qualcosa. Ma si fa fatica a dir di no quando si è stanchi…più facile spaparanzarsi davanti alla TV che in ultima istanza è, come dice Uomo Linux, l’ennesima cattiva-maestra. Peccato. Potrebbe essere, cme già era stata in passato, un ottimo strumento educativo di massa. Ed invece è uno strumento di distruzione di massa:-/

    Concludendo, si sa ci sono cicli storici. Alti e bassi, momenti in cui la barbarie regna sovrana, altri in cui l’uomo sembra ricordarsi all’improvviso della bellezza della cultura, della sensibilità, delle cose che rendono l’uomo un essere vivente csì particolare. Stiamo precipitando verso il basso, ma ci sarà una risalita (dopo una bella batosta mi sa però..). Lo spero almeno.

    Amo infine pensare che la poesia prima o poi ci redimerà. Poesia nel senso di capacità dell’essere umano di emozionarsi nel profondo, di provare sentimenti elevati, nobili. Nulla più ci muove in questa società, nulla ci tocca veramente. Nè le tragedie grandi, nè tantomeno le piccole. Il filo d’erba non ci esalta più nella sua semplicità e verità: che siamo tutt’uno, noi e lui. Che se lo copriamo di cemento moriamo un pò di più anche noi. L’esaltazione si trova nello sballo a tutti i costi, le tragedie che ci toccano sono solo quelle finte, passate sui teleschermi e più ce ne mstrano, più contenti siamo.
    L’uomo però è anche pur sempre un uomo. Giovane o vecchio. Dentro, credo, anche questi ragazzini si sentano vuoti, figli del nulla, proiettati in un mondo che sta covando una rivluzione ma totalmente disarmati, totalmente incapaci di sentire, di infiammarsi, di essere vivi. E’ una tragedia la loro e mi fanno un pò pena, dopo un primo momento di rabbia. Soccomberanno probabilmente. Se almeno l’uomo poi imparasse dagli sbagli, il sacrificio di una generazione avrebbe un pò più senso…

    • La loro tragedia è anche la nostra tragedia, penso. Perchè ora siamo noi, generazione di trentenni, l’imminente futuro ( e pure molti di noi non sono messi molto bene in quanto senso di vuoto e depressione) ma tra poco saranno loro il futuro, sarà in mano a loro tutto questo. E anche se noi saremo vecchi, sarà sempre anche la nostra tragedia. Come dici tu, spero che le emozioni prendano il sopravvento, spero che l’uomo che vive di emozioni e senza quelle è nulla, si ribelli di fronte a questo senso di vuoto e faccia qualcosa di costruttivo per colmarlo. Ma a questi giovani, per colmare quel vuoto, servono guide. A scuola e fra le mura domestiche. Siamo noi adulti i primi a dover ritrovare la via giusta per insegnarla a chi verrà dopo di noi e io invece, soprattutto tra gli insegnanti, vedo tanto menefreghismo. I genitori uno non se li sceglie, uno può avere la disgrazia di ritrovarsi una famiglia assurda o peggio, del tutto assente. Sono allora gli insegnanti, la società, che dovrebbe intervenire per aiutare questi ragazzi. E chi deve farlo, se non la scuola? Gli insegnanti dovrebbero scegliere questo lavoro come missione sociale, non come un impiego qualsiasi. Insegnare non è come lavorare in un ufficio. Insegnare ai giovani significa formarli per il futuro. Ma questo non lo capisce nessuno, a quanto pare.

  4. Sono d’accordo in tutto e per tutto con te, però non credo che sia una situazione recente. Io ho dovuto cambiare scuola e città alla fine del 4° liceo, a scuola avevo sempre dovuto studiare molto, i prof erano davvero molto esigenti, non tutti particolarmente severi, però bisognava studiare, com’è giusto che sia. Nella mia nuova classe di 5° liceo scientifico, la situazione era invece molto simile a quella da te descritta (e ti parlo di 10 anni fa, ormai), pensa solo che durante una gita ad Amsterdam una prof ha accompagnato i miei compagni in un coffee shop! Con questo non voglio fare la bacchettona, se uno vuole fumarsi una canna è libero di farlo, il problema è l’insegnante! Questa classe era un branco di somari, un’ignoranza impressionante, e i prof lo sapevano ma non sembrava importare loro, erano quasi tutti figli di papà, spesso gli insegnanti si assentavano, spessissimo, durante la lezione si chiacchierava del più e del meno, non si controllavano i compiti a casa e anche le interrogazioni erano rarissime. Tutto questo a pochi mesi di distanza dall’esame di maturità. Con questo voglio solo dire che secondo me non è proprio una situazione recentissima, anche la maleducazione e la cafonaggine dilagante non è prerogativa degli adolescenti, personalmente la vedo in persone di tutte le età

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