Vita di corte

E prima o poi ve la dovevo raccontare. Ormai sono mesi che vivo qui, ormai sono quasi lombarda (quasi…) ho persino perso l’accento genovese( certo…). Mi sto ambientando alla vita milanese, quella frenetica della metro che corre, quella che ti fa sentire dentro un frullatore dal momento che esci fuori di casa fino a quando rientri.
Ecco, però, c’è una specie di limbo tra casa mia e il frullatore milanese. E’ la corte dove vivo.
La mia casetta è un gioiellino, ma per arrivarci bisogna prima attraversare un lembo di terra di nessuno, chiamiamola Terriccio di Mezzo….un tratto di strada dissestato che va dall’entrata della corte sulla strada principale fino al cancello di metallo che dà su un cortiletto interno dove c’è la nostra casetta e quella di altre 4 famiglie…un cancello inutile,  con il mega chiavistello sempre chiuso e di cui non capisco l’utilità, visto che basta scorrerlo per aprire il cancello, quindi la sicurezza dove va a finire?

In questo Terriccio di mezzo sembra non viva nessuno…in realtà essi vivono, essi sono presenti, là dietro le finestre a guardarti manco fossero la mamma di Psycho…e ha studiare ogni tua mossa…

Nell’ordine. I vicini di casa appena sotto casa nostra, dentro il cortiletto chiuso da quel cancello inutile, sono rappresentati da: coppia fuggi fuggi: lei la vedo al mattino uscire poco dopo lui e loro manco si salutano a vicenda, lui si infila nella Mini dall’improbabile color giallo canarino e lei sgattaiola fuori a prendere la sua macchina. Non ho ancora capito se sono una coppia. La tipa fuggi fuggi la vedo ogni tanto dalla finestra di casa sua intenta  a pulire e a chiudere la finestra proprio nel momento in cui incrocia il mio sguardo. Che carina!

L’uomo fuggi fuggi  non l’ho mai visto davvero in faccia, i nostri dialoghi si limitano a un fugace ciao mattutino.

Poi c’è Canottiera. Un quarantenne con famiglia al seguito che quando non lavora, se ne sta appollaitao alla finestra che dà sul cortiletto, il quale è composto da ghiaia e i portoni della mia caa e quella della coppia fuggi fuggi, quindi non so da quale panorama possa essere incantato, però vi giuro che se ne sta ore, con sigaretta e la solita cannottiera a costine grigia, macchiata di unto, a guardare quel cortiletto. Quando rientro da lavoro e passo davanti a Canottiera, mi ricambia con un ciao sorridente e mi segue con lo sguardo finchè non riesco a guadagnare l’entrata. Se faccio l’errore di girarmi, lui è sempre lì a fissarmi. Inquietante? Naaaaaa.

Poi c’è Rosanna Tutta Panna, la mia dirimpettaia dalla chioma purpurea e gli occhi color ghiacciolo, pacioccosa e sorridente. Mi chiama “Amore” anche se ci siamo scambiate giusto due parole da quando è arrivata. E al mio ragazzo la cosa è parsa strana, a me invece no. Vive talmente nel suo mondo Rosanna Tutta Panna che il vezzeggiativo che usa con me mi pare perfettamente normale.

Dall’altra parte del cortiletto vive mamma single e figli isterici, un gruppo appassionato che suona tutti i week end la solita solfa, alla solita ora: “Mammmaaaaaa….mammmaaaaaa….maaaammmmmmmaaaaa” con la mm sempre più marcata e la madre in risposta: “Bastaaaa…basta….adesso bastaaaaaaa” Con decibel da denuncia. Prima o poi ci scappa la ciabattata in testa, sono a un tiro di balcone e quando mi incazzo ho una mira formidabile.

Sotto di noi sono arrivati da poco Romeo e Giulietta…20 anni a testa è dire tanto ma vivono già insieme e hanno comprato la casetta qua sotto, che non voglio dire nulla ma se entrano a fare un controllo quelli del catasto ci scappa un’impiccagione, ma va bene. Sollevano solo tonnellate di polvere ogni week end per sistemare l’abuso edilizio e le mie piante stanno ormai scioperando da tempo per la quantità di roba bianca che si posa regolarmente sui fiori. La piantina di basilico oggi è passata dalle minaccie all’azione: sono scomparse le foglie.

E poi c’è il mondo al di fuori del cortiletto. Quelle casette da terzo mondo, una diversa dall’altra, con improbabili balconi e porte in legno di compensato, con uno stile che definirei tra baraccopoli e campo nomadi con un tocco di discarica. Essi vivono lì.

Persone che non ho davvero mai visto, fantasmi che ogni tanto incrocio nel mio passaggio nel Terriccio di Mezzo e che a malapena saluto perchè loro sembrano non vedermi….a me no che non si tratti di spazzatura. Allora essi vedono e ascoltano. Essi tutto sanno, ma soprattutto essi non hanno un cazzo da fare tutto il giorno.

Perchè per vedere la sottoscritta che butta la spazzatura al mattino e addirittura ricordarsi che sacchetti ho usato, vuol dire che essi non hanno una vita propria e vivono di quella degli altri.

Essi sono capitanati dalla Vecchiaccia. Tale essere dalle sembianze ormai solo lontanamente femminili e dalla veneranda età di 120 anni, se ne sta appollaitata al secondo piano della palazzina di fronte al mio cancello inutile. Quindi passo davanti a quell’essere tutte le mattine quando esco da casa e sento il suo sguardo dietro di me tutte le volte che rientro.

Ora io non so come nel vostro mondo sia organizzata la raccolta differenziata. Nel nostro Terriccio di Mezzo, la spazzatura si raccoglie da lunedì a giovedì, e ogni giorno è una differenziata diversa (bel gioco di parole!): umido, plastica. etcc..

Ora, ma che differenza fa se la spazzatura la metto fuori la sera o al mattino presto, prima che passi il camoncino? Nessuna. Eppur la Vecchiaccia insiste.

Una mattina mi ha persino rincorso , urlandomi che non dovevo lasciare l’involucro al mattino, ma io ho corso più veloce di lei e l’ho seminata. 😀

La Vecchiaccia si è evoluta. Ha imparato a scrivere. Si è messa a studiare per sfangarmi le palle (scusate ma non trovavo termini più appropriati per descrivevi il fastidio che essa mi provoca)…oppure ha reclutato tra gli altri esseri della corte elementi alfabetizzati. E’ un leader.

Perchè oggi, al rietro dal lavoro, Rosanna Tutta Panna si è fiondata da me con un bigliettino fra le mani, scritto con una calligrafia tondeggiante, tipica da giovane. Ma io so che c’è la Vecchiaccia dietro il messaggio minatorio.

Nel biglietto, ovviamente non firmato, si chiede di buttare i rifiuti solo nei giorni prestabiliti, solo alla sera e con sacchetti precisi, non scelti a caso. Rosanna si è fatta una risata e ha risposto scrivendo che chi ha scritto il biglietto deve venire fuori e farsi vedere, prima di accusare. Io ho riportato l’aneddoto al principe della casa che si è ripromesso di vendicarmi quando tornerà, portando il biglietto alla vecchiaccia in sella al destriero e con la sua spada giapponese nuova di pacca. 🙂

Io nel frattempo sono uscita 5 minuti fa per buttare i rifiuti. Ho cercato la Vecchiaccia sul balcone, ma non c’era. Non si sentiva una mosca mentre  attraversavo il Terriccio di Mezzo. Essi erano nascosti dietro le finestre, lo so.

E la mia mente inevitabilmente è andata alla giovane Australia, dove ogni casetta è dotata di tre bidoni grandi che mette in strada al lunedì per la raccolta. Noi abbiamo bidoni e bidoncini, ma non li tiriamo fuori perchè se li fottono.

Che Paese meraviglioso!!

E con questo vado a letto.

Good night!

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10 thoughts on “Vita di corte

  1. Ti devo ringraziare Angelica…sono arrivata al termine di una giornata tremenda, ho letto questo articolo e ho riso come una scema, mi hai davvero risollevata!! Grazie di cuore 😀 Splendido vicinato comunque…!

  2. Ahahahahaha bei vicini devo dire… 🙂 , nel mio palazzo son tutti vezzi pensionati, anche se fai le cose di nascosto loro le vengono a sapere ugualmente.. Bah.. Mmmaaaammmaaaa .. Baaasssttaaaaa!!! Ahahahah troppo forte.. Comunque si anche a Londra ogni casetta ha 3 bidoni privati che ogni mercoledì vanno messi sul marciapiede cosìcche gli uomini della spazzatura li svuotano.. Secondo me è meglio un tipo di sistema così , che quello che abbiamo qui in Ita !! 😀 Ciao maga alla prossima

  3. Divertente questo post, però devi scrivere un post anche con i lati positivi del vivere in città. Da me non è Outback Australiano però la casa più vicina e a quasi un Km non ci posso neanche litigare 😦

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