Non ci credo più

Stasera sono nera. Di solito non parlo di politica, ma stasera sto scoppiando. Ho sentito che Hollande ha vinto in Francia…e via di servizi su questo nuovo francese e il suo “changement”…e mi vengono i brividi. Ma voi ancora ci credete a questi cambiamenti?Io non so più in cosa o chi credere. Vedo il mio paese cadere a pezzi, vedo e sento una disperazione fra la gente che non avevo mai sentito prima, vedo nuovi politici che scalzano i vecchi, vedo un Hollande fare le scarpe a Sarkò e moglie e vediamo come andranno le nostre amministrative…ma quindi? Cambiano i nomi, e poi? Non cambierà nulla. Ho smesso di credere alla Politica, quella nazionale e quella straniera…ho smesso di crederci e vedo il mio paese massacrarsi. E che alternative ci sono? Non ce ne sono…

Tornare all’estero? Non ci penso proprio. Non è l’estero la risposta, non è scappare la soluzione. Che poi è quello che cerco sempre di dire a chi mi scrive e dice che vuole scappare da questo paese, pensando che al di là dei nostri confini tutto vada meglio, che a Sydney ci sia l’Eldorado per tutti. Qualcuno qualche tempo fa (scusate non ricordo il nome di tutti!) dall’Australia mi scrisse che la polizia di sera consegnava opuscoli ai ragazzi stranieri dove si diceva che c’erano ottime opportunità di lavoro pure in Canada e negli Stati Uniti..come dire: non venite tutti qui, per piacere.

Non voglio più scappare, non ci penso. Sto qui e provo a ricomnciare nel mio angosciato e disastrato paese. Che poi all’estero non se la passano tanto meglio. In Spagna c’è più disoccupazione che da noi, in Grecia non ne parliamo….la Francia non mi sembra messa benissimo. Forse Germania e Inghilterra si salvano ma io personalmente non ci andrei mai a vivere.

E uno, quindo, cosa deve fare? Ci ammazziamo tutti, come stanno purtroppo facendo tanti precari o disoccupati che non reggono il peso di vivere senza lavoro? Un uomo di Pozzuoli si è suicidato per questi motivi e sul biglietto ha scritto: “La dignità è più importante della vita…”. Ma scherziamo?

Scappare all’estero non è un’alternativa. Almeno per me. Adesso non posso lamentarmi, ho un buon lavoro e vivo piuttosto bene…ma non potrò lavorare tutta la vita…e di sicuro io non vedrò la pensione….quindi cosa dobbiamo fare? La politica in questo caso dovrebbe farsi carico di questa impasse e risolverla. Ma non lo farà, continuerà a fregarsene. I nostri politici fanno letteralmente schifo e quelli europei non sono da meno. La politica secondo me ha fallito. Bisognerebbe resettarla, gli Stati forse dovrebbero essere solo amministrati senza colori e valori spiattellati a destra e a manca a seconda di come tira il vento….repubblicani o democratici, pidiellini contro pd, comunisti e radicali e via dicendo…contenitori di valori privi di fondamento e scusate se manco di rispetto a qualcuno. Ma se io ho trovato lavoro e sono arrivata nel mio piccolo a fare quello che faccio, non è merito di nessuno di questi suddetti partiti. Non voglio essere acida, ma io davvero penso che la politica vada annullata. Basta, via. Ha fallito, punto. Ci vuole qualcos’altro, semplice amministrazione che semplifichi la vita, aumenti il lavoro e la sicurezza nel paese. Il resto sono solo belle parole, discorso inutili. Fumo. Aria fritta.

Tanto lo so che parlo a vanvera, non disturbatemi a sottolinearlo. Sono discorsi utopistici, me ne rendo conto. Ma a uno schifo così per la classe dirigente non ci ero mai arrivata in vita mia (parlo di tutti, non solo dei sedicenti tecnici…). E nonostante questo, io nel mio paese continuo a crederci….sono stupida? Non lo so, forse sogno. Io non penso che la classe dirigente di oggi rispecchi il paese. Anzi, i politici non sanno cosa succede nelle case degli italiani, non ne ha proprio idea. Votiamo queste persone perchè non ci sono alternative, non perchè ce le meritiamo. L’Italia si merita di meglio. Al posto di professori e banchieri io al governo vedrei bene casalinghe, operai, maestri e pescatori. Penso avrebbero un migliore senso dello Stato. Penso che le cose andrebbero meglio.

Mi spiace sentire di ragazzi che scappano da qui per cercare fortuna altrove, senza sapere bene quello che cercano. O come cercarlo. Il lavoro e la sicurezza sono assolutamente prioritari…condivido. Ma se poi tutto il resto manca? Se andate in un paese dove c’è tanto lavoro e ottimi guadagni, ma poi come paese non vi piace o vi dà meno di quello che pensavate? Sarete contenti lo stesso?

Io ve lo auguro. Io ci ho provato e me ne sono tornata a casa. Stavo male in Australia perchè, nonostante il buon lavoro e buon stipendio, mi sentivo tremendamente sola e totalmente disconessa dalla società australiana….sono qui con un lavoro modesto (guadagno meno che in Australia) ma in una società che amo nonostante i mille difetti e con cui mi sento pienamente in sintonia.

Che cosa allora è importante? Tutto lo è, è solo questione di compromessi. Non si può avere tutto e allora bisogna scegliere.

Io ho scelto il mio paese e lo rifarei mille volte. Meno soldi, ma sono a casa mia. Solo che adesso la vedo male, vedo che siamo in mano a un pugno di mosche cieche e bieche…non vedo un grande futuro davanti a me, vedo il mio paese cadere nel baratro per colpa non del suo popolo ma da chi lo amministra e non so cosa fare. Scappare non serve, ma davvero mi sento impotente.

Vorrei prendere a sberle, ma purtroppo non posso più farlo, quelle persone che si sono suicidate perchè hanno perso il lavoro, perchè  nulla ha più valore della vita (nemmeno la dignità che di certo non si perde perdendo il lavoro….)…..vorrei dire loro che non è suicidandosi che si risolve, perchè i debiti resteranno e i famigliari rimarranno senza di loro…

Vorrei andare dai tifosi della domenica, dagli ambientialisti agguerriti, dai no tav vari…e dire loro di provare a sfogare la loro tensione per migliorare il paese e incazzarsi con chi questo paese lo sta distruggendo….Tutti bravi a incazzarsi allo stadio o per salvare i cagnolini di Green Hill (condivio per carità…) ma protestare altrettanto vivacemente (e sto usando un eufemismo) contro la politica che ci ha devastato, no? Non dico di fare barricate o azioni violente. Mai, la violenza non è mai giustificata.

Ma, ad esempio, sarebbe stato bello se nessuno a queste amministrative fosse andato a votare. Scusate ancora le parole forti di questa sera, ma davvero non so più cosa pensare. La gente si ammazza perchè perde il lavoro, prende in ostaggio persone negli uffici di Equitalia, prende a sberle gli esattori delle tasse…ma vi sembra normale? Tutti che si lamentano ogni giorno, sguardi che grondano disperazione in ogni dove, e quando si deve votare tutti che seguono come pecore?

Sono incazzata. Non faccio l’anarchica, credo nelle istituzioni se fanno il bene del paese, se lo distruggono allora non meritano nemmeno il mio rispetto. Vorrei una soluzione per salvare il mio paese e il mio popolo e sono a terra perchè non ne vedo nemmeno una.

Buon inizio settimana a tutti

La Maga delusa

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28 thoughts on “Non ci credo più

  1. Non vuoi fare l’anarchica? Peccato.. se tutti lo facessero sarebbe sicuramente diverso. Forse non meglio, magari anche peggio, ma almeno sarebbe una risposta diversa a quella di “metter su” un altro pagliaccio politico. Condivido in pieno tutta la tua delusione e credo che non siamo gli unici. Un abbraccio a tutti coloro che da “utopisti” ancora vogliono credere che si possa sperare e credere in un futuro migliore.

      • Cara Maga, la situazione qui è sempre peggiore…condivido tutto ciò che dici, in primis il fatto che l’Italia non merita e non ha bisogno di questi governanti! Anni e anni di malgoverno, di mangia-mangia e menefreghismo hanno rovinato il Bel Paese. Non abbiamo bisogno dei tecnici, così come non avevamo bisogno di Berlusconi e di tutti gli altri, davanti a tutti quel mafioso di Andreotti che manteniamo a vita e non schiatta mai!! Scusate la brutalità. Siamo bravi a lamentarci e poi non facciamo mai nulla, anche perchè quelli che, come me, pensano seriamente di fare qualcosa vengono fermati dai pensieri come: “ma cosa faccio da sola/o?”…da soli non si conta nulla e questo è il peggior dramma dell’Italia. Dovremmo essere uniti da nord a sud, isole comprese e fare tutti la stessa cosa, sostenerci! E’ triste sentire le persone che rimpiangono i tempi di Mussolini, perchè quando c’era lui almeno tutti mangiavano…così come è triste sentir dire che tanto fino a che c’è gente che sta bene e mangia non cambierà nulla…ma la cosa più triste è che si tratta della verità!!! Io rispondo a queste persone che non è accettabile rimpiangere i tempi di guerra e di dittatura, gli rispondo che se tutti, scusa la volgarità, alzassero il culo e scendessero in piazza a farsi sentire forse qualcosa sarebbe già diversa! Perchè io, la cretina che non va mai a votare, che darebbe fuoco agli stands dei NO TAV come a quelli dei politicanti e fa tante altre cose cozzando contro il sistema, ad un certo punto si chiede: ma per cosa sto facendo questo? Sono da sola o, forse, una delle poche che a modo suo si ribella e prova a lottare in nome di un paese che non la sostiene! Allora sì che mi viene voglia di scappare, almeno per un pò, per non ritrovare ovunque la faccia di quei pagliacci che scaldano le sedie a Montecitorio, per non continuare a sentire le solite banalità che ripetono come dei registratori, il copione l’hanno studiato proprio bene! Per non sentire parlare la gente che continuamente ripete: “ma hai visto quanti soldi prendono al governo?” Ma va???!! E tu continua a foraggiarli, pagando l’Imu, il canone Rai, il bollo auto perchè non si può non pagarli giusto?? Sbagliato! Si può non pagare, ma lo dobbiamo fare tutti, voglio proprio vedere poi cosa fanno…Poi vai a vedere il Papa che sfila a Milano, tanto i soldi per trainare quella mummia ce li abbiamo già messi. Bisogna imparare a distinguere tra fede e realtà, perchè la fede può aprirti anche le porte del cielo, ma la realtà è che le porte del cielo le stanno costruendo con le prese per il culo che ci rifilano!!! E continua a fare il 730 perchè si sa mai che prendo il rimborso, quando invece, chissà come mai, ti ritrovi sempre a pagare e comunque se sei fortunato e qualcosa indietro ti ritorna, stai tranquillo che almeno almeno ci hai lasciato il triplo! Rendetevi conto che la dignità l’abbiamo persa da un pezzo…da quando abbiamo permesso a questa gente di comandarci e sottometterci e non guidare, come dovrebbe fare un governo di uno stato sano!! Non perdete tempo a pianificare il vostro suicidio perchè tanto la dignità non se n’è andata con il lavoro, l’avete ceduta voi quando avete deciso di piegarvi a 90 e farvi inchiappettare da chi del nostro paese non gliene frega niente, mentre il Papa, affacciato alla finestra di un mega palazzo lussuoso che abbiamo pagato di tasca nostra (tanto per cambiare) ci benediceva! Scusate il linguaggio colorito del mio post, ma è quello che penso e così rende bene l’idea! Buona vita a tutti…

  2. Cara Maga,

    io penso e sono sicuro che le alternative a questo schifo ci sono. Purtroppo non ci sono le persone in grado di trovarle o quanto meno di metterle in pratica. E non solo, purtroppo non c’è solidarietà, il senso della comunità che, unita, può affrontare qualsiasi problema.
    La tua delusione è frutto di una società che oggi predilige l’egoismo e il profitto a discapito dei diritti, della famiglia e di qualsiasi altro principio che non produca profitto.
    Scappare all’estero è una soluzione? Forse si.
    L’Italiano non è un popolo in grado di fare rivoluzioni, di ribellarsi al proprio tiranno e forse non è in grado ancora oggi di trovare una via d’uscita ( la storia ahimè non ci ha insegnato nulla).
    E’ un popolo che delega al politico di turno che si presenta facendo false promesse, quelle promesse che l’Italiano vuol sentirsi dire.
    E’ un popolo che pensa a se stesso e poco importa se il vicino di casa sta male o è senza lavoro. L’importante che lui stia bene, che abbia il suo appartamento con mutuo da 35 anni, la birra, la pizza, le partite di calcio e il gossip.
    E’ un popolo che non sa combattere per i suoi diritti conquistati dai nostri nonni durante la nostra storia, ma che li sfrutta e li pretende come se questi diritti fossero stati ottenuti dal loro sangue e dalle loro lotte.
    Da quando è iniziata questa crisi, l’Italiano non ha fatto altro che lamentarsi ma non ha agito, ha festeggiato quando Berlusconi si è dimesso ( e c’era da festeggiare visto i danni che ha combinato) come quando avevano ammazzato il Duce e gli Americani hanno liberato il paese, ma perche Berlusconi si è / è stato dimesso? Il motivo vero era lo spread tra btp e bund alle stelle e non i Bunga Bunga. Beh Monti è entrato al governo ed è vero, lo spread è sceso fino ad arrivare a 300 punti raccogliendo cosi i complimenti dei piu grandi investor finanziari e dai banchieri. Ma appena ci sono state le nuove aste dei titoli, subito lo spread si è impennato per poi riscendere dopo qualche giorno dalla conclusione dell’asta. Strano vero? Non è strano, fidati!! Ma Monti governa ancora il paese applicando manovre di austerity che non avranno l’effetto dichiarato ai media e alla gente, ovvero quello di risanare il debito pubblico. Probabilmente avranno un altro effetto positivo per pochi negativo per tanti.
    Ma l’Italiano è ancora assente.
    In Spagna il governo Rajoy ha fatto una riforma del lavoro molto simile a quella proposta dalla ministro Fornero, ha proposto tagli alla spesa pubblica ( indovina un po quali settori? Salute e istruzione, ma guarda un po) e il popolo Spagnolo è sceso in piazza. Nessun telegiornale italiano ha dato risalto a questa notizia, chissà perche non mi stupisce. Beh Madrid era attraversata da un fiume di persone, una marea di persone che sono scese in piazza per difendere i propri diritti.
    In Italia hanno tassato le prime case ma non i patrimoni, hanno aumentato le tariffe, la benzina, e con essa tutto ciò che ha legami con la benzina ( tutto!!), hanno intenzione di aumentare l’iva al 23% entro la fine dell’anno e chissà quale altra imposta inventeranno ( perche dovranno fare un altra manovra per il pareggio di bilancio anche se nessuno lo dice).
    L’italiano???? Assente.
    In Grecia il popolo è alla fame, scarseggiano i servizi e il mangiare sta diventando un lusso. Moltissimi bambini presentano un stato di malnutrizione perche non hanno da che mangiare visto che i genitori non lavorano o lavorano ma prendono uno stipendio ridotto del 30 -40 % dalla politica di austerity applicata dal governo Papademos. Beh sono scesi in Piazza, la famosa piazza del parlamento, in tanti, troppi!!
    In Italia, nulla!! Nessuno che parla dei Greci, della Grecia. Nessuno che pensi a quei bambini malnutriti a causa della crisi, tanto in Italia si sta ancora bene tutto sommato. Occhio, la politica di Monti e la stessa che è stata attuata in Grecia negli ultimi 3 anni. Lo stesso binario non porta a capolinea diversi.
    Che resta da fare allora?

    Uccidersi? Non è la soluzione questo è ovvio. Preferisco fare le valigie e andare altrove piuttosto che togliermi la vita. E se avessi una famiglia la porterei con me, perche loro sono tutto quello di piu importante che ho su questa terra. . Ma ahimè quelle persone l’hanno fatto, forse perche stanche, forse perche attaccate in quello che è piu caro a loro, ovvero essere il capofamiglia che con il suo lavoro porta avanti la sua famiglia, forse perche sole. Sole si, abbandonate dallo stato che pur di incassare qualche migliaio di euro non guarda in faccia a nessuno, sole perche la comunità è assente.
    Sole perche….l’Italiano pensa alla vita sua. Ecco perche non me la sento di prenderli a sberle, ma sento un profondo senso di vergogna. Vergogna per questo paese che non si è ancora fermato e non ha detto basta a tutto questo. Vergogna per l’Italiano medio(cre) che oggi festeggia lo scudetto della Juve e non pensa a quello che la politica gli sta combinando alle spalle.
    Scappare? E’ una soluzione, triste, ma pur sempre una soluzione. In fondo è meno difficile da digerire l’idea di essere in difficotla in un paese straniero, piuttosto che essere in difficolta nel proprio paese.

    Rimanere? Sarebbe la soluzione migliore se tutti gli Italiani, insieme, decidessero di lavorare insieme per cambiare questo paese e toglierlo dalle mani di chi ci ha portato a questa situazione.
    Ma come vedi non ci sono ancora le premesse. Anzi, mi sembra di essere sul Titanic, chi cerca di salvarsi, chi decide di morire perche non è in grado di combattere, e chi crede che il Titanic è inaffondabile.

    Le soluzioni per uscire da questa crisi e ritornare ad essere il Belpaese ci sono, fidati, potrei citare l’Argentina di oggi, ma è nostro compito cercare le soluzioni giuste per il nostro paese. Diventando attivi, creando la comunità necessaria per sconfiggere queste lobbies. Altrimenti, è meglio andarsene.

    • che dire, concordo con tutto quello che dici. Il problema è che in Italia siamo poco coesi, quindi la bella comunità che proponi ho paura che non si realizzerà mai. E se usciremo dalla crisi sarà perché sappiamo lavorare bene, non perché siamo uniti.

  3. Comunque hanno fatto bene a fare le scarpe a quei due cretini all’Eliseo, non se ne poteva più! : )
    Almeno i francesi ci provano a cambiare invece in Italia è tutto un vecchio via l’altro. Tutti hanno votato Berlusconi per 17 anni e ora si lamentano. Ma de che ve lamentate, raga’? Mi ricordo Andreotti – 50 anni di Democrazia Cristiana, pure con bacio mafioso documentato – e nessuno ha fatto nulla. Beh, a parte che la rivoluzione andava fatta 20-30 anni fa ma erano tutti a farsi le vacanzine e a comprarsi i vestiti firmati coi quali andare a prendere l’aperitivo con gli amici.
    Se volete cambiare qualcosa dovete muovere il culetto e agire nel vostro piccolo: della serie denunciare malefatte RIMETTENDOCI DI PERSONA, cosa che io non ho mai visto fare da nessuno, ero l’unica a ribellarmi a certe situazioni agendo concretamente. Il bar sotto casa non mi rilascia la ricevuta? Bene, io andavo alla Finanza. Chi ha provato a fregarmi sulla borsa di studio si è beccato la denuncia (Ministero Affari Esteri, mica fuffole) e via di questo passo. I risultati li ho ottenuto, spesso positivi, per es. la tipa delle borse di studio non ha più ricevuto sovvenzioni. Segno che cambiare si può, basta volerlo. Il problema è che la gente non vuole cambiare, non è vero che non è possibile. Così, all’ennesima schifezza che mi è capitata ho detto basta e scelto definitivamente la mia parte anglosassone. Tanto coi sordi è inutile parlare.

  4. ..può essere vero quando dici che la politica sia marcia ovunque, ma è un dato di fatto che l’Italia non ha paragoni (almeno in occidente)..in paesi europei, senza andare molto lontano, ci sono politici che si sono dimessi per aver fatto cose che in Italia il 99% dei politici fa quotidianamente (tipo aver usato l’auto blu per portare i figli a scuola!)..in Australia, poco tempo fa, un politico si è dimesso perchè accusato (al momento solo accusato, tra l’altro) di sexual harassment..noi abbiamo avuto Berlusconi..e qui metto un punto senza commentare. Le persone non scappano, ma sono consapevoli che, al contrario di quanto dici, ci sono molti posti che rispetto all’Italia hanno meritocrazia, burocrazia efficiente, stipendi adeguati e istituzioni funzionanti..è un dato di fatto, non lo dico io. Ognuno poi fa la sua scelta, torna per la famiglia o perchè semplicemente sente un legame con il posto in cui è nato, ma sono dell’idea che questa scelta ti porti a pagarne le conseguenze.

    • Io ho provato a vivere in un paese senza raccmandazioni e poca corruzione (la corruzione è ovunque, non si salva nessuno…non esiste un paese dove non c’è corruzione in assoluto) ma alla fine me ne sono tornata a casa. Per ora e uniche conseguenze sono state aver trovato lavoro e il fidanzato. Non mi sembrano negative.
      Il problema è la politica italiana che è ormai marcia fin nelle ossa, ma non per questo l’Italia merita di essere buttata nel cesso o, peggio, abbandonata.

      • Concordo, scappare non è la soluzione se si è italiani al 100%. Chi lo è in parte si può trovare bene anche altrove e non sentirà la mancanza dell’Italia come un italiano DOC. Da una parte un vantaggio, dall’altra un’assenza di radici che può anche essere un problema per tutta la vita. Forse alla fine bisogna scegliere da che parte stare…

      • La prima cosa da fare per un Italiano se vuole esser successfull e’ smettere di esserlo nei ragionamenti tipici, come quello che vuole che se una cosa non va come vorrei io sempre colpa di qualcun’altro che non capisce quanto genio io sia o che ha dei problemi personali. Si puo’ scrivere quello che si vuole su internet ma alla fine c’e’ chi qua ce la fa e chi invece torna a casa con la coda fra le gambe incolpando qualcun’altro del proprio insuccesso.. e la differenza non la fa mai la fortuna o il caso, ma solo la propria attitudine e l’impegno. Se un sistema richiede delle prerogative, bisogna impegnarsi e adattarsi, se non se ne ha voglia di farlo, o non se ne e’ capaci, si e’ destinati a tornare a casa.. e la colpa non e’ mai di qualcun’altro ma solo nostra personale. Poi ognuno puo’ raccontare tutte le storielle possibili, ma la differenza fra chi torna e chi resta sta proprio li’. Good Luck everyone and keep up the effort. Ciao. Alb

      • Concordo…ma permettimi di inserire una terza opzione tra quelli che rimangono perché ce l’hanno fatta e quelli che tornano perché hanno fallito…la categoria di chi non si e’ innamorato dell’Australia e ha preferito cercare il proprio eldorado a casa propria. Io ho fatto cosi e sono orgogliosa di dire che ce l’ho fatta…nessuna storiella, i fatti parlano da soli…

      • ..se ci vogliamo paragonare a paesi dove c’è stata la dittatura allora quello è un altro discorso..peró rendiamoci conto a che livello siamo arrivati..

  5. non ho finito di leggere tutto ciò che hai scritto, lo farò, te lo giuro, mi sono fermato perchè è troppo negativo, tutto vero, gia conosciuto da me ma negativo. perchè ti leggevo? perchè era meraviglioso leggere di te e dell’australia, ragazza che aveva realizzato il proprio sogno, che lo viveva in un posto meraviglioso. sto apprendendo adesso che sei tornata dall’australia eper adesso non voglio sapere altro. ti dico solo che la tua incazzatura verso i problemi dell’italia la condivido e proprio per avere qualcosa dipositivo a cui pensare ti leggevo,stavo pensando di andarci anche io in australia. devo dirti che la tua indignazione in molti italiani è divenuta cosa più concreta, hanno cercato di approfondire i motivi di questo disastro e le risposte sono state varie: euro, sovranità monetaria perduta, unione europea-commissione europea come istituto non elettivo, qualcuno ha addirittura avanzato una teoria molto particolare e sostenuta da ampia bibbliografia come ad es. paolo barnard, non so se lo conosci, è una persona importante ma adirata questo è il suo sito http://www.paolobarnard.info ma vi sono appunto tanti altri che si stanno occupando di ciò che sta accadendo in italia, ad es. http://www.goofynomics.blogspot.com o http://www.main-stream.it . se vorrai altre info a riguardo sarò felice di dartene, ma io ti ho amato, preferito, quando vivevi in australia. ciao.

    • Perdonami Francesco se ho smesso di stupirti. Ma purtroppo l’Australia aveva smesso di stupire me e a un certo punto ho preferito tornare a casa mia a vivere la mia vita qui. In Australia vedevo tutto positivo, i primi anni sono assolutamente fantastici ma a poco a poco mi sono resa conto che l’incantesimo era finito e che se non avessi fatto qualcosa, sarei rimasta a fare la cameriera a Sydney. E io non me la sentivo. Sapevo di aver studiato e lavorato tanto per fare un lavoro diverso e dopo un po’, il fatto di vivere Down Under non mi bastava più a giustificare quel lavoro così lontano da tutto quello che avevo fatto e studiato. Così mi sono rimessa in discussione e ho provato a trovare una soluzione diversa nel mio paese.
      Ho avuto la fortuna di trovare un buon lavoro in pochi mesi. E pure un fidanzato! 🙂 In realtà sono molto più positiva adesso per il mio futuro di quanto non lo fossi in Australia, solo che sono tanto amareggiata nel vedere il mio paese annegare in questo modo. Ma io, personalmente, sono molto più felice di quando ero a Sydney. Però hai ragione, forse dovrei essere più positiva nei miei post! 🙂
      Grazie per il tuo commento e spero mi continuerai a leggere! Prometto di scrivere post più positivi! 🙂

  6. Sembra quasi che consideri un codardo chi va via dall’Italia per avere diverse opportunità, come se la abbandonasse. Non è così. E poi non è che chi va via lo fa solo per il lavoro, anzi, quando si parla di opportunità diverse o migliori all’estero, non è mica solo dal punto di vista lavorativo o degli stipendi, c’è anche chi lavora per vivere e non il contrario, cosa considerata normale all’estero ma non più in Italia (basta pensare all’abitudine di rimanere in ufficio fino alle 10 o anche la domenica, ai turni di lavoro lunghissimi altrimenti il capo non ti considera, mentre all’estero è il capo alle 5 in punto che manda a casa, dalla tua famiglia, dai tuoi interessi, alla tua vita insomma)

    • Non ho mai detto che è codardo chi parte….mi spiace solo di vedere ragazzi che partono solo per disperazione o per il miraggio di incontrare chissà che cosa dall’altra parte del mondo. Se si parte con convinzione e coscienza, va tutto benissimo. Se invece è la disperazione a determinare le nostre azioni, allora penso che possa essere controproducente. E io un po’ l’ho vissuto sulla mia pelle.
      E’ vero che in Italia si lavora molto, ma anche negli Usa si ammazzano di lavoro e in Giappone non si lavora meno di 12 ore al giorno, sabato compreso.
      Ogni scelta è frutto di un compromesso, bisogna solo capire cosa è prioritario nella propria vita: andare a casa alle cinque o avere un superstipendio lavorando fino alle dieci di sera? Vivere in un paese stupendo con un clima fantastico e cibo assurdo, guadagnando poco o vivere in un paese carino, moderno, efficiente, dove si guadagna bene a il calore umano è qualcosa di sconosciuto? Sto facendo esempi estremi, ma sono considerazioni che ognuno di noi penso dovrebbe fare prima di decidere di trasferirsi definitivamente. Non si tratta di codardia, ma di consapevolezza.

  7. Io vivo all’estero da anni, e sinceramente di gente che se ne torna a casa e dice che lo fa perche’ sente la mancanza di mami e papi ne vedo.. ma la realta’ e’ che non sono stati capaci di trovarsi un lavoro vero, tutti arrivano, stanno uno o massimo due anni a fare i lavori piu’ disparati per poi tornarsene con la coda fra le gambe, ma la motivazione che manca casa e amano tanto l’Ita;ia. Anch’io amo il mio paese, ma sono all’estero come tanti a lavorare per quello che o studiato e se facessi un altro lavoro forse si’, me ne tornerei anch’io a casa “[erhce’ mi manca tanto la famiglia, gli amici, la cultura, e bla bla bla”…. Ragazzi, se partite fatelo con la testa!

    • Mi sembra un po’ semplicistica la tua spiegazione…chi non riesce a trovare un lavoro vero, come lo chiami tu, magari ha lottato tanto per ottenerlo, ha fatto i lavori più disparati e poi vedendo che il suo lavoro ideale non riusciva a trovarlo ha preferito rientrare nel proprio paese. Non è solo questione di mami e papi, spaghetti e mandolino. E’ questione anche i dignità a un certo punto. e penso che se il massimo che riesci a ottenere un lavoro da cameriere, quando invece magari hai studiato e lavorato in Italia per fare qualcos’altro, allora ti chiedi se sia il caso di rimanere o riprovarci nel tuo paese. Io sono tornata e ho trovato il lavoro giusto dopo pochi mesi dal mio arrivo. Non mi sento una fallita o una che ha preso alla leggere l’esperienza Australia, anzi penso che l’esperienza Down Under sia stata fondamentale per trovare lavoro in Italia. Comunque sono felice per te e per tutti quelli che invece sono riusciti a trovare il lavoro giusto in Australia. Come lo sono per coloro che hanno deciso di tornare e provare a ricostruire qualcosa nel proprio paese! 🙂

  8. Ciao Maga, un anno e mezzo fa decisi anche io di tornare in Italia dopo quasi sette anni in USA. Ci volevo provare a vivere in Italia. All’estero si riesce sempre a trovare un buon lavoro e si guadagna bene ma hai ragione, la solitudine e’ sempre presente, e’ sempre dietro l’angolo e prima o poi ti prende e non e’ facile spingerla via. Pero’ personalmente sono tornato a farmi quasi mantenere dai miei perche’ lavoro non ho trovato, se escludo una parentesi lavorativa di qualche mese a Londra (appunto fuori dall’Italia). E ora sono qui di nuovo in Italia e sto progettando di ripartire. Se hai trovato un lavoro accettabile magari ti troverai bene, sei nel tuo Paese e lo capisco. Ma io vedo ce l’Italia e’ proprio in declino a causa non solo dei politici ma di tutti noi italiani che abbiamo qualcosa di poco buono nel nostro DNA a partire dallo scarso senso civico.

    • Ti capisco Luca e condivido quello che dici. Siamo un popolo paradossale e il periodo storico difficile che stiamo vivendo sembra far uscire fuori il peggio di noi. Però tu lo sai, tu ha vissuto all’estero e sai che la fuori non c’è il paradiso, ma ogni angolo della terra ha la sua porzione di inferno e paradiso, non esiste il posto perfetto. Bisogna solo capire in quale angolo uno si adatta meglio.
      Ciao!

    • Ciao Luca,

      vorrei saperne di più sugli USA visto che ci andrò a settembre… per una “girata” east to west sulla mitica route 66. Siccome un periodo negli states non mi dispiacerebbe, se hai voglia di contattarmi per dirmi come ottenere un permesso di lavoro o la green card fallo all’indirizzo @yahoo.com o -se Maga approva- direttamente sul suo forum! Potrebbe essere utile anche a altri… 😉 Grazie e saluti, Uomo_Linux

      • Ciao Uomo Linux, ci vorrebbe un avvocato esperto di immigration per rispondere alla tua domanda. Magari pero’ se hai tempo inzia a leggere la mia storia qui:
        http://www.nyc-site.com/forum/compagni-di-viaggio/la-mia-avventura-per-restare-in-usa/
        Ti fa capire molte cose sulla difficolta’ di ottenere un visto o peggio ancora la green card.

        In brevissimo per un visto di lavoro hai bisogno di essere assunto da una compagnia che dimostri tramite varie pratiche che tu non stai rubando un potenziale posto di lavoro ad un americano. Insomma devi dimostrare che cio’ che sai fare tu non lo puo’ fare un americano e quindi la compagnia americana e’ quasi costretta ad assumere te.
        Per la green card ci sono vari metodi: o sposi un’americana, o investi un sacco di soldi in USA, o una compagnia ti sponsorizza ma qui i criteri per dimostrare che non rubi un posto di lavoro a un americano sono ancora piu’ severi, o vinci alla lotteria per la green card…forse ci sono altri metodi ma non li ricordo. Cerca un po’ su google. Dimenticavo, sia le pratiche per un visto che per la green card costano qualche migliaio di dollari. Quindi bisogna anche avere qualche soldo da parte e investirli sapendo che alla fine l’immigration potrebbe anche rifutarti il visto o la green card e i soldi immigration e avvocato che ti fa le pratiche non te li danno indietro purtroppo.
        Gli Usa sono severi e non fanno entrare chunque, solo chi gli serve davvero. Spero riuscirai ad essere tra questi. Io ci riprovero’ presto.

      • assolutamente vero, gli USA non fanno entrare chiunque ma solo chi gli serve, quindi ci sono ampi spazi per i terroristi di cui hanno un disperato bisogno

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