Lavoriamo di meno!

“Te sei fortunato che puoi lavorare da casa”

Non è una constatazione della situazione attuale (che poi è così!) ma un consiglio. Si ok fa caldo, ok che non mi sono fatta più sentire da quasi un mese, tutto quello che volete ma vi giuro che quello che dico non lo dico solo io ma fior fiori di economisti.
Ho letto da qualche parte che  una delle cose che potrebbero far ripartire l’economia, è lavorare tutti meno ore alla settimana. Tipo 30…un miracolo del genere. Sapevatelo! 🙂
Non sto svalvolando. E’ vero che siamo a luglio e io di lavorare non ne posso più e non faccio che sognare spiaggia, sabbia tra i piedi e un pareo come unico capo d’abbigliamento (con il costume, si intende)…è vero che la recente notizia del Berlusca che scende in campo ci ha un po’ tutti sconvolto (in realtà visto Alfano, che più che un delfino mi pare un Capodoglio, non è poi così sorprendente come notizia) è vero che Moody ci ha declassato (ma basta!!!!) è tutto vero…ma vi giuro che quello che vi dico l’ho letto davvero e non è frutto delle mie valvole sfuse!!
In pratica, tra gli altri, un tipo di nome Pierre Larrouturou (che si pronuncerà tipo larruturu??) economista francese tra i pochi (anche se a sentirli oggi sembrano in tanti) ad aver previsto la bratta in cui ci troviamo adesso, afferma che la produttività aumenta se lavoriamo di meno, ma meglio. E non solo, lavorando di meno, abbiamo magari anche più tempo per spendere e far ripartire i consumi. Ora magari voi questa cosa già la sapevate, io no e ne sono sorpresa perché da brava ignorante quale sono ero convinta che più si lavorava e più si produceva…e invece non funziona così!

Ora non voglio fare un post di economia perchè non ne ho le conoscenze. Anzi sono una frana. L’esame di economia internazionale per me all’università è stato come analisi per chi fa ingegneria. Ho preso a fatica un 23 che ho benedetto tutta la vita…

E per di più i francesi non mi sono simpatici. Quindi portarvi una teoria economica espressa da un francese è per me uno sforzo autentico che spero apprezzerete 🙂

Secondo Larruturu (tolgo le o che faccio prima) non è aumentando il numero delle ore lavorative che si aumenta la produttività e quindi la benedetta crescita economica del paese, ma al contrario se la gente lavorasse in modo più concentrato e per meno tempo (dando così anche ad altre persone l’opportunità di lavorare) si produrrebbe meglio. Questa teoria che vi ho snocciolato come fosse una ricetta di una torta al cioccolato,  in realtà ha fondamenti economici di un certo peso che non vi ripropongo per non essere lapidata. Ed è una teoria che io nel mio piccolo ho avuto modo di confermare in una delle mie recenti esperienze.

Quando sono andata in Giappone, una delle cose che più mi avevano colpito del paese erano i turni di lavoro a dir poco massacranti. Dodici ore al giorno è la media. Parlando con un italiano che vive a Tokyo da diverso tempo e che ha viaggiato per lavoro un po’ in tutta l’Asia, questi mi diceva che nonostante, o forse proprio a causa delle numerose ore di lavoro il Giappone è uno dei paesi meno produttivi al mondo.

Quindi? Perchè ci assilliamo a lavorare come bestie? Per qualche euro in più? Ma poi arriviamo nel fine settimana massacrati, stressati, consumiamo quasi per nervosismo…e per cosa? Questa è vita?

Io lavoro otto ore al giorno. Me lo sono imposta per principio. Lo so che in realtà sto rispettando il contratto, ma ve lo dico perché all’inizio pure io sforavo fino alle 19,30 o  20…volevo far vedere che ero una troppo tosta..ma poi a poco a poco, complice la crescente stanchezza e lo stress dilagante, ho cominciato a pensare che forse non era il caso di massacrarsi in questo modo.

Voglio dire: 8 ore al giorno già mi sembrano tante, passiamo un terzo della nostra vita a lavorare….perchè aumentare questa soglia? Uno non ce la fa a fare quello che deve fare entro le otto ore? Se non ce la fa, rimanda a domani.

Il mondo può attendere, giusto? O forse la società si è incasinata talmente tanto che pure il concetto di tempo ormai ha perso il suo sugnificato “prezioso”? E’ diventato una merce a buon mercato o addirittura senza valore?

Ma che bello sarebbe lavorare, come suggerisce Larruturu, 30 ore alla settimana? Tipo sei ore al giorno? Tipo che esco alle 16 e ho tutta la giornata davanti?

Lo so che sto dicendo cose ovvie, a chi non piacerebbe lavorare meno! Però poi chi realmente lo fa? Voglio dire, chi realmente rispetta sempre le otto ore? In molti sforano questo limite, perchè glielo impongono (e senza straordinari) o perchè se lo impongono per arrivare prima al traguardo. La famosa carriera che io traduco in corriera. Perchè a tutto c’è un limite.

Ad oggi io mi sento una donna in corriera, una che corre corre corre per arrivare a un traguardo lavorativo che poi non lo so neppure se dopo tutto questo ci arriverò davvero. Basta correre! La vita è bellissima anche quando si smette di lavorare, soprattutto quando si smette di lavorare. Il lavoro non può essere il perno attorno a cui centrare la propria esistenza..a meno che non coincida perfettamente con la propria passione, come un artista che dipinge quadri per vivere. E beato lui che ci riesce!

Solo che  far passare il concetto di lavorare di meno in Italia penso sia un’impresa titanica..cosa che in Australia accetterebbero subito, anzi secondo me ci deve essere già qualche disegno di legge in corso 😀

Saluti a tutti, buone vacanze e mi raccomando….lo stesso suggerimento che vale per il bere vale anche per il lavoro: con moderazione! 😀

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24 thoughts on “Lavoriamo di meno!

  1. Bene bene, l’economista francese rivanga la teoria del Partito Socialista che è stata applicata in Francia nel 2000 sotto il governo Jospin (base: 2 leggi votate nel 1998 e nel 2000: il lavoro dipendente a tempo pieno non deve superare le 35 ore settimanali).

    A quanto ne so è stato un mega flop perché in effetti sul lungo periodo si è constatata una diminuzione degli impiegati, sebbene questi inizialmente siano stati aumentati per compensare la mancanza di personale durante il tempo di lavoro. L’effetto immediato è stato quello di aumentare il costo della manodopera (se per lo stesso stipendio lavoro meno ore… la retribuzione oraria aumenta!), tamponato dagli sgravi dei contributi pagati (= meno entrate p.es. per le pensioni e la sanità) che hanno impoverito le finanze pubbliche… che la produzione sia migliorata resta da dimostrare, quindi… non mi sembra proprio che questa sia la soluzione miracolo!

    Può piacere, certo. Se lavoro meno ho più tempo per occuparmi d’altro (di spendere) e quindi l’idea che questo possa rilanciare l’economia potrebbe starci. Se però guardo a cosa è accaduto in Francia negli ultimi 12 anni non c’è da rallegrarsi troppo… i servizi sono scaduti, e di molto!

    Se prima nei ristoranti avevo la possibilità di essere servito dalle 7:00 del mattino fino all’1:00 di notte, oggi troverò degli esercizi pubblici che lavorano la mattina dalle 7:00 alle 14:00, poi chiudono durante il pomeriggio per riaprire alle 17:00 fino all’1:00 di notte. Risultato: stesso numero di impiegati ma meno servizio alla clientela! Altri per compensare hanno deciso di chiudere un giorno in più alla settimana… alla fine invece di avere più salariati che lavorano meno, ci si ritrova con lo stesso numero (o meno) di persone che lavorano meno ore, “rispettando la legge”!

    Mah, credo che in futuro ci saranno sempre più eminenti economisti che faranno dei tentativi (a corto termine) per “indorarci la pillola”… la realtà (dura e cruda) è che siamo in troppi a voler mantenere uno standard di vita che per il nostro pianeta non è più sopportabile. Non è pessimismo o allarmismo: è realtà!

    C’è stato chi mi ha chiesto se sono per la decrescita: la risposta non può essere univoca perché una decrescita totale non sarebbe affatto buona, ma d’altro canto continuare a crescere non va neppure bene… a mio modo di vedere il problema è che -in generale- i “ricchi” (ca. il 10% della popolazione mondiale) e il benessere si ha al nord mentre le ricchezze del pianeta si trovano al sud, dove ci sono i “poveri” (ca. il 90% della popolazione mondiale, la quale viene sfruttata da quelli del nord). Ora però anche il sud vorrebbe tendere allo standard del nord e questo non può funzionare per evidenti motivi (le risorse sono limitate). Una precisazione: quando parlo di nord e sud non penso all’Italia, ma al mondo intero (in generale).

    Quello che mi piace di questo blog, cara Maga, è che è partito da una cosa concreta (informazioni sull’Australia) e ora -piano piano- il discorso diventa molto più astratto e consapevole… che sia la “rivoluzione” in atto a far prendere coscienza che stanno accadendo “cose strane” attorno a noi? Finché tutto va bene ci si adagia e non si pensa troppo, quando le cose cominciano ad andar male ecco che arrivano “le pensate”… le domande, le constatazioni e anche le discussioni interessanti. 😉

    Grazie per questi bellissimi spunti e… alla prossima!

    • Papà Linux grazie dei tuoi sempre illuminanti commenti….sarà stato un flop in Francia…però magari il modello rivisto anche alla luce dei cambiamenti e delle esigenze di oggi potrebbe rifunzionare…lavoriamo meno con uno stipendio ridotto e lavoriamo tutt. Non sto dicendo nulla di nuovo…certo che il osto delòa vita dovrebbero pure diminuire, allora anche con poco si vivrebbe bene…
      Insomma, un modo per uscire da questo pantano e dare lavoro a tutti ci deve essere!

      • Caro Alex, ognuno ha le sue idee e per fortuna (per ora) ancora c’è la libertà di opinione…
        Maga, per averci lavorato, dovresti sapere come gli articoli delle testate dei media “ufficiali” siano pilotati da chi detiene il potere, quindi rimando a un articolo di un blog che ritengo molto interessante, tenuto da una persona che che sa quello che scrive (e se ne assume pure la responsabilità). http://crescitaimpossibile.blogspot.ch/2012_07_01_archive.html
        Una domanda a Alex: perché credi che un blog italiano sia ospitato in Svizzera? Suggerisco una risposta: forse per non farsi censurare?
        Buona lettura a tutti!

      • Carissimi papa’ Linux e Alex….penso che abbiate entrambi una parte di ragione, ma secondo me la verità’ come sempre sta nel mezzo, sta nell’equilibrio.

        Io sono contro il consumismo a tutti i costi, contro questa filosofia dello ¨spendo quindi esisto¨e sono a favore di un ritorno alla semplicità, al rallentamento generale…al soffermarsi per assaporare le piccole gioie di tutti i giorni e la grande fortuna che abbiamo..e non parlo solo del lavoro, parlo della salute, del fatto di avere una casa, degli amici, una famiglia che ci vuole bene…sono tutte cose che spesso vengono messe in secondo piano rispetto al lavoro, come se il lavoro fosse l’unica cosa importante…
        Ma sono anche a favore di comprare qualcosa che ci può rendere felici, mettersi da parte due soldi e comprare quel vestito che ci piace o andare in vacanza in un posto particolare….
        Ora confesserò qualcosa che vi farà inorridire, ma io due settimane fa mi sono presa l’Ipad….bestemmia!!!! Che consumista eh? Roba da vergognarsi…e invece no, io sono contenta dell’acquisto…non mi compro mai niente e stavo facendo la posta a questo aggeggio spettacolare da mesi….e così ho deciso e me lo son preso (con il contratto, che costa meno!).
        Insomma per me il segreto è l’equilibrio…e il rispetto per quello che si ha, l’essere felice per quello di cui si può godere adesso, senza guardare a quello che ci manca…
        Non credo, personalmente, che la decrescita sia la risposta definitiva ai nostri problemi moderni…credo che sia una scelta, ma non la soluzione definitiva. Quella viene dall’innovazione…..quella che ci ha sempre salvato e ha permesso all’umanità di arrivare fino ad oggi…

  2. Grande maga, la penso come te ma non pienamente … Lavoro 5h al giorno e prendo 600€ pochissimi direi, considerando che la vita è cara.. Se lavorassi di meno ma con una buona paga direi che sarebbe forte!!
    Buone vacanze anche a te!!!

    • Cara Nana, come ti capisco! Io il passo l’ho fatto da oltre un anno e ora lavoro per conto mio: mi organizzo come voglio, faccio quel che voglio e soprattutto apprezzo il vivere con meno (i soldi non fanno la felicità, anche se in certi casi possono essere d’aiuto.. 😉 ).
      Simone Perotti ha in un certo senso “aperto” la strada (blog, libri, …), poi ho trovato questo blog che reputo anche interessante: http://semplicitavolontaria.wordpress.com e io stesso ho scritto qualche articolo su quest’altro blog, che però sto trascurando da tempo… http://volontariamentesemplice.wordpress.com
      In ogni caso, se farai il passo, sarò lieto di darti il benvenuto! Non sarà tutto semplice, te lo posso garantire, ma avrai altre soddisfazioni e… vivrai! Saluti, Uomo_Linux

      • Ciao Linux..che bello sentire che fai già parte dei downshifter..:-)!! mi daresti una tua mail così da poterti scrivere in privato e chiederti un po’ di spunti..?..nel frattempo dò un’occhiata al blog..grazie mille!! Nana

  3. Pingback: 130712 « Seme di salute

  4. Maga, io sono una lavoratrice di quelle all’americana.
    Tutti a guardarmi male però alla fine i frutti arrivano e le soddisfazioni pure, mentre i colleghi stanno a fare la pausa caffè sparlando degli altri… Intanto io coi soldi mi sto facendo i denti, sono vestita carina (non firmato ma sono curata), posso comprarmi i prodotti per il viso e il corpo che non danno allergia, posso avere gli occhiali da sole di qualità e mangiare meglio (biologico – compro direttamente dalle fattorie). Insomma, i soldi servono eccome.
    Scusa, come fai ad autoprodurti i vegetali senza farti venire il mal di schiena. E le galline, chi ha il coraggio di farle fuori? Io non ce farei. “Decrescita” è la parola dell’anno, va tanto di moda ma a me sembra che facciano tutti come la volpe con l’uva – non posso, quindi denigro – però, guarda un po’ erano gli stessi che giravano col suv e i telefonini, solo che ora non se li possono più permettere e così puntano il dito su chi lavora seriamente (soprattutto su chi ama il proprio lavoro). A me piace lavorare e il lavoro è parte di me. Io sono una scienziata e ci ho messo anni e sacrifici, mi sono pure delocalizzata per trovare una bella position – non ci penso minimamente a decrescere anzi, metto via pure i soldi in banca e investo in obbligazioni!
    Ciao e buona giornata!

    • Cara Alex, innanzi tutto complimenti per quanto dici rispetto il lavoro: è cosa buona e giusta non “rubare” tempo a chi ti paga per lavorare e farsi gli affari propri, quindi ben venga che non passi le tue ore in inutili chiacchiere davanti alla macchina del caffé. Amare il proprio lavoro e lavorare in modo serio è quanto di più bello possa esserci: lavori senza che ti pesa. Io stesso dico che “vado a giocare” quando vado a lavorare… e non conto le ore perché faccio le cose al mio ritmo. Complimenti per i sacrifici che hai fatto e per essere giunta a poter fare quello che hai sempre sognato.

      Non vorrei puntare il dito, ma i contenuti del tuo commento mi spingono mio malgrado a qualche riflessione:

      – i denti: le soda (coca-cola e altro), i cibi e gli zuccheri raffinati provenienti dall’industria alimentare li rovinano, poi bisogna correre ai ripari dal dentista. Per fortuna i miei genitori mi hanno educato a bere acqua di rubinetto e mangiare sano!

      – i vestiti: la moda spinge a rifare il guardaroba a ogni stagione per non essere “out”. Personalmente uso i vestiti anche quando sono consumati, finché non vanno a pezzi e non per questo non sono curato (sono fuori moda, quello si, ma volontariamente)

      – prodotti per il viso e il corpo: altra strategia per indurre a spendere. Sai che l’olio di oliva è perfetto per mantenere elastica sana la nostra pelle? O forse ti fa allergia? Quello che scatena le allergie normalmente sono i conservanti e i profumi che vengono aggiunti alle creme vendute a prezzi strepitosi.

      – mangiare meglio: credi veramente che costa di più? Visto che compri direttamente dalle fattorie dovresti sapere che alla fine il costo è simile perché il cibo naturale sazia prima e più a lungo (quindi le quantità che ti servono sono inferiori).

      – autoproduzione: c’è chi paga l’abbonamento in palestra per fare un po’ di movimento… in un locale chiuso e con aria condizionata. Non sarebbe meglio fare un po’ di movimento nell’orto? Il mal di schiena viene a stare seduti (posizione completamente innaturale) 8 ore in ufficio, altro che a passare qualche ora al giorno nell’orto! Comunque neppure io vivo di solo orto… e dalle galline prendo le uova (me le passa un’amica che ha le galline). Pure io non ce la farei a farle fuori… ma per fortuna c’è chi ci riesce! A ognuno il suo compito.

      – SUV e telefonini: mai posseduti sebbene avessi potuto permettermeli: è una scelta.

      – occhiali da sole: condivido, è una spesa che “ci tocca”, ma per un paio di occhiali da sole con lenti di qualità e correzione per miope non l’ho mai pagato più di 200 Euro… e se li tratti bene e l’acuità visiva non cambia li puoi usare per svariati anni (se non segui le mode).

      – soldi in banca e investimenti in obbligazioni: posso solo augurarti di non perdere tutto quello che stai risparmiando… perché le banche sono come i casinò: il banco non va mai in perdita: vince sempre!

      Per quanto riguarda la decrescita sei libera di fare come vuoi, ma tieni presente che di questo passo non si può continuare in maniera indefinita: viviamo in un mondo finito e pertanto le risorse energetiche non possono essere infinite, indipendentemente da quello che i nostri cari politici possano dirci.

      • Ehi, guarda che io non potevo descrivere la mia vita per filo e per segno nel post altrimenti sarebbe diventato troppo lungo. Io uso già l’olio d’oliva e il miele per il viso. Riguardo ai prodotti più naturali mi riferivo a uno shampoo inglese che acquisto su Internet (Green People) e che costa ma dura 5-6 mesi perché ne basta pochissimo. Praticamente non mi trucco e pure le marche tipo Dior mi creano problemi. Non ho SUV, né cellulari, non compro firmato ma poco e di ottima qualità – e sin da tempi “non sospetti”.
        Come vedi siamo sulla stessa lunghezza d’onda come idee anche se ci esprimiamo in maniera diversa. Io non ce l’avevo con te ma semplicemente osservavo che in molti ora – e pensavo che questo fosse anche il tuo caso – se ne vengono fuori con queste idee green perché sono di moda… Tutto qui.
        Io volevo solamente dire che tornare alla terra completamente non siamo ancora pronti, ci vorranno ancora diversi decenni. Per ora possiamo fare fifty-fifty e, di conseguenza, di un lavoro abbiamo ancora bisogno. Anche solo per poter pagare le tasse, perché altrimenti qui tutti guadagnano troppo poco, pagano poche tasse e poi pretendono i servizi. Vivendo in Scandinavia ti posso assicurare che nulla è gratuito, pure qui, dove tutti credono che i servizi al cittadino siano free. Macché.
        Infine, domandati perché questi pionieri della decrescita felice se ne rimangono all’università a percepire fior di stipendi, quando dovrebbero stare in pensione. Dicono agli altri cosa debbono fare, però loro i lussi se li tengono stretti! Latouche mica devolve parte del suo stipendio/pensione da prof emerito ai poveri ma va in giro blaterando. Così tutta l’odiosa ex-sinistra italiana, gente tipo Serena Dandini che ha lavorato in TV per anni ed ora se ne esce con la decrescita – ma che andassero affanculo, tanto loro i soldi li investono come la Guzzanti e vogliono solo arricchirsi facendosi profeti del nuovo credo (come hanno fatto con quello precedente). In tal senso le multinazionali sono più oneste e sono le uniche che davvero possono investire nelle nuove tecnologie per dare la possibilità a tutti in un prossimo futuro di avere acqua in casa, luce ed energia a prezzi equi.
        Ciao e buona domenica

      • A parte la storia delle multinazionali, sulla quale non sono d’accordo, condivido tutto il resto! Vedi che alla fine non siamo poi mica tanto diversi? 😉
        Buona domenica anche a te.

      • Assolutamente d’accordo riguardo le banche – io parlo di mettere via i soldi coi conti-deposito che qui in Svezia sono seri e se investi in obbligazioni devi ritirare il denaro appena hai raggiunto il tuo scopo e non volere di più, cioè accontentarsi.

        La palestre sono una scemenza – basta passeggiare nella natura. Nessuno sa che fare jogging fa malissimo perché è un ritmo di corsa in tempi prolungati che in natura non esiste. A me lo disse un amico medico.

        Per i denti condivido ma attenzione pure ai prodotti naturali con le farine macinate a pietra – pure in quel caso devi andare dal dentista perché usurano lo smalto. I denti delle popolazioni antiche sono tutti così, soprattutto dopo l’avvento dell’agricoltura. Nel Paleolitico avevano tutti denti sanissimi, peccato poi che avendoli solidi li utilizzassero come strumenti per attività di concia delle pelle, filatura eccetera e così se li distruggevano.

        Aggiungerei qualcosa: il lavoro deve essere la tua meditazione! ; )
        Ciao

  5. Maga, io non voglio fare confusione sul tuo blog, però la decrescita felice per me è una moda nonché una baggianata. Io sono una che odia i suv e non ha un I-Phone però non punto il dito contro chi li ha, mentre questi new-hippie invece sì – e si credono pure di essere “avanti” e di avere capito tutto.
    Io, che ho vissuto il movimento hippie in prima persona (i miei avevano amici hippie) ti posso assicurare che era tutta fuffa ed era molto di moda avere il casale in campagna e autoprodurre, autogestire ecc…. Alla fine, dopo qualche anno, negli anni ’80 erano tutti tornati nella “Milano da bere” e a fare i soldi con le speculazioni edilizie e in Borsa, perché lavorare la terra come i loro padri faceva fatica – un conto è produrre l’insalatina nel proprio orto per diletto, un conto è viverci di quell’insalata!
    Io ho 42 anni e sono cresciuta con questi concetti e in parte sono d’accordo – odio il Mac Donald e cerco di acquistare solo prodotti locali, perfino le scarpe – meglio dare i soldi all’artigiano che alle multinazionali – però bisogna anche capire che noi possiamo permetterci Internet e tutto il resto grazie alle odiate multinazional, al land grabbing e storie del genere.
    Serge Latouche l’ho letto anche io, in francese – probabilmente pure prima dell’Uomo Linux, come ho letto gli studi sui limiti della crescita (The Limits to Growth, 1972) tantissimi anni fa. Io sono di padre mezzo americano e conosco i miei polli da sempre – ecco perché non sono mai emigrata negli USA e perché penso che, per assurdo, la speranza in un mondo migliore sia da riporre nelle multinazionali, le uniche che hanno il potere e i soldi per agire nella direzione giusta. Tanto l’Occidente vive sulle spalle dei Paesi poveri, così è stato dalle scoperte geografiche in poi e sempre sarà, dato che l’Europa ha poche risorse. Dopo la Cina la produzione si sposta in Indonesia, Cambogia, Vietnam e l’appena aperta Birmania, poi sarà la volta dell’Africa ecc. Prima di arrivare al crollo ce ne passano di anni. Ancora 5 anni in Cina e poi ancora Oriente per i prossimi 20 anni e via dicendo. Intanto c’è ancora posto per le carriere, solo che stanno cambiando e cambieranno in continuazione, soprattutto in campo scientifico. Questo per dire che le multinazionali avranno la meglio ancora per molto e la decrescita è un modo carino per comunicarci che il 90% di noi occidentali deve tornare a zappare la terra. La mettono sul filosofico – e i francesi sono maestri in questo – per indorare la pillola, capisci? E tutti che abboccano…
    Io sono una che consuma poco e in maniera intelligente ma non vado a vivere in una casa senza riscaldamento e a prendere l’acqua nel pozzo. Nelle mie analisi in laboratorio ne vedo di paleopatologie… Basta anche solo chiedere ai vostri nonni o a gente di 90 anni come si viveva ai tempi loro. Male, si viveva! Tutti vecchi a 40 anni a forza di coltivare la terra e gente col bastone di 30 cm da quanto era piegata in due dall’artrosi. Se ne vedeva parecchia di questa gente per le vie ancora negli annii ’70 e ’80 ma forse l’Uomo Linux è solo un Ragazzo_Linux (il nome dice tutto – l’ha preso dall’open source, vero?).
    Ciao e buon week-end a tutti.

    • Senza fare polemiche: Alex, non credere di esistere solo tu al mondo e di essere nata prima di tutti! Ho 43 anni, quindi non sono un bambino! Ho 2 diplomi di cui uno universitario, parlo e scrivo correntemente 4 lingue, ho lavorato per il reparto ricerca e sviluppo del più grosso gruppo orologiero svizzero, per lavoro ho girato per 3 anni il mondo e di cose ne ho viste parecchie.

      Intendiamoci: non sto dicendo che il downshifting e la decrescita sia LA soluzione per tutti! Ognuno è libero di fare come crede, ma occhio a quanto “il sistema” ci propina per il suo tornaconto! Sei una ricercatrice: usa il cervello, il tuo! Non sono un Amish, accetto di buon grado le nuove tecnologie (ci ho pure lavorato per sviluppare prodotti “usa e getta” che fanno guadagnare milioni al gruppo… !) ma queste devono essere al nostro servizio. Quello che sta succedendo ora è però il contrario: noi (l’uomo in generale) siamo chiamati ad essere al servizio delle nuove tecnologie!

      Una volta come dici tu ci si “consumava” nei campi, oggi ci si “consuma” negli uffici! Una volta si “moriva” fisicamente, oggi si “muore” psicologicamente. E questo non sono io a dirlo, leggi le statistiche! Quanti casi di depressione, burnout e altre patologie psicologiche ci sono negli ultimi anni? Stiamo andando troppo velocemente… l’uomo non è mai stato “spremuto” come oggi. Rifletti sul termine RISORSE UMANE: l’uomo in quanto tale è diventato una risorsa per l’azienda, al pari delle materie prime. Oggi ci serve e lo si usa, domani se non serve più lo si lascia a casa: problema suo.

      Oggi si vive facilmente anche fino a 100 anni, ma prova a parlare con queste persone: una grandissima parte di queste ti diranno che l’unica cosa che aspettano è di poter morire… triste? Direi che sia una cosa che dovrebbe far riflettere! Cadaveri in libera uscita, tenuti in vita per dare profitto (finanziario) alle case farmaceutiche… Qualche mese fa un’anziana signora mi ha detto: -“Valgo meno di un cane, almeno lui ha diritto a una puntura quando è ora di farla finita”. Venerdì un’altra persona anziana, quando l’ho salutata chiedendo come stava, mi ha detto: -“Cosa vuoi, sto come i vecchi… sarebbe meglio essere morta”. Forse sono casi isolati, ma non credo.

      Latouche come tanti altri, nel proprio campo, è un estremista. Prendi quello che ti può andar bene e lascia il resto… bisogna usare il discernimento.

      Sono sicuro che anche tu, Alex, sei una buona persona. L’ambiente lavorativo in cui sei forse ti preclude determinati modi di vedere… 10 anni fa, anch’io come te, ritenevo la gente (che ragionava come me ora) completamente “fuori di testa”, ma con il passare del tempo e vivendo determinate situazioni ho capito che non esiste solo un modo di vedere le cose. Rispetto le tue idee e quelle degli altri sebbene non le condivido. Se non condividi le mie sei libera di farlo e di affermarlo, ma rispetta che c’è chi può vedere le cose in un modo diverso dal tuo. Essere “nel gregge” non significa per forza detenere la ragione o essere nel giusto: ci sono parecchi modi diversi di interpretare la realtà. Personalmente espongo le mie idee e critico il consumismo sfrenato, critico “il sistema” che ci vuole consumatori compulsivi per tenerci soggiogati. Condivido qualche teoria anticonformista e ho basato la mia vita sul mio credo personale e non su quanto impostomi “dall’alto”. Tu continua pure a vivere come stai facendo: io non condivido ma non critico la tua persona, bensì il consumismo.

      Darmi del “ragazzo” (ragazzino?) quando siamo praticamente coetanei e una formazione simile… bah!

      Criticare pure l’open-source e credere nelle multinazionali… a me sembra, ho la fortissima impressione che chi non vuole guardare in faccia ala realtà non sia io, però posso sbagliarmi!

      Cara Alex, un abbraccio!

      • Per riprendere il discorso delle multinazionali, io credo che possano essere utili come mezzo a grande impatto perché sono loro che hanno i soldi per investire in nuove tecnologie “verdi”. Il problema è che sono in ballo troppi interessi economici. Una rivoluzione potrebbe essere fatta anche dentro le cosiddette multinazionali – se la gente che ci lavora inizia ad applicare certi modelli filosofici e dimostra che la cosa funziona, un passo alla volta si può cambiare tutto.
        L’ambiente lavorativo in cui sono non ha mercato perché provengo dalle scienze umane con applicazioni scientifico-mediche, quindi non lavoro per nessuna multinazionale però conosco gente che sta cambiando la situazione e che la pensa come noi. Mai sentito parlare di Stephen Minger (cellule staminali)? Ecco, lui è un esempio di come si può cambiare il mondo usando le multinazionali.
        Buona giornata

      • Io sono d’accordo ma non penso che tutte le multinazionali si prestino ad attuare etica sociale nella loro produzione globale. Loro sono un’opzione ma non la soluzione al problema. Sono i governi a dover cambiare e a dover dare il buon esempio o a imporre il buon esempio con leggi che tutti devono seguire e rispettare, perché se aspettiamo che solo i grandi colossi privati si mettano al servizio del bene comune stiamo freschi. Non può essere il privato a risolvere il problema della società di oggi…anche la mancanza di valori di cui parla papà Linux è verissima….è una tragedia come il mondo sia cambiato, come oggi i valori di un tempo non ci siano più. Ed è questa la chiave di tutto…se i ragazzi crescono con valori sbagliati allora tutto quello che faranno nella loro vita, come si comporteranno, come gestiranno la loro azienda, sarà tutto improntato a questi finti valori propinati oggi: l’apparenza conta più di ogni altra cosa; il matrimonio è una moda passeggera, se ti stufi puoi sempre cambiare partner come si cambia vestito; non sbattiamoci troppo sul lavoro perché tanto ci meritiamo il lavoro di diritto; non rispettiamo l’autorità perché noi siamo uomini troppo troppo liberi di fare quello che vogliamo….e via dicendo. Forse ho esagerato, ma forse neanche troppo.
        Chi ci amministra deve dare il buon esempio, come un buon capo famiglia, un bravo insegnante, un bravo datore di lavoro che ti fa sudare freddo ma è pronto a darti una pacca sulla spalla e a ringraziarti quando ti comporti bene. Purtroppo governatori, insegnanti o datori di lavoro con queste capacità non ne esistono più …questo è il vero problema!

  6. Vi credete unici e diversi mentre siete come tutti. Alla fine Maga parli tanto e fai l’alternativa che hai l’I-Phone pure tu ma mica lo dici sul blog, eh? Dove credi che produca la Apple?
    Per la cronaca ho un Mac e non mi vergogno a dirlo. Tutti mi guardano male quando apro il Mac in laboratorio ma chi se ne frega – intanto il Mac dura molti più anni e funziona meglio, non prende i virus e mi piace come grafica. E qui non venite a raccontarmi la balla di Linux – vi piace? Usatelo. Liberissimi di farlo. Come io sono liberissima di usare la Apple – ma non fatemi la morale. Tanto Internet inquina ugualmente e Linux lo installate su computer fabbricati in Cina, dove si estrae, si lavora il silicio a catena di montaggio e zero diritti. Pur ei computer riciclati – come fanno a farli – mandano gente che per pochi soldi si prende la briga di estrarre i materiali utili dai vecchi pc e muore presto dato che sono materiali e processi tossici.
    La realtà è che a tutto il ceto medio sta rodendo da morire perché si sta tornando come prima dell’industrializzazione, il che significa pochi ricchi e maggioranza di poveri. Allora tutti diventano filosofi e saltano fuori questi discorsi nello stile la volpe e l’uva – invece di pensare alto. Fare i finti hippie (già, perché alla fine vivete tutti in città) non serve a niente ma è comodo – soprattutto scrivendo sul blog così ci si fa vedere “impegnati”.
    Tanto per dirne una l’energia eolica e quella solare non sono la soluzione come tutti credono – l’energia solare consuma tantissima acqua e quella eolica distrugge l’agricoltura e allontana gli animali dal loro habitat – basta leggere le riviste serie di settore per capirlo.
    Insomma, ci sarebbe molto su cui discutere ma qui non serve, come non servono i blog e commenti, ma solo i progetti ad alto livello e su larga scala – ragione per cui vi saluto e vi auguro buona fortuna
    ciao ciao

    • Chi è che vuole fare l’alternativa scusa? Sembri tu quella che si vuole distinguere da tutti e secondo me fai anche bene, io non voglio fare l’alternativa, io non sono arrabbiata con il mondo ma cerco solo di capirlo. Ho l’iphone e l’ho detto già diverse volte su questo blog ma forse te lo sei perso da qualche parte…nel mio blog parlo di come vedo la vita, di come mi dispiace vedere il mio paese sprofondare in questa crisi e cerco di analizzare nel mio piccolo, insieme ai vostri preziosi commenti, come gira il mondo e perché ci siamo ridotti in questo stato. Ho certo le mie opinioni al riguardo, non stigmatizzo le multinazionali ma nemmeno credo siano le artefici del miglioramento dell’umanità…secondo me ci vuole equilibrio in tutto e il governo, cioè chi gestisce la cosa pubblica, dovrebbe farla da padrone del miglioramento delle condizioni di vita della società e non lasciare tutto in mano ai privati. Io scrivo i mie pensieri su questo blog e cerco di condividerli con chi è d’accordo ma soprattutto con chi non lo è…se però chi non è d’accordo attacca il blog, allora non è una persona adatta alle discussioni e alle critiche costruttive. Alex ti reputo una persona estremamente intelligente, e mi auguro di ricevere ancora tue critiche su questo inutile blog. 🙂

      Ciao!

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