Benedetta spensieratezza…

E il titolo è già il post, direi che potrei finirla qui. 😀

Mi sono persa la spensieratezza…o sono solo cambiata?Che mi è successo? Non lo so nemmeno io o forse sì. Non si smette mai di crescere,  le belle esperienze fanno bene tanto quelle brutte. Nulla è perso, non esiste il concetto di perdita di tempo. Perchè tutto serve e contribuisce al nostro essere, a quello che siamo diventati oggi. Anche le perdite di tempo…

E così mi stupisco, mi arrabbio, mi innervosisco quando la gente mi dice che mi sono inacidita, che sono diversa. Io non sono diversa, sono sempre la stessa. Sono le circostanze in cui vivo a cambiare ogni volta e questo influenza la mia vita. Non sono negativa, ma se reagisco negativamente a qualcosa è perchè qualcuno, per dirla fuori dai denti, mi ha fatto incazzare.

Qualcuno di voi ha commentato dicendo che mi sono inacidita, che non sono più spensierata, che non scrivo più come una volta, che ho rotto le palle in parole povere.

Me ne dispiace davvero, ma che dire. Questa è la vita bellezza, direbbe un Bogart dei giorni nostri e non ci possiamo fare nulla. La spensieratezza va e viene, ma io sono sempre Angelica. In Australia mi sono fatta i miei periodi spensierati, ma ho pianto anche come una disperata e questo forse nel blog non l’ho mai raccontato, perchè quello era il contenitore della mia spensieratezza e non volevo contaminarlo con le mie momentanee debolezze. Ma sono stata male anche in Australia e, credetemi, non è sempre stato tutto rose e fiori. Ma mi ha fatto piacere scrivere solo dei momenti più belli e divertenti, perchè sono quelli che mi voglio ricordare. E sono stati, fortunatamente, maggiori di quelli che voglio dimenticare.

Quel diario di viaggio spensierato oggi l’ho trasformato nel diario della mia vita, spensierata o meno. Mi spiace quindi se ho deluso qualcuno di voi che nelle mie righe di oggi, nella verione tutta italiana, non ritrovano più la spensieratezza dell’Angelica australiana. L’Italia non è l’Australia, chi ci è stato lo sa. Laggiù è tutto più leggero, anche l’aria che respiri. E’ tutto più luminoso, è tutto avvolto da un’energia che qui in Italia possiamo solo sognare. E la sogna chi l’ha provata, come me. Perchè se non  a vivi almeno una volta, non te la puoi nemmeno immaginare.

Non parlo di lavoro, non parlo di paesaggio, non parlo degli stipedni da favola o altre comodità. Parlo di come si respira la vita laggiù, una dimensione qui totalmente sconosicuta, qui dove ogni singolo passo pesa come un macigno mentre laggiù la gente pare camminare tre metri sopra il cielo. E parlo anche di chi non ha niente.

Ma io sono tornata e mi sono dovuta adattare al mio paese, dopo essere rimasta a contatto per così tanto tempo con quell’energia. Mi sono adatatta e mi sto un poco rincoglionendo, per dirla tutta.

Mi giro intorno, osservo il mondo intorno a me e desidero con tutta me stessa sentirmi leggera come a Sydney, ma è dura, è durissima. E’ come se i miei piedi fossero ben piantati a terra e non ne volessero sapere di risollevarsi  e provare a volare, come facevo laggiù, quando stavo un metro da terra sempre, a tutte le ore, pure quando dormivo.

Amo l’Italia ma amo anche l’Australia. E certe volte mi manca da morire, ma so che il mio posto è qui. La testa lo sa, è l’anima che ci sta mettendo un attimino di troppo ad adattarsi al concetto e così ogni tanto cado in una specie di mio buco nero personale, dove mi perdo per un po’ alla ricerca di punti di riferimento che non trovo, perchè in buco nero non c’è nulla.

Poi riemergo sempre e quasi mi dimentico di quel tuffo nel vuoto.

Mi manca l’Australia ma oggi mi sento diversa. Non sono cresciuta, sono cambiata. Sono rimasta come in una bambagia per un anno e mezzo e poi sono tornata alla fredda realtà di casa mia. E ci devo ancora fare l’abitudine.

In questo passaggio, un po’ di spensieratezza l’ho lasciata laggiù con i canguri e oggi affronto un mondo che non è spensierato per nulla, che affonda nei problemi e fa della disperazione e rassegnazione la sua bandiera. Non è quindi facile per me sorridere come sorridevo laggiù o sentirmi leggera come una piuma, quando sento il peso di tutta questa disperazione ogni volta che metto piede fuori casa mia.

Ma questa è la mia terra e non voglio abbandonarla. Come una madre dura, fetente e incredibilmente fantastica incanta i propri figli, così è l’ Italia per me, un paese  in cui non voglio smettere di credere nonostante gli italiani lo abbiano già fatto da un pezzo.

Spero di riuscire a tornare spensierata come un tempo. Non vi preoccupate, ci sto lavorando. 🙂

Vi lascio con questa pubblicità che trovo fantastica non tanto per la birra che francamente neppure mi piace, ma per il messaggio: dire di si alle cose semplici e straordinarie della vita. Come quando si sogna di scappare lontano dall’Italia….e poi non si vede l’ora di tornare a casa. 🙂

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23 thoughts on “Benedetta spensieratezza…

  1. Ciao, seguo da un po’ il tuo blog, ma è la prima volta che scrivo. Sono stato un mese in Australia, ho trovato varie possibilità di lavoro, gente stupenda (qualcuno lo avevo conosciuto in Italia) e quel clima di leggerezza di cui tu parli. Qua la vita comincia a starmi stretta e così ho deciso: me ne vado. O meglio, ce ne andiamo, io moglie e figlio.

    Ho venduto casa, attività in vendita a breve, lavoro e Master Degree alla USC mi aspettano da febbraio.
    Lo so, sembra una follia, ma ora più di così qua non posso fare, ho 32 anni ed il futuro mio e della mia famiglia è la cosa che ho a cuore. Qua in Italia il futuro è grigio per i prossimi 20 anni e fra 20 anni ne avrò 52. Troppo tempo perso, bye bye. Sia chiaro, va male anche per chi lavora bene, se a fianco a te tutto crolla e prima o poi crollerai anche tu.

    Dirai:”La patria è patria”, “Questa è la mia terra” e altre considerazioni patriottiche di questo tipo, ma sono considerazioni vuote, fatte per consolarsi. Se mia madre fosse un’assassina non direi:”la mamma è sempre la mamma”, direi:”Mi piange il cuore, ma deve pagare e finire in galera”.

    Così è per l’Italia, una madre che ha sbagliato tanto, troppo e per una madre così la condanna peggiore è l’abbandono dei suoi figli.

    Tra l’altro l’emigrazione della classe media (né cervelli in fuga né viceversa persone con basse qualifiche) è un fenomeno in crescita di cui ci si accorgerà tra 10 anni quando avrà eroso buona parte del PIL e sai a a chi chiederanno i soldi? A quelli che restano, che accettano i compromessi con una madre ingrata a spese della loro vita.

    Mi piace il tuo blog, l’ho trovato utile (grazie) e fai bene ad inacidirti, anzi dovresti essere incazzata nera!

    Ciao.

    Daniele.

  2. Cara Maga, stai evolvendo. La vita è evoluzione, quindi non preoccuparti: è tutto giusto. La cosa importante è essere sé stessi.

    Ora, riallacciandomi al discorso di Daniele -che capisco e condivido- vorrei tentare di spiegare come il PIL non è niente. Oggi alla radio della svizzera italiana (emittente statale Svizzera, qualcosa tipo Radio RAI per intenderci) ho sentito che la Merkel con Hollande, Monti e Rajoy si sono trovati per decidere che l’ 1% del PIL è da destinare alla crescita… roba da matti! Il PIL è l’indicatore di consumo, quindi di crescita… insomma vogliono destinare l’1% della crescita… alla crescita! Secondo il mio modestissimo parere è pura follia! E’ una cosa che in matematica prende il nome di “funzione ricorsiva”. Già una crescita infinita non è possibile, ora vogliono farcelo credere! Per chi vuole leggersi l’articolo lo trova a questo indirizzo: http://bit.ly/PHPrM3

    Siccome non sono un economista o un analista finanziario, direi che chi intende approfondire questa cosa potrebbe trovare interessante anche questo articolo qui: http://bit.ly/mdhNXC

    Inoltre è stato pure deciso che la banca centrale europea deve elargire crediti in modo da dare potere d’acquisto al popolo (leggi: il popolo si indebita sempre più per soddisfare i bisogni di consumo dell’Europa!). Anche qui potrei commentare, ma mi astengo visto che chi ha letto i miei commenti sa come la penso al proposito. Ad ogni modo quello che è chiaro è quello che Hollande ha detto: -“Dobbiamo utilizzare al meglio tutti i meccanismi esistenti per stabilizzare mercati, dare fiducia e lottare contro la speculazione”. Tradotto dal politichese in italiano suona così: -“Facciamo in modo che la tripletta del consumismo di massa (pubblicità per creare il bisogno, acquisto a credito e obsolescenza programmata) continui a far crescere i consumi, quindi il PIL” in quanto da almeno un secolo i governi hanno sempre misurato il successo di una nazione solo secondo i criteri di crescita economica.

    Concludo dicendo che anche in Australia sembra che la gente cominci a vedere gli effetti perversi di questo modo di agire e si senta sempre più insoddisfatta e infelice, nonostante il boom economico degli anni recenti.

    “È senza dubbio un dato di fatto che la concentrazione e l’ossessione riguardo alla crescita economica dei governi di tutto il mondo abbiano compromesso il benessere dei propri cittadini, perdendo di vista i valori comunitari, basati sull’importanza delle relazioni, che in passato avevano rappresentato i pilastri della società.” Fonte: http://www.informaction.org

    Meditate gente, medidate…

    • mmm…non sono del tutto d’accordo. La crescita economica è inevitabile anche solo perché cresce la popolazione mondiale costantemente. Inoltre produrre le stesse cose a minor dispendio significa comunque produrre di più, poiché si produce meglio.
      Poi in questo momento sono i mercati allo sbando che chiedono aiuto ai politici, la palla è passata a loro, lo strapotere della finanza è finito.

      L’Australia va forte proprio perchè ha una crescita notevole (chiaro, tutti hanno bisogno delle loro miniere…). ll Pil non è tutto (è il Pil procapite che conta di più), ma tra 10 anni quando 400000 italiani produttivi se ne saranno andati, il peso si sentirà eccome, perché saranno a lavorare per altri e non manderanno soldi in patria, cosa che almeno gli immigrati da noi facevano.

      Se vogliamo dire che la finanza non è una scienza, che gli economisti ed analisti fanno previsioni ad minchiam come gli stregoni, ok mi sta bene, mi sta bene criticare la speculazione ai danni dell’Euro oppure la pubblicità ingannevole ed il frivolo consumismo (meglio piangere in una villa che in un tugurio comunque), ma pensare che la crescita non sia un fattore determinante è fuorviante, bisogna lavorare di più e meglio ed è proprio in questo che la mentalità italiana ha fallito con svalutazioni, mediocrità, corruzione, scarsa innovazione, si veda OGM e staminali, aziende stracotte aiutate dallo stato, stato governato da gentaglia votata da noi…. Intanto quelli che guardano la produzione ci hanno affossato. Chi ha un cellulare italiano? Un computer italiano? Olivetti si batte con Apple e Microsoft? La Duna è stata opera nostra eh! I palazzi crollano da noi al primo terremoto un po’ più forte. In quale paese civile una donna che lavora non può rimanere incinta?

      Poi in passato era peggio, i rapporti umani non erano mica migliori, nascevi servo della gleba e morivi tale, le donne erano poco più che oggetti per la riproduzione e, per dire fino 1946 in Italia non potevano dire la loro…L’evoluzione tecnologica, la vita media raddoppiata o più, il benessere è figlio di questi parametri, parametri da cui l’Italia sta uscendo velocemente perchè poco competititva

      Peggio del consumismo c’è solo una cosa, la miseria nera, e noi gradino per gradino ci stiamo scendendo.

      Ciao

      Daniele.

      • Ci vediamo la! Quando hai detto che parti?? Sei un informatico ? Bel coraggio partire con figli ma fai benissimo! Ho appena ottenuto skilled VISA 175 e ad ottobre parto definitivamente. La morosa è infermiera, qui non trova lavoro, siamo di Verbania all’ultimo concorso c erano 2000 persone per 4 posti da infermiera! Siamo alla frutta! Lei è titubante solo perché la non c’è mai stata… Cambierà subito idea. Sono d’accordo con tutto ciò che dici. L’Italia è un paese dove ormai la corruzione è radicata nella mentalità di tutti non solo politici ma anche dirigenti e spesso imprenditori. Nn può funzionare. Quando sento di aziende che storicamente hanno dato priorità a parenti o amici dei dipendenti che falliscono sono contento e lo dico apertamente. Tra 20 anni ci sarà solo il deserto. Non possiamo stare con la Germania. Loro sono diversi. L’unità economica con loro è utopia, a meno che non si mettano in testa loro di voler salvare tutti e cominciare a cacciare i soldi per noi…… E non credo proprio ciò accadrà.

      • Ti faccio i miei migliori auguri Matteo! Quando si parte con qualcuno le cose sono piu semplici e si affronta tutto insieme! Io ero sola e per me e’ stato un po’ piu difficile! Poi fammi sapere come vanno le cose!

      • Caro Daniele,
        rispetto le tue idee anche se alcune delle cose che scrivi non posso proprio condividerle, soprattutto quando dici che oggi si “produce meglio” o che pensando diversamente di tornerebbe a vivere in tuguri o a essere servi della gleba… Oggi si produce per far durare le cose solo quel tanto che basta per la garanzia (obsolescenza programmata) e ci sono le tecnologie per vivere in case/ville che non necessitano tonnellate di petrolio per essere riscaldate (e disperdere poi il calore nell’ambiente). Sul fatto dei servi della gleba… bè ho le mie idee anche su quello. Oggi ti stimolano il desiderio con la pubblicità, poi compri a credito e quindi devi lavorare per ripagare quello che hai comprato (caro) e che fra poco sarà spazzatura… non ti senti un po’ servo del sistema?

        Non faccio filosofia spicciola, sono un ingegnere elettronico con esperienza nel settore ricerca e sviluppo del più grande gruppo orologiero svizzero e posso assicurarti che ho visto con i miei occhi e toccato con le mie mani queste cose! Per questo e altri motivi mi sono licenziato, ho dato io la disdetta per andarmene. La mia coscienza non mi permetteva più di essere un “ingranaggio” del sistema. Ma questa è la mia idea e filosofia di vita e non chiedo a nessuno di sposarla: ognuno fa quello che vuole e non è per questo che lo critico. Io critico il sistema, non le persone che ci sono dentro! Semmai potrei criticare le persone che hanno creato il sistema.

        Riguardo il voto alle donne è vero che l’Italia è “retrograda” rispetto, per esempio, alla Nuova Zelanda che fin dal 1893 ha dato diritto di voto alle donne. Comunque c’è chi ha fatto ancora peggio dell’Italia e non mi riferisco a qualche stato dell’Arabia Saudita: la Svizzera ha dato il voto alle donne soltanto nel 1971 e circa i discorsi dei contrari ci sarebbe da vergognarsi!!!
        Se vuoi documentarti sulle idee “tipicamente svizzere” contro il suffragio universale ti rimando a quest’articolo: http://bit.ly/LtPrza

        Per il resto auguro a te a alla tua famigliola un futuro ricco di felicità, come pure a Madthew e compagna. Io ci verrei volentieri in Australia, ma al momento ci sono affetti che ci legano qui.

        Riguardo lo sviluppo io sarei per sviluppare quelle cose che potrebbero farci stare bene tutti, non solo i ricchi e i potenti. Nel campo delle energie rinnovabili c’è un potenziale enorme, ma fintanto che ci sono interessi economici attorno al petrolio e a produrre energia (tanta e centralizzata) da vendere poi a milioni di utenti questo tipo di sviluppo è “bloccato”, se non in certe nicchie. Ci vuole un cambiamento di mentalità e questo lo dici bene tu fra le righe: è proprio da questo che parti, te ne vai (ed è per questo che ti capisco e condivido la tua scelta) da un luogo dove l’interesse personale e a corto termine di pochi potenti prevale sull’interesse a lungo termine della nazione e della popolazione.

        Buona fortuna e spero di leggere dei tuoi feedback quando sarai laggiù. 🙂

      • Caro Uomo Linux

        Capisco ed in un certo senso condivido la tua critica al consumismo spicciolo, ma non condivido il presupposto che leggo tra le righe: gli umani sono dei decerebrati a cui semplicemente viene imposto di comprare. No, le aziende sviluppano ciò che può piacere e lo lanciano sul mercato, se va bene o male è il mercato che lo decide, esistono infatti i flop, anche da parte di aziende che normalmente fanno grandi successi.

        Esiste il pericolo di trust o di oligarchie di determinate industrie (quelle che hanno successo) ed è per questo che esistono gli stati e le leggi, evitare situazioni di oligopolio. Tu azienda quasi monopolista imponi prezzi alti e basso servizio? Arrivo io stato e ti castigo perchè stai in casa mia.
        Cosa che in Italia è ben lungi da avvenire, si veda lo scempio fatto alla nuova rete ferroviaria di Montezemolo con la simpatica “grata” simbolo della servitù a rfi-trenitalia o dai gestori telefonici in Italia, tra i più cari al mondo.

        Attenzione non voglio indorare la pillola, se uno sta male perché non ha l’ultimo I-phone non è colpa dell’industria cattiva o del marketing, la colpa è solo sua, è individuale e se uno è tanto idiota da fare i debiti per un Iphone, mentre paga le rate della macchina, della casa, dei mobili e di altre 45 cose allora se l’è cercata.

        La responsabilità è individuale, un discorso che non piace mai agli italiani e si può rimanere nel libero mercato senza divenirne schiavi, perchè si diventa schiavi solo di sé stessi e di nessun altro.

        Sei schiavo se vuoi esserlo e te lo meriti.

        Quanto al risparmio energetico, alle case autosufficienti, mi pare che il percorso del mondo civilizzato sia quello, ma mi pare che l’Italia sia in ritardo, solo da noi vivere in un fienile ristrutturato fa figo, finchè non ti cade in testa al primo terremoto….Perché siamo in ritardo? Per il misto di inefficienza, burocrazia ed avversità al mercato che ci contraddistingue. Chi produce, chi compra e chi vende case moderne, antisismiche e “smart” in Italia? Nessuno. Perché siamo schiavi di un non-mercato che ti impone mutui 30ennali per case vecchie di 80 anni….Ma l’ha scelto chi l’ha comprata quella casa, mica l’hanno costretto, no?

        Quanto alla crescita è chiaro che fino a che la popolazione aumenterà allora aumenterà la crescita e questo non si lega solo all’obsolescenza programmata, ma all’uso di tecniche migliori per la produzione. Solo noi italiani ci vantiamo di prodotti fatti ora come “500 anni fa”. Cosa succederà quando gli stranieri sapranno fare le stesse cose meglio? Quando il made in Italy non sarà più un brand (il brand lo tieni su coi soldi e coi prodotti), grideremo al complotto, all’invasione, ma la semplice realtà è che saremo obsoleti…e non in maniera programmata :-).

        Lo sviluppo sostenibile non è produrre meno (la decrescita è un mito moderno ed in fondo l’ambiguità che non comprendo: credi alla decrescita?), ma produrre meglio e consumare con più intelligenza cosa che noi italiani non sappiamo fare. La crescita infinita in un mondo finito non è possibile, ma non possiamo prevedere come verranno utilizzate le risorse del pianeta tra 30 anni (nessuno può fare previsioni così lunghe), quindi non possiamo fare previsioni troppo azzardate né in un senso né nell’altro.

        Comunque le nuove normative australiane sull’immigrazione non mi sembrano così restrittive, se fai un bachelor o un master ti lasciano anche 2 anni post studio per trovare lavoro anche non nella lista sol3 e anche i requisiti economici sono scesi.

      • Caspita Daniele…io vivo in un fienile ristrutturato!! non pensavo facesse figo…pero’ in effetti e’ bellissimo…sicuramente non antisismico..
        Ma quello che mi domando e’:
        costa così tanto costruire case antisismiche? Perché questa regola non viene introdotta nei piani regolatori comunali? E perché finora non si e’ fatto, benché sia noto che tutta l’Italia e’ a rischio sismico? E non parlatemi di basso o alto rischio: il rischio c’è o non c’e’!

      • Ahah, in realtà costruire antisismico costa un 10% in più forse, il problema è la mentalità italiana, facciamo le cose al minimo per sopravvivere, l’impresa vuole guadagnare (tanto se fra 40 anni crolla chi vai a prendere?), i piani regolatori son tirati per i capelli poi arriva il patatrac e ciao. Italian job .

      • Pero se provi a mettere un dehor o un porta brochure in una piazza Italiana arriva la Sovrintendenza e blocca tutto! Dove serve ce ne freghiamo e dove ci vuole flessibilità siamo degli inutili soldati…a Genova sono da 20 anni dietro a costruire la metro…perché ogni due per tre salta fuori un antico vaso e oltre quelli dell’amaro Montenegro abbiamo la sovrintendenza addosso come cozze!!

      • Mentalità italiana o no quello che vedo è che praticamente tutte le industrie fanno proprio quello che tu dici essere una piaga tutta italiana: -“mentalità italiana, facciamo le cose al minimo per sopravvivere, l’impresa vuole guadagnare (tanto se fra 40 anni crolla chi vai a prendere?), i piani regolatori son tirati per i capelli poi arriva il patatrac e ciao. Italian job”. Tutti, ripeto, tutti oggi per sopravvivere fanno questo: in Italia e nel resto del mondo (e ti assicuro che un po’ l’ho girato)!

        E’ proprio quello che sto denunciando (in pratica diciamo più o meno le stesse cose, credo, senza capirci): potrei farti esempi di questo modo di fare per quasi ogni paese, sul nuovo e sul vecchio continente passando per l’estremo oriente: è la natura dell’uomo competere contro i propri simili (lo si impara -ce lo inculcano- fin da piccoli facendoci fare quello che dicono essere una cosa buona per la salute: sport. Dapprima lo facciamo perché fa bene, ma poi se siamo bravi siamo spinti alla competizione e se non lo siamo veniamo esclusi…).

        Non voglio ora continuare in sterili discussioni; ti propongo di riparlarne fra qualche anno. Ora vivi il tuo sogno australiano come si deve: sei pronto per partire ed è questo l’importante. Ti lasci dietro quello che conosci e parti per quello che ai tuoi occhi dovrebbe essere un posto migliore ed è giusto che sia così. Ti auguro con tutto il cuore di trovare quello che cerchi. 🙂

      • Mah, in Giappone le case mica crollano per un terremoto come quello emiliano e come giustamente sottolinea la maga:”il rischio o c’è o non c’è.”. Le case sono fuori norma, il terremoto fa quello che gli pare. Sei io azienda ragiono sempre nell’ottica della mediocrità prima o poi verrò surclassato dal meno mediocre poiché anche l’acquirente ragiona nell’ottica min-max e mi frega.

        Talvolta il massimo sforzo concepibile è quello necessario alla sopravvivenza e talvolta non basta neanche per quello (infatti le aziende..e persino le banche) falliscono.

        Per questo le aziende italiane non tengono il passo, scarsa innovazione= qualcuno più forte ti batte o se preferisci meno mediocre tanto è lo stesso.
        Poi il lazzarone esiste in tutto il mondo, ma indubitabilmente la faciloneria italiana è alla base dei nostri problemi.

        La competizione è ciò che ha prodotto lo sviluppo dai trilobiti fino ad oggi, che male c’è? Se domani produco con criteri migliori ed inquinando meno batto un concorrente, mi pare giusto. Qualcuno ha provato a pianificare ed eliminare la concorrenza, ma è finita maluccio.

        Poi si può scegliere di non competere, di vivere tranquilli ed in pace con ciò che si è e che si ha, una scelta che giudico rispettabile e non discutibile ma che non può essere imposta con la forza. Soprattutto una scelta che ora non voglio e non posso permettermi (vivere tranquilli costa), magari dopo che avrò girato tanto o magari vicino alla pensione comincerò a pensarci.

        Grazie degli auguri!

        Daniele

    • Ciao Uomo Linux, seguo con piacere i tuoi commenti, vorrei un tuo parere piu’ dettagliato su cosa pensi accadra’ in Australia nel medio-lungo futuro. Anch’io come la maga scelgo di tornare, un’idea ce l’ho, ma sono interessata ad una tua personale opinione. Grazie infinite!

      • eh già io ormai l’ho battezzato papà Linux perché dispensa saggezza su ogni cosa 🙂
        Io ho scelto di restare Lisa, ma ogni tanto l’australia mi manca lo ammetto!

      • Ciao Madthew, complimenti a te e alla tua ragazza per la scelta!
        Io e il mio compagno siamo di Borgomanero e se la vita professionale è dura nelle grandi città, sappiamo bene cosa significa per realtà più piccole come Verbania, dove sono cresciuta.
        Non siamo laureati, io ho sempre lavorato come impiegata, soprattutto nel settore turistico e il mio lui è un muratore che sa fare di tutto. Partiremo a settembre, io con un WHV e lui con uno Student visa.
        Siamo un pò impauriti da ciò che ci attende, ma per lo più molto entusiasti all’idea di ricominciare, di avere l’occasione di migliorarci e staccare un pò la spina…Siamo super positivi perchè crediamo in noi stessi, perchè sappiamo che comunque vada ci saremo concessi una possibilità ed un’esperienza significativa! Io spero solo di riuscire a riqualificarmi in qualche modo e costruirmi una professione in cui credo e di cui possa essere appassionata. E auguro a tutte le persone che intraprendono un percorso come il nostro di avere tanta fortuna e poter realizzare i propri sogni, le proprie aspettative.
        Non ho più voglia di raccontare quanto sia stanca di questa Italia, ormai sento dire solo questo da chi mi circonda e non me ne vado proprio a cuor leggero perchè io il mio bel paese lo amo ma vederlo distruggere come sta accadendo mi scava un senso di impotenza e solitudine dentro…non andiamo via per disperazione, sia inteso, è stata una scelta maturata con il tempo, difficile, con la consapevolezza di non cercare una terra promessa, ma un mondo più vero (come recita una famosa canzone nostrana) perchè in questo piccolo mondo miserabile in cui si sta trasformando il nostro paese non ci riconosciamo più e, hai ragione Maga, insieme, in due è meno difficile perchè ci si sostiene e ringrazio ogni giorno di avere accanto il mio compagno che condivide le mie aspirazioni, le mie scelte, la stessa voglia di scoprire e riscoprirsi…me ne vado in un momento duro per la mia patria ma anche per la mia famiglia, è possibile che non rivedrò più un mio caro parente e il mio compagno parte con la convinzione che non rivedrà più il suo anziano padre; lascio un posto di lavoro che mi permette di mangiare, dove avrei delle occasioni per crescere e dove, per la prima volta, ho trovato un ambiente amichevole (sul serio), non così stressante e dove i colleghi mi vogliono bene. Paradossalmente è ciò che ho sempre cercato in un’azienda e l’ho trovato ora, poco prima di partire, ma andrò lo stesso perchè non vado via solo per il lavoro, vado per fare un’esperienza, per reinventarmi e mettermi alla prova!
        Ad ogni modo, grazie Angelica e grazie a tutti voi per esservi confrontati su questo blog spiritoso, stimolante, a tratti amaro, come d’altronde lo è la vita…perchè dal confronto nascono sempre nuove idee, nuovi propositi che aiutano a dare un significato all’esistenza e io ci spero, davvero, che le cose cambino in futuro e che possa prima o poi essere seriamente orgogliosa della mia terra. Perchè in fondo l’italianità ti si attacca alla pelle e ti corrobora dentro, vuoi o non vuoi, e sapere che in giro sparsi per questo grande pianeta ci sono altre persone affette da questa “patologia” mi rassicura un pochino 😉 in bocca al lupo a chi va e a chi resta…

      • Cara Lisa,
        per poter rispondere alla tua domanda dovrei avere la mitica palla di cristallo… e purtroppo non sono un indovino. 😉 Come dice la Maga che mi ha soprannominato “papà Linux” (bello, mi piace… 😉 ) tento di dispensare saggezza su ogni cosa… ho aggiunto “tento” perché non mi ritengo affatto un saggio! Ho sicuramente qualche anno più di voi (immagino circa una decina) e sebbene sia italiano sono nato e cresciuto in quella che spesso è soprannominata “la bella, pulita e perfetta Svizzera”, quindi vedo le cose da un’altra angolatura. Ad ogni modo cerco di dare una risposta, ma per poterlo fare devo purtroppo fare parecchie premesse (e mi scuso quindi con chi non è interessato a leggermi per la lunghezza del commento: al limite “saltate” al prossimo 😉 ).

        La Svizzera è composta da 26 cantoni (un po’ come le province in Italia) che hanno le stesse “regole di base” (legge federale) ma che poi si organizzano ognuno come vuole, in base alle leggi cantonali. Innanzitutto vorrei chiarire che, almeno nel canton Ticino (dove vivo, dove si parla italiano e si è a confine con la Lombardia) le cose sono tutt’altro che perfette! Ricordano molto l’Italia; con corruzione, nepotismo e altri tipi di “mafia” (anche e soprattutto nell’amministrazione cantonale) tenute più o meno nascoste agli occhi dei più.
        Se fai parte di certe famiglie hai accesso a posti di lavoro con stipendi e orari “da favola”, altrimenti devi arrabattarti come puoi per arrivare a fine mese… è vero che il reddito è relativamente grosso, ma poi tolte le tasse, le imposte, i costi della “mutua” svizzera (che è da pagare personalmente), l’affitto di casa (il tasso di proprietari in Svizzera è fra il più basso in Europa. Gli immobili appartengono per lo più a banche, assicurazioni e istituti fiduciari e immobiliari), quello che resta è ben poca cosa. La Svizzera è veramente tanto diversa dall’Italia? Direi di si, dal momento però che si lascia il Ticino, la svizzera italiana… perché varcando il Gottardo si arriva nella svizzera tedesca (a confine con la Baviera, Germania) dove mentalità e comportamenti sono più simili ai tedeschi (sebbene le “regole di base” siano molto simili in tutti i cantoni). Se poi si continua verso ovest si giunge in svizzera romanda, dove la gente parla francese ed è più simile ai francesi. Conclusione: in Svizzera, cantone che vai, gente che trovi!

        Per tornare all’Australia: sono giunto so questo bellissimo e interessantissimo Blog tenuto in modo esemplare dalla Maga quando, l’anno scorso, avevo deciso di lasciare la Svizzera, avevo deciso di trasferirmi all’estero perché stufo di vivere in un luogo dove ci si deve “piegare” ai soprusi e ai comportamenti descritti sopra. Esclusa l’Italia per gli stessi motivi, visto che una mia ex in Australia ci era nata (negli anni ’70) e spesso mi parlava di come laggiù si stava bene (comparato con la Svizzera di 20 anni fa!) e la mia compagna di vita attuale mi parlava spesso dell’Australia come fosse il paradiso (lei c’è stata per ca. 6 mesi 15 anni fa), ho deciso di documentarmi e devo ammettere che l’Australia ha tutto per essere un’isola felice. A mio modo di vedere gli australiani (e anche i loro “cugini” neozelandesi) hanno stabilito delle “regole di base” che permettono loro di poter continuare a vivere bene e “in pace” ancora per un po’. Tengono a quelle regole che anni fa esistevano anche in Svizzera, ma che poi per “farsi belli” verso gli altri Stati sono state abolite: penso soprattutto a tutto quanto ruota attorno ai permessi di soggiorno e di lavoro. L’Australia a prima vista potrebbe sembrare uno Stato “cattivo e restrittivo”, dove per andarci o sei un super-specializzato o non ti vogliono… ed è quello che li salva! Da quando in Svizzera possono entrare tutti come e quando vogliono (accordi di libera circolazione delle persone, accoglienza e aiuti finanziari a profughi da ogni parte del mondo, …) le cose -che fino a qualche anno fa andavano bene come in Australia- sono drammaticamente cambiate: aumento della disoccupazione, aumento della violenza, dumping salariale, crescita assurda dei prezzi e dei costi legati al mercato immobiliare, …

        Tutto questo perché “l’Eldorado” situato al centro dell’Europa è sceso a patti con l’Unione europea stessa. Cosa che l’Australia non è obbligata a fare vista la sua posizione: è un’isola in mezzo agli oceani, non in mezzo agli Stati dell’Unione europea.

        Da qualche anno il 50% delle esportazioni australiane si basa sui mercati cinesi, giapponesi, sudcoreani e indiani, che al momento sono in piena espansione. Questo, anche se per le risorse del pianeta è un male, per l’economia australiana è un bene. Fare previsioni riguardo il futuro dell’Australia è perlomeno azzardato, ma immagino che se le leggi sull’immigrazione non cambino e si concretizzino i vari accordi previsti per il 2015 con l’Asia, ci siano ancora almeno una decina se non una quindicina d’anni “buoni” per l’Australia prima di arrivare al loro “picco” (sovrappopolazione rispetto alle risorse australiane). Ad ogni modo sembra che loro abbiano capito che “una crescita infinita in un mondo finito è semplicemente impossibile” e stiano per cambiare rotta “stringendo” ancor più i rubinetti dell’immigrazione. Leggi qui: http://bit.ly/LuL8FK
        Chiaramente in Australia non tutti sono d’accordo sul chiudere i rubinetti dell’immigrazione perché diminuirla farebbe diminuire i consumi e quindi l’economia stessa… e nel frattempo la popolazione invecchia…

        In generale un paese, per poter funzionare come previsto dagli economisti, deve per forza basarsi sulla famosa “piramide dell’età” (tanti giovani che lavorano e che mantengono pochi anziani) che porta all’aumento della popolazione e di conseguenza a consumare sempre più. Se questa piramide si “inverte” (pochi giovani che hanno il lavoro e molti anziani da mantenere) è l’economia stessa che crolla causando i problemi che vediamo attualmente in Europa! Un po’ come il famoso gatto che si morde la coda… 😉 E’ una cosa tanto semplice quanto spesso dimenticata…

        Insomma, c’è un problema grosso grosso che in futuro prenderà dimensioni mondiali: la crescita demografica non può continuare all’infinito! In passato a ridurre la popolazione ci hanno “pensato” carestie, epidemie e guerre… in futuro come verrà ridotta la popolazione? Saranno “i potenti del globo” a decidere chi dovrà vivere e chi no? Hitler docet…

      • Ragazzi sono davvero contenta di questa discussione e del fatto che possano nascere nuove amicizie grazie a questo blog! Se partite per l’Australia continuate comunque a seguirmi…non sia mai che le cose cambino in sto paese! 🙂

    • Sono assurdamente d’accordo, la crescita non e’ infinita…si deve arrivare a un punto in cui il sistema economico e organizzativo va avanti senza
      stressanti limiti di crescita, si deve arrivare a un sistema sostenibile! non si può strozzare un paese per ripagare un debito, imponendo la crescita da una parte e il salasso di tasse dall’altra!
      Scusate magari suono troppo popolare e poco economista, ne capisco poco di finanza borse e speculazione, ma quello che vedo e’ questo. E come dice papà Linux anche in Australia se ne stanno accorgendo….

  3. E’ da tanto che seguo il tuo blog, ormai è un’appuntamento fisso, e non trovo che ti sei inacidita. Stai semplicemente raccontando le tue esperienze e le tue idee, non tutto può essere rose e fiori tutti i giorni. EVVIVA LA MAGA 😀

      • Maga, in Australia sapevi che non ci stavi per sempre, ecco perché ti sentivi spensierata. Quella sensazione la si prova ovunque si vada per il primo anno e mezzo, poi ci si inizia a domandarsi cosa si vuole veramente, quale lavoro svolgere magari non solo per mantenersi eccetera. Ovunque si vada prima o poi arriva la routine, è una pia illusione pensare di vivere senza! Buona Italia, quindi! : )

  4. Come si fa a guarire? Sono tornata dopo quasi un anno di Australia… Sono qui da giugno ma niente è lo stesso.
    Leggerti mi fa sentir meglio…

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