Pianeta Giappone

 

Il Giappone è un pianeta…lo sapevate? Non è un paese, non è una nazione…è un pianeta, un mondo a sè stante, dover tutto è giapponese fino al midollo, dove gli occhi più grandi di una mandorla sono considerati alieni e tutto viaggia alla stessa velocità, con lo stesso ritmo, ogni giorno. Per l’eternità.

Eh già…sono stata in Giappone! E sono rimasta folgorata. Non so dire se in senso assolutamente positivo o negativo, ma il Giappone è un paese-pianeta che non lascia indifferenti.

A me mai sarebbe venuto in mente di andare a visitare la terra del Sol Levante, del Sushi e dei Samurai. Ma il mio love è appassionato di arti marziali, segue un corso di spada giapponese (Katori) e quindi visitare il luogo dove questa arte è nata era una specie di must.

Io all’inizio non ero troppo entusiata. Lui sarebbe dovuto andare con il gruppo di katori, una specie di viaggio-stage che poi alla fine è saltato. Ma non è saltata la sua voglia di visitare il paese e così un bel giorno se n’è uscito con : “Sai che c’è? Lo stage non si fa più ma me ne frego, in Giappone ci andiamo noi!”. E io ho sferrato un bel sorriso a denti stretti: “Ma che bell’idea amore” mi è uscito tra una fessura della bocca…insomma non sprizzavo entusiasmo, ma neanche ne sapevo il motivo. Il Giappone non mi aveva mai attirato, ma non so dirvi perché.

Poi con il passare dei giorni l’idea ha iniziato a stuzzicarmi e sono arrivata al giorno della partenza eccitata come una bambina che entra a Gardaland!

Il viaggio è stato straordinario. Non quello aereo (dodici ore di volo che sembrano poche ma in realtà ogni secondo è una tortura in quelle minipoltrone dove non puoi stenderti senza finire in braccio al vicino), ma il viaggo in Giappone. Una settimana stile tour de force, venti km al giorno di camminate, sushi a volontà, riso anche a colazione, sudate pazzesche e abbiamo visto solo un centesimo di quello che c’era da vedere.

Abbiamo visitato Kyoto, Nara con i suoi templi fantastici e la mitica città di Tokyo, una roba che in confronto Milano è un quartiere di periferia.

I templi mi hanno affascinato, il mangiare mi ha semplicemente estasiato: un sushi così buono non l’ho mai mangiato in vita mia, un sakè così te lo sogni in Italia…ho visto un cuoco giapponese smembrare in due minuti un tonno fresco fresco appena pescato e servircelo come sushi…vorrei descrivervi il gusto sublime, ma preferisco farvelo immaginare… 😀

E sono salita su treni il cui ritardo massimo è dieci secondi all’anno. Io quasi piangevo quando vedevo i treni partire in orario, non mi sembrava una cosa vera…mi domandavo: “e che cavolo, e partite un minuto dopo, fatemi vedere che anche voi avete ritardi, che anche voi che dovete spostare ogni giorno milioni di persone avete ritardi sulla linea, dai dai”…niente. Spaccavano il secondo. Cose che noi italiani non riusciamo nemmeno a immaginare.

Tutto mi ha estasiato, ma una cosa mi ha scioccato. Il popolo.

La società giapponese sfugge alla mia comprensione. Da un lato una gentilezza sconfinata, quasi irritante: ringraziano sempre, tutto il tempo e ti seguono anche fuori dal negozio, in certe circostanze, e si inchinano per ringraziarti ancora dell’acquisto.

Sono umili e timidi e si espongono solo in gruppo, mentre singolarmente difficilmente riusciresti a spillar fuori una parola. Sono servizievoli e lavorano dodici ore al giorno. Li vedevo in metropolitana alle dieci di sera con la ventiquattr’ore in mano e accasciati sul sedile a dormire. Dormono tutti, sempre. Ho visto gente dormire in piedi persino al semaforo in attesa di attraversare la strada….

Le ragazze per distinguersi vestono come bamboline, riempono il cellulare di ciondoli di ogni colore e misura. Gli uomini sputano per strada, spesso e volentieri.

Si ammazzano tutti di lavoro e hanno solo una settimana di ferie all’anno. E noi in Italia osiamo lamentarci.

E’ una società di automi, o almeno ho avuto questa impressione. Si comportano allo stesso modo, ogni giorno, con lo stesso ritmo. Mangiano più o meno sempre le stesse cose, buonissimo sushi che però se lo dovessi mangiare ogni giorno dopo un po’ esploderei. Mangiano riso, pollo e pesce diversamente combinati. La frutta è un lusso: una mela costa due euro e un chilo di ciliegie puoi arrivare a pagarlo 40 euro.

Però sono gentili. L’ho già detto che sono gentili? Lo sono sinceramente secondo me. Sono proprio educati alla gentilezza e all’educazione. Noi siamo bestie a confronto. Io che prendo fuoco per niente non mi sono incazzata nemmeno una volta durante quella settimana. Anzi un a volta sì, quando in metropolitana a Tokyo alle nove del mattino (provate a salire sulla metro a quell’ora e a uscirne senza lividi) un uomo è entrato di corsa e mi ha strattonato con la sua borsa per sistemarsi, facendomi un male boia e senza chiedermi scusa. Ho capito poi che è la regola massacrarsi così in metro tutti i giorni. Si spingono per trovare posto ma nessuno dice niente. In Italia ci sarebbero risse ad ogni fermata.

E’ un popolo triste, o almeno così io l’ho trovato. Un popolo serio che si prende sul serio. Con i suoi momenti di ilarità, ci mancherebbe. Ma sono momenti diversi dai nostri.

Ho assistito a un matrimonio: sembrava un funerale. Tutti seri, nemmmeno un sorriso. La più seria era la sposa. Ragazza mia, se non te la senti si può sempre tornare indietro, le avrei voluto dire. Ma in realtà è la serietà della cerimonia che impone a tutti un certo contegno. Poi magari al ricevimento si sfonderanno tutti di alcol, chi lo sa. Ma in quel momento massima serietà. Mi venivano in mente i matrimoni italiani, dove arriviamo a fare casino persino in chiesa, per non parlare di quando gli sposi mettono piede fuori dalla chiesa e si scatena praticamente l’inferno.

Come siamo diversi noi italiani. Nel bene e nel male. Siamo meno organizzati (o non lo siamo per nulla) siamo menefreghisti, urliamo, ci incazziamo e la gentilezza la riserviamo solo a chi conosciamo…loro sono seri, gentili a prescindere e molto organizzati.

Hanno un orgoglio nazionale che i francesi in confronto sono cosmopoliti. Vai nei negozi di musica e non vedi un autore straniero che sia uno, vai in quelli di dvd e trovi persino la versione giapponese della Signora in Giallo (una tipa attempata giapponese che deve risolvere enigmi) ma della nostra Jessica Fletcher nemmeno l’ombra. Tutto è Giappone, sempre e ovunque. Mi è giusto capitato di vedere il poster del film Men in Black e basta.

Da noi è il contrario, prima vedi tutti gli autori stranieri e poi di solito il negozio riserva un angolo per gli autori italiani 🙂

Detto questo, non so se vivrei in Giappone. L’ultima sera prima di partire siamo andati a mangiare fuori, abbiamo incontrato italiani sposati con giapponesi e residenti in Giappone da tanto tempo. Uno di loro mi ha descritto la meravigliosa vita nel Sol Levante e il fatto che in Italia non tornerebbe mai, che tutte le volte che torna per le vacanze gli sembra di fare un tuffo nel passato perchè in Italia è tutto fermo. Ma io sono infida, io che tutto sommato amo la mia Italia che si è fermata alla preistoria, la domanda bastarda la devo fare, perchè so già la risposta e voglio sentirla dalle loro bocche: “Ma non c’è proprio nulla che ti manca dell’Italia?”. E lui deglutisce, si guarda intorno, attende un attimo che la moglie si distragga facendo qualche battuta (la moglie in questi anni ha imparato l’italiano!) e poi sussurando mi risponde: “Mi manca il calore italiano, quello non lo trovi da nessuna parte”.

E voi direte che uno con il calore italiano non ci campa, il calore italiano non ti dà il lavoro e l’organizzazione. Mi sento anche dire che il calore italiano negli ultimi anni è andato pure scemando, sostituito da un egoismo dilagante. Però….

Sarò tutto vero, ma tutto sommato non penso di poter vivere in un paese così. Forse sono stata troppo poco per capirlo, forse per capire i giapponesi ci vuole più tempo. Ma la loro rigidità, anche nelle emozioni, mi ha in qualche modo sconvolto.

E il loro estremo nazionalismo è vero? O è un modo per difendersi dal mondo esterno e dalla sue contaminazioni?

Chi vive in Giappone e lo conosce bene mi dice che queste persone dentro si rassomogliano tutte, sono quasi prive di una personalità propria e per costruirsela lavorano sul loro aspetto esteriore, sistemandosi i capelli in modo bizzarro, vestendosi con colori improbabili e portando oggetti vistosi. Un modo per dire “ehi sono qui, mi vedi in mezzo a tutte queste persone uguali a me?”.

Mi hanno pure spiegato che i matrimoni sono solo convenineze, che tutto ruota intorno all’interesse personale e pure l’amicizia e l’amore sono valori a tempo, utili ma non indispensabili. E’ davvero così? E’ per questo motivo che il matrimonio è un rito così serio, perchè in realtà non si festeggia l’amore ma la convenienza? Stento a crederci, ma così mi hanno raccontato e non voglio mettere in dubbio le parole di chi conosce il Giappone meglio di me. Ma allora è questo il prezzo da pagare per l’ottima organizzazione, la gentilezza dilagante e il sistema sociale praticamente perfetto?

Forse è un prezzo troppo alto. Almeno per me.

Ma in Giappone ci voglio tornare. Non per i templi, quelli li ho visti. Non per il sushi ( ma magari anche), quello me lo sono già divorato. Non per quei giardini stupendi e le strade pulite che sembrano finti. Ma per conoscere loro. I Giapponesi. Meritano un altro viaggio.

 

Sayonara!!

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14 thoughts on “Pianeta Giappone

  1. Wow chi lo avrebbero mai detto, ora mi hai fatto venire il pallino.. LO VOGLIO VISITARE ANCHE IO IL GIAPPONE !!!!!! Una cosa la vita è cara lì?? Quanto hai speso tra viaggio e soggiorno più o meno , se lo posso gentilmente sapere???? Thanks (:

  2. Sono stata 15 gg nel paese del Sol Levante… stesse impressioni. E loro non sono gentili, sono servizievoli, al limite dell’imbarazzo!! Bello.. molto bello. Ma a piccole dosi. 😉

  3. scusa se te lo dico, ma quando stavi a Sydney avevi un modo di scrivere spensierato, forse rispecchiava la leggerezza con cui prendevi la vita. Sinceramente mi divertivo molto a leggerti, ma ora salto le righe e i paragrafi. Spero che non te la prendi, ma questi post sono l’ombra di quelli di una volta!

    • Perché dovrei prendermela? Non posso piacere a tutti lo so e quando scrivo scrivo quello che sento e come lo sento…il Giappone mi ha spiazzato ma non mi ha dato spensieratezza…solo un senso di straordinaria confusione…e non so se sia positiva o mano ma e’ quello che ho provato nel Sol Levante. Per questo mi riusciva difficile essere spensierata!

  4. Ai giappi piacciono molto le occidentali. Mai provato?
    Io sì. Carinissimi come modo di fare e, diciamolo, alcuni proprio boni!
    Uao

  5. Scusate ma perché continuate e smenarla che la Maga era meglio in Australia?
    Uno non ha diritto di cambiare?
    E poi se vi piace l’Australia cliccate su altri blog!

    • Grazie Alex per l’appoggio!! Ti ringrazio di cuore. Può essere che io sia cambiata ma che posso farci? Questa e’ la vita…e io in fondo mi piaccio piu’ adesso di quando ero in Australia! Yes!!
      Grazie tesoro!!

  6. Ciao, sono capitato sul tuo blog quasi per caso e mi piace molto. Mi rispecchio in quasi tutto ciò che scrivi e nelle tue opinioni, tranne per il fatto che io dell’Italia e degli italiani ho un’opinione assai poco indulgente, se non un odio tout-court. Forse perchè di anni ne ho solo 24 e non sono mai stato all’estero, motivo per cui non vedo l’ora di lasciarmi questo Paese alle spalle e iniziare una nuova vita altrove.

    Parlando del Giappone… non ci sono ancora stato, come si evince da quanto scritto sopra, ma lo adoro. Sono anni che mi interesso alla cultura giapponese a 360° e ho persino iniziato a studiare la lingua (per conto mio, niente corsi o simili: non ne ho bisogno). Mi ha colpito questo tuo post perchè collima perfettamente con l’idea che mi sono fatto anch’io del Giappone, con tutti i racconti e le testimonianze che ho letto e ascoltato. Insomma, ci hai visto giusto. 😉

    Tornaci in Giappone. E’ una terra magica.

    • Ciao Davide!! Ci tornerò senz’altro, merita un altro viaggio, soprattutto per il popolo che è l’aspetto più interessante di quel paese. Oltre il sushi, ovviamente che così buonuomo te lo sogni! 🙂
      Però non odiare l’Italia, fidati che non abbiamo nulla da invidiare agli altri paesi. Però non provo a convincerti, vai e vivi all’estero. e poi ne riparliamo
      🙂

      • La prossima volta, oltre al sushi prova il tonkatsu, è una specie di cotoletta alla milanese e mi hanno detto che è molto buona. 😀

        Io comunque vivo nel sud Italia. Non so se hai mai fatto un salto da queste parti, o se hai qualche familiarità con questa zona del Paese, ma la vita qui è molto diversa da Genova o Milano (non parliamo poi dell’Australia, hahaha)… di motivi per deprimersi e incazzarsi ce ne sono il triplo, qui è veramente difficile sviluppare un attaccamento alla propria terra (se si è giovani, intelligenti e ambiziosi). Le poche persone in gamba che conosco hanno già fatto le valigie o sono in procinto di farlo. Come ho già detto non sono mai andato all’estero, ma in compenso ho girato mezza Italia (sono stato a Milano, Brescia, Siena, Genova, Bologna, Modena, Ferrara, Vicenza, Rimini… e nel sud a Roma, Napoli, Bari, Brindisi, Lecce, Salerno e tante altre città) e ti garantisco che la differenza fra le due Italie è sconvolgente, basta incamminarsi un po’ verso nord e sembra di avere a che fare con altri popoli e altri mondi. Insomma, a differenza di molti abitanti del Mezzogiorno io non sono per niente innamorato della mia terra e a tratti provo un sentimento molto simile all’odio.

        Certo, potrei andarmene a vivere in qualche città del centro-nord, ma anche lì non è che ci sia il paradiso in terra… e con la mia voglia insaziabile di viaggi e di avventure, preferisco farmi direttamente il passaporto e andare quanto più lontano possibile (la mia idea è quella di girare un po’ il mondo, voglio vivere e lavorare in diverse nazioni per brevi periodi, fino a trovare quella che fa per me). Tra l’altro devo ringraziarti per avermi ispirato una gran curiosità e un certo entusiasmo nei confronti dell’Australia, sono ore che sto leggendo i tuoi vecchi post nel blog e ho già deciso che la Land Down Under è decisamente tra i posti che voglio visitare.

        A dirla tutta, io un po’ di affetto nei confronti dell’Italia ce l’ho. Poco poco, ma c’è. Ed è cresciuto negli ultimi mesi, quando mi sono iscritto a un sito di penpalling e ho cominciato a corrispondere con ragazzi e ragazze da tutto il mondo. L’ammirazione che alcuni di loro hanno per l’Italia mi ha spinto a guardare il nostro Paese con occhi diversi e riflettere su molte cose su cui in passato non mi ero mai soffermato. Ma al di là di questo, resto sempre dell’idea che l’italia è una nazione splendida per il turismo e le vacanze, ma viverci è tutta un’altra cosa. Chissà, forse un giorno cambierò, del tutto o in parte, la mia opinione… prima però ho bisogno di viaggiare, per me è una necessità impellente come mangiare o respirare. Ho la sensazione che la risposta ai miei dubbi sull’Italia la troverò proprio al di fuori dei suoi confini.

        In bocca al lupo per tutto e continua a scrivere sul blog, adesso che ho curiosato per bene in giro posso dire con certezza che è uno dei più belli, genuini e divertenti in cui mi sia mai imbattuto. 😉

      • Ho provato il katzudon, che è la cotoletta con l’uovo e il riso….miii che buona!!!!!!! 🙂

        Per il resto caro Davide…viaggia, viaggia e viaggia!!! Vai e scopri il mondo e fallo adesso che sei giovane che io mi sono svegliata troppo tardi (meglio che mai, comunque)
        Guardati intorno, scopri altri popoli, entra in contatto con altre culture…e goditi la faccia e l’ammirazione di quelli a cui dici che sei italiano. Ogni volta per me era un’emozione leggere sulla faccia di questa persone un’ammirazione nei confronti della nostra terra che io stessa non avevo.
        L’Italia è un grande paese, ma per capirlo devi andare via, devi odiarlo, devi prenderne le distanze, devi provare ad amare un altro paese, devi andartene il più lontano possibile e poi girarti d’un tratto, a guardare il Belpaese dalla giusta prospettiva. Solo allora capirai che cosa c’è qui e che cosa c’è la fuori e farai, solo allora, la scelta giusta. C’è chi è tornato,come me, e c’è chi è rimasto altrove. Ma lo ha fatto solo dopo aver viaggiato per molto tempo.

        Ti auguro di trovare il tuo Eldorado, qui o altrove.

        In bocca al lupo!! E grazie per i complimenti! 🙂

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