Il Regno dei “Frullati”

….e la Maga tornò dal regno dei Morti. No, anzi. Dal Regno dei Frullati.

Non pensate a un Regno dove si bevono e gustano frullati ma dove a essere frullate sono le persone. E hanno la tipica espressione qui sopra riportata  🙂

O almeno io mi sento così. Ho esattamente quella faccia in questo momento. L’ultima volta vi ho detto che ero un po’ stanca, adesso ho superato il concetto della stanchezza e sono entrata in una nuova dimensione, dove il concetto di stanchezza è superato perchè come mi sento non riesco davvero a descrivervelo. Mi sento come in un frullatore. Come una mela che entra nel frullatore intera e ne esce come ben possiamo immaginarci. Milano è un frullatore. Ma non di quei modelli vecchi di una volta, è un minipimer con la supercazzola. E non dite che sono solo io, perchè tutti i “non milanesi” che sto incontrando mi confermano tutti la stessa cosa.

Quando inizio a parlare con loro di questa sensazione di “frullata costante”, sgranano gli occhi e fanno si con la testa, senza farsi accorgere dai milanesi che ci circondano per non fare brutta figura. A me non frega un cippo, che mi sentano pure. Io discuto con il mio ragazzo milanese doc ogni giorno perchè sono stanca e per lui la stanchezza è un concetto che non esiste.

Il milanese non è mai stanco. Se la giornata al lavoro è stata dura, lui ti dice che “è stata lunga, un po’ pesante”. Se ha corso 20 chilomentri in salita lui non ti dice che  è stanco, ma solo che “gli fanno un po’ male le gambe”. Se ha viaggiato tutto il giorno in metro e treno lui non ti dice che è esaurito e pronto a sganciare una bomba nuclerare come direi io, ma solo” che il viaggio a volte può essere stressante”. Il milanese se lo butti nel frullatore ne esce più sano di quando ci è entrato. Deve essere immune. Fa parte di una nuova razza oppure sono io che sono un essere inferiore.

Io e tutti quei “non milanesi” che sotto sotto sono stremati, ma guai a dirlo in giro.

E poi è bello dopo una giornata passata nel frullatore, tornare a casa, provare a rilassarsi e sentire la vocina lombarda della mia dolce metà che dalle scale mi sussura: “amore, ma l’aspirapovere l’hai passata? La lavatrice l’hai fatta partire?”. E io che lo guardo e vorrei dirgli che adesso la passo su di lui l’aspirapolvere e dentro la lavatrice ce lo faccio andare con centrifuga a 2000 giri, ma gli rispondo che no, non ho avuto tempo e che sono stanca….

Stanca!!! Se lo insultavo se la prendeva di meno!!

Ormai non posso più usare questo termine. Allora me ne invento altri.

Tipo quando ci sentiamo o ci vediamo e mi chiede come stai, quindi di solito verso fine giornata, quando il frullatore sta per sputarmi in casa, a pezzi e smaciullata, io raccolgo quel minimo di contegno che l’urbano minipimer mi ha lasciato e gli dico: “Mah, dai, tutto sommato bene” e nel dirlo mi accascio sul divano e rimango in posizione immobile per i successivi 30 minuti.

Lui mi decanta la sua giornata, sveglia alle sette, dieci ore di riunioni continue e ora quasi quasi va a correre per passare il tempo. Io, con la voce rimasta, gli racconto la mia: sveglia alle sette, trasporto su abominevoli  mezzi milanesi, otto ore di ufficio e un’altra ora di abominevoli mezzi milanesi per tornare a casa e vorrei dirgli che sono esausta ma opto per un neutro: “Finalmente sono a casa!”.

Mia madre quando è venuta a trovarmi a Milano ha passato più tempo in metro che in piazza Duomo. Era scioccata. A un certo punto saliamo sull’ennesima metro per tornare verso casa e le chiedo: “Come ti sembra Milano, mamy?” E lei con gli occhi a palla e la faccia arrossata fa per dirmi: “Milano ti risucchia” e nel dirlo un pirla entra e la strattona dentro il vagone. Per l’appunto.

Poi la metro di Milano è incredibile. I personaggi più strani li vedi in metropolitana, per non parlare dell'”eau de cesse” che trasudano questi figuri….ma questi esseri lo sanno che l’acqua combinata al sapone può dare risultati straordinari?  Io penso di no.

E per non parlare della ressa che tenta l’assalto alla carovana quando si aprono le porte e il controllore che si sgola al megafono ” fate scendere prima di salire!!!”…pirla, aggiungerei io! Roba che neanche all’asilo!

Milano è un vortice continuo, un minipimer impazzito. I “non milanesi” mi dicono, sempre sottovoce, che uno prima o poi si abitua a questi ritmi, ma me lo dicono con un filo di voce e gli occhi abbassati, quindi io non ci credo molto. Forse bisogna nascerci qui per non sentire il frullatore…

Mi ci abituerò mai? Ai posteri l’inutile sentenza

La Maga stan….ehm

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25 thoughts on “Il Regno dei “Frullati”

  1. Concordo su tutto. Io abito ad una mezz’ora di treno da milano, e mi fa schifo. è una delle città più fastidiose sulla faccia della terra. Ho vissuto a Tokyo che per carità se nn ti risucchia quella…! Però lì era tutto più ordinato e tranquillo. Ho vissuto a Londra, ma lì la presenza della metro non era così INVADENTE come a Milano. A londra non ti viene in mente che passi più tempo sotto che sopra la terra.
    Ecco il motivo per cui a Milano ci andrò solo se costretta dall’unico posto di lavoro che trovo nel giro dei prossimi tre anni.
    Mi spiace tanto per te… spero che riuscirai a trovare un tuo equilibrio 🙂

  2. Per me è il contratrio…. il mio boyfriend è un NON milanese, io sì …. quante volte mi fa incavolare per i ritardi, le perdite di tempo sul lavoro, la disorganizzazione, ecc…. e gli dico che, per capirmi, l’unica soluzione che ha è andare a lavorare per qualche anno a Milano …. 😉

  3. Da Milano sono scappato 🙂 invivibile. Ho studiato, lavorato e in 6 anni non mi sono adattato. Ma che lavoro fai? Se vai a camminare per rilassarti in duomo ti accorgerai che invece che camminare corri nervosamente E anche il relax stressa a Milano.

    • Sono responsabile marketing di una clinica privata, una multinazionale che ha sede a Milano. Puoi immaginarti!!
      Anche il week end è stressante in effetti! Sabato sono andata a correre un’oretta, poi di corsa a fare la spesa, poi ho preparato il pranzo, messo a posto, fatto la torta, poi gita fuori porta a Como e alle 11 di sabato sera ero cotta a letto!
      Domenica ho dormito un po’ di più, ma poi di nuovo a fare una commissione al mattino, pranzo in famiglia, pomeriggio a stirare…e almeno mi sono goduta un filmetto al pomeriggio per rilassarmi un po’…ma alle 10,30 ero cotta di nuovo! e oggi è lunedì….

  4. Devo dire che la mia esperienza di vita da non milanese è assolutamente positiva.

    Leggendo la tua storia mi sembra di vedere me e la mia morosa la sera, con io che rientro a casa dopo il lavoro e le dico: “Amore hai pulito casa come sei rientrata? Ieri l’ho fatto io” e lei che sprofonda sul divano tutta stanca.
    Io invece mi sveglio alle sette, faccio un’ora di coda tutte le mattine e vado a lezione, panino al volo, via a lavorare 7 ore e poi torno a casa, una buona cena e poi fuori a fare jogging o bici.

    Anche lei mi dice che sono un non-umano ma sono certo che con il carattere grintoso che hai si faccia presto ad entrare nel meccanismo ed ingranare la marcia.
    Poi una cosa che sicuramente hai notato è che soprattutto nel lavoro si viaggia “a mille” e in questo lavorare rapidamente devi garantire la massima efficienza e non devi sbagliare mai: ho notato che questo modo di fare ti insegna tantissimo e ti permette di maturare velocemente perchè ti insegna a prendere rapide decisioni oculate in condizioni critiche ed è un gran valore aggiunto, nel lavoro e nella vita.

    Ovviamente non voglio passare il resto della mia vita qui anche se mi trovo benissimo e mi sono fatto tanti amici, ma questo perchè mi piace immaginare il mio futuro in un posto che funziona “alla tedesca”, ovvero: quando si lavora non ci sono per nessuno ma ad una certa ora STOP e mi godo la vita, idealmente in un posto con un bel clima temperato (ed è per questo che sogno di andare in aussie dopo aver finito la mia specializzazione in ottica ed optometria, credo che dopo il “training” milanese e un buon indirizzo di studio abbia delle buone carte da giocarmi).

    Ciao maga
    Andrea

    • In effetti anche io non so se mi troverei bene tutta la vita a lavorare in questo modo, mi piacerebbe avere dei ritmi più umani…comunque sono solo due mesi che sono qui, accipicchia!! Devo darmi un po’ più di tempo… 😀

      Ciao non-umano!

  5. Tresor… Hai fatto andare l’aspirapolvere?? … Dai cacchio, abbiamo preso il robot apposta così schiacci un tasto e via… Fa tutto lui…

    Milano… Un bel frullato… La Milano da bere… Forse con tanto che si corre, ancor più ci si rende conto di non aver fatto tutto… E più fai più faresti… Per cosa, non lo so… Ma è così!
    Ormai i ritmi sono definiti da quelli che stanno sopra di noi, ereditati dai loro capi ed ancora ereditati dai capi precedenti… Essere il leader di settore, fosse anche la pulizia dei cessi, ma leader! … Perché come li puliamo noi non li pulisce nessuno. Generatori di inutili bisogni ed astuti venditori di fumo… Sono le leggi di mercato… Anzi di Mercato, e Milano è una vittima quanto noi…
    E quando si smette di far la pedina (perché di alfieri e re ce ne sono ben pochi) allora, anche se stravolti si corre o ci si bastona per piacere, per esaurire le energie come vogliamo noi, non come ci viene imposto!

    … Io poi, per fortuna ho te, che pure da stanca mi prepari da mangiare anche se sto in un altra città… (però fai partire il robottino… 🙂 )

    Bacio bacio

    • In effetti corrono tutti tresor! Ma perché corrono? Ma andare lentamente no? Perché ci si stressa così tanto a correre quando si potrebbero fare le cose senza fretta? E’ un angoscia continua…ma io prima o poi vincerò la battaglia e ne uscirò indenne. Svilupperò gli anticorpi, come sempre 😀
      Non ho passato il robottino…gosh! Ma stasera ti preparo la cenetta, quindi non ci possiamo troppo lamentare, giusto?
      Un bacio tesoro!

  6. Cercando, a dir il vero a buio, di organizzare con tutta calma la mia prima esperienza australiana, mi ritrovo qui. Ed è incredibile quante informazioni utili vi siano nei post di “allora”, dove si descrivono particolari affatto secondari ma che, da molte altre parti, son introvabili. Complimenti.

    Ripasserò!

    Un saluto – dal NordEst, per ora, dove si lavora intensamente, ma senza frullatori (la pausacaffè non si risparmia a nessuno, a parte il sottoscritto che odia quel miscuglio di macchinetta).

  7. ..ho vissuto a Milano per più di 6 anni..e alla fine l’ho abbandonata, non per i ritmi..ma per i costi..Milano ha un milione di cose belle da offrire, è l’unica vera città italiana (almeno per il mio concetto di città!)..ma sa anche toglierti tanto..devi riuscire a bilanciare le due cose..credo cmq che l’abitare nell’hinterland non aiuti affatto..e poi l’hinterland è così triste..

    • Condivido pienamente il tuo post…sono 2 anni che sto qui ma già sto organizzando la mia nuova fuga, effettivamente stai a correre l’intera giornata pensando di aver guadagnato qualcosa ma quando arriva fine mese capisci che hai perso solo tempo.

    • Ciao Nana! Io nno abito nell’hinterland triste, ma in provincia in un paesino alle porte di Milano. E non è triste per nulla, anzi da una parte forse è meglio vivere lontano dal caotico centro milanese! 🙂

      • Ciao!!!..punti di vista..non ho mai concepito i pendolari..e lo spreco di tempo che ne consegue..forse perchè se sto in una città la voglio vivere al 100%..cosa che secondo me ti permette anche di apprezzarla nel suo complesso..non vedendola come il posto in cui vai per lavorare e basta..!!..different point of view..;-)

      • Hai ragione Nana…ma a Milano si è un po’ costretti a fare i pendolari e a me spiace non potermi vivere la città al 100%….solo che vivendo fuori e non avendo la macchina…come si fa? Pazienza, me ne sto nel mi paesino della provincia milanese… 🙂

  8. Ciao a tutti!! Sono una milanese DOC, una rarità (nel vero senso della parola)…i miei avi sono tutti milanesi! EVVIVA!!! Fin da piccoli i milanesi vengono mentalmente allenati a correre. Tutti intorno a loro corrono, mamma, papà, nonni, zii cuginetti di qualche mese più grandi…anche i pranzi di Natale si fanno di cosa perchè bisogna andare per non arrivare in ritardo! Il ritardo altro concetto estremamente pericoloso per la mente di un milanese..la stanchezza non esiste, l’unico motivo per cui ti viene concesso di avere le occhiaie sotto gli occhi è perchè non dormi…e l’unico motivo per cui puoi non dormire è perchè hai da fare!! Il milanese deve sempre fare qualcosa!! Anch’io ero così Sveglia alle 7.30, inizio lavoro 8.30 con orario continuato fino alle 20….21….22….Poi di corsa sui navigli per il secondo lavoro fino alle 4 e poi a casa a riposare gli occhi (guai ad usare la frase:”STO DORMENDO”..questa affermazione è in grado di innescare una serie di domande a raffica tipo: Perchè dormi? Non stai bene? Non puoi fare qualcosa? etc…) finchè il destino mi ha portato tra le colline toscane. Pace,silenzio, calma, tranquillità..il supermercato che chiude dalle 13 alle 16?? MA E’ IMPAZZITO? ed io quando la faccio la spesa? la farmacia chiusa il sabato pomeriggio? Stranamente mi sono bastati pochi mesi per abituarmi…Poi sono dovuta rientrare a Milano e vi garantisco che lo SHOCK è stato immenso!! Ora vi leggo seduta nella mia terrazza che si affaccia sulla campagna Toscana, mentre sorseggio un bicchiere di limonata e penso alla conversazione telefonica appena avuta con mia sorella che stava CORRENDO come una pazza da stamattina presto perchè sapete lei è una milanese che vive a Milano… ;-P
    Have a nice day!!
    Take your tme and relax yourself.

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