Stasera sono nera. Di solito non parlo di politica, ma stasera sto scoppiando. Ho sentito che Hollande ha vinto in Francia…e via di servizi su questo nuovo francese e il suo “changement”…e mi vengono i brividi. Ma voi ancora ci credete a questi cambiamenti?Io non so più in cosa o chi credere. Vedo il mio paese cadere a pezzi, vedo e sento una disperazione fra la gente che non avevo mai sentito prima, vedo nuovi politici che scalzano i vecchi, vedo un Hollande fare le scarpe a Sarkò e moglie e vediamo come andranno le nostre amministrative…ma quindi? Cambiano i nomi, e poi? Non cambierà nulla. Ho smesso di credere alla Politica, quella nazionale e quella straniera…ho smesso di crederci e vedo il mio paese massacrarsi. E che alternative ci sono? Non ce ne sono… Continua a leggere
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Non ci sono più i locali di una volta….

Alle volte mi domando se sono io che ormai navigo su un’altra dimensione e vivo costantemente in un mondo a parte o forse forse è il mondo che è cambiato, peggiorato in un certo senso. Forse è diventato un po’ banale, non lo so. Ma un tempo mi divertivo ad andare nei locali, ascoltare buona musica e bere qualcosa in compagnia. Adesso faccio fatica ad entusiasmarmi come mi entusiasmavo prima. Sto invecchiando…mi sto rincoglionendo. O forse sono stata per troppo tempo fuori da questa giostra che ora a salirci non mi diverto più…
E’ successo giovedì scorso. Mia madre non fa altro che parlarmi da tempo di un locale troppo figo in Piemonte di cui non dirò il nome nemmeno sotto tortura, dove si mangia una certa specialità della casa un po’ piccante (c’è solo quello o panini, niente vino, solo birra e scordatevi dolce o caffè) dove la regola è mangiare noccioline e buttare i gusci per terra, usare le mani per nutrirsi e dopo una certa ora ballare come bestie scatenate. Insomma, una stalla. Continua a leggere
Mi è impazzito il bonsai…
A volte mi domando se per caso inizio a prendermi troppo sul serio. Inizio a pensare di essere vera. Perchè fino ad oggi la mia vita è sempre stata un “”si vabbè ora faccio questo, poi si vedrà, mica è per sempre, mica finisce tutto qui, e mica di qui e mica là”. E a forza di mica mi sono un attimo persa. Io non mi sono davvero mai presa sul serio nella mia vita. Per me è sempre stato tutto un gioco, tutto temporaneo, tutto un “ora va bene e poi dopo vediamo”. Mai mi sono messa a pensare al mio futuro, mai ho immaginato di dover iniziare a piantare qualcosa e vederlo crescere prima di smembrarlo da terra perché come al solito, mi stufavo. Io ho seminato tanto nella mia vita, ma ho tagliato ogni pianta prima che iniziasse davvero a crescere. Ora so che è il momento di piantare qualcosa e continuare a dargli da bere, veder crescere quel qualcosa e raddizzarlo se diventa storto, un po’ come una pianta di Bonsai che devi potare, sistemare e legare in un certo modo se vuoi che prenda una certa forma.
E io adesso mi sento come il bonsai sul balcone di casa mia. E’ un melo, un regalo di compleanno del mio ragazzo (il regalo l’ho fatto io a lui) questo inverno era rattrapito con qualche sparuta melina rinsecchita che non ne voleva sapere di staccarsi. Oggi è un tripudio di foglie verdi e selvaggie, sparate alla cazzo di cane senza senso, e io non so se è ancora un melo. Per me si sta trasformando. Magari tra un po’ sputa un limone o inizia a parlare. Mi fa paura, cresce ogni giorno e bonsai non dovrebbero crescere! Giusto? Continua a leggere
Vorrei vivere negli anni 60’….
La settimana scorsa, la domenica di Pasqua, me ne stavo tranquilla a casa nel mio paesino ligure. Ero in cucina a chiacchierare con mia madre e sentivo ridere a squarciagola mio padre che ne se ne stava chiuso in salotto. Alla terza risata sonora sono scattata dalla sedia per capire cosa stesse succedendo. Sono entrata in salotto, mio padre steso sul divano quasi con le lacrime agli occhi a guardare la televisione, dove veniva trasmesso un film in bianco e nero. Lui non mi ha sentito entrare, io ho fatto in modo che non se ne accorgesse. Ho giusto aperto la porta tanto da vedere cosa avesse scatenato l’ilarità paterna. Era tanto che non lo sentivo ridere così. Sono rimasta a guardare quelle immagini, vedevo attori di altri tempi, sentivo musiche di altri tempi, riconoscevo Walter Chiari, Vianello, la mitica coppia Franco e Ciccio. Ma io quel film non lo avevo mai visto. Sorridevo a quelle scenette da commedia italiana, mentre mio padre per poco non si ammazzava a terra dalle risate.
La commedia si chiamava “I maniaci”. Me lo ha detto dopo, quando mi ha scoperto a sbirciare dalla porta. Si è alzato dal divano, mi ha guardato con quel faccione strasorridente e mi ha detto: “Questo è un capolavoro! Non ne fanno più film così…che spettacolo!”.
Così la mia testa ha cominciato a vagare in quelle stanze in bianco e nero…in quei tempi che appartengono alla generazione dei miei genitori e che io non ho mai vissuto. Io vivo questo tempo, un tempo maledetto, sfigato, grigio, triste, veloce, frenetico e stressante. Un tempo dove film del genere fanno sorridere perché ormai oggi ti aspetti effetti speciali anche in una commedia…
Vorrei anch’io sbellicarmi dalle risate come fa lui davanti a un film in bianco e nero, ridere della vita anche quando questa sembra voglia toglierti tutto, fare le cose con calma come faceva lui e la sua generazione…perché, tanto, che fretta c’è? Continua a leggere
Happy Birthday to me….

Ragazzi, ieri era il mio compleanno e ieri avrei voluto scrivervi ma guarda caso lavoravo e guarda caso ero piena di robe da fare quindi…ciccia!
Ora sono sul treno da Torino a Milano, quindi ho tempo e vi scrivo!
Alla tenera, anzi direi tenerissima età di 31 anni (e non provate a dire che sono una donna, perchè non è vero, sono cose queste che non mi si devono dire..) non ho voglia di fare bilanci perchè i bilanci si fanno dopo i 95 anni, prima è inutile. Prima è tutto un divenire, una costante evoluzione e non serve troppo guardarsi indietro se non per essere contenti, perchè si è fatto quello che si è fatto e si ha ancora tanto tempo innanzi per farne altrettanto e ancora di più. Mia nonna ha 85 anni e si sente una ragazzina, ha due cellulari e se non fosse per il mal di schiena starebbe in giro dalla mattina alla sera….quindi, non è mai finita finché non è finita!
Anyway…..negli ultimi posts vi ho descritto la frenetica vita milanese che mi sta togliendo energie…e ho dato inconsapevolmente la colpa a Milano e ai suoi ritmi per la mia stanchezza. Mi sbagliavo di grosso. Qui Australia ci cova! Come sempre! 😀 Continua a leggere
Il Regno dei “Frullati”
….e la Maga tornò dal regno dei Morti. No, anzi. Dal Regno dei Frullati.
Non pensate a un Regno dove si bevono e gustano frullati ma dove a essere frullate sono le persone. E hanno la tipica espressione qui sopra riportata 🙂
O almeno io mi sento così. Ho esattamente quella faccia in questo momento. L’ultima volta vi ho detto che ero un po’ stanca, adesso ho superato il concetto della stanchezza e sono entrata in una nuova dimensione, dove il concetto di stanchezza è superato perchè come mi sento non riesco davvero a descrivervelo. Mi sento come in un frullatore. Come una mela che entra nel frullatore intera e ne esce come ben possiamo immaginarci. Milano è un frullatore. Ma non di quei modelli vecchi di una volta, è un minipimer con la supercazzola. E non dite che sono solo io, perchè tutti i “non milanesi” che sto incontrando mi confermano tutti la stessa cosa. Continua a leggere
Va a ciapà i ratt

Ragazzi…la vita milanese mi sta massacrando. Pensavo di averle provate tutte, credevo che le otto-dieci ore al casinò di Sydney che mi sparavo quattro-cinque volte alla settimana rappresentassero il momento in cui mi sono più sbattuta in tutta la mia vita. Ma mi sbagliavo. Ricordo ancora quando a Sydney pensavo di non aver mai lavorato tanto in vita mia…e adesso a Milano devo ripetere la frase. E farmi qualche domanda: ma prima dell’Australia io che caspita facevo? Una mazza, bravi. Anche questa è la mia conclusione. Pensavo di lavorare e invece per 28 anni io ho fatto un belino, come si direbbe a Genova. Continua a leggere
La Vida Loca…

Ragazzi, non mi sono dimenticata del blog, tranquilli…è che le prime settimane a Milano sono state devastanti! Il nuovo lavoro è moolto stimolante…ma ho così tante cose da imparare che la testa mi ha già preso fuoco un paio di volte…
Per giunta, visto che la sede principale dell’azienda per cui lavoro si trova a Madrid, mi sono ritrovata in viaggio su un aereo pochi gioni dopo l’inizio del mio nuovo lavoro. Che volete farci, uno per lavoro deve essere disposto a certi sacrifici… 😀
Di nuovo in marcia…

Sono sul treno mentre vi scrivo. Dove sto andando? Inizio una nuova avventura. Una piccola, poco distante, tutta italiana. Che roba piatta, penserete. Altro che Sydney, Bondi Beach, spiagge australiane e sogni esotici. Rimango qui, nel mio paese. Che c’è di eccitante direte voi? Per voi forse nulla, io invece mi sento di aver compiuto un miracolo. Anzi una magia. Ho scelto come soprannome La Maga di Oz, ma in effetti, in questi tre anni posso dire di averlo compiuto solo adesso il mio primo incantesimo.
Ho creduto in me stessa. Continua a leggere
Vorrei sentire i muratori cantare….

…….un post di fine anno ci sta, giusto?
Non vi straccio l’anima con i racconti di questo 2011…ognuno avrà la sua piccola grande tragedia da raccontare e quasi tutti penso si augurino che la mezzanotte del 31 dicembre arrivi presto. Alle isole Samoa addirittura hanno cancellato il 30 dicembre, per fare prima!
Io di certo non brinderò all’inizio del nuovo anno, ma alla fine di questo. Con l’augurio segreto nel cuore che il 2012 sia diverso. Migliore direte voi. E certo. Ma forse “migliore” è chiedere troppo, anche diverso va bene. Tipo, sono tanto sfigata che mi andrà male anche il 2012, ma diversamente. Così uno non si annoia…. Continua a leggere
Se il futuro è in mano a loro, siamo a posto….
Questa cosa la devo raccontare, la devo raccontare e la voglio condividere con voi perché io non pensavo che fossimo arrivati a questi livelli, non ci potevo credere finchè non l’ho visto con i miei occhi. Sarò dura, perché in questo periodo vedo nero e non come canta Zucchero, vedo nero davvero. Però quello che ho visto non mi è piaciuto per niente. Ho visto il mio futuro, anzi quello di tutti. Ho visto gli uomini di domani, ho visto alcuni di loro da vicino e non mi hanno fatto una bella impressione. Continua a leggere
Quella strana cosa chiamata mercato del lavoro….
Uno si chiede, ma la maga di notte dorme bene? Ma perchè allora si alza al mattino con questi pensieri e ci straccia i maroni? Eh già…me la faccio anche io questa domanda e la risposta è che si, anche oggi, vi cuccate se volete il mio post-monologo-sfogo quotidiano. Pero’ stavolta non riguarda solo me, quindi tranquilli che non è il solito monologo sul “quanto sono sfigata ma prima o poi ne esco” :-D. Perchè se poi mi dite che invece riguarda solo me, allora è giunto il momento di andare in analisi da uno veramente bravo e se ne conoscete uno, fatemelo sapere… 😀
Ma chi me lo fa fare?
Domenica scorsa ero in quel della Liguria, che da quando vivo in Basso Piemonte mi manca più della Nutella da quando mi sono messa dieta, una cosa incalcolabile. Mi sono alzata di buon mattino e ho guardato fuori dalla finestra: il sole iniziava a splendere nel cielo, e mentre il resto del Nord Italia batteva i denti e indossava piumini, da me c’erano quei gradevoli 12 gradi che quando mai a novembre? C’è un clima in Liguria che non sembra di essere al nord. Avrà tanti difetti, ma secondo me come clima e paesaggi è la più bella in Italia. Non sono di parte, eh? 😀
Ho deciso che sarei andata a correre in passeggiata. Il sole stava finendo la sua alba, pronto a spiccare in alto nel cielo e i suoi raggi dorati si riflettevano sulle increspature del mar Ligure. E io correvo guardando il mare che per poco prendo una tronata contro il palo, ma non mi importava. Mi sembrava di assistere a un miracolo, mi chiedevo se il paradiso che noi tanto cerchiamo magari è proprio qui, in posti come questo. Continua a leggere
Il senso del mito

Nell’ultimo mese sono successe tante cose. Troppe, tutte importanti, tutte devastanti, tutte insieme che non so come prenderle. Tre tragedie che mi hanno fatto pensare e ripensare all’idea di mito che ha la società di oggi.
La morte di Marco Simoncelli, le devastazioni e alluvioni della Liguria che hanno seminato morte e distruzione e la situazione dell’italia. Tre tragedie, in un modo o nell’altro che hanno messo e mettono alla prova l’animo umano con esiti inaspettati. E’ in questi momenti che nascono i miti, secondo me. O che ci accorgiamo della loro esistenza. Continua a leggere
Don’t give up my sweetheart….
This time I want to write it in English. Maybe it’s because I want that more people in the world know what happened to my city. Am I too presumptuous? I don’t know, but I want to communicate my feeling to the world. And I’m sorry for my bad English, I’ll do my best!
I just posted an article in Italian about what happened to my beautiful town which is still suffering during these hours: a huge flood just swept away streets, cars, shops, houses and took the life of six people. I look at the images of what was the main street, via Venti Settembre and I simply can’t believe that. I can’t believe that nature can be so dangerous and powerful….and bad. Genoa is used to floods. This one is just the last one but other will come, I’m sure of that. The city has been built among mountains and the sea. And rivers cross it. One of these rivers, the Fereggiano, made the worst damages and caused the deaths. The Bisagno River swept away everything it met, there is a brown lake now where the Brignole Rail Station was and a fall of mud has covered the street, the shops and the pubs of Via Venti. Continua a leggere
Rialzati, tesoro mio…
Non riesco a crederci. Guardo quelle immagini, le riguardo e dico “no, non è vero”. Vedo acqua ovunque, una strada completamente allagata che non riesco a riconoscere. Poi scorgo la scritta del Mc Donald nell’angolo, il Ponte Monumentale sullo sfondo e capisco. Capisco che non sto guardando un film catastrofico, ma la mia città. Che quella che vedo allagata è la strada più famosa, via Venti Settembre, il cuore della city. Il centro che tanto ho amato e amo ancora, anche così sommerso, anche così pieno di fango, anche così irriconoscibile. La city, come dire, che noi genovesi tanto vantiamo. Che poi, paragonata alle altre metropoli italiane, Genova è piccola, ha solo questa grande via davvero importante, mentre Roma o Milano sono piene di vie così. E io Genova la amo anche per questo. Amo i suoi dettagli, il suo essere così piccola e così grande allo stesso tempo. Adesso è tutto sommerso da acqua e fango. Continua a leggere
Da qualche parte, oltre l’arcobaleno…

Scusate la domanda alla “maga di Oz”, ma stasera mi è girata così, che volete farci……perchè io sono un po’ perplessa ultimamente, un po’ tanto direi e inizio a farmi quelle domande che uno si fa di sera, steso su un prato, magari dopo due o tre cannoni che rilassano…e io invece me la faccio dopo una tisana al finocchio…che ci sarà nel finocchio? Non lo voglio sapere.
La domanda è più o meno questa: ma voi vi sentite parte di questo mondo? Vi piace come gira? O sono io quella strana? non alzate gli occhi al cielo per la domanda troppo seria e già sentita, oppure alzateli, va bene, per poi rispondete, eh?Perchè vorrei giusto capire se sono l’unica che non si sente parte di tutta sta gigantesca Messa In Scena, che non ama la direzione verso cui tutto si muove. Certo, sono contenta della mia vita in generale, della famiglia che ho, dell’amore che ho trovato, ma quando cerco di coniugare tutto questo mio tesoro con l’esterno, mi scontro. Non riesco ad adattarmi. Ho dei problemi io? Troppe tisane al finocchio? 😀
Guardo foto di star e starlette che presenziano a qualsiasi festa e non provo nessun moto di invidia e non me ne frega niente (soprattutto), guardo gente che fa la fila fin dal mattino davanti a un negozio di prodotti elettronici per avere il prezzo più scontato e provo pena per loro, guardo quelli che fanno la fila dalla notte precedente per comprarsi l’ultimo modello di Iphone e provo fastidio perchè allora mi domando dov’è la crisi tanto urlata, guardo il mondo girare in un modo che non capisco, imperniato sempre di più sull’apparire anziché sull’essere, sul mostrare anziché agire. E voi mi direte: ma che te frega, tu voltati dall’altra parte se non ti piace e vai per la tua strada. Ehhhh la fate facile. 😀 Continua a leggere
La maledizione (o benedizione) dell’impiegato statale

Premessa: non me ne vogliano gli impiegati statali che eventualmente leggeranno questo post: voi siete sicuramente persone splendide, ma io purtroppo ho incontrato vostri colleghi che mi hanno fatto pensare che forse lo Stato lo fa apposta a impiegare gente così….così….vabbe’, leggete e capirete. 😀
Me lo chiedo spesso io…io che ultimamente li devo chiamare ogni giorno e ci devo per forza lavorare ma alla fine quella che lavora sono solo io (che poi non è che faccio chissà cosa, non ci vuole un genio a fare quello che faccio io miseraccia…) e loro quando ci provano fanno solo dei casini (ma perché??) e si attaccano a procedure legnose e inutili…e io allora mi chiedo, e anche voi ve lo sarete forse chiesti: ma le Provincie a che cippa servono??? Ci sono o ci fanno? Continua a leggere
Equilibrio precario
E’ da tempo ormai che provo a capirci qualcosa. mi ci sto spaccando la testa. E’ una sensazione che ogni tanto sparisce, ma sempre più spesso riaffiora tra i miei pensieri, in ogni cosa che faccio e dico e soprattutto quando sono in procinto di prendere qualche decisione. E’ una tenaglia che prende testa e stomaco e le butta come in vortice dove io non capisco più cosa sono e dove voglio andare.
Ho sempre pensato che fosse solo colpa mia. Io che mi stufo di tutto, che nella vita ho cambiato mille lavori e altri mille ne vorrei fare, che non riesco a portare a termine nessun progetto e ne inizio a decine. Sono io, solo io la colpevole del mio strano destino. Siamo noi i soli responsabili. Siamo noi gli attori principali del palcoscenico della nostra vita e sta a noi decidere se inscenare una tragedia o una commedia, le quali come tutti sanno si distinguono da come iniziano e da come finiscono.
Però non è solo questo. C’è qualcos’altro e io forse l’ho capito. Continua a leggere
Non ne posso più…

Dal titolo del post vi sarete già fatti un’idea su quello che leggerete in queste righe.
Penserete che sono stufa dell’Italia, del nostro sistema malato, del marciume del Parlamento e dello schifo che mi viene su ogni volta che vedo i deputati italiani, di ogni ordine colore e grado. Penserete che sono stufa di un paese dove vige la raccomandazione per trovare anche il più semplice dei lavori, dove i salari sono fra i più bassi in Europa, dove l’euro ha causato più povertà che sviluppo, dove gli immigrati entrano quasi indisturbati e dove i più “fighi” della società continuano a essere calciatori e veline, pure se i primi non amano pagare troppe tasse e le seconde fanno rimpiangere i tempi di Drive In, dove le veline perlomeno erano simpatiche e non avevano paura a mostrare qualche rotondità di troppo…
Ecco, penserete che il mio urlo di disperazione sia per tutte queste cose.
E invece no. Vi sbagliate di grosso. Continua a leggere







