Da qualche parte, oltre l’arcobaleno…

Scusate la domanda alla “maga di Oz”, ma stasera mi è girata così, che volete farci……perchè io sono un po’ perplessa ultimamente, un po’ tanto direi e inizio a farmi quelle domande che uno si fa di sera, steso su un prato, magari dopo due o tre cannoni che rilassano…e io invece me la faccio dopo una tisana al finocchio…che ci sarà nel finocchio? Non lo voglio sapere.

La domanda è più o meno questa: ma voi vi sentite parte di questo mondo? Vi piace come gira? O sono io quella strana? non alzate gli occhi al cielo per la domanda troppo seria e già sentita, oppure alzateli, va bene, per poi rispondete, eh?Perchè vorrei giusto capire se sono l’unica che non si sente parte di tutta sta gigantesca Messa In Scena, che non ama la direzione verso cui tutto si muove. Certo, sono contenta della mia vita in generale, della famiglia che ho, dell’amore che ho trovato, ma quando cerco di coniugare tutto questo mio tesoro con l’esterno, mi scontro. Non riesco ad adattarmi. Ho dei problemi io? Troppe tisane al finocchio?  😀
Guardo foto di star e starlette che presenziano a qualsiasi festa e non provo nessun moto di invidia e non me ne frega niente (soprattutto), guardo gente che fa la fila fin dal mattino davanti a un negozio di prodotti elettronici per avere il prezzo più scontato e provo pena per loro, guardo quelli che fanno la fila dalla notte precedente per comprarsi l’ultimo modello di Iphone e provo fastidio perchè allora mi domando dov’è la crisi tanto urlata, guardo il mondo girare in un modo che non capisco, imperniato sempre di più sull’apparire anziché sull’essere, sul mostrare anziché agire. E voi mi direte: ma che te frega, tu voltati dall’altra parte se non ti piace e vai per la tua strada. Ehhhh la fate facile. 😀
Sto cominciando a capire sempre meno anche Facebook, la condivisione della mediocrità per eccellenza, dove tutti vogliono farsi vedere e vedere quello che fanno gli altri, vedere quanti amici hanno e quanti commenti ricevono, quante volte sono taggati e quante foto con amici e o in posti strani hanno messo in bacheca. Tutto per mostrare che cosa? Che esistiamo? E prima di facebook? Il mondo era disabitato?
Oggi un Cartesio moderno potrebbe sintetizzare così la nuova filosofia del terzo millennio: “Sto su Facebook, ergo sum”, oppure “Clicco, ergo sum”.
Vedo il mondo girare in un modo che non riesco più a seguire. Mi fermo all’immagine delle persone e non riesco più a vederne la sostanza, sarà colpa mia? O è la sostanza che comincia a scarseggiare perchè si dà più peso all’involucro che al contenuto? Perchè, ad esempio,  il massimo della mia vita deve essere girare in un centro commerciale e comprare più roba possibile, da mostrare con tanto di sacchetti e sacchettini firmati? Io non sono così e non me ne frega niente di essere così.
L’altro giorno, tornando appunto da un centro commerciale con il mio ragazzo (dove siamo andati per comprare un regalo costosissimo al suo amico che probabilmente non userà mai, ma tant’è…), lungo la strada che taglia per un pezzo un’area di campagna, abbiamo intravisto una cascina dove si vendeva il latte fresco appena munto. Ci siamo fermati per assaggiarlo, io non lo avevo mai bevuto prima. Vicino al distributore, c’era una stalla attrezzata per la mungitura con tanto di mucche dentro che donavano generosamente il gustoso liquido bianco.
Io non ho potuto fare a meno di sbirciare dentro. Il responsabile della stalla, con il grembiulone verde tutto sporco di latte ed erba, ci ha fatto segno di entrare. E lì, per la prima volta, ho visto come si mungono le mucche. Lo fa un macchinario preciso, che con la delicatezza di una mano umana, preme le mammelle dell’animale fino a un certo punto e poi si stacca. Io ero come incantata. Le luci del centro commerciale, il casino di gente che corre nei corridoi carica di cose soprattutto inutili e costose, l’odore di dolce e sudore, le facce paonazze e i carrelli stracolmi erano stati cancellti da quell’immagine così agreste e fuori dal tempo, che con quell’ammasso di luci e consumismo e immagine non c’entrava nulla. E mi affascinava molto di più. Sono uscita dalla cascina gustando il latte e pensando che vivere così non deve essere poi così male. 🙂

La società  ci impone certi ritmi, certi traguardi che io non trovo giusti e non mi interessa raggiungere. Ma se non li raggiungi o perlomeno ci provi, allora la società poi ti emargina. Bisognerebbe essere tanto forti da fregarsene. Andare per la propria strada senza guardarsi indietro o vedere quello che fanno gli altri. Seguire le proprie passioni e anche se sembrano strambe, ma chissenefrega!!
Vorrei vivere in un altro mondo, dove tutto fosse più semplice, dove il massimo della vita non è l’ultima moda o Lady Gaga, ma essere in pace con se stessi. Dove la figata è trovare serenità e stare bene, non possedere l’ultimo cellulare o crearsi un’immagine fintamente divina per avere il rispetto degli altri.
Io non sono diplomatica, io non dispenso sorrisi se non mi sento di farlo, io ti guardo male se me le fai girare o hai detto una stron…ata, io non vengo a trovarti in ufficio e a fare la carina così mi dai il posto di lavoro. Mi ricordo ancora quando da giovane giornalista freelance, cercavo di entrare nella redazione di un famoso giornale con cui collaboravo da tempo. Tutti i colleghi della redazione mi dicevano che dovevo farmi vedere più spesso in redazione, salutare tutti e sopratutto il direttore, essere carina e farmi vedere anche alle feste o altri appuntamenti che organizzavano…
Io non l’ho  mai fatto. Sono andata a salutarli un paio di volte perchè mi andava di farlo, poi basta. Io vivo nel mito che se mi prendono a lavorare è per il merito e non per il numero di volte che sono passata a salutare il direttore. Risultato? Io non ho avuto il lavoro, altri miglior “untori” hanno preso il mio posto. Se sono dispiaciuta? Si, avrei voluto quel posto. Tornassi indietro, farei l'”untrice” anch’io? No, neanche per sogno. Il mio orgoglio supera quello di qualsiasi essere umano medio, e so di avere perso tante occasioni in vita mia per questo motivo. Ma sono fatta così, mi disegnano così come direbbe Jessica Rabbit, e non posso farci niente.

Anyway, nessun posto al mondo mi renderebbe felice adesso. Non c’è un paese migliore o peggiore, io sono fatta così. O mi adeguo al mondo o il mondo si scorderà presto di me, se non lo ha già fatto. Ma io non mi voglio adeguare, non l’ho mai fatto e non lo faro’ mai. Da quando sono tornata dall’Australia, invece che farmi meno problemi io passo le giornate a tribolare, invece che accontentarmi del posto di lavoro, io passo le giornate a cercarne uno migliore.
E’ come se l’Australia mi avesse insegnato, piuttosto che a fregarmene alla take it easy, a cercare sempre il meglio per me. Ma dove devo cercare? O forse devo essere così forte da ricreare intorno a me il mio mondo, fregandomene di quello che succede all’esterno, senza più condizionamenti.

C’è una canzone che mi piace da morire e che un mio nuovo lettore del blog mi ha suggerito: Somewhere over the Rainbow, la canzone del film il “Mago di OZ” del 1939. 🙂
Forse il mio posto è da qualche parte oltre  quell’arcobaleno. Dove, come recita la canzone,  i sogni si avverano e i problemi si sciolgono come gocce di limone.

Ma per trovarlo forse non devo guardare in alto.

Sono io, quell’arcobaleno.

La Maga un po’ persa nei suoi pensieri

Vi lascio con il link, suggeritomi dal mio nuovo lettore, della canzone. Enjoy!

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28 thoughts on “Da qualche parte, oltre l’arcobaleno…

  1. Scusa Maga, forse esageri un pochino. Certo, c’era la fila per l’i-phone, ma perche` non guardi la fila della Caritas? Forse perche` nessuno la rende pubblica?
    Quanti possono essere stati in fila per l’elettronica? E` cosi` che misuri l’esistenza della crisi? Per le possibilita` di qualche centinaio di persone?
    Poi parli di quelli che “cliccano”: tu non clicchi? Cosa ci fai qua, dunque?
    Probabilmente l’Australia ti ha insegnato ad essere libera da condizionamenti, ecco perche` ti trovi a disagio nel mondo dell’apparire.
    L’altro giorno ero seduta ad aspettare mio marito in un centro commerciale della Sydney comune (non di quella griffata del centro citta`) e mi guardavo intorno: credimi ho visto il Mondo intero passarmi davanti.
    Bianchi, Neri, Gialli, con i pantaloni donne ed uomini, con gonne donne ed uomini, minigonne e burka, barbe lunghe, teste rasate, tatuaggi, trucco sobrio o esagerato, invalidi e sportivi. Insomma mi sono sentita molto bene perche` ero al centro di un Mondo, dove nessuno faceva caso al look degli altri, dove nessuno litigava, dove il “take it easy” era la regola.
    Sarebbe bello se tutti fossero piu` semplici!
    Ciao e …. all the best!

    • La fila ai centri commerciali non e’ un modo unico per definire la crisi, ma conferma quanto la gente sia presa dal vortice del consumismo, soprattutto negli ultimi anni. Il post non parla di crisi economica, ma di valori. Io non mi riconosco molto in questa società, mica dico che non ci sono le file alla caritas! E certo che clicco, ma osservo anche il mondo del click e provo a capirlo. Facebook lo capisco sempre meno. Non e’ più condivisione, e’ un’esibizione. O almeno nella maggior parte dei casi e’ cosi’ per me. Comunque se sono l’unica a pensarla cosi, tanto meglio. Vuol dire che il mondo e’ giusto cosi e quella sbagliata sono solo io…

      Inviato da iPhone

  2. Credo che la risposta alla tua domanda te la sia data un paio di post fa Maga…per trovare quello che si cerca bisogna prima sapere cos’è e al giorno d’oggi siamo troppo condizionati da mille fattori per riuscire a capire qual è davvero la nostra strada e cosa ci renderebbe felici…la generazione dei nostri genitori è felice con così poco, un lavoro semplice, una bella famiglia, i figli che siano felici…La società di oggi è quella del consumismo, è l’era del compracompracompra, in cui ti fanno credere che senza qualcosa non puoi davvero vivere, che “il lusso è un diritto”…si crea un bisogno e lo si soddisfa con una marea di prodotti inutili, perché altrimenti l’economia mondiale crollerebbe. L’iphone, la borsa griffata, sono tutti status symbol , perché come dici tu è l’apparire che conta, e io so di persone che si fanno la fame una settimana per avere una cosa totalmente inutile come un’ipad. Io mi son cancellata da fb qualche mese fa. Era come se dovessi dimostrare ogni giorno quanto fosse bella la mia vita, con foto di come mi divertivo, status brillanti etcetc…perché ormai siamo troppo impegnati a mostrare agli altri ciò che abbiamo e ciò che non siamo, perché è quello che la società impone, sennò sei fuori. E credo che meno una persona si senta figa, più abbia il bisogno di far credere agli altri che lo è, più sente il bisogno di riempirsi di cose su cose inutili, più è vuota dentro…non nel senso che è immorale o qualcosa del genere, ma proprio che le manca qualcosa di non materiale, una soddisfazione personale, autostima, una persona da amare, un obiettivo da raggiungere. Come quando sei triste e ti devi riempire di cioccolata per stare meglio…solo che il benessere dato dal riempirsi è una cosa momentanea e poi il vuoto rimane. E quindi è una corsa continua ad avere sempre di più, per sentirsi meno vuoti, come se fosse più importante che gli altri pensino che stiamo bene, piuttosto che stiamo bene davvero. Oggi ci insegnano solo che dobbiamo apparire e siamo talmente impegnati in quello, che ci dimentichiamo che forse l’essere è più importante. I nostri genitori non avevano chissà cosa eppure hanno trovato la loro strada, perché nessuno gli ha imposto dei bisogni che in realtà non avevano, mentre noi siamo troppo occupati a raggiungere quegli status che ci fanno credere siano importanti. La cosa difficile è restare il più possibile fuori dalle imposizioni della società attuale, e cioè pensare a cosa NOI vogliamo, non cosa LORO vogliono per noi…è difficile, perché a volte ti fanno sentire una nullità se non sei al passo con le ultime mode del momento, tecnologia e quant’altro…ma tu pensa che se non senti il bisogno di certe cose sei meno vuota di loro, e molto più vicina a trovare il tuo over the rainbow 😉 basta continuare a provare ogni strada che ci sembri buona.

    • Condivido ogni singola parola, solo che poi sul lato pratico mi riesce difficile applicare cotanta saggezza. Mi manca l’obiettivo, tutto qui. Se sapessi cosa mi rende davvero felice, cosa voglio fare nella mia vita, inizierei subito a lottare per quello senza più guardarmi inutilmente indietro. Sono stufa di dover dimostrare sempre qualcosa, ero scappata dall’Italia per questo motivo ma anche in Australia il mondo gira nello stesso modo. Bisogna staccare la spina, essere superiori. Devo fare l’eremita e vagare per i monti, lontano da tutto e da tutti. Mi sa che è l’unica soluzione 😀

  3. Cara Maga, ciao, mi è piaciuto il tuo post e… immagini come la penso! Da una vita sono sempre stata etichettata come ‘stramba’, invece avevo ragione. Eh, eh, eh!!! Mai avuto una LV ecc. Nulla contro I-Pod, I-Pad ecc. ma molto contro il loro abuso. Come tutto del resto. Cliccare mica va male, lo facciamo tutti, dipende come. Io clicco molto sulle riviste scientifiche di settore, in quale blog e uso moltissimo l’emai e skype. Le conversazioni con la mia famiglia sono possibili grazie alla tecnologia, altrimenti quanto mi costerebbe!
    Comunque ti assicuro che sono gli italiani ad abusare dei social network, perché possono essere utili (anche se io non sono più iscritta da nessuna parte). Infatti aprii FB perché un’amica dei tempi del liceo diceva che lei non sapeva usare Skype o la e-mail. Balle, voleva solo mettersi in mostra in bikini e pose da maliarda e poi pretendeva che le traducessi frasi in inglese da mandare al solito allupato di turno. Beh, le ho detto cosa pensavo e mi ha ricoperta di insulti, indi per cui ho cancellato tutto e buonanotte, con i più cordiali vaffanculi a Zuckerberg (del quale diffido molto, dal momento che non è stato neanche in grado di prendersi una laurea -ma dico, i suoi studi poteva finirli e usare quel che aveva appreso per qualcosa di più interessante?). Buona giornata. Ale

      • Riguardo a facebook (libro delle facce) in francese in modo onomatopeico lo si chiama “face de bouc” che significa letteralmente “faccia di caprone”, prendendo come riferimento le tante facce di pecoroni presenti nel sito ufficiale. Ecco, insomma, distinguersi dalla massa, essere caproni invece che pecoroni!
        P.S: io la mia faccia l’ho sul mio sito privato e i miei amici sono reali, li conosco di persona e li frequento più o meno regolarmente. Quanti ne ho? Bhé, diciamo che li posso contare… sulle dita delle mani (e mi restano delle dita inutilizzate)!
        Come diceva qualcuno: -“meditate gente, meditate…”

      • Forse ho espresso il concetto in modo un po’ confuso. L’idea é quella di smetterla di essere pecoroni e uscire dal gregge, distinguersi dalla massa: caproni, appunto. Fieri di essere se stessi, tenendo alte le corna. Il caprone (in italiano anche detto “becco”, il maschio della capra) é stato spesso nella storia sminuito, tenuto poco in considerazione e associato al male. Chissà perché? Forse appunto perché non si conforma come gli altri, al volere di chi lo vuole in un certo modo. Lui è semplicemente sé stesso. Ragazzi e ragazze, coltivate la vostra identità!

  4. P.S. Questa cosa del consumismo l’ho notata soprattutto nell’ultimo viaggio in Italia. Ormai non ne sono immuni neanche gli immigrati. Anche loro non mangiano per comprarsi il telefonino o la borsa firmata (taroccata). Siamo tutti nella stessa barca! In Svezia questa cosa esiste molto meno, nel senso che la gente compra meno marche però sono tutti pieni di debiti. argh

  5. Grazie per la canzone stupenda, era tanto che non la ascoltavo! Anch’io la penso come Roberta da Sidney: forse la maggioranza “sbandierata” è quella che fa la fila per un I-phone, ma c’è tutto un “sottobosco” di persone molto meno consumiste e molto più reali delle starlette del Grande Fratello. E’ solo che loro non vanno in televisione e sono un po’ più discreti, ma ci sono! Facebook, l’I-phone, gli stessi blog, sono tutti strumenti, dipende quali idee ci mettiamo dentro! Cerca il blog di erbaviola ad esempio, e scoprirai che per vivere serve davvero pochissimo! Oggi devo andare ad un centro commerciale (stanno antipatici anche a me) wish me good luck! 🙂

    • Esatto…la maggioranza sbandierata è quella che spende e si mette in mostra mentre vorrei vedere anche quel sottobosco che citi tu, evidentemente ignorato dai mass media e dalla grande comunicazione perché non fa notizia. Che tristezza. Certo, i blog e facebook sono solo mezzi, ma ho notato una certa deriva verso l’esibizionismo piuttosto che la condivisione di contenuti. Facebook ne è l’emblema, è nato come social network dove condividere idee e pensieri ed è diventato una vetrina globale di mediocrità. Ma questa è solo la mia opinione, magari non è così per tutti. Il punto del mio post è che io sono bombardata sempre da questa immagine della società in cui non riesco a riflettermi, ma che invece si riflette sulla grande massa. Quella massa con cui io ho a che fare tutti i giorni e che spesso non riesco a sopportare. Ho come l’impressione che il consumismo ci stia facendo perdere il bello della vita. Forse dovrei fare l’eremita per essere davvero serena… Ora vado a vedere quel blog! Grazie! 😀

  6. Eh sì, la gara delle foto per chi ha avuto il fine-settimana più distruttivo, i blog dove ragazzine e non pubblicano interessantissimi aforismi sulla loro vita sentimentale corredati da foto di donnine semi-nude e ammiccanti… E’ solo una faccia. Non mi ricordo più dove l’ho letto, ma si diceva che il nostro mondo in realtà è grande quanto il nostro quartiere, forse meno. Sono le persone che scegliamo di frequentare, quelle con cui usciamo, il nostro panettiere (se qualcuno ancora ce l’ha), certo forse internet ha accorciato le distanze e in questo quartiere ora possono entrarci amici che effettivamente non vediamo mai, ma resta che le persone di cui ci importa non sono i 3000 amici che abbiamo su facebook, ma quelli che stanno in una mano, due se hai una famiglia numerosa! 🙂

    • Parole sante!!!! Sarà che io ho cambiato così tante volte casa, sempre sradicata da qualche parte, in giro per il mondo, che alla fine sono diventata la migliore amica di me stessa perchè purtroppo gli amici che avevo (pochi) li ho lasciati per strada e non sono stata troppo brava a tenermeli. Ho qualche rimpianto in effetti, ma ormai è andata così. E’ proprio Facebook che mi ha indotto a pensare al senso dell’amicizia. Lo trovo un valore fondamentale che con il Libro delle Facce non c’entra proprio niente! Io cambierei la dicitura “amici” in conoscenze. Poi se vuoi decidi tu chi mettere nella categoria amici. Così sarebbe più reale.
      Hai ragione, il mio mondo è il mio quartiere. Ma quando uno cambia continuamente quartiere, che significa? Che non ha nessun posto nel mondo? Dilemma….

  7. Ehi, che gente interessante! I tuoi post, cara maga, sono sempre più profondi… Ti ho “incontrata” cercando informazioni sull’Australia e ti sto seguendo post dopo post con immenso piacere e con una gioia incredibile: stai evolvendo in una maniera spettacolare. A volte basta fermarsi a riflettere e tutto ci pare andare nella direzione sbagliata, per cui immaginiamo di essere noi il “problema”… e invece no! Bello avere la consapevolezza che é quello che ci circonda a essere “sbagliato”. Uso le virgolette perché il bene e il male, come il giusto e lo sbagliato, sono delle convenzioni. E proprio di convenzioni si tratta. Se per convenzione avere un iCoso è “figo” allora ecco che chi non ce l’ha si sente diverso, inferiore… e il problema ce l’hanno soprattutto gli adolescenti. Noi “grandi” riusciamo a “sbattercene” delle mode e del consumismo, soprattutto dal momento che ci rendiamo conto che quanto ci è imposto è un nonsenso assoluto.
    Ottimo link quello segnalato da Anna_e_la_neve, l’ho sbirciato solo di volata ma presenta molto bene.

    Vorrei concludere con una chicca: oggi dovendo rientrare “a sud” e dovendo passare il Gottardo ho deciso (vista la giornata stupenda) di fare il passa (è ancora aperto, ma solo durante il giorno) e quando fui sopra, in cima al passo, decisi di fermarmi, spegnere il motore e “ricaricarmi” standomene al sole, accerchiato dalla neve sulle montagne… un vero toccasana! E in quel momento pensavo ai tanti, molti altri automobilisti, che passavano dentro il tunnel. Loro, per far presto, si sono persi un momento magico. Dovremmo imparare a rallentare, a godere dei momenti che ci sono riservati…

    Un bacio e un abbraccio a tutti voi, esseri speciali che scrivete queste belle cose sui vari forum e questo in particolare!

    Uomo_Linux

    • Grazie Uomo Linux, apprezzo moltissimo i tuoi commenti che si distinguono sempre. Si capisce che nel mondo che ti sei ricavato adesso, ci vivi proprio bene. Non parlo di quello fisico, ma dello stato mentale che hai raggiunto e che ti fa apprezzare ogni singolo istante della tua esistenza, senza rimpianti e rimorsi. Mi auguro anch’io di arrivarci, prima o poi…
      ciao essere speciale 🙂

  8. libero arbitrio in libero cuore.
    tutto qui.
    Forse per qualcuno è strambo il tuo modo di vedere le cose.
    Siamo in 7 miliardi su questo pianeta e se varie centinaia si mettono in coda per l’iphone (che anche tu ed io possediamo) ok.
    Sono altre le cose che mi scandalizzano ma rischierei di fare demagogia.
    In soldoni: sei cosi’ sicura che qui da quando sei tornata dall’australia sei nel posto che vuoi? io sta sicurezza non ce l’ho.
    ma non ti conosco e non mi permetto di giudicare, ma dai tuoi post passati e anche da questo qualche dubbio mi sovviene.
    Forse hai bisogno di un nuovo inizio somewhere over the rainbow ma stavolta non da sola, col tuo boy perche’ no.
    Qui la situazione simil grecia è sempre piu’ vicina (come il Nulla della Storia Infinita)
    io Ti posto un link per una vecchia canzone dei blind melon che forse un po’ si accosta a quella che hai postato tu. parole e immagini di sto video mai furono piu azzeccate.
    in fondo siamo tutti l’apina di sto video che deve solo trovare le altre apine simili a lei per stare bene!

    Buona Vita
    Gianluca “double G”

    • Grazie per il link Gianluca! Mi rivedo molto in quell’apina in effetti! Ma non è l’Australia la soluzione dei miei problemi. anche laggiù il consumismo perverso dilaga, tanto quanto da noi. La coda per l’Iphone per me è un simbolo della società moderna di oggi, nonostante la crisi. ho fatto un esempio, ma ce ne sono molti altri. Un mondo dove non mi riconosco più, tutto qui. Non so se andare da qualche altra parte sia la soluzione, è dentro di noi che dobbiamo trovare la serenità. Nessun luogo puo’ sostituirsi alla nostra anima.

  9. un vecchio amico mi lesse i tarocchi tempo fa e tra le previsioni future mi disse: “tu non ti senti a tuo agio in questa società,ti sembra di non far parte di questo mondo”.Capisco il tuo sdegno per le schifezze che ci circondano e il tuo apprezzamento per chi ancora riesce a vivere in modo “semplice”.Per quanto mi riguarda il mio obiettivo è proprio trovare la serenità, vorrei smettere di pensare che per me certe cose siano più difficili che per gli altri, non sono vittimista, ma vorrei fregarmene come fanno la maggior parte delle persone, vorrei smetterla di farmi leggere in faccia ciò che sto provando e riuscire per lo meno a fingere indifferenza!Quando mi prendono questi orribili momenti in cui schifo questo mondaccio, seguo il consiglio di Anna Frank, ovvero inizio a stupirmi di ogni cosa “naturale” ormai entrata nella mia routine, ad esempio i miei 5 gatti, li osservo nelle loro pose tenere, oppure prendo la bici e vado in campagna per osservare la rigogliosa vegetazione a due passi da dove abito!

    • Anche io ogni tanto mi fermo a guardare la vita che mi circonda, che do’ per scontata e quasi ignoro perchè so che tanto è sempre lì. Aiuta a ridimensionarti, a capire che ruolo ha il tutto nella propria vita. Ma poi mi riconcentro su me stessa e riparte l’inquietudine…prima o poi finirà? Chi lo sa…

  10. Come la sensazione di una ruota che gira, che risucchia una vita programmata nel dettaglio (lavoro – lavoro fisso- matrimonio – casa – 1o figlio – 2o figlio – casa piu bella – pensione – nipotini – pullman della felicita’), con obiettivi prefissati. Ma se ti puo’ aiutare nel momento in cui tu scendi dalla ruota e pensi “ehi, a me non frega niente di tutto questo, io sono felice in altro modo”, scopri che tutto sommato non e’ cosi’ importante essere dal lato omologato. Personalmente, non provo invidia per chi mi si presenta col pacchetto soldi + auto + ammennicoli vari, perche’ non mi interessa (mentre invece provo ammirazione e un po’ di invidia per chi riesce a viaggiare il mondo e spararsi le avventure piu incredibili, o trovare l’amore perfetto).

    Alla fin fine, e’ importante seguire il consiglio che mi diede mio padre a 18 anni (ormai quasi 11 anni fa, sigh…) quando mi diplomai. Bravo, adesso fai che cazzo vuoi. Scurrile ma efficace.

    • Hai ragione, io la penso come te ma poi al lato pratico sono una frana, mi abbatto per nulla e sono sempre irrequieta. Continuero’ a cercare la pace interiore, sapendo che non la trovero’ mai.

  11. Cara Maga, non puoi capire quanto mi ritrovo in quello che hai scritto!! Ti seguivo su facebook ma da poco mi sono cancellata proprio perchè a un certo punto mi sono resa conto che non me ne importava niente di sapere cosa facevano/dicevano gli altri nè tantomeno volevo “condividere” le mie cose…a che scopo?!? Vorrei tanto che tornassimo tutti ai rapporti in carne e ossa fatti di sguardi e intonazioni particolari di voce ma la vedo dura… e anch’io sono alla ricerca della serenità, al di là di tutte le cose inutili di questo mondo! In bocca al lupo a te (e un po’ anche a me 😉 ), ora continuerò a leggerti direttamente qui

    Ester

  12. La risposta ce l’hai già…. Fregarsene e con questo non intendo che devi essere una persona sciocca, superficiale, che non sa apprezzare le cose belle o che non sa amare qualcuno ed essere sincera e genuina. Fregartene vuol dire non ascoltare chi giudica, non ascoltare chi parla per provocare, non guardare chi ostenta, non farti dire da nessuno cosa puoi o cosa non puoi fare, non farti dire da nessuno come ti devi sentire e cosa devi provare, non pensare che la tua vita sia gia un libro scritto- la cosa peggiore e meno gasante che ci sia é che andando a letto la sera sai gia cosa accadra’ domani. Significa cercare costantemente in cosa sei brava, che cosa ti appassiona e ti fa sognare, ed inseguire. La vita, se vuoi la mia, deve essere fatta di decisioni e menefottismo. Decidi, e poi vai. non guardi nessuno in faccia e non guardi mai indietro.
    Una cosa che mi ha cambiato per sempre é stato imparare qualcosa in piu sull’universo e l’astrofisica. Ci sono mille libri alla portata di chi non é un matematico, io per primo. Te lo dico perche quando cominci a capire le grandezze dello spazio, le dimensioni dell’universo, quanta materia e quanto vuoto c’é, cambi radicalmente il tuo modo di osservare l’umanità. Talmente tanto al punto che persino l’estinzione della razza umana o anche la sparizione del pianeta terra hanno un peso insignificante nel quadro del tutto. figurati quindi la crisi finanziaria 2008 oppure cosa ti dice il primo beota che incontri in ufficio. Questo é un po il mio modo di vederla. Ti sembra un po estremo? Tu come la vedi?

    • In effetti quando alzo gli occhi e fisso il cielo rabbrividisco. Guardo la Luna e immagino di ossevare il mondo da lassù…e vederlo così piccolo e quasi insignificante, da farmi passare qualsiasi nervoso. Eppure noi umani siamo così bravi a farci del male e a pensare in piccolo, a vedere solo il nostro piccolo orticello pieno di problemi, perdendo di vista il tutto e l’immane significato che permea il tutto. Per questo dico e mi dico “chi me lo fa fare?”, perchè a farsi del nervoso non serve mai, in nessun caso. Solo che è difficile capirlo.

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