Benedetta pazzia…

cuore

Ogni tanto ci penso, lo ammetto. Qualche volta la mia mente vaga laggiù, Down Under, tra i negozi di George street, la spiaggia di Bondi beach, le vele dell’Opera House.
Ogni tanto ne sento il profumo, sento l’odore dei libri della libreria Dymocks, il sale sulla pelle per le passeggiate in spiaggia, mi ricordo persino l’odore dolciastro delle sale dell’Event Cinema del Westfield. E allora ripiombo laggiù, ritorno al 2009, a quell’estate in cui decisi di cambiare la mia vita. In cui decisi di mollare tutto, distruggermi e ripartire da zero. Continua a leggere

Gli italiani stanno con i furbi

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Non c’è niente da fare, e’ più forte di noi: noi adoriamo i furbetti, sorridiamo all’ennesimo mago della truffa in stile Toto’ e quasi ridiamo del povero diavolo che rispetta le leggi e paga ligio le tasse.
Stamattina sul Fatto Quotidiano ho letto un articolo di Ferruccio Sansa che parla proprio di questo: gli italiani stanno con i furbi. Il cinema italiano ne e’ un esempio: si esaltano i Totò e compagnia bella e anche i protagonisti dei cinepanettoni che ci fanno ridere quando riescono a fregare il prossimo. Nel modo più simpatico possibile, si intende.
Agli italiani le regole stanno strette, le regole sono viste come un limite più che una garanzia. E questo atteggiamento si riflette sulle istituzioni e ovviamente su chi ci rappresenta. Continua a leggere

Io non ho scelta

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La vedo male, la vedo male nel senso che non la vedo proprio la mia votazione alle prossime elezioni politiche di febbraio. Ho letto da qualche parte che se non si vuole votare nessuno, si può dichiarare al presidente di seggio tale volontà e il voto, lasciato in bianco, viene comunque considerato valido. Ho paura che farò così, perché davvero non so chi scegliere. Mi fanno tutti pena, avevo per un attimo sperato che Monti se ne uscisse con qualcosa di valido, speranza vana. Non discuto alleanze, che sono prettamente di interesse e non di intenti, non scendo a questi livelli di discussione politica.

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Buoni propositi

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Quest’anno non ho buoni propositi. Che cattiva, penserete..che essere spregevole e indifferente alle sofferenze del mondo è diventata la Maga? Spregevolissima se volete, ma ho capito, per quel che mi riguarda, che i buoni propositi sono solo sensi di colpa mal celati ed è arrivato il momento di affrontarli come tali, chiamandoli con il loro vero nome.
Dunque…i sensi di colpa.
Analizziamo i generali, diabolici e sempreverdi sensi di colpa.
Dieta. E’ inutile anche solo ricordarsi di iniziarla, la facciamo tutti automaticamente dal 2 gennaio e i più diabolici dopo il 7…ma tutti ci schiantiamo in palestra a gennaio, afflitti dai sensi di colpa per le mega abbuffate. Tutto ciò mi causa enorme tristezza e indicibile senso di nausea. Perchè siamo così coglioni?

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La fine del mondo…..

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Ma guarda un po’….i Maya si sono sbagliati! Siamo ancora tutti qui, il mondo continua a girare nello stesso modo e tutti continuano a fare le stesse cose. Ho letto commenti su chi incitava i Maya a non arrendersi, ma a riprovarci perché era davvero il caso di spazzare via tutto. Ho letto di terroristi e pessimisti nati che prendevano in giro i Maya dicendo che erano arrivati troppo tardi, che il mondo era finito già da un pezzo….o i malinconici depressi che scrivevono altrettanti depressi messaggi sui social network dal tenore: “Il mondo finisce ogni giorno”. Oddio, adesso piango!!

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C’era una volta l’America…

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Erano anni che pensavo a questo viaggio, io che mi nutro di cinema e scene del crimine ho sempre sognato l’America a occhi aperti.
Da giovanissima, appena diplomata avevo fatto una vacanza studio di un mese negli Stati Uniti e mi erano rimasti nel cuore. Da quel momento ho sempre fantasticato su quel paese che avevo scelto come via di fuga prima dell’Australia, quel paese in cui non ero riuscita ad andare per colpa del visto difficile da ottenere e che mi aveva spinto a scegliere l’Australia. Gli Stati Uniti d’America per me sono sempre rimasti una meta, un esempio di Stato dove è bello vivere, dove è un sogno vivere.

Questo pensavo fino a ieri. Continua a leggere

Io non capisco…

Io non mi capacito, davvero. O forse ho capito male, non lo so.
Non è un post politico questo.
Non ci sono colori, ma certamente si parla di politica, intesa  gestione della cosa pubblica, del bene pubblico.
Premetto che io non sono né di destra né di sinistra, per me sono finiti i tempi dei partiti, per me ogni politico può governare se lo fa rispettando il paese e i valori che lo fondano e si prodiga affinché tutto funzioni per il meglio e i diritti di tutti siano rispettati allo stesso modo. Non sono comunista, non sono fascista o socialista.
Sono italiana e voglio il meglio per il mio paese, avanti quindi a chiunque sia in grado di ottenerlo.
E ora passiamo alla questione che mi sta provocando un’autocombustione al fegato. Continua a leggere

Il migliore paese del mondo

Oggi  è un giorno importante, l’America ha rieletto il suo presidente e ne sono onestamente felice. La testa calda di Romney mi aveva più volte fatto sobbalzare e ricordato l’antecedente di Obama, il Bush Junior, che Dio ce ne scampi…
Ma questo non è un post elogiativo dell’evento americano. E’ un post di estrema incazzatura. Davvero ragazzi mi girano a manetta, mi girano così tanto che se ci attacco una dinamo illumino l’ufficio tutto il giorno.
Sono letteralmente stufa, schifata, trifolata da chi continua a insultare il mio paese e a elogiare tutto ciò che è al di sopra o anche al di sotto del confine italiano. L’esempio delle elezioni statunitensi capita a proposito. Tutti ad ammirare i grandi Stati Uniti d’America, ad ammirare una politica che fa le scarpe di gran lunga alla nostra. Ma soprattutto ad ammirare un popolo fiero, nonostante disoccupazione, crisi, criminalità, problemi sociali e che più ne ha più ne metta. E a fare paragoni con il nostro…com’è che lo sento chiamare? Ah si, paese di merda. Continua a leggere

Non fate gli schizzinosi….

Prima che mi prendiate virtualmente a sberle e vi scaldiate le dita per digitare furiosi commenti…fermatevi un attimino.
Perché secondo me quello che ha detto la Fornaia..ehm la Fornero, non è sbagliato. Fermi con le mani. Ora spiego.
Mi riferisco alla sua battuta di oggi sul fatto che i giovani dovrebbero essere meno “choosy”, meno schizzinosi, ma aprirsi a qualsiasi lavoro fin da subito. E si riferiva a chi si lamenta di non trovare niente, non a quelli che invece si danno già da fare, i laureati che lavorano come centralinisti per fare l’esempio più famoso. Si rivolgeva a coloro che solo si lamentano ma per migliorare la propria situazione personale fanno ben poco. Continua a leggere

E’ meglio non sapere

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In questi giorni sono chiusa in casa a causa di una tremenda malattia che colpisce prima la gola, poi ti devasta il naso e infine ti sminuzza le gambe che quando cammini sembra che hai due ceppi al posto degli arti inferiori. Influenza.
Il medico che mi ha visitato l’ha chiamata “una semplice virosi” e visto il tono sereno mi sono rasserenata pure io, ma lo avessi letto da qualche parte invece che sentirmelo dire, penso sarei entrata nel panico.
Anyway, con questa virosi il dottore mi ha detto di stare a casa due giorni. E uno quando deve stare chiuso in casa che fa?
Legge. Va bene ho letto e ho finito un libro.
Guarda internet. E va bene ma dopo un po’ mi stufo.
Mette a posto casa. Ho stirato e stamattina mi è venuta la brillante idea di pulire il frigo: per poco non spacco lo scomparto della frutta. Quindi basta con i lavori…e poi sono malata!
E allora c’ e’ lei. La scatola maledetta. La televisione. Continua a leggere

Sono le persone

Perché scegliamo di vivere in un posto piuttosto che in un altro? Cosa determina davvero le nostre scelte?
Mi capita spesso di pensarci. Penso ai motivi che ci fanno rimanere in un posto, che ce lo fanno amare o detestare,le ragioni per cui in un posto vogliamo tornare e un altro preferiamo dimenticarlo. Sono i monumenti, i paesaggi, il cibo, l’organizzazione perfetta?
Penso spesso a cosa mi ha colpito dell’Australia, se il suo formidabile banana bread o l’Opera House, il suo efficiente trasporto pubblico o il sole che così luminoso non si vede in nessun’altra parte del mondo. Ho ripensato alla Tunisia, a quell’isola di Djerba dove ho lavorato un paio di mesi nei miei vent’anni appena compiuti….cosa mi incantava di quel posto? I profumi di spezie, le palme, il sole, la sabbia sul marciapiede e i mercati colorati e chiassosi?
Quando ho vissuto a Roma, che cosa mi ha davvero rapito di quella città? Il Colosseo, il Vaticano a pochi minuti da casa, il caffè che prendevo tutte le mattine prima di andare a lavoro o i negozi pazzeschi in via Candia e viale Giulio Cesare?
Quando sono stata in Giappone, che cosa mi ha colpito di piu? Il sushi delizioso, il mastodontico tempio buddhista Todai-ji di Nara o la Città Elettrica di Tokyo?

Cosa ci lega ai posti che visitiamo, e cosa ci fa allontanare? Continua a leggere

Figli del sogno sbagliato

Un mese di pausa e rieccomi con un altro esilarante quesito straccia animo, che uno si domanda: ma te in vacanza non hai altro a cui pensare? No, io penso sempre, pure con i piedi in ammollo…non posso esimermi da massacrarmi il fegato anche in vacanza, che volete farci!
Tra un tuffo e l’altro, tra una granita siciliana e una corsa di 20km per smaltirla…la maga se ne è venuta fuori con un altro pensiero, sollecitato a onor del vero da uno dei vostri commenti.
Mi domando sempre perché i giovani oggi sono o del tutto apatici o del tutto rassegnati, pronti a scappare da questa realtà che sembra la più tragica mai vissuta (chiedete ai nostri avi, direi che siamo stati molto, molto, ma molto peggio che adesso…)…e privi di qualsiasi spirito di iniziativa ( generalizzo, ci sono sempre per fortuna le eccezioni)….e qualcuno se ne salta fuori dicendomi che siamo figli del sogno sbagliato, ecco qual è il problema. Continua a leggere

Voglia di lavorare…

….Stamattina mi sono svegliata con un pensiero. In realtà è qualche giorno che ci penso, ma stamattina il tutto mi si è presentato all’istante, appena sveglia, con ancora il condizionatore che sprigionava benedetta aria fredda (e benedetto chi ha inventato questi aggeggi)…
Qual era il pensiero? Adesso ci arrivo. Prima la premessa. Che consiste nell’aver sentito diverse persone, negli ultimi tempi, da mia madre al mio ragazzo, passando per conoscenti vari, i quali mi hanno fatto notare come in Italia a mancare non sia tanto il lavoro (certamente anche quello)…..ma la voglia di lavorare di un tempo. Continua a leggere

Vita di corte

E prima o poi ve la dovevo raccontare. Ormai sono mesi che vivo qui, ormai sono quasi lombarda (quasi…) ho persino perso l’accento genovese( certo…). Mi sto ambientando alla vita milanese, quella frenetica della metro che corre, quella che ti fa sentire dentro un frullatore dal momento che esci fuori di casa fino a quando rientri.
Ecco, però, c’è una specie di limbo tra casa mia e il frullatore milanese. E’ la corte dove vivo.
La mia casetta è un gioiellino, ma per arrivarci bisogna prima attraversare un lembo di terra di nessuno, chiamiamola Terriccio di Mezzo….un tratto di strada dissestato che va dall’entrata della corte sulla strada principale fino al cancello di metallo che dà su un cortiletto interno dove c’è la nostra casetta e quella di altre 4 famiglie…un cancello inutile,  con il mega chiavistello sempre chiuso e di cui non capisco l’utilità, visto che basta scorrerlo per aprire il cancello, quindi la sicurezza dove va a finire?

In questo Terriccio di mezzo sembra non viva nessuno…in realtà essi vivono, essi sono presenti, là dietro le finestre a guardarti manco fossero la mamma di Psycho…e ha studiare ogni tua mossa… Continua a leggere

Lavoriamo di meno!

“Te sei fortunato che puoi lavorare da casa”

Non è una constatazione della situazione attuale (che poi è così!) ma un consiglio. Si ok fa caldo, ok che non mi sono fatta più sentire da quasi un mese, tutto quello che volete ma vi giuro che quello che dico non lo dico solo io ma fior fiori di economisti.
Ho letto da qualche parte che  una delle cose che potrebbero far ripartire l’economia, è lavorare tutti meno ore alla settimana. Tipo 30…un miracolo del genere. Sapevatelo! 🙂
Non sto svalvolando. E’ vero che siamo a luglio e io di lavorare non ne posso più e non faccio che sognare spiaggia, sabbia tra i piedi e un pareo come unico capo d’abbigliamento (con il costume, si intende)…è vero che la recente notizia del Berlusca che scende in campo ci ha un po’ tutti sconvolto (in realtà visto Alfano, che più che un delfino mi pare un Capodoglio, non è poi così sorprendente come notizia) è vero che Moody ci ha declassato (ma basta!!!!) è tutto vero…ma vi giuro che quello che vi dico l’ho letto davvero e non è frutto delle mie valvole sfuse!! Continua a leggere

Benedetta spensieratezza…

E il titolo è già il post, direi che potrei finirla qui. 😀

Mi sono persa la spensieratezza…o sono solo cambiata?Che mi è successo? Non lo so nemmeno io o forse sì. Non si smette mai di crescere,  le belle esperienze fanno bene tanto quelle brutte. Nulla è perso, non esiste il concetto di perdita di tempo. Perchè tutto serve e contribuisce al nostro essere, a quello che siamo diventati oggi. Anche le perdite di tempo…

E così mi stupisco, mi arrabbio, mi innervosisco quando la gente mi dice che mi sono inacidita, che sono diversa. Io non sono diversa, sono sempre la stessa. Sono le circostanze in cui vivo a cambiare ogni volta e questo influenza la mia vita. Non sono negativa, ma se reagisco negativamente a qualcosa è perchè qualcuno, per dirla fuori dai denti, mi ha fatto incazzare.

Qualcuno di voi ha commentato dicendo che mi sono inacidita, che non sono più spensierata, che non scrivo più come una volta, che ho rotto le palle in parole povere. Continua a leggere

Scoop del secolo: fa caldo

Allerta meteo in tutta Italia, scene di disperati che affollano la fontana-piscina di Trevi e altri monumenti romani che hanno la sventura di presentare una piccola fontana annessa, gelaterie prese d’assalto, gente sudata che corre al parco alle 13 (ma allora sei scemo) anziani seduti in panchina in attesa di un colpo di calore (ma allora siete scemi). Sono notizie queste che non avete mai sentito, vero? Lo so, lo so. Lasciano scandalizzati. Come è possibile che al 21 giugno faccia così caldo? Mica siamo in estate! Si? Ah…è vero. Ma certo che siamo in estate e volevo vedere se faceva freddo, lì si che c’era da preoccuparsi. Ma no, fa un caldo boia, e io odio il caldo e odio l’estae, per inciso, però è arrivata, che vogliamo farci? Come fa a essere questa la notizia di apertura di un telegiornale? Come si fa a dedicare più di un servizio al caldo estivo? Ma i giornalisti non hanno proprio niente di cui parlare? Saranno a corto di idee. E allora vai con il pranzo di lavoro sostituito con un gelato, vai con le interviste a persone sudate e la giornalista che chiede “Fa caldo?” no, ci piace sudar come maiali, ci divertiamo troppo. “Ah…e come vi rinfrescate?” altra domanda geniale alla quale i due interlocutori, francamente basiti, non sanno se rispndere con un “Ma che caz di domanda è?” o un più formale quanto banale “con un po’ di acqua”, seguito da spallucce. I più scelgono la seconda opzione, o forse è quella che fa vedere il servizio. Chissà quanti vaffa si sono beccati.

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Previsioni

Oggi è uno di quei giorni che proprio no, non gliela posso fare. E’ uno di quei giorni che guardo tutti come se fossi immersa in un acquario, intenta solo a non annegare, guardando chi sta dall’altra parte del vetro in modo impassibile perchè tanto il mio unico obiettivo è non bere… Scusate l’incipit che ha senso solo nella mia testa, ma mi sento ubriaca.

Sarà il tempo? Sarà sta belin di estate che si preannuncia male? Sarà il tipo delle previsioni del tempo de La Sette che trova un senso metafisico dietro un temporale e in una nuvola legge una possibile catastrofe metereologica, per poi correggersi sul finale e dire che in fondo la settimana non sarà poi tanto male? Ve lo beccate mai sto tipo al mattino? Non fa previsioni, fa pura filosofia. Che uno alla fine del meteo non ci ha capito una fava e come la sottoscritta esce con l’ombrello pure se c’è un sole accecante o si mette i sandali anche se fuori infuria la tempesta. Continua a leggere

Italiani brava gente…ma un grazie ogni tanto???

Certo che uno rimane scioccato. Ho passato solo sette giorni in Giappone…una roba intensa, ho visto cose che noi italiani possiamo solo immaginare, ho parlato (parlato e’ un eufemismo…diciamo che ci siamo capiti a gesti) con persone che definire lontane dalla mia realtà e’ poco…la terra e il sole forse sono piu vicini….

Il punto e’ che noi italiani siamo un po’ bestie. Un po’ tanto bestie. Non ci sappiamo comportare….e mi direte:” hai scoperto cosa, esattamente? Dov’è la novità?” vero, nessuna novità…un italiano sa di essere bestia dentro e di vivere in un mondo di bestie dove salutare quando si entra in un negozio e’ un eccezione e ringraziare i clienti e’ un lusso riservato solo a chi spende piu’ di 50 euro…solo che quando stai all’estero queste cose le noti di piu’. Continua a leggere

Pianeta Giappone

 

Il Giappone è un pianeta…lo sapevate? Non è un paese, non è una nazione…è un pianeta, un mondo a sè stante, dover tutto è giapponese fino al midollo, dove gli occhi più grandi di una mandorla sono considerati alieni e tutto viaggia alla stessa velocità, con lo stesso ritmo, ogni giorno. Per l’eternità.

Eh già…sono stata in Giappone! E sono rimasta folgorata. Non so dire se in senso assolutamente positivo o negativo, ma il Giappone è un paese-pianeta che non lascia indifferenti.

A me mai sarebbe venuto in mente di andare a visitare la terra del Sol Levante, del Sushi e dei Samurai. Ma il mio love è appassionato di arti marziali, segue un corso di spada giapponese (Katori) e quindi visitare il luogo dove questa arte è nata era una specie di must.

Io all’inizio non ero troppo entusiata. Lui sarebbe dovuto andare con il gruppo di katori, una specie di viaggio-stage che poi alla fine è saltato. Ma non è saltata la sua voglia di visitare il paese e così un bel giorno se n’è uscito con : “Sai che c’è? Lo stage non si fa più ma me ne frego, in Giappone ci andiamo noi!”. E io ho sferrato un bel sorriso a denti stretti: “Ma che bell’idea amore” mi è uscito tra una fessura della bocca…insomma non sprizzavo entusiasmo, ma neanche ne sapevo il motivo. Il Giappone non mi aveva mai attirato, ma non so dirvi perché.

Poi con il passare dei giorni l’idea ha iniziato a stuzzicarmi e sono arrivata al giorno della partenza eccitata come una bambina che entra a Gardaland! Continua a leggere