E’ meglio non sapere

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In questi giorni sono chiusa in casa a causa di una tremenda malattia che colpisce prima la gola, poi ti devasta il naso e infine ti sminuzza le gambe che quando cammini sembra che hai due ceppi al posto degli arti inferiori. Influenza.
Il medico che mi ha visitato l’ha chiamata “una semplice virosi” e visto il tono sereno mi sono rasserenata pure io, ma lo avessi letto da qualche parte invece che sentirmelo dire, penso sarei entrata nel panico.
Anyway, con questa virosi il dottore mi ha detto di stare a casa due giorni. E uno quando deve stare chiuso in casa che fa?
Legge. Va bene ho letto e ho finito un libro.
Guarda internet. E va bene ma dopo un po’ mi stufo.
Mette a posto casa. Ho stirato e stamattina mi è venuta la brillante idea di pulire il frigo: per poco non spacco lo scomparto della frutta. Quindi basta con i lavori…e poi sono malata!
E allora c’ e’ lei. La scatola maledetta. La televisione.
Quell’aggeggio che dal 1954 ha intrattenuto e intrattiene il nostro mondo con informazioni, svago e intrattenimenti di vari livelli.
Io la tv in chiaro non la guardo quasi mai, avendo la tv a pagamento mi nutro costantemente del canale crime che io ancora oggi sogno un nobel apposito per il suo inventore. Per il resto per me la tele potrebbe non esistere.
Ma dopo vari “law and order special victim unit”‘ dopo i “senza traccia” e l’ultima stupenda stagione di “the closer” ho cominciato a sentire il bisogno di cambiare canale. Giusto per vedere il resto del mondo come se la passa.
È un periodo che sono impallata con “teen mum” di MTV, il real tv sulle mamme adolescenti americane e il mio ragazzo comincia a nutrire qualche timore. Mi guarda osservare lo show con troppo interesse, io gli spiego che per me e’ solo lo show ma lui teme velleità materne da parte mia…. :))
Comunque il post non è sui miei gusti televisivi. Quando dico che non guardo la tv in chiaro e quindi i vari Mediaset, Rai e la sette una ragione c’e’. E non leggo neppure i quotidiani. Solo corriere.it o repubblica.it ogni tanto e mi soffermo perlopiù nella colonna di destra, quella delle cazzate.
Sarò superficiale? Può essere. Ma lo faccio per tutelarmi.
Perché in questi giorni di virosi estrema mi è purtroppo successo di guardare i classici salotti della tv dove si parla dei Fiorito e dei Grillo e grazie al cielo ieri ho saltato il Molleggiato grazie a The Closer altrimenti mi sarei dovuta sorbire quello ( no non è vero, c’è sempre il discovery channel!).
Questa per me non è informazione. È uno show della parte più brutta dell’Italia, quella che so che c’è è non voglio vedere, perché a vedere questi show sembra che l’Italia sia tutta così, che tutto faccia schifo, che questi esseri con le facce di Fiorito o Lusi o quell’essere di cui non ricordo il nome a capo della Tributi Italia rappresentino l’italiano medio. È non è così. Loro per me rappresentano il politico medio, quello si che fa davvero schifo.
Ma non voglio sapere niente di lui. Se ha frodato mi auguro che la giustizia faccia il suo corso, ma in quei salotti io vorrei vedere l’Italia che funziona, quella degli ingegneri e dei ricercatori, quella dei giovani in gamba, quella dei padri di famiglia che si fanno un mazzo tanto per mantenere la baracca. Vorrei si parlasse di loro in modo positivo, vorrei un’informazione positiva.
È invece dove giri giri o si parla di assassini o di politici corrotti. Ma l’informazione offre solo questo? In Italia non vale la pena parlare di nient’altro?
Ora qualcuno mi risponderà che conoscere è potere, che poi sappiamo più possiamo tutelarci. Io non sono sicura che sia proprio così, mi pare che in Italia tutti sanno che i politici sono corrotti….è’ cambiato qualcosa? Perché mi pare che tutto questo parlare di corruzione degli ultimi giorni assomigli alla scoperta dell’acqua calda…..è una notizia?
Sarebbe bello parlare semmai di quello che si può fare, delle leggi approvate e di come si può migliorare, degli esempi positivi che sicuramente ci sono nel nostro paese e via dicendo.
Sarebbe utile parlare di come superare la crisi invece che gridare alla povertà crescente e all’allarme disoccupazione…la gente lo sa che c’è crisi e che non c’è lavoro, diamo qualche informazione più utile, no?
…E invece no, giù tutti con l’accetta contro questa incredibile corruzione e via a parlare solo di questo e a puntare il dito sui vari protagonisti….O parlare solo di come la crisi ci stia annientando.
Non è così che si informa, così si fa terrorismo, si spegne la speranza che questo paese possa essere meglio di così. È meglio di così.

Io non riesco più a guardare i tg o leggere i giornali. Mi rovinano la giornata, perché l’Italia che incontro io ogni giorno non è così. Oddio, gli stronzi ci sono sempre e la mamma degli scemi e’ sempre incinta, ma spesso ho a che fare con gente in gamba, sensibile e intelligente. È vi giuro che sono tutti italiani, ho controllato.
Quindi, per quello che mi riguarda, se questa e’ l’informazione allora preferisco non sapere, preferisco nuotare nell’ignoranza che mi rende più serena.
Prima mi nutrivo di questi salotti. Da Porta a porta a Ballaro’ passando per Piazza Pulita ( ma magari!) e Otto e Mezzo giusto per vedere la Lilli che è così carina e convinta…
Poi ho capito che la musica era sempre la stessa, che oramai non c’è più notizia, che per il mondo dell’informazione l’informazione e’ solo questa.
E allora mi sono stufata.
Preferisco leggere, scrivere. E’ guardarmi il canale crime per ore, ore e ore….
Preferisco vivere nel mio mondo, quello che vedo ogni giorno e con cui mi confronto quotidianamente, senza essere influenzata da salotti stanchi e polverosi con interlocutori e mattatori vecchi che hanno sempre le stesse cose da dire.
Vado che è ora del telegiornale. È infatti su Crime inizia Rush III. 🙂

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7 thoughts on “E’ meglio non sapere

  1. Carissima, che bello poter leggere le parole che si pensano… La penso come te, sono stanca anche io di essere circondata dal vuoto e dalla bruttezza e, quando torno a casa, mi fa piacere circondarmi di ciò che di buono può essere rimasto… un bel libro, un sito interessante, un film bello.
    Purtroppo non è facile perche’ spesso, quando la bruttura la vivi e la respiri, la assorbi ogni santo giorno e ti rimane dentro. Ma possiamo e dobbiamo essere propositivi, per noi stessi e per le persone che siamo. E lo dobbiamo a noi stessi perche’ non solo ci hanno tolto il futuro, ma anche il presente.
    E questo non riesco e non voglio accettarlo.

  2. Mi associo largamente a tutto quello che è meravigliosamente scritto! Mi ricordo ancora oggi quel 1994… Facemmo la solita riunione familiare, come ogni settimana, e quella volta decidemmo di liberarci della TV. Alcuni amici ci criticarono ma ogni famiglia può decidere liberamente come vivere! Da subito ci sentimmo diversi… Più svegli, più lucidi, più liberi e intraprendenti. E’ bellissimo passare le serate facendo altro, ora è diventata una esigenza. Concludendo credo che sarà difficile cambiare in meglio le cose ma per il momento occorre difenderci anche a costo di fare delle scelte così radicali.

  3. Da piccino sognavo la TV, poi le cose cambiarono.

    Quando frequentai le scuole elementari, rientrando da scuola, verso le 16:30-17:00, accendevo la TV e aspettavo con pazienza l’inizio delle trasmissioni. In effetti sulla RAI (che in Svizzera si prendeva a malapena, via antenna e “con la neve”) c’era un programma per bambini (cartoni animati? E chi se lo ricorda più). A casa mia si vedevano 4 canali, di cui due in lingue “straniere” che non capivo. Erano gli anni ’70.

    Comunque sia, giunto all’età delle scuola medie sentivo raccontare dai compagni di scuola che avevano la “fortuna” di abitare in città di canali bellissimi, che trasmettevano tutto il giorno musica e film (MTV, Canale 5, Italia 1, Rete 4, …). Negli anni ’80 vidi da un amico, in città, per la prima volta, immagini senza la “neve”… e a colori!

    Mentre sognavo di poter vedere pure io questi canali a casa mia chiedevo agli amici più fortunati di registrarmi delle cassette VHS con i programmi di cui in molti parlavano e che io non potevo vedere. Chiaramente dovetti convincere i miei genitori a comprare il videoregistratore per poter leggere quelle grosse cassette, cosa che risultò tutt’altro che facile. Dopo l’euforia dei primi giorni però, rientrando da scuola, tornai alla vecchia abitudine di uscire e giocare con gli amici, quindi le cassette si accumulavano e venivano visionate -di regola- solo quando fuori pioveva e non c’era nulla d’altro da fare (e le passioni per fare altre cose nel frattempo erano diventate tante)… però il desiderio di ricevere quei canali era ormai dentro di me.

    Finalmente, negli anni ’90 arrivò anche in periferia, a casa nostra nel 1996, il famoso “cavo”, quello che portò la TV senza la “neve” e decretò la fine delle antenne sul tetto delle case. Io ne fui da subito un abbonato, ma ben presto mi resi conto dell’inutilità di tutti quei canali e della povertà dei contenuti che venivano trasmessi: due anni dopo disdetti l’abbonamento e ancora oggi, io la TV non la guardo e non mi manca proprio per nulla!

    Credo che anche questo sia un bell’esempio di come le novità (spesso grazie alla pubblicità) stimolino in noi il desiderio di possedere quell’oggetto o quel servizio che non abbiamo, poi -una volta ottenutolo- ecco che spesso ci si rende conto della futilità dello stesso. Spesso non lo si vuole ammettere, quindi se ne vantano i pregi e si tacciono i difetti (o le conseguenze, tipo i contratti e gli impegni sottoscritti per ottenerlo) e così facendo contribuiamo ad accendere il desiderio nei nostri simili che ancora non lo possiedono; in una parola: consumismo.

    Tornando ai contenuti della TV, Angelica ha ragione: perché ci vengono sempre propinate le bruttezze, le atrocità e le notizie negative e pessimistiche? Bé, perché fanno notizia! Almeno, fino ad ora le cose sono funzionate così. Sarebbe bello poter cambiare questa tendenza: comunicare solo cose belle, notizie positive e previsioni ottimistiche al fine di stimolare la gente a collaborare a migliorare il mondo e la società in cui viviamo invece di spingerci a competere in modo individuale, uno contro gli altri, per “avere sempre più”…

    Oggi qui dove sono piove… che brutto dirà qualcuno. E io dico: -“Che bello, la natura dopo tanta siccità riceve quello di cui ha bisogno per vivere: l’acqua!”. Buona giornata a tutti! 🙂

  4. Sono d’accordissimo con te, in tutto e per tutto. Ho i genitori che non riescono a vivere se a ora di pranzo e cena non guardano il telegiornale (per non parlare di mio padre che grazie a skytg24 ne guarda 50 al giorno). Io a ora di pranzo per fortuna non ci sono e me lo scampo, ma la sera mi tocca sorbirmelo…l’appuntamento delle 20 con Chicco Mentana non manca mai. E’ vero che è bravo, è vero che è l’unico telegiornale serio…ma ragazzi, che angoscia!! Dopo dieci minuti viene voglia di spararsi. Ed è così per tutti i tg e per tutti i programma di approfondimento…è tutto un rimestare negli episodi più bui e tristi di questa Italia, non si ricercano soluzioni, non si vedono spiragli positivi, è un vortice nero che si richiude su se stesso. Quindi sono d’accordo con te perchè anch’io mi tengo lontana il più possibile da queste notizie…un conto è sapere cosa accade nel mondo, e per quello anch’io uso internet, un altro come dici tu è fare terrorismo psicologico. Sembra proprio che non ci sia via d’uscita!! Ma io ho 23 anni e a questa via d’uscita ci devo e ci voglio credere, sennò veramente non vivo.
    Ciao Maga 🙂

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