Non fate gli schizzinosi….

Prima che mi prendiate virtualmente a sberle e vi scaldiate le dita per digitare furiosi commenti…fermatevi un attimino.
Perché secondo me quello che ha detto la Fornaia..ehm la Fornero, non è sbagliato. Fermi con le mani. Ora spiego.
Mi riferisco alla sua battuta di oggi sul fatto che i giovani dovrebbero essere meno “choosy”, meno schizzinosi, ma aprirsi a qualsiasi lavoro fin da subito. E si riferiva a chi si lamenta di non trovare niente, non a quelli che invece si danno già da fare, i laureati che lavorano come centralinisti per fare l’esempio più famoso. Si rivolgeva a coloro che solo si lamentano ma per migliorare la propria situazione personale fanno ben poco.
La Fornaia, che onestamente non amo e l’ho trovata spesso un po’ troppo sopra le righe e sempre sulla sua cattedra immaginaria dall’alto della quale insegna a noi poveri popolani come si vive….ecco la Fornaia secondo me non ha detto una fandonia. E’ un po’ quello che ho già sostenuto io su questo blog, parlando dell’Australia ma riferendomi un po’ a tutti i paesi.
E’ giusto, anzi è più frequente, che in tempi buoni e ordinari un laureato in ingegneria trovi un lavoro consono al suo percorso di studi, che un laureato insomma possa fare il lavoro più adatto a quello che ha studiato e in linea con le sue aspettative.
Però questi non sono tempi ordinari. Sono tempi folli, tempi dove la disoccupazione giovanile è al 35% qui e al 50% in Spagna e non voglio immaginare il dato greco, tempi straordinari e disgraziati dove la parola d’ordine è lavoro per vivere, ancora prima che lavoro per realizzarsi. E’ un tempo dove è giusto lavorare anche in ambiti totalmente diversi dal proprio, per ricominciare, rimettersi in gioco e magari fare carriere e crescere proprio in un ambito che mai vi saresti immaginati, o forse sarà solo il punto di partenza per altri lavori più qualificati. Ma è pur sempre un punto di partenza. Meglio iniziare da qualche parte, piuttosto che rimanere fermi in piazza a urlare contro la disoccupazione. Leggo di gente che non trova lavoro nemmeno come cameriere o lava piatti. Ma poi guardo gli annunci o leggo i giornali e vengo a conoscenza che in Italia ci sono un sacco di lavori che nessuno vuole più fare: camerieri, idraulici, barman, infermieri, muratori….cosa hanno di male questi lavori?
Io volevo fare la giornalista. L’ho fatto qualche anno da freelance sotto pagata, poi ho capito che non c’era spazio per me e mi sono riadattata a fare altri lavori: guida turistica, receptionist, call center e cameriera, sia in Italia sia in Australia. E ora lavoro nella comunicazione. Insomma un bel giro per arrivare ad avere alla tenera età di 31 un contratto a tempo determinato. Eppure me lo tengo stretto e ringrazio ogni giorno di averlo, anche se con il mio lavoro ideale poco ci azzecca. E ringraziavo anche quando facevo la cameriera, perchè era sempre meglio che starmene a casa!
Forse la Fornaia (non me ne vogliano i fornai, sono io che adoro storpiare i nomi, sono una pazza…) forse la Fornaia dicevo ha straparlato, ha detto troppo e troppo male, ha fatto la professoressa invece che fare la ministra. Però non ha detto una sciocchezza. E francamente non capisco i giovani che si sono indignati. Se quel consiglio fosse arrivato da un amico forse lo avrebbero accettato pure con un sorriso sulle labbra, ma arrivando dall’alto della supercattedra della Fornero si sono sentiti sminuiti. E invece lei non voleva sminuire, lei ha solo sottolineato una verità assoluta: entrare nel mondo del lavoro il prima possibile, non aspettare l’offerta giusta ma entrare e da lì dentro crescere.
Poi possiamo parlare del mercato del lavoro, che la Fornaia ha definito debole ma a me pare schifosamente viscido, con una percentuale spaventosa di offerte di stage camuffate da offerte di lavoro, stipendi indecenti e contratti al limite del legale. Però dentro questo mercato ci sono offerte di ogni tipo e lavori di ogni tipo. Magari bisognerebbe aumentare il numero delle chiavi di ricerca quando si cerca lavoro, provare a selezionare anche ambiti diversi dal proprio e vedere cosa esce fuori. Poi si ritaglia il curriculum a seconda dell’offerta di lavoro, perchè lo sappiamo che ai recruiters piace essere presi in giro.
Tutto questo vale, secondo me, per tutti. Per chi è disperato e deve lavorare il prima possibile per sbarcare il lunario, ma vale anche per i giovani che non trovano le offerte giuste.
Io ho lavorato con contratti rinnovati ogni tre mesi o ogni sei mesi, lavori stagionali, co.co.co, progetto, stage e chi più ne ha più ne metta. Mi sono fatta del nervoso, mi sono fatta i miei pianti, ma sono sempre andata avanti e ho fatto tesoro anche del più semplice stage. E mi è servito tutto. Dalla receptionist alla giornalista, alla guida turistica:è grazie a questi molteplici esperienze che hanno arricchito il mio bagaglio personale e aperto la mente che oggi sono dove sono, pur con un contratto sempre a termine, ma felice. Sono realizzata? Certo che no. Andrò avanti ad accumulare esperienze finchè ne avrò la possibilità, all’interno di questa azienda se così sarà o altrove. Ma di sicuro non disprezzerò nessun tipo di lavoro. E non andrò in piazza a protestare. A me la piazza non ha mai dato nulla, lo Stato non ha mai fatto niente per me. Quel poco o tanto che ho ottenuto l’ho avuto grazie ad Angelica.

E ora via con le dita sulla tastiera, sparate pure!! 🙂

La Maga Fornaia

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25 thoughts on “Non fate gli schizzinosi….

  1. Mitica..io concordo pienamente con te.. faccio la cassiera .. e pensare che volevo fare la hostess di terra o di volo… sicuramente lotterò per qualcosa di migliore, pensavo anche di andare al college in un paese come londra o comunque dove si parla l inglese(lingua che so molto bene visto che ho vissuto a londra per alcuni mesi).. ma di sicuro a 22 anni non vorrei fare la cassiera a vita.. e brava la fornaia (come dici tu) =) buona serata Angelica

    • Brava!! Dove sei adesso è solo un punto di partenza. E che ne sai che un giorno non diventi direttore di tutti i punti vendita di questo supermercato in Italia? 😀
      Non limitare le tue aspettative!

  2. il problema nasce dalla convinzione che tutto (il lavoro compreso) ci spetta per diritto. Tu che, sei andata fino in australia per lavoro sai benissimo che non è così e che le opportunità si devono cercare e creare guardandosi attorno.

    (p.s. siamo stati nel paese di Oz quasi nello stesso periodo)

    • Vero, anzi verissimo. La Fornero un’altra volta se ne era uscita con la frase che il lavoro non è un diritto, anche qui frase infelice e detta infelicemente. Ma il succo non cambia, il lavoro non te lo dà nessun per diritto, te lo devi sudare. Il fatto che la nostra repubblica sia fondata sul lavoro significa solo che viene portata avanti e sviluppata grazie al lavoro di tutta la comunità e che è compito dello stato assicurarsi che vi siano le condizioni giuste per trovarlo. Non vuol dire che lo Stato ti torva il lavoro, vuol dire che lo stato fa Leggi e regolamenti (nei limit, perchè il mercato è libero) per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Ma poi sei tu che ti devi sbattere per trovarlo!

  3. Ciao! Qualche settimana fa ho incominciato a pensare di voler evadere dall’Italia…. Ho 46 anni, sono sposata ed ho due figli di 16 anni…. Da quando ne avevo 10 sento parlare di corruzione, raccomandazioni, debito pubblico, crisi economica, riduzione delle spese nella sanità, nell’istruzione, ecc..ecc… Cambiano i governi, cambiano i partiti, cambiano i rappresentanti dei partiti….. ma la situazione non fa altro che peggiorare…. Così continuavo a pensare: IO ME NE DEVO ANDARE …. ME NE DEVO ANDARE….Ma dove???? L’unico paese a cui ho pensato è stato l’AUSTRALIAAAAA….e navigando navigando per cercare informazioni ho trovato il tuo blog. Mi sono divertita tanto nel leggere i tuoi post e devo dire che sei proprio brava a scrivere (peccato che tu non faccia la giornalista)!!! Sono d’accordo con te, bisogna sapersi adeguare nel mondo del lavoro: io sono diplomata “Perito aziendale e corrispondente in lingue estere” ma purtroppo ho esercitato la mia professione solo fino a 7 anni fa, poi per via dell’ennesima crisi mi hanno lasciato a casa in mobilità. A 39 anni mi sono adattata a fare la baby sitter, la promoter ed ora rilevo i prezzi nei supermercati per una agenzia di marketing. Non posso dire di essere soddisfatta, soprattutto per il tipo di contratto Co.co.pro, senza malattia, senza TFR, senza ferie, ed il guadagno è solo a cottimo. Mi sono adattata, questo è quello che passa il convento…. Ma sogno che i miei figli possano avere un futuro diverso….. sono ossessionata dall’idea che il nostro paese non cambierà mai. Mi chiedo se davvero all’estero, come per esempio in Australia, ci sia un sistema diverso. Ma perché tu sei ritornata? Ho letto che ti mancava molto la tua famiglia…. Io vorrei andarci con i miei ragazzi (e mio marito ovviamente) ma alla mia età è praticamente impossibile ottenere il visto….. sarei disposta a vendermi la casa (che devo finire ancora di pagare) e ricominciare tutto da capo là…. Tutti mi dicono che sono pazza, pazza da legare, mah forse è vero???!!!!!??? Comunque complimenti ancora per il tuo blog, sei bravissima e simpaticissima….. Ciao Olimpia

    • Ciao Olimpia e grazie per i complimenti!
      Dal punto di vista lavorativo sicuramente l’Australia dà maggiori sicurezze, nel senso che laggiù il mercato del lavoro è più flessibile ed è molto più semplice trovare un impiego. Bisogna poi tenerselo stretto perché come succede nel mondo anglosassone la flessibilità funziona anche al contrario e quindi i datori sono molto più liberi di lasciarti a casa di quanto lo potrebbero essere in Italia.
      Io sono tornata per la famiglia, ma anche perché a conti fatti il mio paese mi mancava. Pur con i suoi mille difetti, l’Italia non la cambio con nessun altro paese. Ma questa è una mia opinione, non ti voglio influenzare.
      Certo partire con tutta la famiglia è un bel salto. Chiederei consiglio a un agente dell’immigrazione per capire come muoverti.
      Ciao e in bocca al lupo per il tuo futuro!
      Angelica

  4. Credo che sia arrivata ormai da tempo la necessità di “inventarsi un lavoro”. Io sfioro i 50 anni e nel mio paese (profondo sud) sin da piccolo, ho sempre sentito parlare di disoccupazione. E’ un problema cronico che è iniziato da tanto, tanto tempo! Sicuramente la politica ha i suoi errori… Tutti questi ladri… Ma non dobbiamo fare in modo che ci rubino anche la vita. Forse sarà una vita piena di sacrifici, forse sarà vissuta solo con lo stretto necessario ma sarà comunque vita perchè evidentemente abbiamo deciso di adeguarci, di difenderci, di ritagliarci piccoli spazi di paradiso e brevi tempi di infinito.

    • “…brevi tempi di infinito…” che frase stupenda! 🙂
      In effetti io esorto sempre a guardare meno tv e darsi più da fare, perché a sentire il terrorismo informativo uno pensa che la fine sia vicina e che, come ho letto da qualche parte, la luce in fondo al tunnel sia solo quella di un treno che ti sta venendo addosso.
      Bisogna mettersi in gioco, reinventarsi. Piangere e lamentarsi non serve a niente e non è mai servito a niente.
      Detto questo, lo stato deve fare di più per i giovani e regolare meglio un mercato del lavoro diventato ormai una completa giungla di stage e finti contratti. Ma questo è un altro discorso…

  5. Complimenti per il post e complimenti anche a chi ha lasciato il proprio contributo commentando: ragazzi, tutto quello che scrivete è giusto, è tutto vero! A quando la svolta?

    Bene, ora che sappiamo come stanno le cose in Italia e che guardando accanto vediamo “l’erba più verde del vicino”, vorrei ricordare che -nonostante in Italia le cose siano fatte più o meno “alla luce del sole”- tutto il mondo è paese!

    Ultimamente sono in contatto con parecchie persone che dall’Italia vorrebbero partire e venire in Svizzera: la “bella, pulita e precisa Svizzera, dove tutto è regolato e le cose funzionano bene” mi ha scritto uno. Niente di più falso!

    Non voglio portare esempi dettagliati perché prenderebbe troppo spazio in un commento, ma vi assicuro che, sebbene vista da fuori la Svizzera possa sembrare il paradiso in terra, non lo è affatto. Il trucco è che fintanto che “non ci sei dentro” non te ne rendi conto, non vedi la corruzione, le truffe e lo sfruttamento che anche la Svizzera è capace di fare (ovviamente tenendo il tutto ben nascosto agli occhi dell’opinione pubblica). I primi ladri sono banche e assicurazioni (soprattutto quelle dette “sociali”), gli imbroglioni, corrotti e saccheggiatori sono i politici, gli sfruttatori sono i datori di lavoro e infine (last but not least), arrivano gli avvocati, giudici e/o pretori, corrotti pure loro (burattini comandati direttamente dai politici). E poi, per legge, dovrebbe esserci la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario… che tristezza!

    Ripeto, potrei farvi esempi a palate, dal politico “graziato” dalla polizia sebbene alla guida completamente ubriaco e in eccesso di velocità (queste “grazie” sono date anche al “figlio di…”, che non si può punire visto che “suo papà è…”), ai vari politici che siedono nei consigli di amministrazione di imprese private e regolano gli affari pubblici con fini privati, ai banchieri “presi con le mani nel sacco” che vengono sovvenzionati con soldi pubblici, per giungere alle assicurazioni, spesso rese obbligatorie per “socialità” che però spesso non coprono quello che dovrebbero, quindi devi assicurarti privatamente per essere sicuro di essere coperto (e allora a che serve quella obbligatoria?)… e molti, troppi casi simili.

    Aveva ragione Vasco quando alla fine degli anni ’70 cantava “Ambarabaciccicoccò”. Ve la ricordate? Andate a leggere il testo, è attualissimo!

    Sembra che Che Guevara una volta disse: -“La vera rivoluzione dobbiamo cominciare a farla dentro di noi”. Se vogliamo che in futuro le cose cambino, il cambiamento dobbiamo iniziarlo noi; non serve a nulla criticare e subire senza agire (comportamento molto ben inscenato dal grottesco personaggio ideato da Paolo Villaggio).

    Un abbraccio a tutti e… per citarne un ultimo (Marcello D’Orta) vi lascio pensando: -“Io speriamo che me la cavo”. 😉

  6. ciao, grazie per aver dato voce a quelli che non si sono indignati per la frase della ministra Fornero.

    Su FB sto litigando con diverse persone, amici e non perchè ho osato scrivere: No, non dovete fare gli schizzinosi, ma neanche i permalosi.

    Perchè alla fine – purtroppo – i social network hanno dato voce a tutti, anche a quelli che facevano meglio a tacere. E dire una scemenza è a portata di un click o di un like.

    Tutti paragonano la frase incriminata con la propria esperienza personale. E da qui tutti a fare i permalosi… Ma la Fornero parlava di giovani appena usciti dall’università, che si lancino nel mondo del lavoro, con qualsiasi contratto e a qualsiasi condizione, che facciano esperienza e che poi seguano o inseguano la propria strada.

    Questo governo sta commettendo molti errori, ma il problema è che non siamo più abituati a sentire la classe dirigente esortare a rimboccarsi le maniche, a darsi da fare, forse di più e in condizioni peggiori degli anni ’60.
    Del resto per 20 anni abbiamo avuto messaggi di “speranza”: 1 milione di posti di lavoro, meno tasse, miracolo italiano…

    Cosa dovremmo aspettarci quindi?

    • Proprio non posso crederci, hai condiviso il mio pensiero notoriamente contro corrente senza che ne parlassimo… Domani nevica! Apprezzo il commento che critica i social network (strano) tutti hanno una voce ma non necessariamente la devono usare…. Bacio

    • Ciao Cristiano! Condivido ogni singola parola! È vero che gli italiani e i giovani soprattutto non sono più abituati a essere redarguiti sulla necessità di darsi da fare, poche chiacchiere e più olio di gomito! Ormai siamo abituati che tutto ci è dovuto….ma quando mai è stato così? I miei genitori e i miei nonni prima di loro per non parlare dei bisnonni e via indietro nel tempo si sono sempre sbattuti per lavorare. Il lavoro non è mai stato dovuto. È’ un diritto poter lavorare, ma il lavoro te lo devi guadagnare!

      • infatti ci furono grosse polemiche quando un ministro (penso la stessa Fornero) disse che il lavoro non è un diritto garantito per tutti. Non basta respirare per avere la garanzia di un lavoro.

        Anche lì… polemiche perchè l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…

  7. completamente d’accordo con te!
    non sopporto chi ha una laurea o anche due e si lamenta di non trovare lavoro, ma allo stesso tempo neanche lo cerca, aspetta che qualcuno glielo offra o arrivi così come per magia, e ovviamente a tempo indeterminato e in linea con gli studi fatti. Credimi, esistono e li ho incontrati. Io sono una di quelli che si è sempre data da fare, la settimana prossima il mio contratto di lavoro scade ma ne ho già trovato uno (molto precario purtroppo) per la fine di novembre. Lo dico tanto per far capire che trovare un lavoro qualsiasi, qualcosa che ti permetta di campare, è ancora possibile. Chi vuole per forza il lavoro ideale, che ha sempre sognato, e o quello o niente, aspetti pure, ma non si lamenti.
    In ogni caso comunque non sono d’accordo con i toni della Fornero, dall’alto della sua posizione dovrebbe fare ben altro che criticare i giovani, che, tolta Spagna e Grecia e qualche altra realtà simile alla nostra, se la passano molto ma molto peggio di tanti giovani, a causa di un mercato del lavoro fermo e stagnante e che comunque non offre tante possibilità, per non parlare degli stipendi, tra i più bassi nonostante il costo della vita altissimo.

  8. Ciao tesorina, sono la Silvia. Come sempre sono d’accordo con te. L’unica cosa che mi preoccupa e’ quando ci sveglieremo da questa situazione italiana. Personalmente anche a me la piazza non ha mai dato nulla, ci sono scesa poco, solo per perdere giornate scolastiche a dire la verita’. Pero’ mi chiedo cosa stiamo aspettando a scenderci seriamente, tutti, al di la’ del partito al quale apparteniamo (se ce n’e uno) questa volta. Ho smesso di leggere i giornali italiani perche’ e’ deprimente, e’ sempre la solita solfa, non cambia nulla, ma leggo blog che informano ed e’ ancora piu’ deprimente. Si’ la Fornero ha ragione, ma non siamo stufi di essere bastonati dalle tasse, pagare per gli errori altrui e continuare a sentire la ramanzina da gente che non ha idea di cosa significhi lavorare? Sogno un’Italia unita in piazza se devo essere sincera, per un giorno solo, dove tutto chiude e dove ce ne sbattiamo le balle se il negozio di cellulari e’ chiuso e se non posso andare a fare l’aperitivo, ma dove protestiamo perche’ siamo stufi di vedere che a nessuno dei nostri politici importa veramente la crescita del paese, lo sviluppo. Sono solo preoccupati a raccogliere piu’ soldi e con questa politica non usciremo mai da un buco che ad essere sinceri, in Italia, c’e’ da molto prima della crisi finanziaria.

    • Vero Silvia, il “buco” di cui parli, in Italia, esiste da anni, direi addirittura decenni. Purtroppo prima non lo si vedeva e ora tento di spiegare il perche’: anni fa l’Italia era sovrana e si stampava la propria moneta (le vecchie lire). Dagli anni ’70 la lira si e’ svalutata perdendo sempre piu’ valore rispetto alle valute degli Stati “forti”. In 30 anni e’ arrivata a valere ca. 1/10 del suo valore “iniziale” (iniziale per me, che a quel tempo iniziavo a interessarmi a queste cose), questo almeno rispetto al Franco svizzero. Il suo valore e’ passato dai Fr. 7.- = 1’000 Lire ai Fr 0.80 = 1000 Lire, valore questo raggiunto poco prima di venire eliminata dall’Euro (e tralascio volutamente chi ha deciso -dall’oggi al domani- che 1’000 Lire = 1 Euro per “semplificarsi la vita”). Da quel momento l’Italia non ha piu’ potuto svalutare la propria moneta “salvando” il mercato interno e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. L’Euro non e’ sotto il potere italiano e quella che oggi viene chiamata da tutti “crisi finanziaria” non e’ altro che la normale conseguenza di questo fatto. Dovremmo riflettere piuttosto su questo punto e capire fino a che punto la politica italiana perpetrata dal dopoguerra ai giorni nostri ha -a poco a poco- portato i cittadini alla situazione attuale (penso al del debito pubblico italiano). Lavorare si puo’ e si deve. Trovo anch’io giusto accettare di fare un lavoro “meno qualificato” anche se si ha una laurea (io per esempio l’ho fatto, ma per una mia scelta personale), ma che questo ci venga detto (= imposto) dai politici, i quali durante molti anni hanno sfruttato una situazione a proprio vantaggio mettendo in ginocchio un’intero popolo, be’, a me sembra un po’ esagerato!

  9. D’accordo con te ma ti dico anche che io in Italia ci ho provato a fare la cameriera (quando non trovavo lavoro) e non mi hanno preso… sai per quali motivi? Perchè avendo una laurea e un buon cv me ne sarei andata non appena trovato qualcosa di meglio…. E in effetti non avevano torto …. Ora per fortuna faccio un lavoro che amo ma solo perchè me lo sono creato praticamente da sola e con tanta tanta fatica….

    • Non ho mai detto che è facile trovare lavoro in Italia, anzi. E’ un’impresa non da poco e anche sapersi reinventare, come hai fatto tu, è indice di grande forza e intraprendenza. Questa è la reazione giusta ai problemi, non la lamentela a prescindere!

  10. Maga, hai ragione, i giovani devono sapersi arrangiare. Tutti abbiamo fatto lavori del c… tirando su due lire quando era il caso.

    Il discorso della Fornero, a me e’ sembrato piu voler dire:
    “I giovani devono accontentarsi dello schifo che gli abbiamo creato, della terra bruciata che gli stiamo facendo attorno mentre noi li respingiamo (a meno che non sia qualche rampollo raccomandato) e ci godiamo il paradiso finche’ c’e'”.

    Perche’ la persona che fa il lavoro del c… ha (a) diritto ad avere uno stipendio decente [sono figlio di operaio e impiegata di aziendina quasi fallita da 10 anni, due lavori del c…, e in casa s’e’ sempre avuto un tenore di vita sufficiente a tirare avanti una famiglia]; (b) rispetto, perche’ fare il pizzaiolo, cameriere, raccoglitore di pomodori, receptionist, ecc. [io ho fatto il tester di videogiochi, il programmatore schiavo in una gioielleria, e ho consegnato le pizze] e’ bellissimo, ti fa fare esperienze molto belle, ma se poi quando cerchi un lavoro da ingegnere ti senti dire “Ma dai, consegnavi le pizze…” e il tuo interviewer, rampollo bene di famiglia ricca ti piglia per il c… che non e’ il c… di cui sopra…

    La Fognero e’ un bel cervello, ma chissa’ perche’ gli incarichi top management che ha avuto li ha presi solo dopo aver sposato non uno qualsiasi ma quello li. La figlia e’ un gran cervello, ma anziche’ dimostrarlo andando, chesso’, all’MIT e’ casualmente andata alla stessa universita’ dei genitori con cattedra quasi pagata da loro.

    • Ma infatti hai ragione, il mio era solo un mettere in evidenza, estrapolando dal contesto di chi stava pronunciando quella frase, quello che ha detto la Fornero. E’ un invito a tutti in generale e lasciamo tare da chi arriva, è comunque un ottimo consiglio. Poi se guardiamo il predicatore, anzi la predicatrice, allora ci mettiamo le mani nei capelli…la sua storia personale cozza certo con quello che dice. Io mi riferivo solo al fatto che l’invito da lei fatto ai giovani è più che condivisibile.

  11. Ciao Maga! E’ da un’anno che spendo ore a leggere i tuoi post e a immergermi nei tuoi ricordi, sia quelli più lontani dell’Australia, che quelli più recenti italiani.
    Nonostante io sia giovincella (20 anni) ho maturato da tanto il desiderio di evadere dall’Italia, come avrai capito per scappare in Australia 🙂 Ma non per viverci per tutta la vita…perchè il mio amore per la povera Italia c’è sempre…Però fare un viaggio, per un anno magari come te, o anche di meno, giusto per vedere cosa c’è fuori da qui, come gira il mondo e tornare a casa forte di nuove esperienze e con più possibilità di trovare un lavoro che mi permetta di avere una vita piena e dignitosa.

    Non sono mai partita per questioni economiche…perchè per quanto bella e paradisiaca sia l’Australia è piuttosto caruccia…finchè, per caso, mi sono imbattuta in una pagina Facebook di un’agenzia di viaggi-studio in Oz, e guarda caso ho scoperto che stava per iniziare un contest per vincere una borsa di studio di 3 mesi in Australia! All’inizio non ci credevo, poi mi son resa conto sempre di più di quale grande grandissima opportunità si trattasse, e ho deciso di partecipare. Scrivo a te e a tutti i lettori di questo blog, per chiedervi di aiutarmi a realizzare il mio sogno, a cambiare la mia vita, e a migliorarla…Basta un semplice voto a una mia foto a questo link http://bit.ly/RrNmEY per rendermi la persona più felice del mondo 🙂

    Grazie Maga, buona giornata 🙂

  12. Hai stra ragione!! Io vivo a Bergamo.. Ho 23 anni.. Non ho nemmeno uno straccio di diploma perche’ volevo lavorare subito appena compiuti i 16 anni.. E ti diro’… Io il lavoro l’ho sempre trovato!! Ora sai che lavoro faccio?? Lavoro in una fattoria..mungo le mucche le faccio pascolare ecc ecc. Ho un buono stipendio.. E il mio datore di lavoro sta cercando altri ragazzi. Ma nessuno lo vuole fare! Nessuno!!! E poi questi ragazzi si lamentano che non c’e lavoro che non sanno cosa fare!!!, Ada ioli prenderei a calci nel culo!!! Nessuo ti da niente per niente!

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