Articoli scritti da: Angelica Giambelluca

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La Nuova Utopia…

Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione.

Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese

E mi fermo qui. Questi articoli si commentano da soli, ma tant’è io due paroline le devo scrivere. Lo so che la festa della Repubblica era la settimana scorsa….ma ero via per il ponte! 😀 Sapete qual è la domanda che mi frulla in testa quando leggo questi articoli?

Ma cosa si erano fumati quelli che hanno scritto la Costituzione…? 😀 Continua a leggere

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Che confusione…

Ragazzi…sono un po’ confusa. Vi chiedo innanzitutto scusa se non scrivo molto spesso come un tempo, ma il lavoro mi sta massacrando. Sono contenta perché mi piace quello che faccio, ma mi impegno forse un po’ troppo e quando arrivo a casa la sera (dopo aver avuto pure il coraggio di andare in palestra) mangio un boccone e mi infilo a letto esanime…mi direte, ma che caspita di vita fai? Non è male tutto sommato, anzi non è male per niente…solo che mi toglie il tempo per fare la cosa che amo di più: scrivere!

Anyway…sono le cinque del pomeriggio, ho finito quello che dovevo fare quindi, anche se sono ancora sul lavoro, scrivo sul blog. Sacrilegio!! No…che me frega…col mazzo che mi faccio non penso proprio… ;-D Dunque, dicevo, sono confusa. Non cominciate a sorridere, non intendo tornare in Australia o e non ho cambiato idea sull’Italia…anzi, fatemi sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento al riguardo.

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La legge del più forte

Il titolo in realtà è un gioco di parole, perchè neanche io so cosa voglio dire. 😀
La legge, la benedizione, la maledizione, la persecuzione…del più forte. Ogni alternativa potrebbe adattarsi a questo post.

In cui vi racconto, anzi racconto a me stessa…per capire chi sono diventata. Un post un po’ così che cerca di scavare dentro la mia anima, per trovare non so bene cosa…

Perchè uno cresce e cambia, matura, evolve…lima i propri difetti o li accentua. Però per cambiare come sono cambiata io ci vuole altro che la maturità o il semplice passare del tempo…
Ci vuole uno shock, un cambiamento talmente penetrante da modificare la propria personalità. E, nel mio caso, renderla inconsapevolmente più forte.

Ancora una volta, lo spartiacque tra prima e dopo il cambiamento è l’Australia. Non ne sono certa, ma guarda caso da quando sono tornata, e già ancora quando ero Downunder, ho sentito questo cambiamento dentro di me.

Che mi succede? Continua a leggere

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Io non ho paura

Non spaventatevi dal titolo. Non fate come me che appena ho letto il titolo dell’articolo “L’evoluzione insegna l’ottimismo ragionevole” pubblicato su La Stampa qualche giorno fa, ho avuto come prima reazione quella di passare oltre e proseguire la lettura di più leggere argomentazioni.

Ma appena ho voltato pagina mi si è come accesa una lampadina: vuoi vedere che non parlano solo di scimmie allegre  ed evolute ma pure di qualco’saltro in quel pezzo?

E infatti….altro che scimmie.

Oddio, poverelle, loro non hanno colpa. Hanno il merito di averci preceduto nella scala evolutiva, ma io non ho ancora capito se siamo noi quelli evoluti o loro. 😀

Anyway…torniamo all’articolo. Torniamo a noi, signori e signore. E al pessimismo dilagante che ormai accompagna la nostra vita, ogni singolo giorno. Ci alziamo con la luna storta o  il piede sbagliato (scegliete voi), proseguiamo la nostra giornata aspettandoci il peggio da tutto e da tutti, la televisione non fa altro che gettare benzina sul fuoco perché a quanto pare esistono solo le brutte notizie e così non vediamo l’ora di finire la giornata e addormentarci.

Ok, questa è forse una caricatura in negativo, ma non è poi così sbagliata, giusto?

Quell’articolo non parlava di scimmie. Parlava di ottimismo, di un ragionevole ottimismo dato dall’evoluzione.

Ehhhh? Direte voi…

Quando ci guardiamo intorno, cosa vediamo? Precariato, crisi economica, valori sociali azzerati, politici corrotti, costo della vita alle stelle…… la macchina che non funziona, la madre che non ti capisce, il capo che fa lo stronzo, il ragazzo che non ti chiama, la ragazza che rompe, il marito assente, la moglie opprimente….. il telefonino che non prende e ti incazzi e ci urli contro anche se lui non ne può nulla se non c’è campo….

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Sono stufa delle sorprese….

Non pensate male. Io adoro le sorprese..

Ma a tutto c’è un limite. E a Pasqua, ogni anno, quel limite viene puntualmente superato…

..Voglio dire…le uova vanno pure bene.  Io adoro il cioccolato, io mi sfonderei di cioccolato ogni giorno…

E anche la forma…l’uovo di cioccolato…è simpatico e ha un senso. Simboleggia la nascita e quindi, nel nostro caso, si sposa bene con la resurrezione e rinascita di Gesù Cristo.

Ma vogliamo parlare  della sorpresa? A cosa serve il ciondolo di plastica a forma di coccinella o il portachiavi che non userai mai neanche sotto tortura?

Simboleggiano Gesù Cristo? Un cosetto di plastica da cinquanta centesimi? E vabbè che la religione è in crisi, ma insomma…

E allora cosa mi rappresentano le tristi, tristissime sorprese delle uova, quelle di cui non puoi fare a meno, quelle che ti devi sorbire e a cui devi sorridere perchè altrimenti mamma, ziie nonni (per non parlare degli amici) ci rimagono male?

“Come, non ti è piaciuta la macchinina di plastica che hai trovato dentro l’uovo della Lindt?”

“Ma certo che mi è piaciuta, vuoi che a trent’anni uno non apprezzi la riproduzione in plastica di una cinquecento scassata color fucsia? Fammi finire il cioccolato e poi vedi come apprezzo la macchinina…”

Insomma…ma che ci azzecca la sorpresa con la rinascita cristiana? Continua a leggere

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Mi manchi, best mate :-)

Quando ero in Australia, appena dopo una settimana dal mio arrivo nel giugno 2009, ho avuto modo di conoscere quella che è diventata la mia migliore amica.

Ci siamo incontrate a Sydney. Lei era arrivata una settimana prima di me.

E dire che in Italia non stavamo mica tanto lontane. Io ligure e lei di un paesino vicino a Busto Arsizio, in provincia di Milano. Si, ok, non vicinissime, ma sempre più vicine di quanto lo siamo adesso! 😀

E’ stata “amicizia a prima vista”. 😀

Ci siamo intese fin da subito, ci siamo fatte un sacco di compagnia, ci siamo consolate a vicenda nei momenti tristi (che non sono stati pochi) e abbiamo goduto e condiviso quelli belli, anzi stupendi (che sono stati tanti…).

Perchè vi parlo di lei? Perchè vi racconto di una persona che non vedo da tanto tempo, che mi manca ogni giorno, a cui penso ogni giorno…e che ha scelto, diversamente da me, di rimanere in Australia. Nonostante tutto. Continua a leggere

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Le solite figure italiane….

Ogni tanto lo ammetto, mi vergogno giusto un attimo di essere tricolore.

Che poi non è giusto dire così, perché se sono gli altri a sbagliare io non mi devo vergognare perché con questi deficienti condivido la cittadinanza..ma tant’è….

Sabato scorso decido di andare a Milano.

Intercity da Genova Principe. Prenoto in prima classe per fare la sborona (:-D) ma anche perché, viste le condizioni delle seconde classi sui treni, preferisco spendere cinque euro in più e viaggiare in modo decoroso.

Povera Maga, si era illusa!

Ma non voglio parlarvi del fatto che la carrozza di prima classe sembrava quella dei carri bestiame, ma meno profumata.
Non voglio raccontarvi dei bagni fuori servizio (in prima classe) e le condizioni di quelli della seconda. Anche qui, i carri bestiame avrebbero senz’altro segnato un punto a loro favore….
Perché annoiarvi con la descrizione delle poltrone sudicie, delle porte scorrevoli non funzionanti e dell’omino del carrello snack che faceva zigzag tra le montagne di valigie sparse nel corridoio alla “belin di cane” (vi chiederete cosa voglia dire questa espressione genovese….diciamo che potremmo tradurlo “alla rinfusa” :-D) fino a cadere su una di queste?

No, io vi devo parlare di altro.

Queste sono sciocchezze. Continua a leggere

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Il problema è che siamo troppo buoni….

Oggi è il mio compleanno…grazie, grazie…si sono 30 anni….30 anni…non ci credo, ma è così…che vogliamo farci.
Sono entrata anche io nel club…

Quale club direte voi? Bè, provate a immaginarlo… 😀
Ma non voglio parlarvi di club e problemi personali, oggi.

Per farmi un bel regalo di compleanno ho provato a vedere qualcosa di positivo in quello che sta succedendo nel nostro paese in questi giorni.

E’ una questione spinosa, neanche io so come prenderla e l’argomento è forse troppo grande per me.

Non mi piace affrontare problemi così grandi e fuori dalla mia portata…ma io mi sto facendo un nervoso in questi giorni che non potete capire, quindi ho deciso di condividerlo con voi. 😀

Premessina:

Questo blog aiuta chi vuole andarsene in Australia ed è nato per questo. Ma i blog, come chi li scrive, spesso si evolvono e provano a raccontare anche realtà diverse. Possono anche cambiare idea.

Spero quindi di non sconvolgervi troppo se spesso mi diletto a scrivere del nostro squinternato paese, provando a esaltarne le luci e criticarne le ombre.

Fatta questa premessa, passiamo all’argomento.

Oggi provo a fare la giornalista. E, per parafrasare l'”assessore”  Palmiro Cangini, parlo di “fatti, non pugnette” 😀

Non parlo di dati economici, di fughe dei cervelli o rientro dei cervelli pentiti.

Parlo delle persone. E del sistema in generale.

Crisi libica. O guerra, chiamiamola come vogliamo. Continua a leggere

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Auguri tesoro…

Carissima….
lo so che oggi sei sulla bocca di tutti e quasi quasi non ne puoi più. Lo so, ma io gli auguri te li faccio lo stesso.

Non ho mai sentito suonare l’inno così tanto come oggi…non ho mai visto sventolare così tante bandiere tricolore come in questi giorni….che quasi mi domandavo se non vi fossero partite di calcio importanti in cui giocasse la nazionale…e invece ho dovuto ricredermi perché quelle bandiere erano solo per te.

Ieri ho visto una trasmissione su Rai 1 dedicata al tuo compleanno. Avevano organizzato una delle tante celebrazioni a Roma, in piazza Venezia, di fronte al Vittoriano e alla tomba del Milite Ignoto.

Io non potevo credere ai miei occhi. La piazza era gremita come non mai, non c’era uno spazio vuoto.
Tutti sventolavano bandierine in tuo onore, tutti cantavano a squarciagola la tua canzone preferita.

Era tardi, non ricordo l’ora. Ero a letto, giravo i canali annoiata e assonnata, e poi è comparsa questa visione.
Mi sono ripresa e non ho detto niente. Ho solo continuato a guardare quelle migliaia di persone stipate in piazza per renderti onore…e poi la vista mi si è annebbiata.
I contorni di quelle figure si sono sfuocati, le luci si sono fuse nello schermo e sentivo brividi in tutto il mio corpo.

Stavo piangendo. Continua a leggere

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Sposarsi in un cimitero….e giusto gli aussie potevano pensarci…

Oggi vi racconto un po’ l’ Australia…dopo tanto dialogare su partire o restare, mi fa piacere divagare un po’ e, se posso, farvi sorridere…

Quando vivevo a Sydney, mi chiedevo spesso dove le coppiette decidessero di sposarsi.
Ci sono delle chiese carine…ma di certo non come da noi.

Vedevo qualche coppia sposarsi nei parchi o vicino l’Opera House e pensavo che solo quello facevano.

Ieri ho letto un articolo sul sydney Morning Herald e mi sono dovuta ricredere…. 😀

Ora…io lo capisco che non hanno il colosseo…non hanno le ville sui laghi, le grandi piazze storiche, le chiesette a ogni angolo…io lo capisco che quando gli unici monumenti antichi che hai a disposizione  sono  l’Opera House o l’Harbour bridge, magari un po’ di tristezza ti prende…perché di sposarti appesa a un ponte per fare la strana non ne hai voglia (lo fanno in troppi…) e non hai neanche voglia di sdraiarti sulle scale del famoso teatro di Sydney….perché lo fanno tutti.

E allora, che si inventano le donnine australiane che hanno voglia di ricordare quel giorno per tutta la vita? E, soprattutto, visto che tutto fa glamour in Australia e comparire su una rivista patinata è il massimo della vita di tante ragazze…(da noi no, invece… 😀 :-D)…come lasciarsi sfuggire l’occasione del “famolo strano” in salsa canguresca?

Il famolo strano non si riferisce all’atto d’amore vero e proprio della prima notte di nozze  (che qualcuno ancora oggi chiama “consumazione”…che tristezza…ma come fai a chiedere “Oh, allora..come è andata? Avete consumato? Ma consumato che? Una birra la bar? O intendi se  io l’ho consumato o lui mi  ha consumato? Ma che domande sono? Ma certo che ci siamo consumati…è il minimo la prima notte di nozze…altrimenti parti col piede sbagliato… :-D).

Dicevo…il famolo strano si riferisce al ricevimento vero e proprio. Siccome gli australiani non hanno i nostri monumenti e le nostre splendide location….si sono inventati qualcosa di, come dire, davvero indimenticabile. Continua a leggere

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Festa delle donne….eh????

Magari questo post c’entra poco con l’Australia…o forse c’entra. Perché le donne sono donne ovunque solo che se certe cose le vedo in un paese straniero, posso inorridire o riderci sopra. Se le vedo nel mio paese mi infurio.

Forse avrei dovuto iniziare questo post facendo gli auguri a tutte le donne che mi seguono. Ma sarebbe suonato come un augurio falso, dopo quello che ho visto ieri sera.

Vi faccio gli auguri per cosa? Solo per il fatto che siete, siamo, donne?

A cosa serve festeggiare l’8 marzo? Dovrebbe servire a ricordare chi si è battuta perché noi oggi godessimo dei diritti di cui effettivamente godiamo.
A ricordare che siamo una forza della natura. Che siamo noi il sesso forte, la culla del mondo, il motore e anima delle famiglie, la spalla sempre pronta su cui piangono i mariti e il grembo in cui crescono i nostri bambini.

Siamo tutto questo e molto di più. Mi scusassero lor signori, che magari non condividono quanto scrivo, ma io la penso esattamente così.
Nonostante quello che ho visto ieri sera. Continua a leggere

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“Io me ne vado”


Non fatevi ingannare dal titolo. Non sono io quella che vuole andarsene. Siete voi. 😀

Io più passo il tempo in questo paese e più penso di aver fatto la scelta giusta a tornare.
E voi mi prenderete naturalmente per pazza, idiota, incosciente, stupida e via così con i complimenti..

Leggo i giornali, guardo la televisione, ascolto la radio e mi metto costantemente le mani fra i capelli, alzo gli occhi al cielo e impreco con tutti su tutto. E’ un discorso che ho già fatto mille volte, quello sul dispiacere di vedere un paese così bello usato e abusato in un modo così bieco, cieco, riprovevole….e passatemi il termine berlusconiano, “turpe”. 😀

E’ colpa di Berlusconi, della classe di governo e io aggiungerei delle classi di governo in generale, senza distinzione tra destra e sinistra perchè fanno davvero tutti schifo. Tutti, io non ne salvo uno.

Da quando sono tornata, molti di voi non fanno che chiedermi consigli su come scappare il più in fretta possibile da questo paese. Leggo di persone che si vergognano di essere italiane, di gente con famiglie e lavori più o meno sicuri disposti a mollare tutto per lasciare questo paese così schifoso, gretto, inutile,piccolo e meschino.

Queste parole per me sono come pugnalate.
Voi non sapete il male che mi fate. Anche voi soffrite, certamente. Perchè non è bello pensare di lasciare il proprio paese, i cari, gli affetti, il proprio mondo per salpare verso l’ignoto. Un ignoto bellissimo, certamente, perchè è così che quelli che ci sono stati ve l’hanno raccontato, ma sempre ignoto rimane. Continua a leggere

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Ma quanto parlano gli italiani?

…E dire che io sono una che parla e gesticola, credetemi. Io quando parto non mi fermo, sono una mitragliatrice di parole.

Però, come dire, parlo se ho qualcosa da dire e se penso che quello che ho da dire possa interessare l’interlocutore.

Mi direte voi….tutti ragionano così e pensano che agli altri quello che dicono interessi!

Bene….ma penso che noi italiani in questa consapevolezza siamo i maestri. Siamo un popolo di giudici, arbitri e opinionisti.

E diciamo la nostra anche quando nessuno ce la chiede e soprattutto in ambienti dove parlare non dovrebbe essere l’attività principale.

Ma soprattutto, non ce li facciamo. Non siamo capaci. La voglia di capire cosa sta accadendo agli altri è tale da far cadere qualsiasi barriera di buon senso e discrezione.

Voi mi direte: stai scoprendo l’acqua calda….dove sei stata fino ad adesso?

E io vi rispondo: in Australia. Continua a leggere

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Gertrude e Jerome nella fattoria degli “orrori”….

Sembra il titolo di un film…vero?

E invece è tutto vero!

Lavorare in una fattoria australiana può essere l’esperienza più divertente della vostra avventura Down Under.

Conosco ragazzi che si sono divertiti, nonostante il mazzo tanto, e sono pure riusciti a mettersi due soldi da parte.

Nel post precedente, “Nella vecchia fattoria”, ho spiegato come bisogna fare per tentare l’avventura.

Hai vitto e alloggio compresi, sei a contatto con la natura e hai la possibilità di conoscere la parte più selvaggia e grezza dell’Australia, il mitico Outback e le sue tradizioni.

Insomma, una figata.

Insomma, direi, perché non per tutti la cosa è stata così idilliaca. Per la mia amica italia è stato un vero incubo. Continua a leggere

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Nella vecchia fattoria….

Allora….siete disposti a cantare questa canzoncina ogni volta che vi sveglierete baciati dal (dipende) tiepido, freddo o cocente sole australiano?

Siete disposti ad alzarvi prima delle galline, arare campi, guidare trattori, raccogliere frutta, mungere le mucche e altri lavori inventati appositamente dal fattore per poi andare a dormire devastati dalla stanchezza, insieme ai vostri amici (perché ve li sarete fatti amici nel frattempo, per forza…) rospi?

Siete disposti a vivere leggermente isolati (40 -50 km o anche di più alle volte) dalla civiltà, isolati solo come le fattorie australiane sanno essere isolate? Non sono sul mare, per intenderci…

Ecco, se siete disposti a tutto questo pur di andare in Australia…allora avete già in mano un Working Holiday Visa non di un anno, ma due! Continua a leggere

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E alla fine arrivarono….

Alla fine sono arrivati….dopo mesi di trepidante attesa (li rivedrò mai?), nervoso incalzante (ma porca di quella miseria ladra….), senso di smarrimento e confusione (ma perché a me????), senso di colpa (che cavolo ho combinato?) e un incessante senso di frustrazione (non poteva andarmi bene come va agli altri, certo che no…) ecco, alla fine loro sono arrivati.

I soldi del rimborso tasse. Tutti, fino all’ultimo centesimo. Anzi, di più!

L’Australia è un grande paese!! 😀 😀

Perchè i miei amici australiani non solo mi hanno rimborsato le tasse pagate nel 2009, ma siccome ci hanno messo più tempo del previsto (invece che le canoniche due settimane ci hanno messo giusto cinque mesi…) mi hanno dato 110 dollari in più per il disturbo! Continua a leggere

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Perché sono andata in Australia?

Stasera ho voglia di affrontare un argomento di cui in realtà ho già parlato diverse volte, ma sempre sfiorandolo, e mai affrontandolo in faccia, seriamente, senza tanti giri di parole.

Non sono nel mio paesino della riviera ligure stasera. Sono in un altro posto. Sempre in Italia, ma lontano da casa. Sarà solo per tre giorni, e saranno tre giorni importanti che potrebbero decidere del mio destino professionale.
Ma io non voglio parlarvi di questo.

Ho preso il treno per venire nella città in cui mi trovo adesso. E mentre viaggiavo, mentre la mia mente vagava tra il romanzo comprato all’ultimo minuto prima di salire in carrozza e il paesaggio attraversato dalla Freccia Bianca (ho scoperto dell’esistenza di questo treno solo oggi…poi devo provare quella Rossa che mi dicono essere una gran figata…) dicevo, mentre ero persa nei miei pensieri, se n’è insinuato uno ancora più grande, distogliendo completamente la mia attenzione.

Mi è tornata in mente l’immagine di mia madre che mi salutava dal binario.

Mi aveva accompagnato alla stazione.
Sarebbe stato solo un viaggio di tre giorni, ma lei si comportava come se non dovessi più tornare.
Mi guardava, mi accarezzava il faccino e mi ripeteva di chiamarla una volta arrivata a destinazione.
E mi tirava le battute, in stile: “Ma come, sei appena tornata e già riparti?”. Poi rideva e mi accarezzava la testa, come per sottolineare che stava solo scherzando.
Si può mentire con le parole, ma gli sguardi tradiscono le emozioni. Sempre. E mia madre non fa eccezione alla regola. Continua a leggere

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Poveri stranieri….

Delle due, l’una:

o siamo noi gli “abbelinati”, come si dice a Genova e  gli australiani, invece, sono troppo avanti.

o siamo noi a essere invece più flessibili, comprensivi e indulgenti e gli australiani sono invece un po’ stronzi.

Perchè io rimango, davvero. Io non so cosa dire.

Mi scappa da ridere, come direbbe la Hunziker (con cui condivido giusto il colore degli occhi) 😀

Avete sentito del test di italiano per gli immigrati-stranieri che vogliono rinnovare il permesso di soggiorno a tempo indeterminato? Continua a leggere

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La Maga si sta trasformando…

E in che cosa, vi chiederete voi?

Un incrocio tra una cupcake e un banana bread?

Un’austro-italiana?

Un’inguaribile sognatrice che ha voglia di combinare qualcosa di grande per gli altri?

Direi tutte e tre le cose! 😀

Che io stia diventando un incrocio di torte si intuisce dai vestiti e dalle rotondità sempre più evidenti, ma che volete farci, in Australia mi sono abituata a mangiare come i pazzi e ora che sono in Italia…potete immaginare…

Austro-italiana….bè, diciamo che ora che sono tornata sta avvenendo l’esatto opposto di quanto accadesse quando ero Down under: laggiù mi mancava l’Italia….e adesso mi manca l’Australia….ma guarda un po’!

Non che ci stia male, ma non passa giorno che io non pensi a quel periodo stupendo della mia vita, alle cose che ho fatto, i posti che ho visto e, soprattutto, le persone che ho incontrato.

Quindi, sono certa, una parte di me, seppur piccola, un pezzettino del cuore, rimarrà sempre laggiù. Nulla potrà mai cambiare questo. E più passano i giorni, più ne sono consapevole. Continua a leggere

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It’s time to worry, mate……

…no dico…ma che è successo??

Dai, ho capito che vi dispiace che me ne sono andata ma non era il caso di fare queste scene…
La Maga lascia l’Australia e voi mi scatenate il cataclisma? 😀

No, dico, seriamente…..sono scioccata.

Io ci sono stata un anno e mezzo….ho visto robe pazzesche, ho visto tempeste di sabbia che hanno tinto di rosso fuoco Sydney per una notte intera, ho visto venti che hanno buttato giù tetti ed alberi…ho visto tempeste perfette, onde da far scappare persino i surfisti più bravi (si, li ho visti correre fuori dall’acqua con il surf in mano!!!!)…ho visto trombe d’aria che hanno staccato persino l’edera gigantesca del giardino del mio fu coinquilino Daniel e ho visto lui, un attimo dopo, riattaccarla al muretto con lo spago che usa per legare e cucinare l’arrosto al forno…….

Insomma ne ho viste di intemperie…ma questi allagamenti nel Queensland sono sconvolgenti!!! Continua a leggere