“Io me ne vado”


Non fatevi ingannare dal titolo. Non sono io quella che vuole andarsene. Siete voi. 😀

Io più passo il tempo in questo paese e più penso di aver fatto la scelta giusta a tornare.
E voi mi prenderete naturalmente per pazza, idiota, incosciente, stupida e via così con i complimenti..

Leggo i giornali, guardo la televisione, ascolto la radio e mi metto costantemente le mani fra i capelli, alzo gli occhi al cielo e impreco con tutti su tutto. E’ un discorso che ho già fatto mille volte, quello sul dispiacere di vedere un paese così bello usato e abusato in un modo così bieco, cieco, riprovevole….e passatemi il termine berlusconiano, “turpe”. 😀

E’ colpa di Berlusconi, della classe di governo e io aggiungerei delle classi di governo in generale, senza distinzione tra destra e sinistra perchè fanno davvero tutti schifo. Tutti, io non ne salvo uno.

Da quando sono tornata, molti di voi non fanno che chiedermi consigli su come scappare il più in fretta possibile da questo paese. Leggo di persone che si vergognano di essere italiane, di gente con famiglie e lavori più o meno sicuri disposti a mollare tutto per lasciare questo paese così schifoso, gretto, inutile,piccolo e meschino.

Queste parole per me sono come pugnalate.
Voi non sapete il male che mi fate. Anche voi soffrite, certamente. Perchè non è bello pensare di lasciare il proprio paese, i cari, gli affetti, il proprio mondo per salpare verso l’ignoto. Un ignoto bellissimo, certamente, perchè è così che quelli che ci sono stati ve l’hanno raccontato, ma sempre ignoto rimane.

Ieri il governatore della Banca d’Italia, Draghi, ha detto che i salari sono fermi da dieci anni, siamo sotto la media europea come retribuzioni e c’è una disoccupazione giovanile del 30%.

Poi penso ai giovani incazzati nei paesi nordafricani, specialmente la Libia e mi ritrovo, improvvisamente, dalla loro parte. Penso che hanno ragione a incazzarsi, che non ne possono più, che fanno a bene a fare le barricate a mandare a cagare Gheddafi e famiglia.

Ora noi non siamo la Libia, non siamo messi così male, diciamolo.
Non siamo un paese da Terzo Mondo (non ancora), la qualità della vita tutto sommato è buona, il paese è stupendo.
E’ la classe dirigente che lo sta affossando. Sono le scelte politiche cieche, di parte, ipocrite che hanno condannato questo paese a una morte orribile.
Sono le raccomandazioni, le amicizie giuste e interessate, gli esempi di leccaculo a tradimento, di falsi tolleranti e buonisti dell’immigrazione clandestina ad aver prevalso sul merito, sull’idealismo, sull’integrazione ragionata e legalizzata e ad aver fatto di questo paese il carrozzone carnevalesco che ormai conoscono in tutto il mondo.

Quando mi sento dire vado “Via per volpa di Berlusconi”, mi prende un nervoso che non potete capire.
Perché io me ne sono andata per lo stesso motivo, nel lontano 2009. Perché pensavo che dall’altra parte del mondo mi sarei trovata meglio, avrei trovato il mio el dorado e fanculo Italia e Berlusconi.
Io non ho trovato il mio paradiso, ma sono sicura che altri ce l’hanno fatta e sono contenta per loro.
Io sono tornata perchè so che il mio paradiso è qui da qualche parte.

Ma il punto non è neanche questo.
Il punto è che se continuiamo tutti a scappare, questo paese, così come lo conosciamo, non esisterà più tra pochi anni. Gli italiani saranno tutti scappati, al loro posto ci saranno persone di altre nazionalità e il nostro Bel paese, quello che dell’Elmo di Scipio s’è cinto la testa, quello per cui tanti giovani come noi hanno dato il sangue per vederlo unito, non sarà più lo stesso.

Sembra che noi italiani siamo uniti solo nella consapevolezza di essere divisi.
Siamo dei campioni nella retorica del lamento, della critica, del tutto va male, del tutto fa schifo.
Siamo l’unico popolo al mondo che prende in giro il proprio inno ed espone la bandiera nazionale solo durante i campionati di calcio.

E’ proprio questa divisione che facilita il dominio da parte di chi ci dirige. Come facevano gli antichi romani che, al suono di “Divide et Impera” (dividi e domina), hanno preso il controllo di tutto il paese ed evitato insurrezioni popolari.

E’ questo menefreghismo dilagante che porterà alla rovina del paese. La colpa non è solo di chi ci governa. Perchè se quelle persone sono al governo ( e parlo di questo come di quelli passati) significa che qualcuno li ha votati.

La colpa è di tutti.

Allora io penso: e se ognuno di noi provasse a fare qualcosa, anche solo pensare di fare qualcosa, per cambiare le cose?
Non parlo di insurrezioni, ci mancherebbe!
Ma la mente si, quella si deve ribellare.

Voi che vorreste partire oggi stesso, non vi piacerebbe poter tornare un giorno in un’Italia migliore? Tornare dai propri cari, dagli amici e vivere in un paese finalmente migliore?

In Nordafrica si stanno ribellando per avere un futuro migliore. Molti se ne sono andati ma tanti sono rimasti sulle barricate.

Siete davvero tutti disposti a cancellare il proprio paese e trasferirvi in uno di cui non conoscete nulla, ma date per migliore solo perchè è diverso dall’Italia?
O volete provare ad andare sulle barricate virtuali, come quelle che ci può offrire uno strumento come internet?

Scusate questo sfogo, è che tutte queste e-mails mi hanno davvero buttato giù e non trovo giusto che un giovane o un’intera famiglia decida di mollare tutto per colpa di chi ci governa.

Se volete partire per curiosità, per fare un’esperienza di vita, per vedere cose e persone nuove…va benissimo, partite ora!
Se volete abbandonare definitivamente il vostro paese perchè vi siete innamorati di un altro paese e non c’è santo che tenga a…benissimo, partite!
Se volete scappare perchè, benché amiate il vostro paese, sentite di non avere futuro per tutta l’ipocrisia, marciume, schifezze politiche che lo governano…allora aspettate, o almeno riflettete.

Viviamo in una democrazia dove le persone bene o male vengono ascoltate. Non siamo il Terzo Mondo, ripeto.
Siamo una democrazia alla deriva, in via di putrefazione ma che ancora non ha raggiunto il punto di non ritorno.

Il punto di non ritorno lo raggiungerà quando tutti i suoi giovani se ne saranno andati.
Fino ad allora c’è speranza di cambiamento.
Per farlo occorre superare divisioni, menefreghismi, egoismi. Bisogna essere uniti, come avremmo dovuto essere uniti da 150 anni a questa parte e invece non lo siamo mai stati.

Abbiamo un potere che i nostri vecchi non hanno avuto: Internet.
E allora mi rivolgo a chi ha deciso di rimanere, ai migliaia di giovani che, anche se non lo ammetteranno mai, nel loro paese un pochino ancora ci credono.
Facciamo qualcosa! Proviamo a cambiare le cose.

Io non voglio più vergognarmi di essere italiana, voglio esserne fiera, voglio renderlo migliore, questo paese.

Voglio vedere voi, oggi in partenza, scendere da quell’aereo che vi riporterà a casa, con un bel sorriso sul viso, una bella famiglia dietro di voi e la voglia di continuare a vivere qui, in Italia, nel paese più bello del Mondo.

Magari prima di mandarmi a quel paese, provate ad ascoltare lui, molto più bravo di me a spiegare quanto è meraviglioso essere italiani.

La Maga con i lacrimoni

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83 thoughts on ““Io me ne vado”

  1. Io faccio parte della categoria “Se volete scappare perchè, benché amiate il vostro paese, sentite di non avere futuro per tutta l’ipocrisia, marciume, schifezze politiche che lo governano…allora aspettate, o almeno riflettete”
    …ho avuto una proposta lavorativa in una paese lontanissimo…Taiwan!Taipei precisamente …ma non so se me la sentirei di passare un anno in un posto tanto diverso in tutto e per tutto, pagando il prezzo di sentirmi davvero sola…
    E la ragione più grande che mi spinge a riflettere su questa proposta è che quì in Italia da un anno non ne ho avute di migliori…anzi… è un lusso avere un colloquio con delle persone competenti!! … potrebbe essere l’unica mia via per crescere in ogni senso….ma a che prezzo… ??

  2. …maga, il discorso è semplice: questo paese non ci vuole. Non mi tratta così una donna che merita di essere amata. Queste continue angherie mi hanno portato a decidere io per lei: io la lascio l’Italia. Quando si sarà messa la testa al posto giusto, quando sarà possibile avere le stesse opportunità che potrei avere nel resto del mondo, allora tornerò da lei.
    O andare via o restare, ma esattamente come stanno facendo in Tunisia, Libia, Marocco.
    [Sai quant’è la percentuale di disoccupazione giovanile in questi paesi? 30%!]
    [In Italia la media è del 29%, in Sicilia -la mia terra- del 45%]
    Sono dati del 2009, adesso saranno peggiori. E’ forse il sole e il mare o la maestosità della capitale che fanno di un paese un “bel paese”?

  3. Ciao Maga,
    le tue parole sono sagge, può darsi anche profetiche. Sono una persona con i piedi per terra e che guarda in faccia la realtà. Condivido quasi tutto di ciò che hai scritto. Ma – dal mio punto di vista – ci sono delle sfumature da cogliere.

    Il problema – secondo me – è negli italiani. Berlusconi – purtroppo – è la degna rappresentazione dell’italiano medio: gretto, grossomodo ignorante, che si fa furbo quando deve tutelare i propri interessi. Con le dovute eccezioni, quasi la totalità dei miei concittadini a livello comunale/regionale/nazionale mi sembrano fare capo a questa specie.

    Questo problema “locale”, residente nella mentalità e nel modo di fare dei nostri connazionali, genera un problema più grande, che è lo sfacelo – non ancora terminale, ma quasi, come hai giustamente precisato – in cui versa il nostro Paese.

    Purtroppo, mi sto avvicinando all’età in cui a (quasi) tutti piacerebbe avere dei figli con la propria compagna. I miei genitori sono insegnanti e sanno bene cosa significhi oggi offrire supporto didattico (ad esempio) ad un ragazzo diversamente abile – oggi è praticamente scomparso. Ogni volta che un ripensamento rispetto all’idea di emigrare si affaccia, penso al completo abbandono in cui lo Stato sta gettando i propri cittadini.

    Se mai avessi un figlio con un handicap, lo Stato Italiano mi lascerebbe nella più completa desolazione, senza nessun supporto. Se mai dovesse capitarmi di ammalarmi seriamente, la sanità della mia Regione mi lascerebbe – quasi – a morire a casa, perchè negli ospedali non c’è più posto.

    Non siamo ancora arrivati allo stadio terminale, ma la sensazione è che i danni degli ultimi 40 anni siano troppo grossi per poter essere riparati nel giro di una decina di anni. E, abbiate pietà per le mie ambizioni, vorrei mettere su famiglia nei prossimi 15 anni. Ma in questo Paese potrebbe diventare una condanna a morte.

    Tornerò, non lo escludo a priori, ma la mia sensazione è che l’Italia sarà, per i prossimi 20 anni, un Paese ottimo per farci le vacanze. Ma vivere e offrire delle garanzie sul futuro ai propri figli e famiglia è un’altra cosa, che va fatta in un Paese serio, organizzato, in cui lo Stato offre ancora ai propri cittadini i mezzi per migliorarsi, e in cui i cittadini in prima persona hanno la volontà di migliorarsi, nel nome della collettività.

    Spero di non averti ferito, intendevo solo condividere il mio punto di vista.

    In gamba 🙂

    • ciao condivido pienamente la tua riflessione e così ti chiedo per curiosità su quale stato estero è caduta la tua scelta.Fammi sapere mi raccomando!!!!ciao!

      • Ciao Angelo…io ho vissuto un anno e mezzo in Australia ma poi ho capito che era tempo di rientrare a casa per la ragioni che ho più volte spiegato.
        Ma a quanto pare io sono vista come un’aliena…i ragazzi qui vogliono solo scappare e in parte li posso pure capire….io cerco di spiegare che all’estero non è tutto rose e fiori e che il nostro paese non è così male come pensiamo…ma finché uno non ci sbatte la testa da solo…non può credermi…

  4. Maga, quoto quanto dice gas12n: è il Paese che non ci vuole. Ho letto pure il tuo post dal titolo “Sono i più forti a rimanere?” e sinceramente bisogna vedere quali siano le priorità nella vita. Dire che è facile andarsene all’estero è una bufala. Io nel 2009 me ne sono andata, in Gran Bretagna con una laurea triennale in tasca e svariati anni di esperienza in ambito comunicazionale. L’unico problema era che a 29 anni ancora non ero stata dirigente: e per gli inglesi ero dunque una mezza cartuccia. Vallo a spiegare che da noi diventi manager a 50 anni. Mi hanno richiamata indietro in Italia, raccomandandomi per un posto. 4 mesi di cui uno gratis. Il risultato è che in Italia mi rendo conto che arrancherò sempre, fino ai 40 anni prima di riuscire a trovare uno stipendio che mi permetta di essere indipendente. E ti dirò: visto che la mia famiglia non vuole che io abbia una mia vita (per loro la mia idea di indipendenza è solo una strana fissazione), non vedo perchè dovrei tanto sbattermi a farmi spaccarmi la schiena dal fisco. Sai quanto è la mia busta paga attuale? 350 euro netti al mese: ovviamente il mio datore di lavoro ne deve versare 150 in più al fisco, per fare avere un’aumento alla pensione di mio padre. In più non poche volte mi sono trovata vecchiardi dai 50 anni in su che ci provavano con me, alcuni anche facendomi capire che se volevo un posto di lavoro dovevo starci. La sfida è rimanere qua in Italia? Bene: cosa rispondono quelli che dicono quando io dico che è dal ’94 che tiro la carretta e che ora mi sono stufata di fare i sacrifici, con 3 lavori insieme, mai un giorno libero, i capi che mi pagano poco e che pretendono che i miei genitori mi comprino la macchina? Cosa mi rispondono questi italiani legati alla lasagna di mammà quando io gli dico che ORA voglio sposarmi, ORA voglio vivere fuori di casa mia, ORA voglio un figlio e ORA voglio sia lavorare che avere una famiglia? ORA, a 31 anni e non a 41. Cosa dicono? Che dobbiamo stringere i denti? Oppure come dice mia madre: “se potrai sposarti a 40 anni, vorrà dire che adotterai un figlio: pazienza”. Questo viene proposto? La verità è che i giovani che devono rimanere, devono farlo solo per pagare le tasse; per mantenere i dirigenti e gli impiegati della pubblica amministrazione; per pagare le pensioni. Prendere esempio dal Nord Africa? Su il Fatto lo scrivono chiaro e tondo: è IMPOSSIBILE. In Tunisia l’età media è 32 anni, in Italia è di 43 anni. Chi la deve la rivoluzione? Quali giovani?

  5. non vorrei deluderti ma per mia semplice statistica (quindi vale per quello che è) le persone che mollano tutto sono veramente poche. il resto è una massa di beoti che si sono rassegnati a questo stato di cose. per questo li chiamo beoti, perché non si incazzano nemmeno, non si rendono conto di essere vessati. alzano le spalle e se ne fanno una ragione. di tutto. e se qualcuno si sentirà offeso, bene, è esattamente quello che volevo fare.

    non ti preoccupare, l’italia sarà sempre piena di italiani, ma sarà sempre un posto peggiore per vivere, con un manipolo di oligarchi che gozzovigliano e il popolo a tirare la carretta, mugugnando e pensando che in fondo, oltre a trainare sempre più forte, non hanno scelta. è questo che mi lascia basito: la rassegnazione. occorre davvero provare la fame nera per svegliarsi? possibile?

    vedi la cosiddetta affittopoli a milano, cosa è cambiato dal primo scandalo? una beneamata s£$%…. questo è un paese irreversibilmente diretto al declino, chi fotte il paese continuerà a farlo, chi paga ora pagherà anche domani, per tutti, e sempre di più.

    se solo l’italiano medio si incazzasse un decimo di quanto la domenica allo stadio, questo paese sarebbe letteralmente diverso. ma chi fa a botte per il derby, in settimana non fa altro che accettare tutto, qualsiasi angheria, con una scrollata di spalle, qualche mugugno, ma poi fine.

    se uno schiavo non ha consapevolezza di essere schiavo, non rincorrerà mai la libertà. o forse, io come altri, vediamo troppo nero e l’italia è un paese ben migliore di quanto crediamo (inizio a credere anche questo, ma non mi cambia certamente la vita)

    saluti

    • Concordo con Fabio…
      Io mi rendo conto di essere sempre più circondata da gente che non si rende conto di nulla… chi ha il lavoro fisso mi dice ” Stai sciolta, le cose si sistemeranno…” Si. Quando avrò 50 e avrò passato la vita tra lavoretti saltuari per agenzia interinale.
      E a quel punto, la mia vita rifiorirà. Meglio tardi che mai…
      Vorrei raccontarvi una cosa che mi è capitata oggi: ho fatto un colloquio per un lavoro di backoffice. E cosa è successo? Ha visto il mio curriculum (premetto che mi sono laureata in lingue nel 2009) e si è scandalizzata per la quantità di lavori svolti, Pazienza quello. Mi chiede perchè.
      Faccio notare che la tipa ha la mia età, un anno in più. Cioè, ragazzuola mia, tu hai idea cosa c’è li fuori, oltre al tuo lavoro fisso?
      Le ho spiegato pazientemente la situazione e sembrava uscita dalla montagna del sapone. Ma cosa dobbiamo fare per avere un lavoro?
      Dire: “Guardi sono disponibile a lavorare gratis…, 24 ore al giorno…” allora credo che non facciano storie sull’esperienza che manca ecc.
      Credo che gli italiani si sveglieranno quando toglieranno acqua e pane e inizieranno a nutrirsi con la suola delle scarpe di Gucci.
      Allora si scatenerà una rivoluzione a cui quella francese farà un baffo…
      Io credo che ora non viviamo con un’oligarchia al potere, ma siamo sottomessi a una dittatura dolce, dove ci hanno rimbicillito il cervello con 30 anni di cazzate televisive inserite in un popolo che per indole non reagisce violentemente, ma accetta. Nessuno ci mette in carcere perchè abbiamo espresso un parere diverso da quello del potere, però ci impediscono di informarci adeguatamente e pensare con la nostra testa.

      Chi fotte il paese… continua a farlo sempre di più e neanche tanto di nascosto… in giro c’è veramente gente che si vanta delle proprie furbizie…
      E gli altri cretini lo lodano o tacciono pensando “beato lui che può”…
      Mi incacchio sul serio quando vedo la gente indignarsi perchè in estate vengono beccati i soliti furbi (che si sono dichiarati nullatenenti al fisco) in possesso di barche, appartamenti da re, e ville faraoniche: alla fine, dopo lo scandalo e il casino del momento, tutto viene messo a tacere. Oppure sanno, e non denunciano.
      E cosa fa la giustizia? Praticamante nulla.
      Questi non pagano nè le tasse, nè gli arretrati, nè fanno un giorno in galera.
      Provate voi a non fare la denuncia dei redditi o a non farla correttamente e vedete che casino viene fuori. Vale la pena di essere onesti?
      No, si passa solo per pirloni e fresconi.
      Chi denuncia qualcosa o qualcuno, passa dalla parte del torto, specie in questo periodo, siamo arrivati a un punto in cui i presidi, davanti a casi eclatanti di ragazzi maleducati e indisciplinati, dicono ai prof di darsi una calmata (I PROF!!!!) e non punire i ragazzi severamente, altrimenti turberebbero la serenità di mammà che poi va dal preside a piangere.
      Per quanto riguarda l’andare all’ estero… non è semplice… come dicevo in un altro post della mia esperienza a Bruxelles, è abbastanza deludente, secondo me, almeno all’inizio, ricevere le mazzate… ma poi quando si maturae si capisce come va il mondo, allora le cose possono migliorare, perchè si impara a reagire in modo diverso.
      Comunque il mondo è paese… i problemi e i fastidi che avremmo in Italia (se avessimo delle possibilità e un lavoro decente, con stipendi altrettanto decenti) li avremmo ovunque: il vicino di casa che rompe, la collega isterica, l’ufficio risorse che non risponde, i treni in scipero, il traffico, il mal di testa, il bambino che la notte non dorme, il capo isterico e rompi…, il rischio del posto di lavoro, la mancanza di voglia di andare al lavoro lunedì, le maestre incompetenti, i soldi che per il mutuo non bastano, spese per la caldaia rotta ecc…. in più ci si trova in una cultura completamente diversa dalla propria, con gente diversa, che magari di primo acchito non ci rivolge la parola ci vede estranei al loro mondo (per loro siamo immigrati, siamo “altro” da loro, devono conoscerci per non temerci, come noi per loro del resto…) e ci ignora… ci vuole tempo per istaurare delle amicizie in una cultura diversa dalla nostra… bisogna dare tempo al tempo… Poi, come dice mio cognato: ignoranti, imbecilli, maleducati e disonesti non hanno nazionalità, purtroppo.
      L’estero non è il paradiso. Bisogna rimboccarsi le maniche… come del resto hanno fatto tutti anche i nostri genitori qui in Italia a loro tempo.
      L’Italia, a mio avviso è un paese ormai morto e per cambiarlo, è necessario cambiare la testa degli italiani, cosa ardua a farsi.
      L’Italia è certo un bel paese, è la nostra terra, ma certo se non ci offre nulla, non è che possiamo campare a casa dei genitori fino a 50 anni.
      E’ vergognoso che in giro ci siano titolari che danno ai dipendenti 4 soldi e pretendono che le famiglie comprino macchine perchè i dipendenti facciano i fatti loro (dei titolari). Cioè, i miei genitori possono anche non acquistarmi l’auto perchè non han soldi, o perchè hanno altre spese.
      Sono anche affari della mia famiglia, il titolare, che c$$$$ vuole da me?
      Ignorante, cosa pensa, che tutti i padri siano come lui, che magari a comperato il Mercedes al figlio 18 per fare cazzate?
      La società fa una colpa alle famiglie che non possono comperare case, auto e dare lavoro ai figli perchè non hanno conoscenze e raccomandazioni?
      Deve funzionare così il sistema, che chi ha la famiglia ricca si rende indipendente e chi non ce l’ha, sta con i genitori fino a 50 anni?

  6. torno tra 3 settimane, e non vedo l’ora.
    Mi piange il cuore a pensare a quel giorno, tra 6 settimane, quando prenderò il volo per tornare in Italia lasciando famiglia e amici. Io, maschione di 1.92, ho pianto per tutta la giornata del mio ritorno in OZ.
    Se potessi stare bene in Italia, starei in Italia.
    Ma la situazione ora è quella: farmi sfruttare, farsi prendere per il culo, vedere la gente incazzata e narrow-minded? perchè dovrei rimanere lì? perchè?
    Ora come ora rimarrei in Italia solamente se qualcuno della mia famiglia stesse male.
    Qui in OZ non è tutto rose e fiori, andare a tuffarsi nell’ignoto non è semplice e non da solamente felicità. Ha i suoi lati positivi, per chi meno per chi più.
    Sicuramente al momento, economicamente e professionalmente, è più vantaggioso.
    Io lo ammetto, ho messo da parte gli affetti per 2/3 anni per crescere professionalmente ed economicamente (oltre alle bellissime esperienze).
    Mi mancano i miei genitori e mia sorella, enormemente. Ma, se devo fare un sacrificio nella mia vita, lo faccio volentieri se questo si chiama Australia.
    E’ un bel sacrificio e mi sento anche fortunato a fare questi tipi di sacrifici.
    un bacione a te, e w l’ Italia

    p.s. non dovremmo mai vergognarci di essere Italiani, solo perchè certe persone lo sono 🙂

  7. purtroppo (e per quel che vale) quoto anche Fabio. E arrivati a questo punto è molto meglio andarsene per far vedere a chi resta che se tanto ci tiene, non è perseverando a vivere come fanno loro che si andrà avanti. Nessun italiano che resta vuole cambiare il Paese. Al massimo chi rimane “lotta” per avere la sua misera fetta, come topi su un cadavere. Allora forse, vedere che c’è gente che se ne va (e non è semplice!) e bene o male ottiene di più da un Paese che ci vuole appunto schiavi conformati e addormentati da GF e calcio, magari aiuta di più che restare qua e scendere a compromessi. Perché in Italia, stringere i denti significa solo scendere a compromessi: ottenere un lavoro in cambio di una campagna elettorale; andare a letto col capo (o con la capa…) per farsi rinnovare il contratto; pagare la tangente per non chiudere l’attività; portare a spasso il cane del professore nella speranza di ottenere una borsa di studio; fingersi di avere una certa idea politica per non farsi licenziare (soprattutto in questo ultimo periodo). Questo che per chi rimane è solo stringere i denti? Ma che metro bisogna avere per vedere la vita così? Noi non eravamo nati, ma su i libri di storia lo abbiamo letto come era durante il fascismo. Questo vi pare solo fare un po’ di fatica?

  8. Bel post, bella discussione: condivido molte delle opinioni espresse, anche se contrastanti, prova che dentro di noi ci sono emozioni e spinte, aspirazioni diverse spesso in lotta tra loro, e anche decidere cos’è meglio per noi nn è sempre facile..

    Ieri a “Che tempo che fa” Massimo Gramellini ha concluso il suo intervento citando la lettera di una lettrice de La Stampa, Chiara Rivelli:

    “QUELLO CHE NON FA L’ITALIA, LO FACCIAMO NOI ITALIANI”

    Credo sia questo il punto: se resto, se vado via, non è colpa o merito di nessuno, è una scelta individuale e ognuno di noi è responsabile di quello che decide per sè.

    Personalmente, ho il desiderio di cambiare aria per un po’: qui in Italia la situazione mi è diventata asfittica, andrò via per prendere un po’ di fiato, respirare bene e riempire i polmoni per quando tornerò, perchè so che mi aspetteranno altri periodi apnea mentre lotterò, finalmente, con tutte le mie forze affinchè il mondo che desidero sia sempre più verosimile a quello in cui vivo , proprio qui, in Italia.

    Bando alle lamentele, quindi, e non dimentichiamoci mai una cosa fondamentale: “Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”

    Alice

  9. Bhè, l’Italia sta morendo,è un dato di fatto, ma da molto tempo ormai. Sta morendo di vecchiaia, non c’è ricambio generazionale e non c’è volontà politica per risanare il gap generazionale. Perchè andare via? Bhè siamo cittadini del mondo no? C’è chi lascia morire questo paese al proprio destino e chi si ribella in qualche maniera c’è anche chi sopravvive,ma ne vale la pena?
    Ci siamo ribellati per la spazzatura e sapete com’è finita,ci siamo ribellati per i processi che non vanno e sapete cos’è successo,chi governa ( male ) è ancora lì a prendere decisioni da 15 anni a questa parte,che hanno portato il paese e lo stanno trascinando alla rovina. Finchè si protesta con le buone sarà così,e non ci saranno rivoluzioni libiche in italia,sapete perchè? Non sarà rimasto più nessuno a farla,i giovani saranno tutti andati via. Tra qualche anno non ci sarà nemmeno l’Italiano nato da italiani quì e non lo dico per un fatto di razzismo ( non sono mica leghista ) è naturale che sia così il nostro paese sarà ” invaso ” da altre popolazioni che beneficeranno delle nostre divisioni e come è accaduto alla Grecia, compreranno pezzo dopo pezzo tutto ciò che oggi chiamiamo Italia.

  10. Cara Angelica,
    ho comprato il biglietto per Perth; parto il 18/3 e torno (?) il 20/5 sperando di avere in mano il tanto desiderato 457.

    Parto ma non scappo; sono capace di fare grandi cose con il mio lavoro, peccato che qui non solo non ci sono posizioni per me, ma quelle che ci sono son o”riservate” ai “santi che non sudano”..

    Potrai dirmi che le raccomandazioni non ci sono solo in Italia, sì, ma rimanendo qui puoi solo pensare di fruire un giorno di questo sistema, essendo certo che a tutte le riffe a cui hai partecipato per ottenere un lavoro chi ha vinto lo ha fatto con lo stesso sistema (la telefonata dall’alto.. o un “lavoretto” dal basso).

    Di chi è la colpa? Abbiamo detto che questa non è la domanda.. Ok.. Allora facciamone un’altra: Cosa posso fare io per far cambiare questo modo “turpe”?
    Puoi provare in molti modi, ma ciascuno sarà temporaneo, a meno che non rientri nel sistema della raccomandazione o non tieni “per le palle” una persona in vista.

    Io ne faccio una questione storica; l’italiano ha sempre sopportato le dominazioni straniere (o le dittature) finchè non gli toccavano il pane e la libertà di esprimere le proprie idee.. Devo ricordarti che i destini dell’Italia poco prima del rovesciamento del fascismo sono stati decisi dagli Alleati anglo-americani? Non c’è coscienza sociale qui da noi, semplicemente.. Ciascuno è più bravo e furbo di chi ha accanto.. Il 99% dell’industria è PMI e non si riesce a fare sistema.

    Giorgio Gaber ha detto un giorno:”Non ho paura di Berlusconi in sè, ma del Berlusconi in me”.. Il cav ha preso ciascuno di noi alla pancia, si fa perdonare ogni cazzata perchè “in fondo ciascuno di noi in piccolo gli vorrebbe assomigliare” e nessun riformista è abbastanza simpatico da prendere il suo posto e farlo sentire “un oggetto vetusto” mentre ci dice che dobbiamo fare “tanti sacrifici” per tornare ad essere competitivi.
    Guarda Marchionne.. Nemo profeta in patria..

    Ci provo Angelica, ci provo da anni: faccio volontariato e cresco nugoli di ragazze sportive, le preparo alla vita e alla competizione, le rendo più sicure.. Ma con questo non ci pago il mutuo nè l’educazione di mio figlio..

    Ci provo e, se non ci riesco, ritornerò anch’io senza cospargermi il capo di cenere, farò downsizing ed andrò a mettermi in fila tra i precari, cercando almeno di donare la mia verve educativa all’unica grande risorsa che abbiamo e a cui, per poter loro dare una speranza, dobbiamo emigrare.

    Fabio 1964

  11. Sono d’accordo, bisogna rimanere e combattere. Se, però, senti che il paese e cosa tua. Quando il paese non ti considera “suo”, ma ti tratta a pesci in faccia, credo che sia giusto andare senza rimorsi di coscienza.
    Credo che sia anche l’andamento “naturale” delle cose. Non c’è cosa più triste che riconoscersi in un paese che non ti riconosce…

  12. Cara Maga,
    Il tuo post è molto intenso e devo dire che sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che sarebbe necessario unirsi e lottare x riprendersi in mano il nostro paese. Se tutti andranno via, qui rimarrà solo la spazzatura..
    Sono anni che non mi riconosco più nel mio paese. Sono anni che lotto. Sono anni che evito di arrendermi.
    Purtroppo però agli italiani non interessa lottare. Non lo hanno mai fatto e non lo faranno adesso!
    La ragione è semplicissima. La maggioranza degli italiani sta bene così. La stragrande maggioranza degli italiano non vede buone ragioni x dover cambiare le cose.
    Così mi sono svegliata giorno ed ho capito che sono io quella diversa e che faccio parte di una piccola minoranza emarginata e schermita.
    IO DEVO LASCIARE QUESTO PAESE xchè non ho alternative. Qui x persone come me e x persone come quelle che frequentano questo forum non c’è posto! Il sistema ci respinge. SIAMO UN VIRUS.
    L’Italia è il paese più bello del mondo. È il mio paese e lo amo, ma penso di avere il diritto di vivere in un posto modernamente organizzato che mi dia prospettive x il futuro!
    L’Italia non ha futuro: la nostra classe dirigente ci vende al miglior offerente e la meritocrazia è disapplicata da anni. NON C’E’ FUTURO.
    All’estero non c’è il paradiso ma c’è un futuro possibile.

  13. concordo con te’ maga mago’.
    ma…ci sono dei ma…
    Noi Semplicemente siamo cosi’.
    E’ vero che se “io posso cambiare allora tutto il mondo puo’ cambiare”
    come disse rocky in russia.
    ma semplicemente a meno di “riot” per le strade italiane, qui non cambia una mazza.
    o meglio.
    cambia per finta.
    con Tangentopoli ci eravamo illusi che le cose potessero migliorare…
    invece è peggio!

    Ormai è vastamente diffusa in Italia la percezione che il Furbo è da guardare con Ammirazione (con la A maiuscola)
    e che se il Furbo si fa’ beccare…alla fine è un Pirla.
    Per dirla come dalle mie parti.

    Quando sentivo alcuni che dicevano “Berlusconi ci fa’ il lavaggio del cervello con le sue tv” li mandavo a kakare, xke mica lo credevo un discorso serio…
    ma mi rendo conto invece che quello “stile” televisivo
    (- tg che sono solo rotocalchi di tragedie,
    – programmi del pomeriggio dove o si litiga o si parla di gossip
    – approfondimenti dove o c’e’ ancora delitti/tragedie o si
    parla di politica con 3 persone a favore del Fuhrer e 1 timida che controbatte)
    tutto questo necessariamente “sposta” quell’equilibrio (?!) mentale che l’italiano/a medio (medissimo) ha, dalla sua parte.

    in quale altro paese uno che scopa le minorenni, dice in tv “mai pagato una donna” quando ci sono addirittura i file audio di lui con la daddario (escort)
    su internet!

    insomma è un presidente/persona Tarocco.
    Senza offese per le arancie sicule.

    Concordo con te quando dici che se si va’ via tutti ovvio che sto paese muoia.

    Rispondo con una provocazione.
    E se fosse’ gia’ morto?

    Amo l’Italia e la sua Storia, i suoi paesaggi e i suoi colori/sapori.
    Mai detto di Vergognarmi di essere Italiano. Mai.

    Ma ormai dubito pure di quanto addento una mela/pera/arancia
    e mi chiedo in quale terreno sia cresciuto.
    perche’ la Mafia ormai sversa palate di merda nel terreno del sud.

    Voglio un paese dove ci sia rispetto e ammirazione per chi ama le regole.
    Dove c’e’ meritocrazia.
    Dove chi “scavalla” la coda è stronzo non figo.
    Dove c’e’ educazione civica (materia sparita da scuola)

    se il prezzo da pagare è il freddo o qualche piatto di pasta in meno…
    be’ penso sia sopportabile…

  14. Buongiorno a tutti,
    non so neanche perchè mi metto a scrivere di getto….non è vero, lo so eccome : come tutti Voi sono anni che tiro il carretto fatto di famiglia, figli (il terzo in arrivo) mutuo e risultati lavorativi da ottenere. quest’ultimo aspetto essendo agente di commercio nel settore elettrico.
    Senza voler fare inutili qualunquismi : oggi ho le p***e girate dopo l’ennesimo disgraziato epilogo di cronaca, ancora un figlio ucciso, la piccola Yara.
    E’ il detonatore per fare ancora stamattina i conti sul presente ed il futuro in questa nazione.
    Forse che altrove non esista violenza? Forse che basti uscire dagli italici confini per incontrare solo creature “illuminate”?
    Non sto dicendo assolutamente questo, è solo che da papà innamorato della propria famiglia, in una nazione senza certezza della pena, senza una comune coscienza sociale, senza tutela alcuna da parte di uno stato sordo a problematiche estreme come la pubblica sicurezza…..perchè dovrei restare?
    Perchè investire anni e sacrifici, togliendo nel contempo migliori prospettive ai miei figli, in un contesto senza futuro (per il cittadino)?
    Perdonatemi, ma veramente non riesco a tollerare la ratio imperante che ci vede inneggiare ed invidiare l’illecito, perchè tanto ad essere onesti vuol dire solo pagare il conto per tutti, dovendone inoltre subire anche lo sbeffeggio.
    Svegliamoci : Il tricolore conquistato e sventolato con gioia è ormai solo una cartolina…è marketing di regime anche quello, e del tipo più immorale.
    Non siamo più una Nazione da tempo: il gioire insieme per traguardi sportivi è solo un’ulteriore conferma da un’immenso gregge di pecore, portate al pascolo da chi ha smesso di credere nell’identità nazionale ben prima di Noi (ed infatti continua a mungerci…)
    Se penso oltretutto che condividiamo locazione geografica con il Vaticano, presunta bandiera dell’Amore universale, devo trattenere la nausea.
    Ora siamo al punto che l’economia stagna per carenza di liquidità di consumatori, imprese, Enti : come è possibile accettare un regime così pronto a riscuotere i propri tributi quanto inefficiente nella gestione delle pratiche legate al diritto ? (= tu non mi paghi, io ti faccio causa confidando nella giustizia. i tempi sono talmente lunghi che probabilmente la mia attività morirà ben prima di avere una sentenza che anche se favorevole sarà probabilmente poi campo di patteggiamenti con avvallo dei vari legali coinvolti, veri vincitori dele contese).
    Abbiamo la pressione fiscale tra le più alte del mondo, senza l’ombra di un servizio funzionante, sanità alla deriva, violenza ed illegalità senza sanzioni, programmi scolastici fermi agli anni ’50, disoccupazione e precarietà in salita…ah, però sappiamo suonare bene il mandolino (italians do it better), guardare dalle serrature (realitys in genere), televotare a branchi, c’abbiamo pure il mare e la pizza, ma dov’è allora il problema???
    Il problema è che da solo sono SICURO di non farcela a raddrizzare ‘sto campo di pomodori, neanche impegnando le forze di chiunque mi stia a cuore, neanche contando sull’impegno di ognuno di noi, quì nel blog, piccolo nugolo di mosche (ma intelligenti, però :)))
    Io lo chiamo pensiero realista e responsabile : se qualcuno vuole intenderlo come semplice volontà di fuga dalle responsabilità si diverta pure, io sono stanco di cercare quì ciò che non ci sarà mai.
    A 42 anni non mi basta più la birra, il cinema del sabato sera e lo scrollare le spalle che tanto è uguale così per tutti.
    I fratelli d’italia ormai sono nonnetti malati allo stato terminale…i nuovi “cuginetti” sono ben più cattivi, astuti ed immorali….lasio volentieri a loro il fare lo stile libero nella “piscina tricolore” (per non dire altro).
    A tutti gli altri, i clienti dei “cugini” o gli spaventati incapaci di prendere posizioni serie e suffragate dai fatti : Vi lasciamo in eredità questa meraviglia, è così che la meritate.
    La vita è bella.
    Quella dei nostri cuccioli ancora di più.

    maxx

  15. Ciao Maga!
    Io nel mio piccolo ho cercato di far qualcosa, mi spiego meglio… Anni fa insieme a degli amici abbiamo fondato una piccola associazione per cercare di migliorare la nostra piccola città (circa 110.000 abitanti) che stava piano piano collassando.
    La situazione era questa:
    Uno schieramento politico vinceva sempre a mani basse, mentre l’altro proprio perché perdeva ripetutamente non metteva esponenti degni di nota… In pratica una sorta di dittatura senza rinnovamento.
    Perciò abbiamo fatto gazebo in città, cercato di informare la popolazione su cosa stavamo avvenendo ma non abbiamo avuto l’appoggio sperato.
    La gente sembra fregarsene, sembrano tutte macchine che vanno sempre nella stessa via e non vogliono cambiare, però si lamentano! Per oltre 1 anno abbiamo fatto proposte costruttive al sindaco, alla giunta, alla popolazione ma tutto è rimasto com’è. E purtroppo non vivendo di rendita non si possono concentrare tutte le forze sulla politica per sempre… Perciò con grande rammarico abbiamo rinunciato… E’ come combattere contro i mulini a vento. Preferisco sforzarmi con l’inglese e con l’imparare nuovi mestieri qui in Australia… Almeno alla fine i risultati si vedono!
    Io ho detto sempre che la colpa non è di Berlusconi… Il fatto è che non c’è un’alternativa valida (un po’ come la mia città). Sempre le stesse facce che stanno in parlamento da decenni, sempre gli stessi vecchi decrepiti, sempre le stesse persone che si litigano la presidenza del partito che pur di essere i leader ne fondano uno nuovo anche se prende lo 0,1%. Come può a queste condizioni emergere un giovane con serie intenzioni?
    Per i legami internazionali purtroppo non essendo un paese autosufficiente (quindi da questo punto di vista uno Stato debole) siamo stati costretti a contrattare con gente come putin, bush, gheddafi e ahmadinejad. Siamo amiconi un po’ di tutti proprio perché non ci possiamo permettere l’indipendenza, ma invece di cercare di invertire la rotta continuiamo a farci del male.
    L’Australia ha delle ferree regole sull’immigrazione… Se le facessimo pari pari alle loro ci prenderebbero per nazisti.
    Io mi sento orgoglioso di essere Italiano e mi manca l’Italia, sono fiero quando vedo qualcosa di Made in Italy, del cibo, delle 1000 cose belle di questo paese ma sono anche piuttosto pessimista. Gli Italiani li vedo sempre più lobotomizzata davanti al calcio (che ho smesso di seguire “seriamente” ormai da anni) o davanti alle varie de filippi, d’urso & soci. Mi schifo quando immagino vespa & co. crogiolarsi quando avvengono omicidi efferati come negli ultimi giorni (per l’omicidio di Perugia pure un film ci hanno fatto).
    Sono piuttosto pessimista sui prossimi decenni… Il nord africa sta scoppiando e dovremo essere pronti a ricevere una marea di gente… Già siamo incasinati per conto nostro…
    Avendoci quasi 28 anni o scappavo ora o mai più… Poi è normale che si torna, ma per quanto tempo non lo so, ho già in mente altri paesi dove andare se, come penso, non troverò fortuna nel mio paese.
    Da neolaureato in Ingegneria ho avuto delle proposte a dir poco scandalose, come 1 stage a 300€ al mese (manco mi ci pago il treno per arrivarci) per 6 mesi senza possibilità di essere assunto.
    Ho amici ultra 30enni ultra single che ormai si sono rassegnati e schiavi dell’abitudine. Sempre lo stesso lavoro mal pagato, sempre gli stessi posti la sera, sempre nella piccola città rintanati nel loro guscio, però mi dicono “Beato te che te ne vai in Australia!” ma non fanno nulla per cambiare!… Io non voglio far quella fine!

  16. Ma ragazzi, ma svegliateviiii!!! Ma voi credete che andate all’estero ed e’ tutto rose e fiori?!? Ma dove?! E credete di andare all’estero e di avere il posto fisso e la possibilita’ di metter su famiglia ecc. senza fare alcun sacrificio. Ecco qual’e’ il problema: di gente disposta a fare sacrifici ce n’e’ poca al giorno d’oggi, siamo tutti pronti a lamentarci e basta.
    Non li ho letti tutti i commenti, alcuni mi fanno venire il nervoso. Ovviamente si generalizza e sono sicura che ci sono persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese… come i miei genitori quando io e i miei due fratelli eravamo piccoli (circa 15 anni fa!!). Ragazzi sono scelte, si devono fare delle scelte nella vita. Tutti si lamentano ma poi giri per le strade e la gente e’ vestita tutta firmata, le macchine sono sempre nuovissime. Se giri in Australia o Londra, per esempio, noti la differenza anche in queste cose… le macchine ad esempio. Com’e’ che noi ci possiamo permettere sempre l’ultimo modello?
    Generalizzo nuovamente:senti di giovani che non hanno futuro in Italia quindi scappano a Londra e dicono che li’ si che si puo’ vivere, a fatica magari masi riesce a pagare l’affitto ecc. Ditemi voi quanti giovani dividono la casa in italia con 5/6 persone e lavorano magari in pub giorno e notte. E’ ovvio che si va all’estero e si e’ disposti a fare il triplo dei sacrifici… perche’ in Italia c’e’ mamma e papa’ e perche’ vogliamo un lavoro adatto alle nostre capacita’ professionali .
    Io non dico che siamo tutti fannulloni, ma la realta’ che si vede e’ diversa da quella di cui ci si lamenta. Quindi forse e’ ora di smetterla di lamentarsi e FARE.
    Esempio, sono tornata a Natale in italia e si erano create delle buche nelle strade (alcune pericolosissime) dovute al grosso ammontare di neve. Leggevo su un giornale una signora che diceva di aver chiamato il comune e il giorno dopo la buca era tappata. E che il problema di tutte ste buche era anche dovuto al fatto che tutti si lamentano ma nessuno ha il coraggio o la voglia di chiamare il proprio comune e lamentarsi. E’ vero il comune dovrebbe fare qualcosa. Ma se non lo fa non dovremmo noi prendere in mano il telefono? Per tappare le buche di questo paese non dovremmo rimboccarci le maniche e fare qualcosa?

    • Ti do` pienamente ragione, io sono in Australia con il mio ragazzo, stiamo lavorando e mettendo via soldi, certo gli stipendi medi sono molto alti, ma sinceramente usciamo meno che in Italia, non spendiamo troppo nel vestire (perche` qui alla gente non importa se hai le cose all`ultimo grido e a lavoro non ci badano) e come molti non abbiamo la macchina, canone tv, etc… tante cose che sommate ti fanno capire che se vivessi cosi` in Italia metteresti via comunque.
      Ho sentito gente lamentarsi di non avere soldi e partire poi per il Mar Rosso, non sapere se puo` pagare l`affitto ed uscire tutti i week-end al ristorante e comprarsi la moto (in Harley…). Anch`io ho i miei vizi che se posso soddisfo, ma se capisco che non ho troppi soldi non li “sputtano” o almeno ho la decenza di stare zitta e non lamentarmi (LAMENTARSI, altra magic word for the italians).
      Queste cose le capisci anche senza partire da casa, ma quando si e` all`estero si amplificano. Vedo la gente sorridente passeggiare in riva al mare in Australia, vedo gente con lo sguardo perso fare serata tra aperitivo-cena-discoteca-brioches del mattino in Italia. Non siamo tutti cosi`, per fortuna, ma nel mio piccolo posso dire che sono TANTI.

    • Lo hai detto. Non hai letto i nostri commenti. Nessuno ha detto che sono tutte rose e fiori all’estero. Abbiamo solo detto quali sono le nostre difficoltá e perchè vogliamo tentare all’estero. Quando qua non hai nulla da perdere che senso ha stare male qua senza neppure provarci? Sai che i nostri piccoli imprenditori falliscono in Italia ed espatriano in svizzera portandosi appresso gli operai? Sai che un sacco di stranieri sono tornati ai paesi ai paesi di origine perchè se tanto si deve star male… Sai che i senegalesi bistrattati tornano in Senegal ed intervistati dicono che di mille euro al mese gliene restavano 200 per vivere? Sai che i bulgari neo laureati a 24 anni entrano come manager in Bulgaria e i bulgari laureati in italia arrancano come noi? Vai su doingbusiness.com e vedi il ranking mondiale. Guarda quali Paesi ha sopra di sè l’italia. Se non c’è posto fisso, lavoro dipendente e nè possibilitá di fare.aziende, concorderai che tanto semplice non è… Figli: sai che questa estate a una avvocatessa.in rotta dal marito sono stati levati i figli perchè lavorava? Sai che questa estate a una ragazza che guadagnava soli 500 euro al mese e che aveva chiesto aiuti statali è stato levato il figlio appena nato?

    • Brava Lidia, hai ragione!
      Tutti pronti a lamentarsi però poi vanno tutti in giro firmati a prendere l’aperitivo. Figurati condividere un appartamento… non sia mai, meglio da mamma che lava, cucina e stira, eh? Qua il problema è delle madri italiane che educano male i figli. Come una mia amica che considera i figli di 16 ani dei bambini e fanno tutto lei. Responsabilizzarli? Noooo, ma cosa dici!
      Guarda, io sono di origini miste e mia madre (altoatesina) non è stata la madre italiana e… ha fatto benissimo. Niente paghetta e vestiti firmati e via, darsi da fare! Soldi investiti in vacanze-studio – vere, non quelle da fighetti – e lavoro estivo nel campo di studi interessato al primo anno di università .
      Sai che ti dico, che l’italiano medio è viziato da troppi anni di benessere, menefreghista e lamentoso. Condividere l’appartamento e lavorare nel pub lo si può fare anche a Milano.

    • Hai perfettamente ragione, Silvia!
      Questi non si rendono conto che quando emigri diventi un immigrato, con tutte le conseguenze del caso.
      Uno che emigra deve capire che non svolgerà il lavoro dei suoi sogni ma dovrà rifare la gavetta, ripartendo da zero.
      Ci sono sempre i soliti casi eccezionali, ma di eccezioni si tratta.
      Io non ne posso sinceramente più di questa idea dilagante che emigrare porti a diventare ricchi, col posto fisso ecc.
      Non capisco perché uno sia disposto a fare il cameriere/a, dividendo la casa con estranei a Londra e non a Milano. E’ la stessa cosa.
      Diciamo che sarebbe bene andarsene di casa a 20 anni invece di rimanere al caldo da mamma e papà.

  17. Scappare ma siete Matti !! premetto che ho vissuto un lungo periodo prima in Australia precisamente a Noosa poi in Nuova Zelanda, non ho viaggiato per lavoro ma per grazia ricevuta prima si chiamava Lira adesso Euro, dalla mia esperienza l’Italia è il più bel paese del mondo , detto questo credo che la maga di Oz abbia decisamente ragione, internet è un grande strumento.
    Se hai qualche idea per intaccare questo sistema ormai al declino è il momento giusto per affondare un piccolo colpo.
    Ti passo la palla cara Maga di Oz io ci sono, e molto probabilmente molti dei tuoi lettori la pensano come me raggruppa le forze e parti, alternativa è lamentarsi(gli italiani sono maestri in questo) e allora stai scrivendo delle belle parole al vento per qualche sfigato che pensa solo al suo orticello.

  18. Uhm… Non so, maga. Questo post mi sembra un po’ volpeuvista, se mi permetti il termine.

    Poi chi dice che se ne va via per colpa di Berlusconi è un idiota, su questo sono d’accordo con te.

  19. D’accordissimo col commento di Lidia!!
    io vivo in Italia, non mi piace starci ma cerco di fare nel mio piccolo il possibile per stare bene e far star bene le persone intorno a me.
    La mentalità è quella che è, ci si lamenta ma poi si chiedono i soldi ai genitori per comprarsi la macchina ed uscire la sera, serate poi passate all’insegna della noia! Se esci poco, come me e il mio ragazzo, e principalmente per fare lunghe passeggiate in campagna o pic nic all’aperto, vieni guardato con un misto di curiosità e pena perchè sei un povero sfigato! Anch’io come Maga vorrei cambiare le cose ma siamo in pochi a volerlo, io posso fare qualcosa nel mio piccolo, anzi piccolissimo, cercando di vivere con uno stile diverso dalla maggioranza, rispettando le regole (cosa rarissima ormai), cercare di farcela da sola e onestamente, però in generale non è che cambia molto, anzi i miei coetanei spesso mi considerano un po’ strana! ormai la mentalità è consolidata, quella che se sei onesto non vai da nessuna parte, che devi sottostare a chi è più potente di te o semplicemente dipendere a vita dai tuoi genitori se vuoi stare al passo con i tempi, come fare a cambiare questa concezione? credo che andare via per un po’ e vivere all’estero non può che essere un’ottima scelta per i giovani, almeno possono capire come vivono i loro coetanei all’estero, che forse la macchina e i vestiti firmati non sono poi di importanza vitale se devi lavorare e pagare l’affitto, che è importante divertirsi e stare in compagnia e non frequentare i locali fighetti per poi annoiarsi, insomma può aiutarli a crescere e maturare, cosa che in Italia diventa sempre più difficile.
    Scusa se il mio discorso è un po’ contorto

  20. Ragazzi… tutti che parlano di “fare qualcosa nel proprio piccolo”. Ma fare questo non significa cercare “di fare nel mio piccolo il possibile per stare bene me e far star bene le persone intorno a me”. Fare qualcosa nel proprio piccolo per il proprio Paese significa avere il coraggio davvero di fare qualcosa di rivoluzionario che non è chiamare il solo chiamare il Comune che non offre un servizio nonostante il pagamento delle tasse comunali. Quanti di coloro che qua parlano di “fare qualcosa” nel proprio paese avrebbero il coraggio di ribellarsi al Comune che non aggiusta le strade, invece che facendo una telefonata, facendo in prima persona una denuncia per estorsione di tasse comunali? O magari rifiutandosi pubblicamente (e non da evasore) al pagamento delle tasse, dicendo chiaramanete che, visto che il servizio non c’è, voi decurtate un 30% da quello che c’è da versare. Chi avrebbe il coraggio di ribellarsi al sistema delle raccomandazioni magari rinunciando a una propria segnalazione? Avreste il coraggio di scendere in piazza in una protesta non organizzata con il rischio di trovarvi di fronte la polizia che vi spara addosso? Avete mai denunciato qualche ente pubblico o parastatale alla Procura della Repubblica mettendoci il vostro nome? Sono queste le cose che contano e che andrebbero fatte tutti insieme. Come il papà napoletano che chiese simbolicamente asilo politico alla Svizzera. Queste cose si fanno nel proprio piccolo per migliorare il Paese.

    Ma le cose che andrebbero cambiate non piacerebbero alle stesse persone che affermano di fare qualcosa nel loro piccolo. Le cose da fare sarebbero ribellarsi alle pensioni anticipate sapendo che vostro padre rischierebbe di rimetterci. O ribellarsi alle pensioni di reversebilità, sapendo che vostra madre rischierebbe di rimetterci. Sarebbe necessario ribellarsi a una politica sindacalista che ha sempre e solo difeso alcune categorie e solo i contratti a tempo indeterminato, creando assieme a una errata applicazione della Legge Biagi alla nostra condizione di precari. Oppure: ognuno di noi pubblicamente (mettendo nome e cognome) dovrebbe rifiutarsi di pagare i contributi perché non avremo mai la pensione, magari limitandoci a pagare una quota che vada solo alle pensioni di solidarietà e rinunciando alla nostra parte che tanto serve a pagare gli stipendi degli impiegati Inps.

    Signori miei, fare qualcosa nel proprio piccolo, non significa accettare l’elemosina di una raccomandazione e dover ringraziare col cappello in mano. Non significa incentivare il sistema delle cooperative, che sono un altro bel modo per tassare gli stipendi dei dipendenti. E non significa nemmeno accettare di aprire una partita Iva e farsi mangiare dal fisco.

    Fare qualcosa è buttare giù questo sistema. Ribellarsi, e metterne su uno moderno anche se questo significasse non “far star bene le persone intorno a me”. Assicurarsi un piatto di minestra, non è pensare al Paese: è solo pensare a sè stessi. Allora tanto vale avere il coraggio di dire: “io non me ne andrei mai dal mio Paese perché ho paura dell’ignoto e delle difficoltà e dunque preferisco rimanere qua”. Ma non criticate chi invece ha voglia di crescere e ha desiderio di vivere in condizione che RITIENE migliori per sè stesso. Non criticare chi vuole davvero vorrebbe che tutto fosse diverso e di fronte a sè ha solo gente che non ha voglia di fare squadra, ma solo chi pretende che si stringano i denti lasciando tutto come è perchè l’Italia è bella.

    Ripeto: nessuno giudicò gli Italiani che andarono in America 150 anni fa; nessuno ha giudicato gli italiani che andarono a fare i minatori in Belgio; nessuno giudica gli immigrati dall’Africa in Europa. Perché avete da giudicare gli italiani che vanno all’estero? Che ne sapete se alcuni di questi non sono disoccupati da così tanto tempo, che non possono fare altrimenti? Che ne sapete se alcuni non mandano i soldi in Italia?

    • Cara Francesca, io non giudico proprio nessuno. E chiedo scusa se il mio post sembra indicare questo.
      Io vorrei solo che che la gente si rendesse davvero conto che se non siamo noi i primi a fare qualcosa, le cose in Italia non cambieranno mai.
      Chi va all’estero per realizzarsi ha la mia benedizione. Chi scappa perchè pensa che all’estero sia meglio, fa esattamente quello che ho fatto io. E io sono tornata. Forse perché non ho trovato il lavoro giusto, perché non sono abbastanza in gamba, perché non me lo meritavo, non lo so.
      Chi vuole scappare, chi vuole provare all’estero e si sente davvero di farlo, con tutti i rischi e sacrifici che questo comporta, deve farlo.

      Ma, detto questo, come procediamo?
      Mentre i giovani scappano, noi altri che facciamo? Ci giriamo i pollici, vivacchiamo in attesa della fine o proviamo a cambiare qualcosa?

      Io per ora non ci voglio andare all’estero. Bene, merito di mangiare merda tutti i giorni?
      E non è con le manifestazioni violente che si cambiano le cose. Non è correndo addosso ai poliziotti o non pagando le tasse che si cambia il paese. Così passi dalla parte del torto e il messaggio non arriva.
      Prima di passare all’azione, bisogna cambiare il modo di pensare.
      Se soltanto questo disagio giovanile ( e non solo giovanile) trovasse più canali di comunicazione…se si facessero più dibattiti, si attirasse maggiormente l’attenzione pubblica su questi problemi, chiedendo spiegazioni ai potenti di turno e sputtanandoli bene sulle cose non fatte e sul loro atteggiamento che vede i giovani come una piaga, un fastidio di cui occuparsi piuttosto che il futuro del paese….se solo tutti noi, per una volta, provassimo a remare davvero nella stessa direzione provando, come dici giustamente tu, a mettere per un attimo da parte gli interessi dei propri cari o quelli personali…non dici che forse qualcosa si smuoverebbe?
      Avresti mai detto che in una nazione come gli stati Uniti d’America, dove il razzismo soprattutto contro i neri è un ricordo ancora vivo e presente, avrebbero eletto un nero come presidente degli Stati Uniti?
      Avresti mai detto che un giorno Gheddafi e Mubarak sarebbero stati spodestati dal loro popolo che sembrava così schiavo e dominato?
      Sono esempi diversi, ovviamente. Ma ti fanno capire che quando il popolo è unito in un unico pensiero, in un unica grande volontà di cambiamento, non c’è nulla che possa fermarlo.
      Perché anche in Italia non possono accadere questi “miracoli”?
      Perché siamo divisi, ecco la risposta. Ma lo siamo meno di quanto pensiamo o di quanto ci fanno pensare gli opinionisti e i mass media che ogni giorno ci bombardano con dibattiti infuocati, velenosi e fomentano consapevolmente o meno le divisioni tra nord e sud del paese.
      Proviamo a essere più uniti, prima di tutto. E’ il primo passo per cambiare le cose.
      Io voglio smetterla di lamentarmi.

      Io non me ne vado dal paese perchè ho paura dell’ignoto e delle difficoltà…
      Io non me ne vado dal mio paese perchè nel mio paese voglio iniziare a crederci.

      • Vedi: hai ragione quandi dici che siamo divisi. Io non ti stavo criticando. Nè critico chi resta. Io dico a chi resta di non giudicare chi va via. Ma evidentemente non mi so spiegare bene o non vengo capita, perchè appunto siamo divisi. Stessa cosa: non propongo di mettere bombe nele caserme di polizia, nè propongo di evadere il fisco: propongo di manifestare senza farsi organizzare da chi ha già il fondo schiena la caldo. Perché non ho mai visto da quando ho compiuto 14 anni (ne ho 31) una manifestazione giovanile che lo fosse davvero: sempre organizzate da adulti, sindacati e movimenti politici. E i giovani che vanno: “pe zompa’ la scuola”; “pe’ passa’ ‘na giornata diversa”; “daje se divertimo! Poi annamo a via der Corso!”. Le tasse: io propongo uno sciopero fiscale. Perchè noi giovani stiamo di merda perchè quando eramo dei pupi o ancora nei pensieri di mamma e papà, nelle pubbliche amministrazioni hanno fatto carne di porco (scusa il termine) e hanno messo la base per la nostra miseria. Persone che venivano assunte ad ogni cambio di giunta o di Governo (e sotto la Dc ne sono stati cambiati di governi!). Tutti quei signori hanno visto fare leggi a loro favore: persone in più, che non servivano e che dunque non lavoravano che non potevano essere licenziate col bene placido dei sindacati e di TUTTI i gruppi politici. Persone pigre (i fannulloni brunettiani) che però potevano passare tutto il tempo a bighellonare. Maga, non so di che parte di Italia sei. Io sono di Roma e non è fantascienza l’impiegato che passa le giornate al telefono, va al bar dell’ufficio 7 volte al giorno, fa due ore di pausa pranzo e poi prende e torna a casa 5 minuti prima che gli termini il turno. E’ semmai fantascienza il contrario. Queste persone, messe su dai politici nei decenni, sono ben solide. Per mantenere loro, noi stiamo una merda come dici tu (e come è palese). Quello che dici è vero, ma gli italiani non vedono dove sia il punto. Pensano che levato Berlusconi la corruzione passerà. Ma la corruzione è norma nel Paese. Mio padre è arrivato a dire che la raccomandazione è un’opera di bene: meno male che si raccomanda qualcuno. Io stessa sono raccomandata: ho cominciato da sola, come molti. Neolaureata non trovavo lavoro, allora ho chiesto di fare uno stage per 200 euro al mese in un ente pubblico. Da lì mi sono distinta per una sola qualità: sono una sgobbona, un somaro che lavora e cerca di fare trecentomila cose insieme. Il capo mi ha preso in simpatia e mi ha raccomandato per un posto di 4 mesi in un ministero (dove sono stata strillata perché lavoravo troppo: calcola che per nascondere il fatto che lavoravo tenevo msn aperto e mi facevo querare da amici, mamma e fidanzato così si sentiva solo “potopò” e nessuna pensava che stessi lavorando). Dopo di che sono passata in un’associazione, sempre per lo stesso giro di raccomandazione. E da là ho trovato un’altra raccomandazione. Le ho trovate da me, ma sono sempre raccomandazioni! E molti mi dicono: “no Francesca, tu non lavori per raccomandazioni! Fai tutto da te”. Ma non è vero. Signori, non è vero. E come ci hanno assuefatti su questa cosa, ci hanno assuefatti per il resto.

        Ripeto: se si vuole agire, lo si deve fare ora. Senza nascondersi dietro i passamontagna e gli avatar. IO (e sottolineo io) che se si vuol fare qualcosa si dovrebbe fare una rivoluzione a suon di denunce e lo sciopero fiscale è una delle tante. Come denunciare enti che non funzionano. Chiedere asilo politico in maniera simbolica: non è un gioco, ma un modo per far notare i disservizi a livello internazionale. E metterci la faccia. Ma nessuno lo farebbe mai. Nessuno ha il coraggio di denunciare Equitalia che ti chiede per 5 volte sempre la stessa multa. Molti preferiscono continuare a pagarla perchè hanno paura di mettere la firma sulla denuncia.

        Arrivati a questo punto, cosa si vuole fare materialmente per cambiare le cose? Tu che proporresti? Come la cambi la testa agli italiani? Oltre ad attendere (come diceva MI PARE Cossiga) “la morte biologica” di generazioni di gente che ora ha 50, 60, 70, 80, 90 e passa anni e che sono la maggioranza rispetto a noi, che cosa possiamo fare materialmente per convincere il resto degli italiani che non possono pretendere che noi giovani campiamo in questa maniera.

        Voglio poi fare una postilla sulla questione “automobile”. Vorrei ricordare a tutti che i mezzi italiani funzionano malissimo: da una parte accadde in passato che le forze politiche imposero che le corse fossero poche e pochissime le notturne, perchè gli autisti si dovevano riposare. Credo che gli autisti si debbano riposare in ogni parte del mondo, ma credo anche che i servizi debbano esserci, perchè altrimenti uno è COSTRETTO a comprare una macchina. Spesso i datori di lavoro pretendono che ci compriamo la macchina: spesso sul curriculum pesa che tu abbia la macchina o meno. A me una volta il capo chiese di andare da Via del Corso a Saxa Rubra in 30 minuti. Dissi che stavo coi mezzi e che non mi era possibile nemmeno arrivarci in giornata essendo le 18;00! Il capo mi fa: “ma come? Non hai la macchina?”. Gli dico: “bè sai tu quanto guadagno”. E lui: “eh si lo so… però una macchina te la devi fare. I tuoi non possono prestarti i soldi?”. Non so quindi quanto ci sia che i giovani si adagino e quanto ci sia invece di un sistema malata che vuole sostituire il welfare con la famiglia. E di un sistema che vuole pagare sempre meno il lavoratore, che deve sopperire con le pensioni dei genitori.

        Ora dico io: come lo cambiamo questo? Io per ora sto ancora qua che sono impegnata a studiare per lo Ielts (di cui temo la prova di ascolto) e a studiare lo Svedese (non si sa mai). Intanto metto da parte soldi che voglio usare per la mia fuga. E sinceramente, mi sta bene fare pure un lavoro per cui non sono qualificata: la mia ambizione è semplice. Indipendenza economica, non dover scendere a patti, libertà di espressione senza rischio di licenziamento, avere un solo lavoro e non tre, avere una famiglia e (soprattutto come donna) fare una cosa che qui in Italia (non so se vi state rendendo conto) si può fare sempre meno: avere unba famiglia e continuare a lavorare. Già che ci siamo la macchina me la comprerei volentieri da me, e vorrei lasciarla parcheggiata in garage durante la settimana lavorativa, per prenderla solo per viaggiare. E soprattutto, voglio ottenere queste cose DA SOLA e SENZA L’AIUTO DI NESSUNO.

  21. scusa Francesca, ma non eri tu quella che si lamentava delle raccomandazioni e di chi ha lo stipendio fisso a spese del contribuente facendo finta di lavorare? ora però stai dicendo che anche tu lavori per raccomandazioni e fai finta di lavorare, se vogliamo che cambino le cose in Italia dobbiamo essere noi a cambiarle: io in passato ho rifiutato un lavoro che mi era stato offerto per raccomandazione! Questo è un esempio di cosa io posso fare, nel mio piccolo. E’ ovvio che se io mi comporto in questo modo vengo considerata una scema, bisognerebbe fare tutti così, se continuiamo ad accettare lavori raccomandati questa continuerà a essere la norma, se cominciassimo a rifiutarli allora forse qualcosa potrebbe cambiare. Affinchè avvenga ciò però deve cambiare la mentalità e questa la vedo dura.

    • Io ho ammesso di lavorare per raccomandazione. Cosa che non tutti fanno. E mi spiace: ho detto il contrario. Ovvero che lavoravo e che dovevo far finta di lavorare. Non tutti ammettono di lavorare con le raccomandazioni. Ti spiego. Io la raccomandazione due anni fa non ce l’avevo. Avevo diritto a uno stage. L’ho fatto e dopo avermi vista lavorare mi hanno raccomandato. Per alcuni questa è meritocrazia. Per me è un sistema che non va. Dici tu: perxhè hai accettato? Perchè qua funziona così e se non accettavo mi avrebbero detto che ero una fancazzista. O no?

      • Scrivo meglio che sennò non si capisce. Lavoravo e dovevo far finta di NON lavorare. Ora non uso i soldi dei contribuenti (e nemmeno prima: stare 4 mesi in un ministero di cui uno gratis non sempre significa avere stipendio statale). Attualmente lavoro per privati. E non faccio finta.

      • Francesca, qua in Svezia senza raccomandazioni non vai da nessuna parte. All’università come al lavoro. Se non trovi chi ti scrive la lettera sono fatti tuoi. Questo funziona in università anche per le borse di studio. Per quello hanno i servizi sociali ma a quelli puoi accedere dopo 5 anni qui. E nel frattempo cosa fai???

  22. Io sono da tre anni che vivo in Lituania e ad Aprile sarò di nuovo in Italia da residente e lavoratore. Ho due figli e una moglie, sinceramente torno con il sorriso per svariati motivi, ma per capirli dovete andare a farvi un giro all’estero…

  23. Volevo leggere questo post per cercare di capire se emigrare sia la cosa giusta. E’ un pò di tempo che stò meditando e informando sulla faccenda dell’emigrazione. Premetto: ho un lavoro richiesto all’estero e ho una vita piacevole in Italia: allora diventa difficile non pensare a cosa lascerei indietro se mi trasferissi. Ho cercato di ingorare i sentimenti di rabbia e ribellione che provo per cercare di trovare razionalmente la mia risposta alla domanda di tutti: restare o trasferirsi? Ho provato ad ignorare ma … non sono abbastanza struzzo!
    Pensare che estero vuol dire paradiso, credo che sia da ingenui. Ma è altrettanto ingenuo non notare i piccoli segnali che ti fanno pensare che, forse, estero vuol dire almeno una speranza in più. Nessuno ha notato che il pap test non è più possibile farlo presso i consultori? Viene in teoria garantito ogni 3 anni presso il sistema sanitario (dove comunque paghi il ticket). Linee guida della commissione nazionale indicherebbero che lo spazio temporale sarebbe sufficiente, ma come faccio a non pensare a quanto queste indicazioni siano influenzate da quella stessa commissione che permette la diffusione di farmaci ritirati dopo alcuni anni perchè dannosi (lipobay … etc.)?
    Stà di fatto che negli Stati Uniti l’esame è eseguito ogni 12 mesi perchè è l’unica arma efficace per prevenire un tumore che è stata la principale causa di morte per le donne … e loro di certo non sono per lo spreco nel mondo sanitario …
    Stà di fatto che le donne, se vogliono prevenire il cancro all’utero, devono pagare …
    Immagino che ci siano parti del mondo che sono “meno capaci” economicamente, ma lItalia non era fra questi! Non dovrebbe essere fra questi visti tutti i sacrifici richiesti.
    Immagino che se vivessi in Brasile, il mio ultimo pensiero sarebbe quello di fare il pap test, ma in Italia?
    Chi ha vissuto come me abbastanza in questo paese, sa che le cose non cambiano. Sono abbastanza vecchia e navigata per poterlo affermare. La mia generazione era convinta di poter cambiare le cose e puntualmente abbiamo dovuto ricrederci.
    Alcuni anni fa fu indetto un referendum per abrogare la legge sui finanziamenti ai partiti, ve lo ricordate?
    Il referendum passò ma il parlamento approvò una legge che reintrodusse il finanziamento subito dopo.
    Si, provammo!
    Abbiamo davvero creduto e tentato!
    I partiti però hanno ottenuto quello che volevano: da allora i referendum finiscono deserti proprio perchè ti rendi conto che non serve a nulla.
    Un paese democratico? Formalmente si … la sostanza è diversa!
    La sostanza è che non posso chiamare le forze dell’ordine per difendere la mia casa e me stesso: ti assicuro che l’ultima volta che la polizia è intervenuta in mio aiuto è stato perchè, urlante per la disperazione, avevo deciso di prendere un bastone e andare a picchiare chi mi aveva per l’ennesima volta minacciata … la polizia, a cui mio padre aveva telefonato per chiedere aiuto, sentendo le mie urla attraverso il telefono, è accorsa: non è buona pubblicità per una città se una ragazza si deve difendere da sola, soprattutto se non vive in un quartiere degradato della città.
    Questa è l’Italia.
    L’Italia è il paese che protegge chi ha ucciso mio padre: non mi è ancora, dopo due anni, permesso di leggere la documentazione che la polizia ha raccolto sul caso. Io, ancora oggi, non so cosa sia successo, chi ha commesso che cosa …
    Se all’estero mi garantiscono uno stipendio che mi permette una vita dignitosa, di certo non posso ignorarlo!
    Almeno “vengo preso a calci” perchè sono straniero, non perchè sono un cittadino!

    • Cara Arhy….ti capisco in parte, ma mi chiedo se tutte le nefandezze che hai elencato (a cui credo senza dubbio e inorridisco) siano presenti solo in Italia.
      Pensi che in America o in Australia le forze dell’ordine siano più efficienti? Sei sicura?
      Sul pap test ti do ragione….ma è anche vero che il nostro servizio sanitario non è in mano ai privati come negli Stati Uniti e l’assicurazione sanitaria in Australia non costa poco….
      Sui finanziamenti ai partiti hai ragione, è uno schifo…ma hai idea di quanto siano potenti le lobbies negli Usa e quanto influenzino le decisioni del Congresso?
      In Australia ci sono meno schifezze, è vero, ma non è tutto rose e fiori. Anche li ci sono i politici che usano le auto blu per gli affari loro (come andare a trans) usano soldi pubblici per interessi personali e sono al centro di scandali e scandaletti. Certo, non come da noi, ma anche loro hanno i problemi che qualsiasi nazione democratica ha.
      I valori sono diversi, la cultura è diversa. E’ un mondo a parte che potrebbe anche non piacerti.
      C’è più meritocrazia, la burocrazia è più snella, c’è meno corruzione (ma la mafia c’è anche in Australia…lo sapevi?) ma io non mi sono mai sentita tanto sola come quando ero a Sydney.
      Se però il tuo unico metro di giudizio è lo stipendio, allora mi disarmi. L’Italia fa davvero pena e in Australia si guadagna un botto di più.
      Se è solo questo che ti interessa, parti e non guardare in faccia nessuno.
      Fregatene se ti sentirai sola. Fregatene se non capirai i loro valori. Fregatene se ti margineranno perché non ti ubriachi come loro. Fregatene se ci metterai un po’ a fare amicizia perché, soprattutto a Sydney, se non fai già parte del gruppo o hai qualcuno che ti introduce, è davvero dura.
      Ti sto elencando i lati negativi e lo sto facendo apposta per farti capire che non è tutto rose e fiori come uno si immagina e si ostina a credere.
      Io sono stata bene in Australia e la porterò sempre nel mio cuore, ma definirla un paradiso è quanto di più lontano ci sia dalla realtà.

      Fregatene se non tutto andrà per il meglio, perché tanto avrai il tuo signor stipendio.
      Nelle settimane precedenti al mio ritorno in Italia, ho conosciuto un pizzaiolo siciliano, in Australia da diversi anni.
      Gli ho chiesto come mai era rimasto per così tanto tempo e supponevo fosse perché il paese gli piaceva molto. E invece mi sbagliavo.
      “Lo faccio solo per i soldi” mi ha risposto. “Appena metto via un bel mucchio di soldi me ne torno a casa e mi apro la mia pizzeria”.
      E non è l’unico ad avermi fornito questa spiegazione.

      Io non sono così disperata adesso. Ma mai dire mai.

  24. Anch`io sono in Australia per i soldi, il mio lavoro da pubblicista qua e` pagato 3, e dico 3 volte tanto, con meno ore di lavoro… Non ci vedo nulla di male a farsi un paio di anni e guadagnare molto di piu` in minor tempo. Le amicizie si fanno, ovviamente in un paese nuovo ci si mette un po`, ma gli aussie sono molto aperti, certo bevono molto, ma sono persone fantastiche ed amichevoli. Se gli si da` un sorriso ti rispondono con un sorriso.
    Se uno non ha una famiglia che a 30 anni puo` mantenerlo ancora cosa deve fare? stare in Italia a fare il disoccupato? guadagnare 500 euro al mese con dei lavoretti e vivere dai genitori?
    Ora che sei tornata hai trovato molto lavoro? I miei amici mi dicono sempre peggio, non so se sono esagerazioni o cosa, io dico solo che se uno ha voglia di fare e partire, qualche anno anno in Australia serve sia per esperienza personale (inglese, nuoe amicizie e posti favolosi) che per mettere via un po` di soldi.
    Non e` facile stare via da casa, lo sanno tutti, e` un sacrificio che si sceglie di fare. Io ho la fortuna di farlo in un paese bellissimo, non si chiama paradiso, ma per me e` quasi un paradiso.
    Nessuno vuole male all`Italia, ma ad un certo punto si fanno delle scelte del tutto personali, e non tutti hanno la fortuna economica di mamma e papa`.

  25. Io scrivo da Sydney, sono uno di quelli che se n’è andato (almeno temporaneamente). Ora vivo e lavoro qui da un po’, mi trovo bene, non tornerei in Italia. I motivi per cui me ne sono andato sono tanti e sicuramente non sintetizzabili in “perché c’è Berlusconi”. La classe politica – credo siamo tutti d’accordo – fa schifo. C’è poco da fare. E qui l’autrice dell’articolo pare aver saltato un passaggio logico molto semplice, quando dice “qualcuno li ha votati”. Gente, sveglia, abbiamo i politici che ci meritiamo! L’italiano medio – e mi piange il cuore dirlo – è ormai una caricatura: stupido, pigro, disilluso, superficiale, codardo o, peggio ancora, tutte queste cose insieme. Non meravigliamoci che poi non si sappia reagire ad una situazione del genere. Io voglio lavorare per vivere, non vivere per lavorare, sperando di arrivare alla fine del mese e litigando per tenermi i soldi guadagnati. Scelta egoista o meno, io per ora resto in Australia. E sì, spiace anche a me!

    • Hai ragione, che dire. Io sono una povera sognatrice, una che crede nel cambiamento se questo è fatto di concerto con tante persone, all’insegna dell’unità e non della divisione…dell’altruismo e non dell’egoismo…
      E’ un sogno, lo so.
      Ma quando mi capita di sognare (spesso, lo ammetto) mi immagino di vivere con uno stipendio e una vita dignitosi ma in un paese migliore,…e non di avere i miliardi sotto il letto vivendo a migliaia di chilometri di distanza da casa.
      Ma ognuno ha i suoi sogni e io non sono nessuno per giudicarli.

  26. Non scriverò molte parole perché per me é una costante quella di sentire c_zzate nei confronti dell’ Italia.
    Io vivo in un paese tanto ambito dagli italiani, e mi trovo qui per amore e poi per curiosità e perché facevo parte di tutti quei sognatori ancora alla ricerca di Eldorado (a noi italiani piace giocare a fare gli avventurieri).
    Come ho già letto nelle risposte di qualcuno anche io ribadisco “andate là fuori e provate”… e se vi piace tanto meglio, ma non illudetevi di trovare un posto più bello dell’ Italia.
    Noi italiani siamo in una fase decadente, quasi tutti abbiamo ottenuto tutto quello che serve per condurre una vita normale, ed ora siamo malati, non sappiamo più reagire come facevano i nostri vecchi, in pochi hanno la spinta per affrontare certe difficoltà.
    Io qui ho trovato tanta determinazione nei giovani, come mai avevo visto nella mia vita, ma questa da sola non basta ad uscire da una condizione di paese del terzo mondo… ed infatti é un paese straricco di difetti e anche qua di corruzione… tutti i bei discorsi si infragono al momento di passare dalla sponda del potere.
    L’ Italia non sta bene, siamo presi in un sistema corrotto e malato, ma gli italiani se volessero davvero potrebbero riprendersi la loro nazione e rimetterla in piedi, dignitosamente.
    E’ che non abbiamo fame, non subiamo soprusi (fortunatamente, ovvio) come subiscono tanti paesi tra i quali gli stati del magreb… a noi ogni cambiamento preoccupa, abbiamo paura che da domani il bel tv al led non possiamo più permettercelo… siamo seduti a guardare cosa succede fuori dalla finestra di casa, e molti di noi si lamentano perché al tg ci dicono che va male.
    La maga non ha sentimenti contrastanti, anzi, la Maga credo che senta l’ amore sincero per una terra che molti non hanno o tengono nascosta, preferendo la bella tattica del “metto le mani avanti”.
    Io condivido con lei la stessa passione, al 100%, e sono sicuro che se fossi rimasto in Italia sarei ancora tra le schiere di chi piange, tira accidenti a questo e a quello e dice “ah ma se ci fossi io al governo!”.
    Io so che tornerò, a breve, e così anche la grande maggioranza degli italiani con cui condivido il mio quotidiano di questo mio nuovo capitolo.
    Forse fate bene ad andarvene, sicuramente vi servirà, e forse sarete proprio voi a ricostruire una nuova bella Italia.
    Buon viaggio a voi e ciao Maga!

  27. Cara Maga,
    forse non mi sono spiegata: non sono Alice, non penso che il resto del mondo sia un paradiso, questa premessa l’ho fatta subito (anche perchè alla mia veneranda età vivere di illusioni non sarebbe saggio). Ma non credo che l’Italia sia un posto così idilliaco come viene sempre descritto e soprattutto: nulla cambia o cambierà. Il mio metro di giudizio non è lo stipendio: in Italia ho una posizione piacevole, come ho detto, e questo inibisce molto, penso e medito su quello che è giusto da fare. Ma mi rendo conto che quì, come cittadino sono più bistrattato che all’estero come straniero.
    Sentirsi sola a casa propria è peggio che sentirsi sola in terra straniera: in Italia se non hai i vestiti giusti, la macchina giusta, la casa giusta … sei out, in Australia?
    Non cambia nulla. Ho visto persone emarginate solo perchè viste in compagnia di un essere umano “che però non è Giusto” …
    Allora, qual’è il mio metro di giudizio? In realtà il fatto che tutto è vano in Italia: non dico che all’estero non ci sono lobbi o mafia, sappiamo tutti benissimo che siamo riusciti ad esportare anche quello, ma quì è tutto vano: abbiamo diverse volte provato a cancellare i finanziamenti ai partiti e a cambiare molte altre cose, ma tutto vano! E’ questa la tragica realtà: tutto è vano. Aveva ragione il Gattopardo: “tutto deve cambiare perchè tutto resti uguale” … questa è la tragica realtà. Come ho detto: non credo nel paradiso sulla terra ma non credo che si debba per forza lottare quando tutto è vano, considero poco intelligente anche non riconoscere i limiti che ci sono, quando ci sono. Forse non capirò i valori che muovono un australiano, ma non capisco neanche i valori che muovono gli italiani, ormai!
    Quindi? Solo problema di soldi? Gli italiani a me mentono in continuazione (chissà perchè li “tano” sempre), raramente ho “tanato” un anglosassone a mentire … Questo la dice lunga (a me) …

    • Ciao arhy io penso il posto migliore e’ dove ci si sente a casa.
      Unutile vivere nel posto più bello del mondo che dubito sia l Italia ( per me uno dei tanti)se non provi la sensazione di essere a casa.
      Tu non sembri un caso disperato che vuole scappare per motivi economici ti vedo semplicemente stanca di subire ciò che va contro i tuoi ideali e il tuo modo di essere.
      Le regole in Italia non ci sono più le cose peggiori sono diventate la normalita etc… I veri valori sostituiti..non tutti gli italiani so

      Ciao arhy io penso il posto migliore e’ dove ci si sente a casa.Inutile vivere nel posto più bello del mondo che dubito sia l’Italia(per me uno tra tanti)se non provi la sensazione di essere a casa.Tu non sei un caso disperato che vuole scappare sei semplicemente stanca di subire ciò che va contro i tuoi ideali ed il tuo modo di essere.Le regole in Italia non ci sono più le cose peggiori sono diventate la normalita etc… I veri valori sostituiti..Come diceva Baglioni anche ” Io me ne andrei” . Andarsene significa partire da zero cercare di crearsi una nuova vita lavorativa sociale nuovi ritmi abitudini nuovo benessere (forse) etc…alla base il tempo;ancora, molti pensano che basti solo far vedere la casacca azzurra con scritto italia per vedersi arrivare tutto in poco tempo, lavoro , amici ,opportunità ma non e’ così se nasci e vivi in Italia per vent’ anni non puoi pensare di creare la stessa situazione con una vacanza lavoro di 6 mesi o un anno fuori dalle mura italiane, stessa cosa se da Roma vai a vivere a Genova.
      Se mi offrissero lavoro all’ estero partirei sgommando le indecisioni sono per i fortunati ciao ed.

  28. Onestamente ho letto tempo fa il tuo articolo ma ho aspettato a rispondere, io sono una di quelle che ha lasciato l’Italia stanca delle prese in giro, io che a trent’anni stavo a fare la vice direttrice in uno store di un rinomato marchio di moda a livello internazionale ma con uno stipendio a 1000 euro pari a uno di una commessa qualunque e quando ho chiesto di piu mi hanno detto la crisi mia cara non ci sono soldi ne tempo per aumentare il tuo stipendio e/o alzarti di livello.
    Pensate si stupivano quando alla fine mi sono scocciata di avere mille cose da fare, mansioni e richieste eppure prendevo quanto una normale commessa che deve solo vendere la merce no sbattersi qua e la. Cosi’ ho fatto valigia e me ne sono andata io e la mia laurea come grafico pubblicitario, qui che tanto era tutto uno stage infinito e manco i soldi dei mezzi pubblici o di uno zozzo panino ti davano, qui che ti cambiano come le mutande perche’ tanto dopo di te ce ne sono 1000 e rotti che possono usare.
    Andare all’estero non e’ semplice che vi credete?
    Arrivate li e ponti d’oro subito stesi davanti ai vostri piedini ma de cheeee!
    Leggete qui nel mio blog http://koalalondinese.blogspot.com/2011/03/eldolondra-esiste-ancora.html#more cosa dico sul proposito.
    Io sono a Londra e pensate che questi qui con tuttiiiii gli immigrati che ricevono ogni anno qui il lavoro non e sui livelli italiani ma neanche credetevi che stanno ad aspettare voi!
    Io non sto a dire che rimanere in Italia sia sbagliato neanche dico che andarsene lo sia, io dico che ognuno deve trovare la sua strada e che andarsene all’estero non e’ una passeggiata, perche’ tutto cambia, gia’ le cose cambiano da regione a regione, da nord a sud figuratevi varcare le Alpi e andarsene.
    A me l’Italia manca e tanto, mi manca non poter condividere le cose con la mia famiglia, mi manca il bel tempo e il nostro essere cosi’ meravigliosamente in sintonia con la vita, si lo siamo io sono romana e mi manca la lentezza e spensieratezza dei romani che lenti se la trascinano fra i sampietrini se urlano addosso in mezzo al traffico ma dopo se la ridono davanti a un espresso.
    Qui non ho ancora trovato la mia eldorado, sto ancora a fare la commessa pure qui direte voi! Ma al momento mi va bene spingo e cerco nuovi orizzonti che mi possano illuminare. L’importante ricordatevi sempre e’ mettere un piede fuori la porta che sia l’uscio italiano, come quello di un paese ovunque voi siate e camminare, camminare che cavolo qualcosa/qualcuno di bello lo incontrerete!
    Maga continua cosi!

    • Koala, hai ragione, l’Eldorado non lo trovi a Londra e tantomeno nella tanto decantata Svezia (che oggi pare vada tanto di moda). Questi commenti sono tutti un po’ provinciali, l’Italia ce la invidiano tutti e siamo noi gli scemi ad andarcene. Io dopo un anno e mezzo di studi intensissimi sono KO, ho pure dovuto studiare lo svedese e perfezionare l’inglese. Già, perché noi non sappiamo manco le lingue mentre all’estero l’inglese lo sanno tutti e pure ad ottimo livello, quindi se non lo sai vieni considerato meno di zero. Senza svedese non vai da nessuna parte, e ci vogliono anni per impararlo.
      Sinceramente sono stufa pure io di leggere tante sciocchezze sui blog. Oggi fa fico emigrare, è una moda.
      In bocca al lupo per tutto.

  29. Mi rendo conto che se fosse vero la metà delle cose che vengono raccontate, la vita sarebbe più semplice. Non voglio dire che voi non abbiate ragione ma le mie notizie in merito al “mio” mondo del lavoro sono diverse.
    Avere 20 anni è bello per la spontaneità e l’energia che uno ha la possibilità di investire. La mia età è differente: si pondera, si valuta e prima di agire si valutano molteplici aspetti.
    Detto questo: vi ricordo che siamo in piena crisi economia mondiale. Gli altri paese (che non sono l’Italia) non sono a braccia aperte ad aspettare stranieri che non vogliono. E ci sono settori che non sono di fondamentale importanza per l’economia del suddetto paese. Ma altri si. Il vantaggio della mia professione è che noi siamo SEMPRE presenti nelle liste dei lavori richiesti. Negli Stati Uniti è stata varata una legge che non permette ad uno sponsor di chiamare uno straniero a lavorare se non dimostra che ha assunto l’ultimo americano disponibile (A me è stato riferito questo, non ho ancora avuto modo di verificare). Un mio collega, l’anno scorso, è stato ASSUNTO a New York ed il contratto non è male: assicurazione sanitaria è inclusa, per dire. Immagino che una crisi economica non renda più agevole trovare il lavoro ideale, ma immagino anche che molto dipenda dal tipo di professionalità che uno può mettere in gioco. Paradossalmente se partissi e poi decidessi di tornare in Italia, anche l’Italia mi riprenderebbe a braccia aperte ed il lavoro ci sarebbe: il mio settore è prennemente in cerca di personale e lo cerca ovunque. Quello che mi trattiene è che un contratto vantaggioso come quello che ho non lo ritroverei: l’Italia non ha più molto rispetto per chi lavora.
    Se dovessi partire, non paritrei con un visa da studente ma un visa permanente perchè la mia professionalità è richiesta. Non è un eufemismo se dico che siamo preziosi! 😉
    Non dico che voi abbiate torto: seguo te Maga ed altri emigrati per capire e “sentire” che aria si respira da quelle parti.
    Ma mi rendo conto che se non avessi le professionalità che ho non potrei andarmene in un periodo critico come quello che attraversa il nostro globo.
    Nel mio caso “domanda ed offerta” gioca a mio vantaggio. Non sono “accecata” da quello che sento e vedo e proprio per questo mi rendo conto ogni giorno che passa che l’Italia è un paese che affonda (… avete seguito l’ultima intervista della Gelmini?).
    In bocca al lupo a tutte voi …

    • Ahry hai perfettamente ragione, ma oltre alla Gelmini c`era anche Saviano che ha detto esattamente quello che io penso… CHE BISOGNA FARE BENE IL PROPRIO LAVORO!
      Qualsiasi lavoro si faccia, farlo bene e` l`unico modo per affrontare i problemi. Sono all`estero e continuo a vedere gente laureata, preparata che viene e cerca lavori umili per “sopravvivere” e non hanno idea di cosa fare… dovrebbero semplicemente fare bene quello che sanno fare.

    • Cara Ahry, se ti fai tante pippe mentali vedi di restare in Italia.
      Fai ragionamenti da tipica italiana, all’estero ti mangerebbero in un solo boccone. Certo che se sai l’inglese come l’italiano… tanti auguri! (sto non si scrive con l’accento).

  30. Ahry, scusa ma da quello che dici l’Italia ti sta stretta, il tuo lavoro e’ ricercatissimo all’estero, ma dici che “Quello che mi trattiene è che un contratto vantaggioso come quello che ho non lo ritroverei: l’Italia non ha più molto rispetto per chi lavora” .Cioe’ ma adesso dai la colpa all’Italia se tu non riesci a prendere una decisione? Secondo te tutti quelli che hanno lasciato l’Italia pensavano di riavere il posto di lavoro perfetto al ritorno? Scusa ma guarda io sono da anni all’estero e continuo a sentire tante ma tante di quelle persone che se ne andrebbero ma trovano mille scuse. Se veramente vuoi fare quest’esperienza il mio consiglio e’ :Vai! I rischi nella vita si devono prendere tesoro…hai solo 20 anni , che aspetti!?

  31. Appunto perchè non ho solo 20 anni non parto senza valutare. Come ho detto stò pensando a cosa sia giusto e stò annusando se trovo il “mio posto” nel mondo. Ho il vantaggio, e lo ripeto, di avere un lavoro che mi può portare ovunque (lo fa già) e questo mi permette di avere già idee di cosa non vorrei. Mi trattiene dal mollare tutto un contratto vantaggioso, è vero, che mi sono conquistata lavorando pesantemente decine e decine di anni. Sarei “stupida” a dare un calcio a tutto senza aver valutato correttamente gli aspetti di un cambiamento di questo tipo. Non voglio partire imprecando e poi ritorvarmi alcuni mesi dopo dicendo che mi sono sbagliata (come vedo troppo spesso). Di solito a questa veneranda età si pondera e quando si decide si è sereni nella decisione. Come ho detto stò annusando l’aria che c’è intorno e quello che vedo in Italia mi piace sempre meno e mi allontana sempre di più da un paese dove ho costruito tanto e dato tanto. E’ facile partire quando non si ha nulla, ci vuole più saggezza a partire quando indietro si lascia tanto e non parlo solo di aspetti materiali (quando scalpito penso sempre alla canzone di Finardi). So che l’Italia non è più un posto per me ormai, ma capire cosa lo sia non è altrettanto facile …
    Leggendo mi rendo conto che spesso le motivazioni che hanno portato lontano chi è poi tornato è stato “un colpo di testa”, una scelta umorale …Voi siete partiti valutando o per un “colpo di testa”? Cosa sapevate del paese che avete scelto? Avevate parlato con qualche vostro collega del luogo? Con qualcuno che era emigrato prima di voi? Avevate già degli amici o eravate soli? E rimpiangete la scelta fatta? …

    • Io sono partita con il classico colpo di testa e ho valutato ben poco. Se ti fermi a valutare, non parti più. Certamente, se hai troppo da perdere, come un bel lavoro e una bella famiglia, allora non puoi fare il colpo di testa. Ma mi domando se sia giusto davvero mollare tutto per cercare…cosa?
      Un posto migliore?
      Il paradiso sulla terra?
      O forse siamo noi che dobbiamo trovarci, prima di tutto? Aiamo noi forse che dobbiamo trovare la giusta serenità e solo allora staremo bene, ovunque nel mondo.

      Se siete vittime di soprusi e ingiustizie, allora è giusto levare le tende e andarsene. Molti scelgono di abbandonare i paesi dove vivono, paesi del Terzo Mondo per provare a vivere in realtà migliori. E ancora non capisco come mai molti immigrati scelgono l’Italia….solo perché è più vicina? O perché qui non si sta poi così male?
      L’Italia è uno dei pochi paesi che si sta seriamente domandando come affrontare la fuga dalla Libia di migliaia di persone…anche perché la sta vivendo in prima persona.
      Il resto dell’Europa ci ha detto gentilmente che questo era un problema nostro e a loro proprio non interessava…
      Ma guarda un po’…quei paesi che così tanto invidiamo (in Germania o Inghilterra si sta sicuramente meglio che da noi, giusto?) se ne sono lavati le mani della Libia (o almeno così sembra) insieme al resto dell’Europa….
      Come dire, magari non siamo poi così tanto merde come gli italiani ci dipingono, giusto?

      Perchè l’Italia fa schifo, secondo gli italiani. E’ una manna, secondo buona parte del resto del mondo…terzo mondo e mondo occidentale…

      Qualcuno ha scritto che è il sistema della “famiglia” che ha rovinato e ingessato le cose in Italia…la famiglia che protegge a ogni costo, la famiglia che influenza la vita dell’individuo a ogni costo.
      Giusto.
      Nel resto del mondo, soprattutto in quello anglosassone, non funziona così. Devi sbatterti fin da subito e se vai a vivere per i fatti tuoi appena diventi maggiorenne ai tuoi genitori non puoi che fare piacere. Non importa se dovrai condividere la casa con altre mille persone perché è dura pagarsi tutto da solo all’inizio. Non importa, la famiglia ti vuole fuori di casa, indipendente, il prima possibile. E sono cazzi amari se provi a tornare a casa…
      Allora, io preferisco condividere la casa con la mia famiglia che con estranei. Preferisco arrivare a casa e trovare mia madre che mi ha preparato un buon pasto caldo, piuttosto che la coinquilina che se ne sbatte se ho mangiato o meno.
      Parlo con cognizione di causa. Parlo perchè ho vissuto lontano dalla mia famiglia per un anno e mezzo e ho condiviso la casa con perfetti estranei. E ci ho sofferto davvero tanto.
      Io non ho trovato il calore di casa mia. Non ho trovato i posto perfetto. In Australia saranno organizzati meglio, c’è meno corruzione e più meritocrazia, ma fino a un certo punto. Perchè a parità di merito, tra te e un australiano sceglieranno sempre un australiano. E fanno bene, per carità.
      Ma anche in Australia avvengono omicidi, rapine, casi di corruzione e discriminazione. Gli aborigeni hanno visto riconosciuti i loro diritti solo con il penultimo primo ministro e ancora oggi si battono per ottenere le stesse opportunità dei connazionali “bianchi”….

      Io non ci credo più nel paese perfetto. Io devo essere felice prima di tutto per quello che sono e provare a migliorarmi. Non importa dove.
      Si può vivere sereni anche in Italia. Credetemi. Ma se non avete provato l’esperienza all’estero, non lo potete capire.

      Certo, cara Arhy, io non riesco proprio a capirti. Se tutto sommato la tua posizione è piacevole…ma chi te lo fa fare?
      Pensi che in Australia o in America troverai il paradiso? Pensi che il resto del mondo sia migliore di noi italiani?
      Io non lo penso. Ma certo, le immagini di questi giorni sulle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia mi mettono molta tristezza. Domani festeggeremo qualcosa di cui nessuno, davvero, si sente parte. Perché siamo fatti così, noi italiani. E tutti i commenti che ho ricevuto me lo confermano.
      Siamo divisi e critichiamo tutto ciò che ci circonda. Non mi stancherò mai di ripeterlo che il problema dell’Italia sono gli italiani.

      Io sono partita di botto, perché ero stufa di questo paese e pensavo di trovare il paradiso in terra.

      Non conoscevo nessuno, non ho consultato praticamente nessuno, se non qualche ragazzo e ragazza conosciuti su Facebook (tra cui Silvia….grandissima! 🙂 ) Sapevo poco o nulla, ma sono partita ugualmente.
      Non rimpiango proprio nulla. Anzi ringrazio quell’esperienza che mi ha permesso di capire quanto amo il mio paese.

      • allora secondo te si deve stare a casa dei genitori fino a 30 anni suonati cosi preparano la minestrina al figlio.
        No Maga, siamo un popolo che non riceve stipendi adeguati ed rimane OBBLIGATO a vivere in famiglia, invece di crearsene una propria.

      • Ciao…
        l’ idea è quella di partire almeno per un anno per l’ australia, siamo io e la mia ragazza il problema e che non sappiamo molto bene l’ inglese, ma abbiamo qualche base….quindi vorrei sapere se mi conviene pensare di seguire un corso e nel frattempo cercare un lavoretto, oppure cosa mi conviene fare….inoltre ho visto che alcune fattorie offrono vitto e alloggio in cambio di lavoro, secondo te può esser un’ idea??in questo modo forse sarebbe più semplice imparare la lingua…
        Prima di partire cosa devo organizzare??cioè, per non andar proprio senza alcun progetto, o meglio per saper da dove iniziare….In quale zona ce più possibilità di trovar lavoro e posto per dormire..?Per il visto working holiday che iter devo seguire..?

        ciao maga grazie della disponibilità

      • Ciao Matteo…allora la maggior parte delle info che mi chiedi le puoi trovare nelle varie sezioni del blog. Non prendermi e ho davvero parlato tante volte e mi sembra inutile ripetermi quando ai tutte le info che ti servono a portata di click!
        Per la questione inglese…il tuo livello può essere considerato sufficiente?
        Hai mai provato a fare test online gratuiti per capire a che punto sei? questo sito forse potrebbe aiutarti: http://www.aapress.com.au/ielts/english/test.html

        Lavorare nelle fattorie può essere un’ottima idea per imparare l’inglese, ma devi contare che potrebbero volerci parecchie settimane prima di trovare la fattoria giusta e quindi sarebbe opportuno partire con un gruzzoletto da parte…
        E comunque, anche se lavori in fattoria, devi essere comunque in grado di capire e parlare un minimo di inglese, per questo ti consiglio di farti un corso prima di partire.

        Sydney e Melbourne sono le città migliori per trovare lavoro. L’alloggio dipende da dove trovi lavoro, ma su siti come http://www.gumtree.com.au puoi trovare tanti annunci di stanze in affitto e farti un’idea dei costi…
        Per il visto, consulta la sezione visti del mio blog.
        Per lavorare in fattoria, consulta il mio post al riguardo: https://lamagadioz.wordpress.com/2011/02/11/nella-vecchia-fattoria/

        In bocca al lupo!
        Angelica

  32. Arhy, io continuo a leggere e rileggere il tuo commento e non ci credo che hai 20 anni, sai.
    Io a 19 anni ho deciso di mollare tutto e partire per la mia adorata Inghilterra, nella quale ho scoperto di essere metereopatica, di essere italiana e calorosa e di amare il mio paese e la mia famiglia e amici piu’ di quanto avrei mai potuto immaginare. L’Inghilterra mi ha anche insegnato tanto pero’ e mi ha dato delle possibilita’ enormi che non avrei mai avuto in Italia; ho cominciando lavorando in un negozio, ho poi trovato un lavoro in banca e ho cambiato ben 3 lavori bell’ambito bancario…semplicemente perche’ mi stavano stretti, perche’ volevo piu’ soldi o una posizione migliore. Questa mentalita’ del cambiare, del mettersi alla prova io la adoro. Ed e’ per questo che ti dico, che sei giovane che hai tempo per fare e disfare, per metterti alla prova, per capire come gira il mercato del lavoro all’estero. Sono lezioni di vita che purtroppo o per fortuna hanno un valore enorme.
    Io la Maga la adoro, e so che ha a cuore l’Italia, so che l’Italia ci fa impazzire per i pregi e difetti. Pero’ non possiamo non incitare i giovani ad andare…e poi a tornare…

    E se tu hai un lavoro ambitissimo come dici non ci sono problemi a tornare giusto? Io sto lottando per tornare, sto sopprimendo la voglia di cambiamento (anche grazie alla crisi economica), ma se per te sara’ piu’ facile…buttati!
    L’esperienza all’estero non puo’ che farti piu’ forte sia a livello umano che a livello lavorativo. Scoprirai degli stili di management all’estero probabilmente diversissimi che in Italia. Sta a te imparare come si lavora all’estero e riportare in Italia quel che di buono imparerai.
    Non includo l’Australia nei paesi dove si impara qualcosa di buono, ma grazie al cielo anche qui lavoro con inglesi!
    Concordo con la Maga, non sono decisioni che puoi prendere in modo molto razionale , altrimenti non parti piu’!
    Detto questo io ho preso la decisione di lasciare l’Italia in modo molto razionale, avevo un entusiasmo, una voglia di andare, scoprire, mettermi alla prova enorme! . Poi ovviamente quando sei via ti rendi conto di cio’ che lasci. Ma rifarei tutto.

    Un bacione alla Maga nel giorno delle celebrazioni dei 150 dell’unita’ d’Italia. Forse in fondo in fondo non e’ un’Italia cosi’ divisa come crediamo. Siamo uniti nel lamentarci e nel discutere. Ricordi mai una conversazione animata di questo tipo in Australia?! Con un’Australiano? Le conversazioni qui durano 2 minuti!!! E poi non si sa che dire… mentre qui hai 52 commenti!! Mi manchi tesorooo!

  33. è un post davvero intelligente, complimenti 🙂 anche se non sono d’accordo, hai scritto cmq delle cose molto intelligenti 🙂
    Maga, io e te nn ci conosciamo ma ti seguo da tanto! anche se non commento ogni tuo singolo post 🙂 sono quella che voleva andare in Giappone..ehehm.. meglio di no, eh? Sono laureata in una lingua di un paese che per metà è radioattivo. ma sono positiva 🙂 Maga, parto, vado a vivere a Londra e tento di diventare una cittadina del Mondo! Spero che andrà bene, per ora sono solo triste di due cose: 1) Niente bidè per un bel po’…esistono solo in italia praticamente… =.= 2) sono ancora innamorata del mio ragazzo, che di seguirmi proprio non gli passa per la mente!!
    cmq sia, a londra, a tokyo, a milano, continuerò a leggerti ^^ anche se finirai a parlare di pesce fresco e nn più dell’australia.

  34. Io entro due anni mi trasferirò per sempre in Sudamerica. Ho comprato una casa e il resto si vedrà. Provo immensa pena per chi rimarrà, specie le persone in buona fede come te che si illudono che le cose cambino. Il problema non è l’Italia, siamo noi che siamo ostaggio di noi stessi e senza voglia di reagire. Ancora pochi anni e qui sorgerà uno stato islamico, come è naturale che sia data la nostra collocazione geografica e morale.. e non dubitate, quelli sì che si faranno rispettare: i gaglioffi, i ladri e i pagliacci come il nostro li lapidano direttamente. A questo punto è inutile farsi prendere dalla nostalgia della fantomatica ITALIA in quanto essa è ormai un’immagine sbiadita dei nostri teneri ricordi di scuola. Sono gli italiani che sono andati a male.Una banalità d’esempio: nella mia azienda ieri a pranzo ci hanno servito non cibo, ma avanzi. Ho protestato energicamente, mica state dando da mangiare a degli animali. I commenti di chi era dietro? Uffa, ma che palle, sta bloccando la fila.. BUON VIAGGIO A TUTTI

    • Io non provo così tanta pena e spero che le cose non vadano così male come dici tu. Hai ragione a dire che sono gli italiani ad essere andati a male, ma io ci provo ancora a credere in questo paese e, a essere sincera, ad oggi ancora non mi sono pentita di essere tornata.
      Buona vita in Sudamerica….

  35. Ho appena finito di leggere tutti i commenti e, visto che ognuno ha le proprie idee, non mi resta che raccontare la mia storia.
    Ho 48 anni moglie e 2 figli. Sono un imprenditore che negli ultimi 10 anni ha fatturato diversi milioni di euro e si ritrova senza soldi in banca. Premetto che ho una sola casa sulla quale pago il mutuo, non ho barche, cavalli, Ferrari, opere d’arte, vestiti firmati e che dopo il lavoro passo il mio tempo libero a casa davanti alla tv e ai videogiochi con i miei figli. Mi dimenticavo che sempre negli ultimi 10 anni ho fatto una sola vacanza in Grecia di 15 giorni. Veniamo al punto: non ho praticamente soldi da parte pero’ in compenso continuo a pagare(almeno fino a 3 anni fa quando e’ iniziata la crisi) f24 con cifre imponenti allo Stato esoso che ormai mi martella con cartelle Esatri, le banche con cui lavoro mi hanno tutte ridotto da un giorno all’altro i fidi che avevo mettendomi in seria difficolta’. Non riesco a trovare un prestito da nessuna parte ma nella mia vita ho sempre pagato tutti e tutto. Per fortuna sto per vendere la mia casa e con il poco che avanza sto per trasferirmi a Palma di Maiorca dove apriro’ un piccolo locale con mia moglie e dove( vista la grandissima qualita’ della vita ) spero di tornare felice con la mia famiglia e di tornare sereno. Un saluto quindi a tutti i politici corrotti viziati e incapaci, a banche e assicurazioni che fanno della speculazione la loro ragione di vita, a tutti quegli immigrati clandestini delinquenti che hanno per sempre dteriorato la vita in Italia, a tutti quegli Italiani fenomeni che osteggiano e si atteggiano perdendo di vista i veri valori della vita, ai cari mafiosi che ormai hanno condizionato l’Italia intera ecc. Scappo dall’Italia con l’orgoglio di chi forte della sua gran voglia di lavorare, ha preso da questa fantastica nazione solo grandi calci nel culo.
    Un saluto a tutti…………………….

    • In bocca al lupo per la tua scelta, Paolo. Ti capisco perfettamente anche se non ho passato i disagi che tu a quanto pare hai dovuto subire. Odio le banche tanto quanto te ma purtroppo non se ne può fare a meno…
      Sono stata a Palma di Maiorca….che posto meraviglioso!!! Fai proprio bene, ti invidio ma da una parte io non so se adesso mollerei tutto. Ci credo ancora un pochino in questo paese, anche se temo non passerà molto perché mi deluda di nuovo…
      Fammi sapere come va la tua nuova vita da isolano!
      Un abbraccio

      Angelica

  36. ciao sn enzo e lavoro comne responsabile in un grande negozio di calzature mi trovo bene ma il prox anno m sposo e mi hanno proposto di andare a lavorare in australia io nsono felicissimo di andare ma la mia dolce meta noooo come faccio a fare capire che e la scelta giusta se puoi aiutami ciao e complimenti x tutto cio che fai e hai fattoooooo

  37. Iniziativa.

    Quattro anni fa. Uscivo con un gruppo di amici a cena fuori, in un ristorante egiziano. Scopro che organizzano serate con ballerine di danza del ventre. Adoravo danza del ventre, così chiesi se potevo lavorare lì come danzatrice… Beh alla fine gli ho lasciato il numero e tutto ma non si sono fatti più vivi. Lì per lì non me ne importò nulla, ma col senno di poi capii che avrei dovuto insistere di più…

    Tre anni fa. Appena diplomata in un liceo linguistico, non avevo programmato nulla per le vacanze estive e mi aspettavano più di due mesi a Roma.
    Provai a cercare in giro lavoretti part-time, al centro, non avendo esperienza, ma almeno avevo dalla mia la conoscenza di tre lingue straniere… Non trovai nulla.
    Mi misi a lavorare in un’autofficina, le lingue non servivano, ma mi divertivo e chissene importava.

    Lo scorso inverno passeggiando per strada ero andata in giro a distribuire curricula per i vari negozi della via che recavano scritto “Cercasi commessa”, senza riscuotere un gran successo; ero un po’ giù di morale lo ammetto. Ma in fondo quel che mi fregava era il fatto di essere stata battuta sul tempo da altre persone venute prima di me. Allora decisi di iniziare a chiedere anche dove non c’era richiesta di personale. Mi imbatto in un pub vicino casa e senza troppo fronzoli chiedo: “Avete bisogno di personale?”
    La donna dietro al bancone (che era la proprietaria) rimane leggermente stupita (ho scoperto in seguito che avevano appena deciso di cercare qualcuno per il guardaroba, ma ancora non avevano sparso annunci nè altro).
    Confessai di non avere avuto altre esperienze lavorative simili, ma per qualche motivo (determinazione?) mi assunsero lo stesso.

    Pochi mesi fa apriva un nuovo concessionario di moto e andai lì per curiosità. Prima di andarmene però chiesi se avevano bisogno di personale.
    Il proprietario mi fa capire che non ne hanno proprio bisogno ma che un qualcosa di part time lo potrei fare, allora prima di sentirmi dire la solita frase “Le farò sapere” ho un’idea.
    Gli dico: “Studio ingegneria, il settore m’interessa posso fare qualcosa?”
    A quel punto il proprietario sembra illuminarsi e mi propone di vedere come si lavora in un team vero e proprio, su circuito. Ovviamente senza essere pagata, ma si può imparare tanto per poi fare soldi… se si vuole.

    Come potete notare non ho espresso alcun giudizio, ma mi sono limitata a raccontare una serie di fatti che nel loro piccolo però credo che rispecchino anche la mia vita futura. In Italia o all’estero.
    Non ho il problema di avere una famiglia o un mutuo da pagare, quelli sopra non sono lavori a lungo termine e comunque presi singolarmente non basterebbero a farmi vivere tranquilla lo so bene; ma questo è il mio piccolo mondo e credo che quando crescerò ancora e arriverà il momento di trovare un lavoro come si deve (entro 3 anni immagino) allora si ripeterà di nuovo quello che ho scritto più o meno, solo che “in grande scala”.

    Ho ancora 20 anni (scusate se non mi sono presentata prima) e probabilmente qualcuno di voi con più esperienza starà già ridendo di me, ma nonostante tutto mi sento ottimista sul trovare lavoro qua in Italia. A dire il vero anche all’estero. In realtà ovunque… umh vediamo come si può chiamare… ah ecco:
    Amore verso la propria vita.
    Già, scusate la filosofia, ma ho sempre avuto la forte impressione che mettere solo tristezza e odio nella realtà che ci circonda sia veramente controproducente su tutti i fronti, compreso quello lavorativo.

    Io non mi fido affatto dei nostri politici e non mi fido affatto delle persone che fanno chiasso per cambiare le cose. Però mi fido di me stessa e sono convinta che troverò un bel lavoro che mi renda felice, lo devo volere ardentemente.

    Voi vi fidate di voi stessi?

  38. Certo che ne scrivi di stronzate amica mia, non ho tempo e voglia di elencarle tutte, mi dispiace solo di aver perso tempo a leggere quello che hai scritto.

  39. ciao maga sono anna maria e ti scrivo da auckand è un piovoso pomeriggio di domenica e ho un magone grande cosi io non sono piu una ragazza ho 49 anni tre figli e un marito il motivo per cui abbiamo lasciato l’italia sono stati proprio loro i figli m ati assicuro che è dura e la voglia di mollare è tanta

      • no non riesco ad adattarmi l’italia non mi manca ma non riesco a farmi piacere auckland

      • ho 49 anni e penso che ci siano poche possibilita per me in australia come tu sai il limite di età è 45 anni

      • Anna spero che tu possa trovare la felicità. Come dico sempre io, siamo noi gli artefici della nostra serenità, non è certo una città o l’altra che ci cambia drasticamente la vita. Anche l’Australia ha i suoi lati negativi, credimi. E un sacco di australiani si trasferirebbero oggi in Nuova Zelanda se potessero…io ne ho sempre sentito parlare bene, soprattutto dei piccoli paesini! Perché non provi?
        ciao e in bocca al lupo per tutto!

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