Il problema è che siamo troppo buoni….

Oggi è il mio compleanno…grazie, grazie…si sono 30 anni….30 anni…non ci credo, ma è così…che vogliamo farci.
Sono entrata anche io nel club…

Quale club direte voi? Bè, provate a immaginarlo… 😀
Ma non voglio parlarvi di club e problemi personali, oggi.

Per farmi un bel regalo di compleanno ho provato a vedere qualcosa di positivo in quello che sta succedendo nel nostro paese in questi giorni.

E’ una questione spinosa, neanche io so come prenderla e l’argomento è forse troppo grande per me.

Non mi piace affrontare problemi così grandi e fuori dalla mia portata…ma io mi sto facendo un nervoso in questi giorni che non potete capire, quindi ho deciso di condividerlo con voi. 😀

Premessina:

Questo blog aiuta chi vuole andarsene in Australia ed è nato per questo. Ma i blog, come chi li scrive, spesso si evolvono e provano a raccontare anche realtà diverse. Possono anche cambiare idea.

Spero quindi di non sconvolgervi troppo se spesso mi diletto a scrivere del nostro squinternato paese, provando a esaltarne le luci e criticarne le ombre.

Fatta questa premessa, passiamo all’argomento.

Oggi provo a fare la giornalista. E, per parafrasare l'”assessore”  Palmiro Cangini, parlo di “fatti, non pugnette” 😀

Non parlo di dati economici, di fughe dei cervelli o rientro dei cervelli pentiti.

Parlo delle persone. E del sistema in generale.

Crisi libica. O guerra, chiamiamola come vogliamo.

Fermi, non parlo di politica, non ci penso proprio.

Parlo del fatto che tanti libici, e non solo, si stanno riversando incessantemente, giorno dopo giorno, sulle nostre coste.

Scelgono l’Italia. Non provano ad andare a Malta, non provano ad andare in Spagna o in Francia. Magari perché sono lontane.

O magari perché siamo noi stupidi, siamo noi gli scemi che accolgono queste persone, invece che rispedirle al mittente e fregarsene della loro sorte.

I campi di accoglienza stanno esplodendo, le condizioni di soggiorno di queste persone sono da emergenza umanitaria,  ci vengono rivolte critiche pure dall’Onu perché pare che non siamo in grado di gestire questi profughi ( a cui si sono aggiunti, come tipi che si imbucano a una festa, altri immigrati clandestini che con la guerra in Libia non c’entrano nulla..ma  a lor non pareva vero… me li immagino a parlottare, mentre provano a imbarcarsi sulle carrette: “O hai visto che i libici vanno a frotte in Italia perché c’è la guerra? Dai dai imbucati, dai digli che sei libico pure tu, tanto chi se ne accorge…”)

Ho visto gli abitanti di Lampedusa incazzarsi come non mai ( e con tutte le ragioni del mondo)…e poi ho visto gli stessi abitanti farsi in quattro per aiutare, nel limite del possibile, questi immigrati…magari dando loro da vestire e da mangiare.

L’altra sera in tv hanno annunciato un servizio in cui il ministro degli interni Maroni parlava delle misure da prendere per gestire questa ondata pazzesca di persone. Visto il suo cuore leghista e il suo savoir faire diplomatico pari a zero, mi sarei aspettata qualcosa del tipo: “Col cavolo che ce li prendiamo tutti noi, fermiamo i barconi finchè l’Europa non fa qualcosa”.

E, al di là del colore politico, questa opzione non sarebbe stata neanche  sbagliata…

Ma lui ha detto una cosa che mi ha spiazzato. Stavo mangiando con i miei genitori, ed eravamo giusto intenti a discutere di questo fatto. Ci aspettavamo una bella sparata leghista e, devo ammettterlo, non per simpatia politica ma solo perché ormai il modo di fare di quelli del carroccio suscita sempre un moto di ilarità, avevamo tutti un sorrisetto stampato in faccia nell’attesa che il Maroni si pronunciasse sulla questione.

Il ministro ha detto poche parole: “Ci aspettiamo qualcosa come 50mila profughi. Tutta l’Italia si adopererà per ospitarli. Collaboreremo con i comuni e le regioni per suddividerli in modo equo in tutto il paese”.

Noi siamo rimasti senza parole. Sono scomparsi i sorrisi dalle nostre facce.

Ma perché ci sbattiamo solo noi e il resto d’Europa sta a guardare?

Come mai, invece che rispedirli al mittente, li stiamo accogliendo?

Siamo scemi? Siamo troppo buoni?

Se guardiamo bene quello che sta succedendo, nell’immediato l’Italia non può fare che questo e deve farlo al meglio.

L’Italia sta aiutando questi profughi, la maggior parte dei quali in realtà sono clandestini. Il resto dell’Europa, quella Francia che è partita subito per bombardare ma non vuole sporcarsi le mani, l’Inghilterra che le va dietro, la Germania che non ha partecipato alle operazioni militari ma vuole spartirsi la torta…quell’Europa che noi invidiamo perchè lì c’è più lavoro e tutto funziona meglio, perchè qualsiasi paese occidentale diverso dall’Italia è sicuramente migliore già per il fatto di non essere l’Italia…ecco quei paesi così fighi se ne stanno lavando le mani e lasciano gestire tutto il lavoro sporco a noi.

Gli scemi. Quelli troppo buoni per opporsi. Quelli che hanno mandato gli aerei “però non vogliamo fare la guerra” …..quelli che ora vorrebbero ( a pieno titolo) dire la loro nel processo di pace ma i furbi dell’Europa volevano lasciar fuori. Ora, visto anche il mazzo che ci stiamo facendo per i profughi e l’incazzatura generale che sta attraversando il nostro paese, pare che vogliano ascoltarci…

Voi direte: siamo incapaci, non sappiamo farci rispettare e siamo troppo buoni.

Però poi penso a quelle immagini degli italiani impegnati nei soccorsi, giorno e notte, per salvare queste persone.

Penso a Malta che non ha fatto sbarcare nemmeno una donna libica partoriente.

Penso al resto dell’Europa che se ne frega.

Penso ai lampedusani che, seppur incazzati,  fanno la colletta dei vestiti e regalano panini e sigarette a quei disgraziati.

E allora si, saremo anche troppo scemi e incapaci, ma almeno siamo umani. Gli altri paesi se ne fregano, noi addirittura quando i barconi arrivano gli andiamo incontro per scortarli ai porti, quando i barconi affondano, le nostre navi aiutano nei soccorsi….

E’ meglio il pugno di ferro al grido “chissenefrega dei profughi” o passare per troppo buoni e aiutare sti disgraziati? Che di sicuro se ne stanno approfittando, molti scappano perché pensano di trovare la terra della cuccagna in Italia e ne approfittano con la storia del casino in Libia. Ma sempre disgraziati sono.

Potevamo respingerli, come fanno gli altri. Ma non lo abbiamo fatto.

Il senso del post è questo: pur tra mille casini e disorganizzazione, a differenza del resto del mondo occidentale, noi in questa crisi stiamo facendo qualcosa di buono e non solo opportunistico.

O forse mi sbaglio?

Dai….tre….due….uno: attaccatemi!

La Maga, da stasera trentenne 😀

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22 thoughts on “Il problema è che siamo troppo buoni….

  1. PRIMO!
    E ti “attacco”, sì Angelica.
    Solo due righe, semplici e dirette: noi italiano non siamo NE’ incapaci di farci rispettare, NE’ troppo buoni. …siamo semplicemente un popolo di codardi, che decide OGNI GIORNO di non avere prese di posizione e di optare quindi per il compromesso, uccidendo “la scelta”, perchè è più comodo, facile e sbrigativo.
    Non siamo incapaci di fa rispettare le nostre ragioni e tantomeno abbiamo un cuore così grande! Siamo solo maschere numerate che hanno perso la propria personale identità e quella del proprio paese, che è RICCO di Storia ed Arte. Perchè? Perchè al contrario di quanto scrivi non abbiamo tutto questo “cuore”. Lo avremo avuto in passato, ma certamente il presente non appoggia la tua descrizione.
    Perchè avere “cuore” equivale e RISPETTARSI…equivale ad EVOLVERSI…equivale a DIFENDERE posizioni intoccabili! Che siano queste personali, societarie o di altra natura.
    TU Angelica hai un gran cuore e sei una sognatrice…ma sognare va bene purchè si mantenga il “contatto” col terreno del quotidiano!

  2. …è un argomento alquanto delicato in cui è soprattutto la disperazione della gente ad emergere. 
    Non ho la minima idea di come funzionino i blog, quindi dirò la mia e me ne vado… 
    Qualcuno commenta dicendo che siamo un popolo di codardi… Caro commentatore hai mai conosciuto gente che di giorno lavora e la notte se la passa in ambulanza… per SCELTA? Sei mai stato in protezione civile? Lo sai che ci entri per SCELTA? 
    La questione libica è molto molto delicata, specialmente per il nostro Paese. Ciò nonostante sono state fatte delle scelte, difficili da prendere. Potevamo restare a guardare, cercando di salvare il salvabile dei nostri interessi, perché no? Gli sfollati sarebbero arrivati comunque, con o senza guerra, come tutti gli anni… E come tutti gli anni li avremmo accolti! La nostra bontà, perché ne abbiamo, è doverosa! Non mi sento un cretino se aiuto qualcuno! E soprattutto non mi aspetto nulla in cambio! E NON SONO UN SOGNATORE. 
    Ho la fortuna di vivere in Italia e la sfortuna di sentire critiche continuamente… Volete emigrare? Bene, fatelo!! Ma prima provate a spiegare a tutti quei poveretti che non hanno davvero niente che qui in Italia si sta male! … Poi non fraintendetemi, è assolutamente necessario gestire questa quotidiana emergenza in modo strutturato e organizzato e mi rendo conto che questo manca, o quantomeno non siamo in grado di accogliere e “smistare” tutte queste persone… Che facciamo? Gli spariamo addosso? Li facciamo affogare? … Non scherziamo per favore! 
    Che nessuno se la prenda, è solo un mIO pensiero.
    Anche se in ritardo… Auguri trentenne! E buona lettura a tutti!  

  3. Ciao Maga,

    …oggi è il mio compleanno! auguri – in ritardo – dalla terra australis!
    Da italiano all’estero purtroppo devo ammettere che condivido molte delle cose che scrivi e spero tutto si sistemi al più presto, libia, immigrati e crisi economica compresa, ma di certo si sta facendo poco perchè ciò accada. Siamo un Paese di persone che apre l’ombrello quando piove invece di costruirsi un riparo quando c’è il sole e anche in questo caso stiamo dimostrando di occuparci sempre e solo dei problemi immediati, senza pensare al futuro e a soluzioni di una certa durata. 🙂

    A settembre credo di tornare – a meno che non trovi una sponsorship – e con tutto il cuore spero di trovare qualcosa di diverso. Ma poi mi tornano in mente le parole di un mio amico multato dopo aver lasciato per l’ennesima volta la macchina in divieto di sosta: “che pacco, 43 euro… bè dai meglio che pagarne 5 ogni volta”.

    Ancora auguri!

  4. Non ti attacco perchè sei una dolce sognatrice che crede che al mondo in fondo tutti sono buoni, ma non è cosi, io li avrei respinti, li avrei speronati, sparando se necessario, questo paese ha già abbastanza problemi per doversi occupare anche di tutta quella plebaglia che nessuno vuole, noi apprezziamo la svizzera,australia,belgio etc…ma se non ti vogliono non entri!! io mi sono rotto di ritrovarmi zingari elemosinanti e ladri dell’est europeo, o asiatici e africani da mantenere!! ps; giusto ieri sono entrati gli zingari a rubarmi in casa, malloppo a parte hanno fatto 4000 euro di danni alla casa!! bel modo di iniziare la settimana! altro che cpt..campi di concentramento farei…

    • Io non sono una cretina che crede che al mondo siano tutti buoni…la mia analisi si basava sui fatti e sui valori. Sul fatto che siamo l’unico paese che sta facendo qualcosa, volente o nolente, per aiutare queste persone invece di, come suggerisci tu, fregarsene e speronarli.

      Che nessuno qui li voglia è certamente vero, ma la soluzione che offri tu non è certamente esemplare per una democrazie moderna. Il nostro sistema di accoglienza immigrati fa sicuramente pena e va aggiustato, ma ributtare la gente in mare non mi sembra una grande idea….
      E’ che l’Europa, con tutti i soldi che versiamo ogni anno sotto il capitolo “immigrazione” avrebbe dovuto sbattersi un po’ di più ed aiutarci, invece che rimanere a guardare…

      • il nostro governo fa qualcosa per non trovarsi nella shit… ci sono soldi in gioco, e non si tratta di essere buoni. Open your mind!

      • Si, ma almeno fa qualcosa. E se ci fossero davvero così tanti soldi in gioco nell’accogliere gli immigrati, penso che anche gli altri paesi avrebbero fatto lo stesso. Invece, guarda caso, c’è solo l’Italia…
        Oper your mind too.

  5. Angelica dovrò andare un pò contro il tuo pensiero.
    Sicuramente noi italiani siamo un popolo buono e l’indottrinamento cattolico ci spinge ad esserlo.
    Però il problema è che in Italia si fanno le cose sempre a “cazzo di cane” come si dice in latino. Adesso mi aspetto che quest’ondata di clandestini, perchè purtroppo lo sono, vengano suddivisi tra le regioni che per ora “stranamente” sono solo quelle del SUD. Al che mi chiedo: ma fino a quando dovremmo “mantenere” questa gente a spese nostre? Dovranno integrarsi tra le nostre fila e se si perchè mandare sti poveri cristi dove non c’è uno straccio di lavoro? Non è meglio mandarli al nord?
    Inoltre non voglio passare per senza cuore o per fascista però, per quanto inumano, non li farei mai sbarcare da noi ma li dirotterei verso altri lidi. Se serve userei pure la forza. Il motivo? Semplice una volta che ne accetti un paio la voce si sparge ed ovviamente arrivano tutti. Inoltre non vedo perchè dare da mangiare ed una casa a loro quando ci sono tantissimi italiani che muoiono di fame e vivono come barboni. Cosa hanno questi clandestini più di loro?
    Sapete perchè in Spagna non vanno? Perchè li cannoneggiano!! In Grecia pure….alla fine gli unici scemi che si piegano siamo sempre noi. Ma il problema maggiore è che i soldi che vengono spesi son soldi della nostra comunità e non dell’europa! Insomma non pensate male ma è troppo facile fare il frocio con il culo degli altri…
    Purtroppo non si può sempre aiutare il prossimo sopratutto in una situazione come la nostra che è già abbastanza compromessa…

    • Unicredit
      La Banca centrale libica detiene il 4,99 per cento di Unicredit, uno dei maggiori istituti di credito europei e mondiali. Lo statuto di Unicredit stabilisce che nessun socio può contare in assemblea per più del 5 per cento. Qualche mese fa l’allora amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, dovette lasciare l’incarico proprio in seguito ad alcune polemiche relative al ruolo della Libia nella banca: il fondo sovrano libico LIA, infatti, entrato in Unicredit nel 1997 con lo 0,56, aveva acquistato il 2,07 per cento del capitale. Una quota che aggiunta al 4,99 per cento detenuto dalla Banca centrale libica diventa un importante 7 per cento direttamente o indirettamente facente capo alla stessa persona, cioè Gheddafi. Si parla da mesi della possibilità che lo stesso fondo LIA arrivi al 4 per cento di Unicredit, portando la Libia a essere il primo azionista di Unicredit.

      FIAT
      Nel 1976 il fondo LAFICO ha acquistato il 9 per cento di FIAT, che a causa della crisi energetica aveva grossi problemi di bilancio, diventandone il secondo azionista dopo la famiglia Agnelli. Nel 1982 la partecipazione salì al 13 per cento. Nel 1986 il fondo LAFICO è uscito da FIAT, realizzando una plusvalenza di 2,6 miliardi di dollari. Nel 2000 il fondo LIA è tornato a investire in FIAT, acquistando il 2 per cento delle azioni della fabbrica automobilistica. Oggi la Libia possiede una quota di FIAT di poco inferiore al 2 per cento.

      Finmeccanica
      Nel 2009 Finmeccanica ha sottoscritto un memorandum d’intesa col governo libico per la cooperazione in un vasto numero di progetti in Libia, in Medio Oriente e in Africa. L’accordo prevede la creazione di una joint venture di cui faranno parte Finmeccanica e il fondo LAFICO. Da gennaio Il fondo LIA, invece, detiene il 2,01 per cento di Finmeccanica. La società italiana ha vinto diversi contratti d’appalto in Libia, tra cui uno del valore di 247 milioni di euro per la costruzione di una ferrovia.

      Juventus
      Nel 2002 il fondo LAFICO ha acquistato il 5,31 della società sportiva, corrispondente a circa 6,4 milioni di euro in azioni. Nel 2009 la partecipazione è salita al 7,5 per cento.

      ENI
      Il fondo LIA possiede l’1 per cento di ENI. L’accordo tra le parti concede al fondo LIA di arrivare al 10 per cento, cosa che consentirebbe al governo libico di diventare il secondo azionista dopo il governo italiano, visto che il ministero dell’Economia detiene una partecipazione azionaria pari al 30 per cento. ENI tra l’altro è titolare di molte commesse in Libia: ha costruito il gasdotto Greenstream, il più lungo gasdotto sottomarino mai realizzato nel Mediterraneo, che fa transitare otto miliardi di metri cubi di metano dalla Libia all’Italia, e oggi è impegnata – attraverso alcune controllate – anche nella costruzione di alcune autostrade. Negli ultimi dieci anni ENI ha investito in Libia 50 miliardi di dollari, e prevede di investirne altri 20 nel prossimo decennio.

      Mediobanca
      Il fondo libico LIA possiede azioni di Mediobanca per 500 milioni di dollari. Secondo un accordo preliminare stipulato a febbraio del 2009, il fondo prevede l’investimento libico in società italiane nei settori delle costruzioni e dell’industria farmaceutica. Secondo molti osservatori, l’investimento in Mediobanca permetterà al governo libico di investire con maggiore libertà nelle imprese italiane.

      Olcese
      Il fondo libico LIA possiede il 26 per cento di Olcese, un’azienda tessile. L’investimento fu il primo esperimento di partecipazione in un’azienda italiana da parte della Libia.

      Retelit
      È l’azienda di telecomunicazioni che nel 2008 ha vinto il bando per l’assegnazione delle frequenze WiMax in dieci regioni d’Italia. La Lybian Post Telecommunications Information Technology Company controlla il 14,798 per cento del gruppo e ne è primo azionista.

      e molto altro… siamo solo buoni?

  6. molto d’accordo con antonio ma ancora di piu con wildchild sopratutto con le ultime parole “Sapete perchè in Spagna non vanno? Perchè li cannoneggiano” forse dovreste viaggiare un pò di piu all’estero e non parlo solo di europa in thailandia ai confini con la birmania in frontiera c’è un cartello che dice: se provi ad entrare clandestinamente siamo autorizzati a spararti e cosi anche in altri posti in cui sono stato! chissa come mai si parla di aiutare questi “disgraziati” quando nel nostro bel paese c’è gente che muore ogni giorno per la strada di freddo!!! le tasse che pagate quando lavorate vengono usate per mantenere persone che nel 60% dei casi vi entrare in casa a rubare perche ovviamente non troveranno lavoro, quando andate al pronto soccorso perche avete uregente necessità vi trovate ad affrontare una fila due 70 persone tra cui piu delle metà immigranti tra cui anche clandestini che vengono curati senza averne diritto e senza mai aver pagate un giorno di tasse… provate ad andare negli stati uniti e ad aver bisogno di un ospedale ed essere senza assicurazione medica e poi tornate qui e scrivete come vi hanno trattato…e potrei continuare per ore ad elencarne… lo so sembrerò cinico e forse lo sono e di sicuro verrò attaccato ma riflettete un paio di minuti… non si potrà andare avanti ancora cosi per molto! la chiudo qui perche mi sta venendo da vomitare ! ciao

    • Forse non avete capito il punto del mio post o forse io non mi sono spiegata bene: sto parlando di fatti. Sto parlando del fatto che siamo gli unici ad accogliere i profughi invece di rifiutarli, mentre il resto d’Europa se ne frega. La soluzione non è rigettarli in mare, la soluzione è che tutta l’Europa si assuma la responsabilità di queste persone in fuga e non addossi tutta la merda sull’Italia.
      L’Italia è l’unico paese che sta facendo qualcosa al riguardo, gli altri si limitano a guardare.
      Ripeto, parlo di fatti.

      Ti viene da vomitare? Siamo in due allora….io a leggere di gente che butterebbe in mare queste persone e le lascerebbe morire..a leggere ste cose mi viene davvero da vomitare….

  7. guardate che la maggior parte degli immigrati lavora e ovviamente paga le tasse, basta pensare che sono dei parassiti che vivono a nostre spese per favore!
    per quanto riguarda i clandestini (non i profughi) è un altro discorso, in quanto clandestini non possono avere un regolare contratto di lavoro, ma questo è un problema causato dalle nostre leggi sull’immigrazione. Il governo non è abbastanza severo perchè vuole il maggior numero di immigrati clandestini così da avere un capro espiatorio, così si preferisce far entrare i clandestini invece che fare una legge intelligente sull’immigrazione che possa permettere agli immigrati di venire a lavorare legalmente nel nostro paese. La cosa che mi fa più paura è che mi sembra che stiano ammassando più gente possibile a Lampedusa non per bontà, ma per far scoppiare qualche tumulto e sollevare l’odio degli italiani verso di loro.

  8. questo è una delle ragioni per essere orgogliosi del nostro paese.
    che se ci pensi bene, non dovrebbe essere una qualita’ solo di una nazione/popolo.
    “mille problemi irrisolitiiiiiiiiiiiii, ma un cuore grande coooosiiiii”
    cantava Elio, ricordi?!

    trovo allucinante che l’europa se ne sbatta gli zebedei…
    meglio fare che non fare cmq!
    sempre!

  9. Veramnete noi abbiamo solo 30- 40 mila rifugiati ( politici- di guerra- religiosi ecc ecc ) la germania 600 mila il resto d’europa ne ha tanti , sulle diverse centinaia di miglia più o meno . Da noi la figura dell emigrato è vista come un lavoratore da pagare 4 soldi quindi si fanno entrare solo per raggioni economiche una volta tanto che non ci sono ragioni economiche ecco che succede il finimondo , e poi gli immigrati sono solo di passaggio quasi tutti vogliono andare in Francia ( visto che li c’è una nutrita comunità araba ) quello che il governo sta dicendo sono solo frottole per ora ci sono stati 15 mila ingressi la Germania non si è messa a piangere per i rifugiati della jugoslavia ma ha lavorato , per me anche questa volta le istituzioni Tutte dal governo alla regione sicilia alle amministrazioni d’Italia che non vogliono fra costrire campi profughi hanno dimostrato di essere da 3° mondo , discorso a parte per gli italia che hanno dato prova di grande maturità e di essere alla pari con i popoli europei più accoglienti (tipo Germania, Svezia, Olanda) di questo ne Dobbiamo essere fieri con tutte le nostre difficoltà non cadiamo nei tranelli razisti e xenofobi che una certa classe politica decanta tanto ardetemente tipo lega nord e nazzionalisti in generale. Questa è la prima volta da un pò di tempo a questa parte che gli italiani dimostrano di essere i figli di quel popolo glorioso che ha scritto le più belle pagine dei libri di storia

  10. Io sono convinto che non possiamo gestirli tutti. Quello che bisogna fare secondo me è aiutarli a riprendersi dal viaggio disumano e riportarli nella loro nazione.

    Facendo così diminuirà anche la “domanda” che genera questo mercato infame.

    Quando poi noi italiani staremo meglio e avremo lavoro da offrire, ben vengano gli extracomunitari ad arricchire il nostro paese, sempre nel rispetto delle nostre leggi, usi e costumi.

    Per il resto…

    BUON COMPLEANNO !!!

  11. Dante Alighieri ci aveva azzeccato un bel po’ di tempo fa..”“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!”
    Maga Angelica, sono d’accordo con te, purtroppo però dietro a questo genere di problemi ci sono sempre dietro un sacco di interessi che ovviamente non vengono rivelati nei titoli dei giornali..povera mamma Italia..”guarda come esta fiera è fatta fella per non esser corretta da li sproni, poi che ponesti mano a la predella.”

  12. Non è un caso che i profughi scelgano proprio l’Italia. Tanto per cominciare, per condizioni prettamente geografiche l’Italia è il porto d’Europa.

    Ma la maggior parte di queste persone (che dobbiamo ricordarlo, scappano da situazioni veramente tragiche) non ha la minima intenzione di rimanere nel Belpaese. Semplicemente sperano di attraccare al porto Italia e poi proseguire verso la grande Europa, quella che “funziona”.

    E’ il minimo che un paese come il nostro, che indipendentemente dalle opinioni personali è RICCO, si dia da fare per accogliere al meglio questa “invasione”.

    L’alternativa è pagare un dittatore nordafricano per costruire galere dove i profughi vengono tenuti in condizioni disumane e spremuti di tutti i loro averi prima che muoiano di fame e stenti.
    Ah, ma aspettate, quello l’abbiamo già fatto con il nostro amico Gheddafi…

  13. CIAO! Bello questo post. Sono fiera degli italiani che si sporcano le mani di solidarietà, che fanno vedere di essere cristiani nei fatti. Sì, siamo buoni. Non siamo stupidi. Le persone che accogliamo si ricorderanno che le abbiamo accolte. Tra loro qualcuno si comporterà male, certo, ma non sarà peggio di come si comporta il resto del mondo. Senza contare che i tanti immigrati già integrati in Italia testimonieranno il nostro essere solidali.
    Dobbiamo trovare il modo di valorizzare i talenti nostri e di quelli che arrivano. Non so come fare, tuttavia dobbiamo cercare noi stessi la loro solidarietà. Ho visto ieri un servizio in cui mostravano alcuni clandestini che aiutavano a tenere pulita l’isola di Lampedusa. Tra queste persone ci sono molti uomini di buona volontà. Dobbiamo chiedere la loro collaborazione. Dobbiamo chiedere cosa sanno fare, cosa vogliono imparare, dove vogliono andare e quali progetti hanno in mente. Spesso l’idea è quella di guadagnare qualcosa qui per poi tornare nei luoghi d’origine ad aprire un’attività. Proviamo a pensare alla logica del microcredito. Per chi va in vacanza: perchè non un viaggio a Lampedusa per sollevare il turismo?
    Scusate se ho buttato giù delle idee così senza proporre nessuna soluzione pratica, ma secondo me abbiamo bisogno di uscire dagli schemi per trovare nuove soluzioni. ci vuole un brain storming. E comunque grazie ai lampedusani, se qualcuno di Lampedusa legge, segnali cosa possiamo concretamente fare per aiutare, a quali organizzazioni serie dobbiamo rivolgerci per dare una mano, quali sono le cose che mancano e che possiamo inviare. Grazie ancora.

  14. Per quanto ne so io (e ne so pari a 0) non e’ il cuore o il buon senso degli italiani che li porta ad accogliere tutta quella gente, ma e’ LEGGE! Per legge, l’Italia e quindi la guardia di finanza(che si occupa in primis di tutto cio’) non puo’ spedirli indietro, non puo’ rimandarli a casa, ma e’ obbligata ad accoglierli e a soccorrerli, a prestare il proprio aiuto.
    Arrivera’ un bel giorno che qualcuno cambiera’ tutte queste leggi!

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