41 gradi….41 gradi…41 gradi…

Io non ci potevo credere quando me lo hanno detto: “sai oggi sarà una giornata più calda del solito”….

Pensavo: saranno i soliti 30 gradi umidicci….ma mentre mi sparavo il mio turno da 11 ore (esatto, si, dalle 8 di sera alle sette del mattino) sono uscita un attimo fuori per pulire i tavoli della terrazza e l’impatto con l’aria è stato devastante: cerano quasi 30 gradi alle sei del mattino….noooooooooooo

Ma qui lo vedono come una cosa normale e tecnicamente siamo ancora in primavera!! 😦

L’altro giorno mi sono rifugiata per la disperazione nel Supa Iga, supermercato-gioielleria sotto casa mia, ho comprato giusto due cerotti per non fare la figura della barbona, ma in realtà cercavo l’aria condizionata…mi sono diretta alla cassa con la fronte imperlata di sudore e ho tirato una battuta, o almeno spervao fosse una battuta, alla cassiera: “Ma in estate non è peggio, vero”?

Lei mi ha risposto con un sorriso così rassicurante che speravo confermasse la mia teoria….e invece se ne esce fuori: “Ma certo che è peggio, è ancora più caldo” mi ha detto con un sorriso a tutto denti.” Non è così umido però, fa solo un caldo pazzesco”!

Eheheh meno male pensavo, io uscendo dal paradiso di frescura e immergendomi nella calaura umidicccia di Sydney…meno male porca miseria che da dicembre a gennaio moriremo tutti soltanto di un caldo tremendo, ma almeno non avremo i reumatismi per l’umidità…che gioia queste notizie….

Mentre scrivo ho aperto un attimo la finestra per far entrare un po’ d’aria…sembra di avere un phon puntato minacciosamente in faccia…chiudiamola va e affidiamoci alla ventola che fa pur sempre il suo dovere….

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Dammi il mio caffè e nessuno si farà male…

…ora io dico, mi trovo in un paese dove il caffè è bevuto più dell’acqua, te lo danno in tutti i modi, con creme, equal, sugar, honey, con la zia e la nonna insieme….però se gli chiedi un espresso è la fine….

A me piace il caffettone lungo come si vede nei film, in quei bei bicchieroni grandi di carta, il caffè da passeggio che da noi in Italia non è ancora arrivato ( noi ce lo beviamo al bar il caffè o seduti, ma per strada nooo…non te lo gusti per strada)…però sono italiana cazzooo…e magari un espresso italian style ogni tanto mi piace berlo, o no?

Allora innanzitutto va spiegato che quando si entra in un bar, qui a Sydney, la scelta di caffè è devastante:

caffelatte, che loro chiamano “latte” senza sapere che è un nome italiano e che latte vuol dire milk ( ve lo giuro…)

cappuccino che è come il nostro (certi lo fanno anche meglio degli italiani devo proprio dirlo)

flat white, una roba strana che in pratica è un cappuccino lieve lieve, con poco coffee e tanto latte e poca schiuma (voi mi direte ma non è uguale al caffelatte? Non fate queste domande per piacere…)

poi c’è il long black, che letteralemnte significa lungo e nero ma non pensate male, si tratta sempre ( e purtroppo mi viene da dire) di caffè all’americana:, cioè allungato con acqua calda…non è male ve lo assicuro.

Tutti questi caffè possono essere bevuti con latte intero (full cream), scremato (skim) o latte di soia (soy milk).

Figata eh? Ma non manca qualcosa alla lista? Dai guardate bene…

Non c’è l’espresso. Anzi forse c’è ma loro lo chiamano diversamente….poverino…lo chiamanno short black…corto e nero…un insulto porcaccia…

e però NON E’ LA STESSA COSA. E’ una roba al caffè acquosa e corta….

Se entri in una di queste catene multinaziontiale del chicco, l’espresso non lo sanno fare o meglio non sanno cos’è…poi tu con aria seria glielo spieghi guardandoli dritti negli occhi, gli dici che è come uno short black ma devono premere di più il caffè nel braccetto e mettercene di più e fare uscire la cremina…allora forse te lo fanno.

Forse, perchè non tutti accettano di stravolgere la regola. I caffè sono sul menù, se ne vuoi uno diverso cambi bar. Vagli a spiegare che l’espresso è la base di tutti i caffè che fanno…non ci arrivano..almeno non quelli che ho avuto la fortuna di incontrare…

Sono bravi sti australiani e sono creativi, ma in quanto a flessibilità…

è possibile che ogni volta li devo minacciare per un espresso? E dai su…..

Gli italiani in Australia….

La luce di SydneySono qui da cinque mesi e di italiani entusiasti della terra dei canguri ne ho trovati davvero tanti….gente che ha mollato tutto e ha trovato fortuna qui, chi ci è venuto per un viaggio di nozze, il mio caro amico Carlo, e non se n’è più andato…chi è venuto perchè deluso dall’Italia (e chi scrive fa parte di questa cerchia) e ha provato a riscattarsi…

Qualcuno ci è riuscito, ha messo su una ditta, una famiglia…insomma chi è riuscito è contento dell’impresa e tornasse indietro rifarebbe le stesse cose se…..se l’Italia rimanesse la stessa…..

se invece tornasse indietro e vivesse in un’Italia diversa, dove regna la meritocrazia, dove non esistono le raccomandazioni se non a livello davvero lieve (eliminarle del tutto è impossibile e credetemi anche qui a Sydney le cose funzionao così…) dove la legge è davvero uguale per tutti…allora nessuno se ne andrebbe più…

perchè il nostro paese è il più belle del mondo.

Ma siccome l’Italia è quello che è (io lo dico sempre: il problema dell’Italia è che è governata da italiani…) i nostri connazionali scapperanno tutta la vita…quelli che hanno il coraggio di farlo.

Perchè, si badi, chi non scappa non resta perchè è felice ma perchè ha paura…poi certo ci sono quelli che restano perchè amano incondizionatamente il proprio paese e nonostante i mille difetti se lo tengono bene stretto…

Mia madre per esempio. Lei morirebbe per l’Italia. Io no. Ancora non sono arrivata a questi livelli…

Lei è venuta a trovarmi un mesetto e non le ho visto fare i salti mortali per l’entusiasmo…o porca miseria mamma sei a Sydney!!!! Ci sono le vele, guarda le vele dell’Opera House cazzo!!! Ma non vedi quanto sono belle!!! Guarda l’Harbour bridge, cammina nel Botanic Garden…passeggia per lo spiaggione di Bondi…gustati la luce vibrante di Balmoral…..no niente.

Il ponte di ferro....

“Carino” mi diceva… ogni tanto si faceva sfuggire un “Bello” ma penso più per farmi contenta che altro…e io li a sfangarmi per contagiarla con il mio entusiasmo, per farle vedere quanto tutto questo fosse così bello e così diverso dall’Italia….

No, non più bello. Ma piacevolmente diverso.

Continuava a ripetermi: “vengo dal paese più bello del mondo, ma come faccio a entusiasmarmi di fronte  a due vele e a un ponte di ferro?” Le vele sono l’Opera House, una delle opere architettoniche più affascinanti del mondo,il ponte di ferro è l’Harbour Bridge, il ponte a campana più lungo del mondo…ma sono quisquilie…

Ecco lei rappresenta l’Italia verace, vera, passionale. L’italiana che non la freghi con “due vele”, non la entusiasmi con le cupcakes, le tortine che impazzano a Sydney e sembrano uscite dai cartoni animati…no niente….

Le uniche due cose che hanno davvero emozionato mia madre sono state, nell’ordine: il trenino più ripido del mondo che attraversa le Blu mountains, zona montagnosa stupenda a un’ora da Sydney (attenzione, non l’hanno entusiasmata le Tre sorelle, le montagne blu mozzafiato…no….il trenino…figata eh, stupendo, ma insomma….) e il banana bread, un pane integrale spesso due o tre centimetri insaporito con la banana….quando lo ha assaggiato sembrava avesse visto la Madonna….le “vele” non hanno avuto lo stesso effetto….

E io la guardavo stranita. E pensavo agli altri italiani, quelli che vivono qui.

Quelli che ho conosciuto durante il mio lavoro di cocktail server…leggi: cameriera, ma cocktail server fa più figo…

Loro, come dicevo sono entusiasti….non tornerebbero in Italia neanche se li pagassi, elogiano l’Australia e la sue gente, la sua luce, la sua vita….poi io sono bastarda e la domandina glielo devo fare per forza: ma l’Italia ti manca?

E loro come fanno a rispondere di no? Certo che ci manca, ma ci torniamo solo come turisti….è strano andare a fare i turisti nella proprioa terra e vivere la quotidianità in una terra così diversa..ma loro ormai sono abituati…

Ma noi italiani siamo anche fatti così..se partiamo poi ci adattiamo. Siamo ovunque porca miseria!

Attenzione ci adattiamo, non ci integriamo. Almeno questa è la mia impressione. Stiamo al gioco, parliamo con tutti, madniamo avanti i nostri affari e ci facciamo rispettare….ma noi siamo noi, noi ci facciamo conoscere ovunque, noi la nostra italianità te la sbattiamo in faccia,  te la urliamo addosso e fanculo a te se non ti sta bene.

Quindi gli italiani in Australia sono contenti, ma gli si legge una certa malinconia negli occhi che non possono nascondere…mi verrebbe da dire: gli italiani all’estero sono malinconici, quelli in Italia sono incazzati…insomma non va mai bene!

E quando uno di questi “italiani felici” in Australia incontra un altro italiano diventa ancora più felice…finalmente posso palrare in italiano, che bello!!! Non se ne può più di queste faccie schiacciate…ahahah e chi sono le faccie schiacciate? Sono gli asiatici, brava gente che sta letteralmente invadendo l’Australia che con il premier Rudd ha aperto ancora di più le porte rispetto al passato, ma di questo parlo un’altra volta…

E’ un commento razzista??? E’ questo che vi state chiedendo, leggendo queste ultime mie righe? Si. gli italiani sono razzisti, lo sono sempre stati e voi lo sapete bene.

oh, notizia dell’ultima ora: anche gli australiani lo sono, credetemi!