Merry christmas Italy….

Carissimi….innanzitutto tanti tanti merry Christmas…. 😀

Volevo rubarvi due minuti per ringraziarvi dei commenti al mio ultimo post e per spiegarvi….spiegarvi alcune cose.

Non voglio parlarvi di immigrazione conveniente o meno, dei nuovi e vecchi immigrati…non voglio.

Voglio parlare degli italiani. Quelli che vivono qui e quelli che hanno deciso di costruirsi un futuro altrove.

I vostri commenti mi hanno fatto male. Ho sofferto a leggere tutto questo malessere, ho sofferto nello scoprire quanto noi giovani siamo già così disillusi per il nostro paese….ho sofferto quando ho scoperto che nessuno ci spera più in un futuro migliore in Italia.
Il nostro paese se lo merita davvero?
E ora vi dico una cosa che vi farà ancora più incazzare: io all’estero mi sono resa conto che il mio paese non è poi così male.

E non me ne vogliate per questo. Non arrabbiatevi con me se ancora, un pochino, ci credo in questo paese e, soprattutto, nelle persone che popolano questo paese.
Abbiamo mille difetti, ma gli italiani, sotto sotto, sono buoni.

In Australia ho avuto le mie facciate come avrete letto nei miei post. Ho avuto momenti difficili, ho preso tante porte in faccia e mi sono sentita tante, troppe volte dire che si, il mio curriculum era bello, che loro erano davvero interessati al mio profilo, ma purtroppo, a causa del visto temporaneo, non si poteva fare nulla.
Io non ho avuto la fortuna di trovare il benedetto sponsor. Sono contenta per chi ci è riuscito, sono contenta per te, cara Roberta, che sei venuta a Sydney tanti anni fa e hai fatto evidentemente la scelta giusta, perché i tuoi figli ora sono sistemati, stanno bene, state bene. Insomma, ce l’hai fatta.
Io non ci sono riuscita. E ci ho provato, ragazzi, credetemi.
Ma non ho visto questo non riuscire come un fallimento. Anzi. Secondo me i fallimenti sono solo esperienze che, per quanto negative, non possono che farci bene. Quanto ho imparato io da quelle esperienze negative voi non lo potete neppure immaginare…

Cosa voglio dirvi con tutto questo polpettone? Che tutto il mondo è paese.

Nonostante le numerose pacche sulle spalle, in Australia alla fine sempre hostess o cameriera facevo.
E per carità, ero contenta comunque. L’esperienza, come detto già più volte, mi è servita molto.
Ma poi mi sono guardata indietro, ho rivisto nella mia mente tutte le ore passate sui libri, la laurea, il tesserino da giornalista professionista faticosamente ottenuto dopo un esame nazionale da incubo e mi sono detta: che faccio, rimango comunque o provo a vedere se dalle mie parti ho qualche chances in più?

La nostra Italia è messa male, ma non pensiate che da altri parti e io parlo per l’Australia, le assunzioni non avvengano tramite conoscenze e simili.
Il mo teacher al corso di marketing ce lo ha ripetuto fin dal primo giorno: l’80% degli annunci di lavoro non è pubblicizzato. Le persone vengono assunte grazie al network di conoscenze che si sono costruite negli anni.

Certo, non è il nostro sistema malato delle raccomandazioni, ma come ogni mercato del lavoro moderno che si rispetti, l’assunzione per conoscenza è una parte fisiologica del sistema. Nel senso: se uno ti conosce bene, può parlare bene di te al suo capo e ,magari mettere il tuo cv sopra quello degli altri. Ma qui finisce l’aiuto. Il resto tocca a te: se non sei in grado, non passi nemmeno il primo colloquio.
Io non sono riuscita a farmi sto benedetto network. Sono una frana su facebook, non uso Twitter e uso il telefono solo se veramente non posso farne a meno. Una frana totale! 😀

Questo per dirvi che certo, se avete talento e voglia di fare, di sicuro avrete più possibilità che in Italia. Ma senza la benedetta Rete, si potrà fare ben poco.

Quindi, ragazzi, se volete provare Down Under mettetevi in testa di migliorare le vostre pubbliche relazioni con chichessia, perché pare sia la strada più veloce per ottenere l’impiego dei sogni.

Io, purtroppo, sono un’idealista. Una povera illusa che pensa di essere assunta solo per i proprio meriti.
Lo so, lo so. Mi devo svegliare e cominciare a costruirmi questa benedetta rete, ma non è proprio nelle mie corde…sono scappata dall’Italia perchè cercavo il sistema meritocratico per eccellenza, cercavo un posto dove contasse solo la mia esperienza e la mia conoscenza…e invece ho scoperto che ovunque, per ottenere qualcosa, devi conoscere qualcuno.

Parlo per la mia esperienza personale. E, soprattutto, vi racconto quello che il mio teacher, cittadino australiano da diversi anni, mi ha raccontato.

Poi, certo, c’è anche chi ha ottenuto lavoro solo presentando il proprio curriculum. Ma anche qui, alle volte succede, o sbaglio?

Dove voglio arrivare con tutta questa arringa natalizia?

Voglio arrivare a confessarvi che se me ne sono andata dall’Australia è stato anche, un pochino, perchè sono rimasta delusa.
Ma non è colpa dell’Australia. Sono io che continuo a cercare il sistema perfetto. E non lo troverò mai.
Allora, persa per persa, me ne sono tornata a casa.

Ora leggo i vostri commenti e sto pure peggio. Era meglio che quel post sul restare o partire non lo avessi mai scritto.
Perchè mi fa male vedere, anzi leggere, quanto voi stiate male. Accendo la televisione, la radio, leggo i giornali e non faccio che sentire lamentele verso il nostro paese.

In Australia ci sono certamente le persone che si lamentano. Ma i cittadini si lamentano quando c’è qualche falla nel sistema, quando qualche politico commette qualche errore. E si incazzano seriamente quando il governo si permette di prendere in giro i cittadini. Questa è una delle cose che ho sempre ammirato negli australiani: si infuriano quando la cosa pubblica non viene rispettata. lo vivono come un affronto insostenibile. noi, invece e purtroppo, ci siamo quasi abituati…

Ma, in generale, gli australiani amano l’Australia. Non amano la regina Elisabetta, ma sono stra orgogliosi del loro essere aussie….. Hanno una storia di poco più di 200 anni, non hanno praticamente monumenti e le figure storiche importanti si contano sulla punta delle dita. Eppure sono immensamente orgogliosi di appartenere a questo paese.
Gli americani, che negli ultimi anni (prima con Bush per la guerra in Iraq e ora con Obama per la crisi economica) hanno avuto tutte le ragioni per incazzarsi contro il proprio governo, amano il loro paese.
I francesi? Possono forse detestare Sarkozy, ma guai a mettere in dubbio la “grandeur”.
Gli inglesi? Il povero Brown non è uscito di scena in grande stile, ma guai a toccare la corona…e posso continuare all’infinito.

Ogni paese democratico ha i suoi problemi che possono essere peggiori o meno gravi dei nostri. Ma il popolo, in generale, è orgoglioso del paese-nazione.

E noi? Siamo orgogliosi di essere italiani? O ce ne vergogniamo?

Perchè appendiamo sui balconi la bandiera italiana solo quando ci sono i mondiali di calcio?
Perchè ci lamentiamo sempre e non spendiamo mai, dico mai, una parola buona sul nostro paese?

In Australia, quando la gente mi chiedeva di dove fossi, alla mia risposta TUTTI, e dico TUTTI, sgranavano gli occhi e mi chiedevano: e cosa ci fai qui? Vivi nel paese più bello del mondo, cosa vieni a fare in Australia?

E io perdevo le ore a spiegare i miei motivi personali, il fatto che il sistema Italia stesse facendo acqua da tutte le parti, eccetera, eccetera…e loro, sapete loro cosa mi rispondevano?
Facevano le solite spallucce e mi auguravano buona fortuna in Australia. 😀

Vi siete mai chiesti che opinione hanno gli stranieri dell’Italia? A parte il fatto che c’è la mafia (perchè, negli altri paesi la criminalità organizzata non esiste?) che a Berlusconi piacciono le donne (ma dai??? Che scandalo…) e che gli italiani urlano invece di parlare (ma io questo lo considero un pregio 😀 ), per il resto il nostro paese è visto molto bene.

Allora, gli stranieri sono tutti rincoglioniti? O, forse siamo noi che ci vogliamo troppo male e davvero troppo poco bene?

Siete orgogliosi di essere italiani?  Non pensate a chi ci governa adesso. Io non sto facendo un discorso politico. Non mi interessa giudicare politicamente Belusconi o Bersani, parlare di conflitto di interessi o furbetti del quartierino. Voglio parlare dell’Italia, dell’orgoglio italiano. Sembra quasi che invece di un senso di appartenenza alla nazione, noi stessimo provando un senso di rifiuto.

E per cosa? Rinunciamo ad amare quello che siamo per colpa di una classe dirigente incompetente?

Prima di rispondervi, voglio raccontarvi un episodio che mi è accaduto qualche giorno fa. Dopo averlo letto, pensate alla risposta a questa domanda.

Stavo andando da mia nonna per portarle le vognole fresche che lei cucina sempre il giorno di natale.
Ero in macchina. Sono uscita dall’austostrada al casello di Genova Est. C’era un casino pazzesco, ultimi giorni prima di natale, macchine e gente ovunque. Procedevamo tutti a passo d’uomo.

Qualche anno fa avrei cominciato a cristare dal casello fino ad arrivare sotto casa di mia nonna, ma grazie all’esperienza australiana ho usato la tecnica take it easy, ho sintonizzato la radio sulla mia stazione preferita (rtl 102.5) e mi sono rilassata… 😉

Mi sono fermata al semaforo che si incontra subito dopo l’uscita autostradale. Davanti a me c’era solo una macchina guidata da una donna. Avevo intravisto la signora poco prima, mentre caricava i sedili posteriori con i pacchi della spesa stracolmi di cibarie di ogni tipo e arrivare al semaforo giusto davanti a me (ve l’ho detto che si andava a passo di lumaca….)

Al semaforo c’era un ragazzo che chiedeva l’elemosina.

Sempre lui. c’era anche prima che partissi per l’Australia. E’ albanese se non sbaglio.
Sempre con quel cappellino da baseball rosso che non tiene sulla testa, ma tra le mani per raccogliere qualche spicciolo tra gli automobilisti fermi al semaforo.

Si è diretto verso la signora che stava davanti a me. Lei ha abbassato il finestrino e gli ha detto qualcosa.
Lui ha assunto un’espressione stupita, ma si è subito ripreso e ha aperto la porta del sedile posteriore. Ha guardato i sacchetti, ne ha preso uno, ha richiuso la porta e ha ringraziato la signora.

E’ scattato il verde, ma il traffico era sempre allucinante, quindi più che i dieci allora non facevo. Ho avuto il tempo di guardare quel ragazzo, ammirare il suo sorriso e sbirciare in quel sacchetto che lui aveva appoggiato al muretto: c’era pasta, panettoni, cioccolato e altre delizie natalizie….

Lui era perso con lo sguardo il quel sacchetto. Io ero persa nello sguardo di quel ragazzo. Ed ero stupita e compiaciuta per il gesto di quella donna italiana.

In quel momento, mi sono sentita davvero orgogliosa di condividere con quella donna la stessa nazionalità.
Ero davvero fiera. Per lei, per me.

Non dico che negli altri paesi non ci sia tutta questa solidarietà. Ma io una cosa del genere non l’ho mai vista.

Voi mi dite che questo paese merita di essere abbandonato. Io vi rispondo: vivete all’estero per un po’ e solo dopo provate a rispondere a questa domanda. Se sarete sempre della stessa opinione, allora vuol dire che avete davvero trovato il vostro “El Dorado”, il vostro sistema perfetto.

Io, purtroppo, non l’ho trovato. E forse non lo troverò mai.
Ma una cosa, vivendo all’estero, ho riscoperto: l’orgoglio di essere italiana.

Se tutti noi provassimo ad amare un po’ di più il nostro paese, magari e dico magari, le cose non andrebbero così male. Se si cominciasse a parlare delle cose che funzionao in Italia ( e ce ne sono) tralasciando per un attimo (solo per un attimo) quello che non funziona, magari non vedremmo il bicchiere così mezzo vuoto. O vuoto del tutto.

Andate all’estero, vivete la vostra vita al massimo, fate più esperienza possibili, conoscete gente di tutto il mondo, imparate le lingue straniere, allargate i vostri orizzonti. Fatelo per voi stessi.

Ma non vergognatevi di essere italiani. Non fatelo mai. Amate il vostro paese. Prendete i libri di storia, andate a vedere chi siamo stati, cosa siamo stati, cosa abbiamo rappresentato nella storia (nella buona e nella cattiva sorte, ovviamente, senza dimenticare errori storici devastanti e brutte figure :-D).

Guardate il nostro paese nell’insieme. Non odiate l’Italia solo perchè è diretta da degli incapaci.
Critichiamo gli incapaci, ma salviamo il nostro paese.

Buone feste ragazzi…e, soprattutto, vi auguro un 2011 grandioso. Ovunque voi siate!! 😀

La maga italiana 😀

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71 thoughts on “Merry christmas Italy….

  1. Tanti auguri anche a te Maga 🙂
    non ho commentato il tuo post precedente perché … perché tutto sommato non l’ho capito neanche io cosa voglia veramente … se abbandonare quel poco che con tanta fatica ho costruito e sto costruendo, o se provare il tutto per tutto e provare a fare il salto … ho gli ultimi giorni per chiedere questa benedetta WHV e poi ancora un anno per pensarci … le parole di Renzo Piano, tuo concittadino e “mio” maestro (in quanto architetto) a “Vieni via con me” mi hanno fatto molto riflettere … “andare via non per disperazione ma per curiosità e soprattutto per conoscere se stessi” …
    ancora buon natale e in bocca al lupo 🙂

  2. Ciao Maga,

    è la prima volta che scrivo ma ti leggo da un anno oramai.
    Comincio con farti i miei complimenti per questo blog.
    Scrivo solo ora ma lo faccio per dare il mio appoggio a tutto quello che hai scritto.

    Io, personalmente, odio la politica italiana non il bel paese pieno di storia… abbiamo condiviso la storia dell’europa fin dalla sua nascita… i Romani hanno conquistato il mondo a loro conosciuto… abbiamo monumenti ovunque ti giri!
    Molto abbiamo dato alla matematica, alla scienza, alla letteratura e chi vuol mettere altro si accomodi.

    In due parole, da studente universitario all’ultimo anno di matematica con l’obbiettivo di andare in Germania per fare la specialistica e farsi una vita là, ti dico… Hai ragione!!!

    Ciao e continua così 😉
    Lukas

  3. la signora che hai visto te è solo un’eccezione, io per primo, e almeno il 99% delle persone che conosco neanche si sarebbero girate a guardare in faccia il ragazzo che chiedeva l’elemosina, tanto più se è da 2 anni che è nello stesso posto.
    io tutta la gente buona e i lati positivi che vedi te proprio non li vedo.
    io mi reputo egoista, ma molto meno ti tanta altra gente, io se posso fare un favore lo faccio, ma sto attento che non abbia niente da rimetterci io. una volta ero molto più buono, o meglio ingenuo, poi pian piano mi sono accorto di essere circondato da parassiti succhiasangue esattamente identici ai politici che tanto contestano.
    l’italia non fa schifo per la sua classe politica, l’italia fa schifo perchè il suo popolo fa schifo. siamo un popolo di infami voltaspalle e i nostri politici ci rappresentano degnamente. non so se siamo diventati così in risposta a chi ci “comanda” oppure è stato il contrario, non so se nel corso della storia sia sempre stato così, però sono sicuro che non sono assolutamente fiero di essere italiano

  4. mmmm….mi viene un idea… non so io la butto li, fanne quello che ti pare…
    avevo letto da qualche parte che ci sono degli scrittori di fantascienza che hanno indagato non un possibile viaggio nell universo ma al contrario un viaggio interiore sostenendo che NELL uomo c è un universo infinito tanto quanto quello che si vede al di fuori di noi. Quindi perchè parlare solo di esperienze in uno spazio tempo diverso per conoscersi e conoscere?
    Però io non ho mai cercato di individuare chi sono questi scrittori! 🙂 ne conosci qualcuno o hai letto dei libri che descrivono un universo interiore?

  5. mi limito a qualche osservazione molto cruda e materialista. si lavora più degli altri colleghi europei, sei guadagna la metà. abbiamo la pressione fiscale più elevata, le assicurazioni più care, la corrente più cara, l’evasione più elevata, il debito più elevato… scommetto che posso evitare di continuare. ho bisogno di una visita e me la devo pagare per evitare di attendere sei mesi, le case sono ipercostose, i mutui tra un pò avranno la clausola dell’obbligo di filiazione per spalmarsi su 50 anni. questi sono fatti basati su crudi numeri, non opinioni. i numeri lo dicono: stiamo molto peggio di altri

    chiaramente sono cose che sappiamo solo noi italiani, anche un tedesco molte cose già le ignora. ma il saperle dove deve condurre, se non all’incazzatura feroce per l’impotenza nel cambiare qualcosa? tu credi nel cambiamento? io no, vedo solo rimescolamenti delle carte, cambi di facciata, ma è sempre la stessa spazzatura che pigia i tasti

    è vero che il paese perfetto non esiste, ma c’è anche un limite al peggio o sbaglio? non vedo un motivo serio per dovere sottostare a tutto questo, per amore patrio? di ideali non campo, mi spiace

    fiero di che? di essere italiano? ma anche no. non ci riesco, mi spiace. della storia? sempre a crogiolarsi su quel che eravamo? magre consolazioni di chi ormai si rifugia nel passato per non voler vedere il presente

    penso l’italia sia un ottimo paese per chi è ricco di famiglia o per i turisti, full stop

    hai ragione, occorre fare una prova altrove, si fa il bilancio e si vede. chiaramente non è cosa facile

    ps: ma tentare uno skilled visa?

    • Ciao Fabio,
      mi ha molto colpito quello che hai scritto.
      La penso esattamente come te e mi chiedo come faccia la gente intorno a me a non rendersi conto di quale sia la verità.
      Purtroppo non vedo futuro per questo paese alla deriva, e ciò che lo rende più triste è la rassegnazione di questa gente di fronte allo stato delle cose.
      Penso che è più facile emigrare che riuscire a cambiare la mentalità di un paese marcio che non vuole cambiare.

    • Ciao Maga, ho conosciuto il tuo blog da poco e ti faccio i complimenti per come scrivi e per come segui il tuo istinto.
      L’istinto é l’unica cosa che dovremmo seguire, piú della ragione, che solitamente ci va venire dei gran mal di testa e ci fa fare delle scelte sbagliate.

      Io per istinto lasciai l’Italia 10 anni fa, nonostante fossi riuscito a crearmi una posizione economica piú che dignitosa, ( senza né laurea né conoscenze), ma dovuta solo alla gran voglia di emergere.
      Non mi bastava avere dei buoni lavori e il consenso della gente ( purtroppo anche l’invidia..), volevo conoscere il mondo, imparare nuove lingue, nuove culture, diversi modi di vivere, sistemi statali differenti a quello italiano, insomma, la voglia di scoprire il mondo fuori dal bel paese era tanta, che mollai tutto e me ne andai.

      Da allora ho ricostruito la mia vita in diversi paesi, ricominciando da zero, e me la sono sempre cavata.

      Per problemi familiari sono dovuto tornare in Italia per qualche mese ed ho potuto riconfermare che é totalmente inutile vivere qui.
      Con molta determinazione si potrebbe “emergere” anche in Italia, ma ti assicuro che con un impegno energetico molto inferiore, in qualsiasi paese estero si emerge prima e meglio;)!

      Io sono orgoglioso del mio paese per ció che é stato e per le molte individualitá che ancora riesce a generare, ma dobbiamo farcene una ragione che l’Italia é un paese decaduto, ormai é solo un museo in rovina dove i ricchi vivono da nababbi, i turisti ne restano ammagliati per la storia, l’arte, le bellezze paesaggistiche, il cibo, la simpatia del suo popolo e ne ridono per le quotidiane disavventure, riducendendole a “Typical Italian Way” ( parlo dei mezzi pubblici che non funzionano, delle auto parcheggiate in terza fila, delle fregature che prendono ecc. ecc. ecc…..).

      L’Italia é formata da individui, non da un popolo coeso; tutti guardano solo al prorpio interesse e della propria famiglia.
      Io posso dirti che all’estero, sono felice di pagare le tasse ( come diceva quel demente di schioppa…), perché usufruisco quotidianamente di infastutture che funzionano bene grazie ad esse ( e alle multe ecc.;))

      Gli italiani invece, non hanno senso civico e patriottistico perché sanno benissimo che ogni soldo versato a “mammona” viene ingurgitato dalla mangiatoia italiana per cui hanno imparato che l’unica legge che veramente vige in Italia é quella del Furbetto: “Chi frega per primo non viene fregato” ( o viene fregato meno..)
      Senza pensare peró che cosí facendo, non solo non ci sará un futuro, ma anche il presente é pessimo…
      Ti assicuro che paradisi nel mondo non esistono, in qualsiasi altro paese troveremo lati positivi e negativi, la tranquillitá dobbiamo trovarla dentro di noi,peró in Italia mi tengo i lati positivi per eventuali vacanze ( cibo e monumenti in primis) e la famiglia la formo in paesi civili e civilizzati;)

      Un saluto e un augurio di passare delle serene e tranquille feste con la tua famiglia.

  6. Devo aver commesso un errore sopra, ho detto in uno spazio tempo, mentre avrei dovuto dire in uno spazio (e basta), riguardo ad esempio ad una vita all estero, mentre per quanto riguarda un vita interiore diversa….non ci starebbe bene il dire….in un tempo, cioè in un altro tempo??
    Mi spiego, non muoversi nello spazio ma nel tempo dentro di se….è possibile??
    si perchè se a mezzogiorno in Australia non è mezzogiorno in Italia… questo è chiaro per tutti, ma un australiano e un italiano non vivono in tempi diversi, sono entrambi contemporanei, è la natura che ci fà sentire il vivere non contemporaneamente….ma come si fa a dire che i due non sono contemporanei? cambia “solo” lo spazio non il tempo.
    Da questo devo dedurre che un universo interiore possa avere un tempo diverso e uno spazio sempre uguale, infatti chiunque è sempre li nel suo corpo, per quanto riguarda se stesso NON si muove mai! 🙂
    E alura, che cosa si riesce a capire da questo?? mi sono perso il filo…. 😉
    E possibile divenire da sè senza necessariamente scarpinare per il mondo? oppure, sicuramente è possibile escudere qualsiasi viaggio dentro noi stessi e scarpinare soltanto.

  7. ma infatti io mi sento più italiana all’estero che qui in italia…all’estero ti fanno sentire così orgogliosa delle tue radici e di quello che puoi raccontare e insegnare loro.
    la cosa triste è che sono pioenamente d’accordo con te…
    ma come si fa a sentirsi italiani se c’è gente in italia che si offende l’un l’altra?
    ti pare che io devo sentirmi chiamare terrona o camorrista quando non ho mai rubato nemmeno una caramella?
    eppure guardo avanti e all’estero sono tanto orgogliosa…
    ho raccontato della barilla, della pasta, delle tradizioni, del Papa, della moda italiana, delle usanze e dei miei amici.
    è triste però che quando si torna in italia (a parte vedere tutto quello che non funziona) vedi solo gente che si offende l’un l’altra.

  8. Forte sostenitore del fatto che l’Italia e’ un paese unico, paesaggisticamente ha tutto: Alpi (i miglior posti dove sciare), mari di tutti i colori, storia (che solo la Cina ci fa concorrenza) e tanto altro.

    Se mi spiegate in cosa consiste “l’orgoglio italiano” magari mi illuminate e cambio il senso della mia vita, perche io non lo so.

  9. Grazie a te ho imparato molto sull’Australia… e grazie a te ho potuto vedere l’Italia con occhi diversi… mi dispiace che alcuni commenti ti abbiano fatto stare male, spero non sia il caso del mio, perchè da parte mia voglio solo ringraziarti per tutto quello che hai scritto su questo blog e augurarti un buon nuovo anno! Sei e rimani una grande, a prescindere dal paese di residenza!

    • Grazie Matteo!! Anche tu sei un grande! Dicevo solo che mi spiace leggere tutta questa rassegnazione nelle parole di persone giovani come noi…fa male, tutto qui.
      Mi piacerebbe ogni tanto leggere un commento positivo….possibile che faccia tutto così schifo in questo paese?

      • Perchè l’uomo è fatto così, è banalissimo da dire ma si sa com’è l’erba del vicino… quando si pensa al proprio paese ci si dimentica degli aspetti positivi e ci si fissa su quelli negativi… e in realtà non vale solo per il paese in cui si vive, lo vedo anche in ambito lavorativo, dove vige la regola che l’azienda in cui si lavora è sempre la peggiore, la più disorganizzata che esista, e uno cambia credendo di trovare chissà cosa, e invece poi trova pure di peggio, o comunque alcune cose migliorano ma altre peggiorano…
        L’Italia al momento sta vivendo una situazione politica davvero vergognosa, ma non c’è solo questo… io a volte passeggio per Verona, la mia città, e magari all’improvviso mi accorgo che non c’è nulla di scontato in questo, che sarà anche pieno di ignoranti della Lega ma qui ci sono turisti che passano ore con la bocca aperta, spalancata, davanti a banalissimi muretti… ma magari non sono “banalissimi”… e che il mio compito è lottare qui in Italia per migliorare le cose… e poi secondo non c’è ragione di non avere fiducia nelle nuove generazioni, che magari anche grazie alle proprie esperienze all’estero potrebbero fare tanto per il nostro paese… penso che un periodo così lungo fuori dall’Italia, come è successo a te, possa aiutare tantissimo nel farci imparare qualcosa su cosa possiamo imparare dagli altri e come metterlo in pratica, senza però rinunciare alla nostra “italianità”…
        E dico questo con il massimo rispetto per chi invece sceglie di restare all’estero, perchè è una scelta individuale e credo sia assurdo anche solo metterla in discussione…

  10. Io conosco molte persone che qua non hanno fatto il cameriere e basta (cosa di cui non c`e` da vergognarsi affatto). E la laurea e` stata sfruttata piu` qui, in Australia, che in italia… poi ogni mondo e` paese e tutti i detti di questo mondo.. ma che sia meglio un posto dell`altro dubito.. sono le persone che fanno la differenza, che tu sia in Italia o al Polo Nord, se sei veramente in gamba si vede…

  11. Non ho detto stupida a nessuno, e giustificare le cose con il dire “e` solo perche` sei fortunata” mi sembra poco obbiettivo.
    Come poco obbiettivo e` dire “se avete talento e voglia di fare, di sicuro avrete più possibilità che in Italia. Ma senza la benedetta Rete, si potrà fare ben poco.”… ma che rete e rete? se ce la fai ce la fai qui, in Italia, in America con o senza rete.

    Il mondo e` vario e ci sono mille opinioni, scervellarsi se e` meglio Italia o Germania o L`isola che non c`e` non mi sembra giusto. Come diceva Dante ” sono cittadino del mondo”, e senza farmi troppi confini nella testa tratto tutti come miei concittadini, senza meglio o peggio.
    E orgogliosa di essere italiana, come tanti altri.

    • Giulietta non essere cosi inflessibile con la maga per cortesia, è ritornata ora e già la sciupiamo? 🙂 ….aspetta almeno un mesetto….. 🙂
      Concordo sostanzialmente con te, ma anche la maga ha ragione quando dice dell importanza della rete, mi ha stupito un pò quando l ha detto come ha stupito anche te, ma è innegabile che in una società evoluta i rapporti informatici hanno un importanza che secondo me non è solo importante…è pari ai rapporti umani consueti, quindi il fatto che lei non abbia un abitudine alla rete informatica e di amicizie influenti con essa non è poco credibile perchè anche io fatico a farmela una rete del genere e riconosco che questo porta dei vantaggi….. si dovrebbe capire secondo me che è una questione di evoluzione della società e di cambio radicale di mentalità….perchè infatti si dice che gli anziani sono tagliati fuori da questo nuovo mondo? quanti 80 enni sono/saranno capaci di usare internet per socializzare e mantenere i contatti come magari i contemporanei australiani??
      E una questione che riguarda tutti, che cambia la vita, la mentalità lo stile di vita….non solo all estero….

  12. Caro Ivano, sagge parole.
    Scusa ma io sono molto istintiva e a volte mi lascio trascinare… e` che sento troppe persone lamentarsi per un motivo e l`altro, che si danno mille giustificazioni, e criticano le altre culture pensando che noi siamo i migliori (vengo da una citta` altamente leghista, e se fossi stata immigrata li` penso che odierei i gloriosi italiani), e vorrei idealmente che ci si trattasse tutti uguali, rispettando la tradizione di un popolo ma non ostinarsi a credere di essere migliori.
    Va bene, vado che ho da lavurar… qua poche feste natalizie, ma va bene cosi`!

  13. Io credo che la classe politica sia lo specchio della società. Abbiamo quello che ci meritiamo, l’italia è notoriamente un paese di furbi, naturalmente ci sono anchr le good people ma la società credo sia in declino.. Storia arte ecc ma la gente se puo fa la furbetta e quello rovina tutto

  14. Ciao Maga!
    Sono un ragazzo di Firenze, 27 anni. Leggo il tuo blog da prima che partissi per l’Australia. Sono a Canberra da 4 mesi circa e come molti me ne sono andato per cercare un posto migliore, un posto dove sentirmi in armonia con quello che mi circonda. Forse è ancora presto per trarre delle conclusioni ma sai cosa ti dico? che hai pienamente ragione!! Non mi sono mai sentito così orgoglioso di essere italiano!! Molte volte si riesce a capire il vero valore delle cose solo quando le perdiamo…consiglio a tutti di “perdere” l’Italia per un pò..sono certo che capirete il vero valore del nostro Paese!

  15. Cara maga,
    ho letto i tuoi post e i commenti di chi ti segue. Io sono personalmente molto confusa per quanto riguarda questo argomento perché non ho ancora capito cosa voglio veramente. Ovviamente amo l’italia e la mia città anche se entrambe hanno mille e forse più difetti, però sono ormai diversi anni che provo a realizzare i miei sogni e non ci riesco. Certo la fortuna conta molto ma è come se in italia non fosse dato spazio ai sogni, ai desideri, alle aspirazioni. Io non cerco il lavoro perfetto, ma il lavoro che mi faccia stare bene, che mi faccia svegliare la mattina ed essere felice di farlo. Rispetto tutti i lavori, da quello più semplice a quello più impegnativo ed è proprio per questo che a fine giornata voglio essere soddisfatta di quello che faccio, perché rispetto soprattutto me stessa. Perciò sostengo tutti quelli che hanno il coraggio (perché ce ne vuole) e la forza di partire e tentare di realizzarsi lontano da qui senza dimenticare le loro origini e l’amore per il proprio paese.
    P.S. Buone feste anche a te 😉

  16. voglio dire una cosa, i giovani e mi sembra che in questo scritto c’e’ qualcosa, vanno tutti all’universita’ per il posto di lavoro…. ammetto che feci anche io una decina di anni fa questo errore. E da qui che nascono tanti problemi… se osservi oggi tutti i giovani vanno all’universita’, aspettandosi poi il posto nel terziario come se non ci fosse piu’ bisogno di panettieri, muratori, operai, mungitori etc.. etc… Solo ingegneri, medici, architetti …?? guarda gli extracomunitari come sono stati capaci di costruirsi perfino casa in questi lavori. Rendersi conto che la laurea l’ha si ottiene per cultura personale e non per il posto e’ la grande vittoria. Ci immaginiamo che facendo gli ingegneri, architetti, giornalisti diamo un contributo a questo mondo quando, mi dispiace dirlo, tanti lavori sono completamente inutili a rendere questo mondo migliore… seguono i dettami di questo sistema. Andare all’estero porta quella umilta’ che tanti dimenticano. Questo paese purtroppo rende difficile farsi casa, famiglia, una vita stabile ma ammetendo che si possa rinunciare a questo si puo’ ancor avere una vita soddisfacente. Non dobbiamo considerare tante cose diritto per nascita. Senza pessimismo, un saluto buone feste ciao

    • @Marcor
      “Rendersi conto che la laurea l’ha si ottiene per cultura personale e non per il posto e’ la grande vittoria. Ci immaginiamo che facendo gli ingegneri, architetti, giornalisti diamo un contributo a questo mondo quando, mi dispiace dirlo, tanti lavori sono completamente inutili a rendere questo mondo migliore… seguono i dettami di questo sistema. Andare all’estero porta quella umilta’ che tanti dimenticano.”

      Penso di capire quello che vuoi dire ma non è così semplice. Per i nostri genitori la laurea era il traguardo e un punto di differenza tra i laureati e i non laureati. Oggi chi pensa ancora così, sbaglia di brutto, anche perché l’università italiana non prepara per il lavoro. Ho fatto più laboratori alle superiori che in tutti i cinque anni di politecnico (a parte l’anno a Madrid, dove di dodici esami annuali, sei erano laboratori).
      Tuttavia per andare all’estero (NZ e Oz) la laurea è praticamente indispensabile: o non ce l’hai ma hai tanta esperienza o se sei giovane, devi avere una qualifica, altrimenti è difficile avere il punteggio.
      Personalmente son convinto che l’università me l’abbia insegnata umiltà, quella intellettuale, grazie al grattare la superficie di questo universo che è il sapere umano. E all’imparare il metodo rigoroso secondo cui questo sapere viene costruito. Chi non ha fatto l’università non se ne rende conto così da vicino.
      L’andare all’estero poi mi ha insegnato un tipo diverso di umiltà: nel mio gruppo lavoro a stretto contatto con indiani di Bangalore, sudafricani, inglesi, cinesi, oltre che con qualche kiwi. Non siamo così diversi in fondo perché siamo tutti software engineers alla Dilbert, ma il modo in cui si vede il mondo e si lavora è ovviamente diverso e collaborare richiede appunto umiltà.
      Infine, non so che lavoro sia utile veramente, tu lo sai? mi pagano per cui immagino che quello che faccio, sistemi radio digitali a banda stretta, sia utile. Ma quelli che producono e vendono diamanti guadagnano sicuramente di più di me, ma fanno qualcosa di più utile?
      Forse quel che volevi dire è che l’università italiana produce un sacco di professionalità per cui manca la domanda, non sono spendibili sul mercato.
      Produciamo per esempio un sacco di medici. Nell’ultimo anno, di dottori italiani in NZ, ne sono apparsi almeno tre.

      • Si penso che Marcor intendesse dire propri questo: si producono professionalità di cui al momento il mercato italiano è saturo e il vero problema è che nessuno lo dice ai ragazzi di oggi. Dopo le superiore, gli studenti che si recano alle sessioni di orientamento per la scelta del percorso universitario vengono bombardati con tutte le chicche degli ultimi corsi ma a nessuno viene in mente di dire la verità, di far aprire gli occhi ai giovani diplomati e indirizzarli verso professionalità davvero utili nel nostro paese. E non parlo solo dei muratori ovviamente, di cui c’è sempre bisogno 😀
        Anche nel sociale si può dare davvero una mano, nel comparto ingegneristico si cerca sempre, nel turismo ci sono al momento possibilità di crescita. Andate a vedere i settori che stanno davvero crescendo…non se può più di avvocati e medici e giornalisti ( e io faccio parte dell’ultima categoria….vogliamo parlare del livello dei giornalisti italiani? Meglio di no…) 🙂

      • E’ vero che in Nz e Au se vuoi avere piu possibilita’ devi avere una professionalita’, loro non vogliono manodopera… in pratica e’ il contrario quaggiu’ dove l’extracomunitario necessita solo di un permesso di soggiorno a titolo solo di un lavoro… ma questo e’ frutto anche della popolazione e grandezza del paese… da un po’ sto’ vedendo come siano i paesi sottopopolati ad avere il piu’ alto senso civico, vedi i paesi scandinavi, canada, australia… A parte questo per esperienza anche i lavori umili in Oz offrono speranza xche’ il datore ti sponsorizzi.. anche laggiu’ chi serve se lo voglio tenere come anche qua.
        Ho lavorato nel settore universitario di recente e ti dico che i giovani quaggiu’ si sono fatti ammaliare dai pifferai magici che spronano ad entrare nei laureifici per ottenere il posto fisso. Nutro serie perplessita’ se un welfare occidentale come questo permetta a tutta questa massa di laureati di lavorare nel terziario, anche perche’ e’ impossibile, l’eta’ dell’oro e’ al declino… E’ questa l’illusione che va confutata, e generalmente fa male leggere di quanti avendo fatto fatica per ottenere una laurea ora pretendano il posto di loro rispetto di conseguenza. E’ sbattere la porta contro un muro e questo fara’ male a molti. Dopo una laurea poi pur di lavorare si accetta qualsiasi cosa, xche’ oggi il modello e’ molti per un solo posto, nelle aziende non hanno che da estrarre cio’ che gli piace di piu’ dal mucchio. E dopo un po’ di lavori ti dico che molte volte le aziende lavorano quaggiu’ per profitto e di conseguenza le scelte rispecchiano solo questa mentalita’. Non c’e’ niente di male finche’ non ricerchiamo l’ambizione del successo come ci viene diffuso dai media. Mi viene da citare alcune parole di Tolstoj in Family Happiness: “I have lived through much, and now I think I have found what is needed for happiness. A quiet recluded life in the country, with the possibility of being useful to people to whom it is easy to do good and who are not accustomed to have it done to them; then work which one hopes may be of some use; the rest, nature, books, music, love for one’s neighbor – such is my idea of happiness …”

  17. Se sono le considerazioni che ti hanno fatto ritornare in Italia allora: “Bentornata!”. Francamente sono stufo di esterofili che non fanno che ripetere quanto via di qua le cose funzionino! Certo è che, alle volte serve staccare da un dato posto per accorgersi di ciò che si è lasciato anche perchè non vi è dubbio che l’Italia sia un paese meraviglioso! E’ bellissima la scena del semaforo che hai raccontato! Sono cose che mi fanno pensare che siamo gente così.. e che non c’è un cazzo da invidiare agli altri.. semmai il contrario. Mi chiedo anche se io sarei in grado di fare una cosa del genere… nulla di straordinario per carità.. ma penso non mi sia mai neanche venuto in mente. Quello che secondo me sta succedendo.. e chiedo venia se la butto sul generazionale 🙂 .. è che noi 20/30enni queste cose non le pensiamo più, non le concepiamo più.. c’è un senso di condivisione, rispetto e di solidarietà che secondo me si è ridotto drasticamente negli ultimi anni. Nel condominio dove abito non ci si saluta nemmeno per le scale… si fa’ per dire.. però.. che tristezza…e mi riferisco alla mancanza di umanità.. forse l’ultima cosa che ci rimane davvero! (a parte la sicurezza di un mutuo trentennale 🙂
    Ti ringrazio per lo spazio che dai a tutti di scrivere, cose strampalate alle volte, ma un posticino uno almeno sa di trovarlo 🙂

    A presto
    charlieboy

    P.s.
    Mi permetta un consiglio, faccia in modo che la sua emittente preferita diventi: radio Capital.

    • Grazie Charlieboy!!! Hai ragione, abbiamo perso un po’ di umanità, di quel senso di solidarietà che ha sempre caratterizzato il nostro popolo, quello che ci ha meritato la reputazione di “Italiani brava gente” …
      Questa generazione, la nostra generazione, sta perdendo questo senso di fratellanza e appartenenza…qualcuno mi ha risposto che non è assolutamente orgoglioso di essere italiano, qualcun’altro mi ha chiesto che cosa significa essere orgogliosi di essere italiani….sono affermazioni che mi lasciano davvero a bocca aperta.
      Bisogna fare qualcosa. Non solo per noi, ma per le generazioni future. Non si può insegnare ai nostri figli che l’Italia fa schifo ed è giusto abbandonarla…non si può…

      Seguirò in consiglio sulla radio! Io ascolto rtl 102.5 solo per la musica! 😀
      Un bacione…

  18. Ciao. Ho letto il tuo commento e sono completamente disagree with you. L’Italia è un paese malato inutile cercare le scuse di qualcosa che funziona per giustificare il restante 80% che non funziona. L’Italia è il regno della raccomandazione e qui in Australia non esistono. Io ti parlo di mondo accademico e di esperienze in questo ambito. Mi dispiace della tua personale esperienza ma potrei farti un elenco infinito di quello che funziona in Australia:
    – selezioni meritevoli nelle università
    -autobus sempre puntuali
    – ottimo sistema di trasporti
    – enorme efficienza burocratica
    – burocrazia on line per semplificare l’iter burocratico
    – persone gentili che sorridono e non ti uccidono come invece capita in Italia se sbagli a saltare il posto in fila alla posta
    – guida civile : non si sente mai un clacson

    tutto il mondo è paese ma l’Italia non fa testo.

    Io non sono assolutamente orgoglioso di essere Italiano e spero di prendere prima o poi cittadinanza diversa da quella Italiana.

    Good Luck per il tuo ritorno!

    • Francesco, io non ho mai detto che l’Australia è piena di difetti…ho solo detto che non è perfetta, tutto qui. Ha i suoi casini, come ogni paese al mondo. Poi, certo, L’Italia è mille volte più incasinata. Io sono la prima a dirlo. Ma, proprio perché ho vissuto all’estero, non me la sento di dire che fa tutto schifo.

      E non ho mai pensato, neanche per un momento, neanche nel periodo più felice della mia esperienza a Sydney, di voler barattare la mia cittadinanza italiana con quella australiana. Di voler essere australiana, invece che italiana. Non ci penso proprio.
      L’Australia è meravigliosa, ma io continuo a essere orgogliosa di essere italiana. E’ il governo- sistema che fa acqua da tutte le parti.
      Ma l’errore sta proprio nel confondere governo con nazione. Sta nel confondere i valori dell’attuale classe dirigente (destra, sinistra, centro…tutti quanti) con i valori, la storia, le tradizioni che hanno fatto l’Italia.

    • scusa ma dove abiti?
      qui a Sydney i mezzi non sono mai puntuali, quando mi capita che lo siano compro un “gratta e vinci” perche’ penso possa essere una giornata fortunata!

      burocrazia semplice? non e’ piu’ semplice di quella italiana semplicemente lo nascondono meglio!! se sei fortunato va tutto bene ma se incappi in qualche personaggio particolare aiutoooooo!

      io qui ci vivo e ci lavoro ma non credo che sia un paradiso!

  19. Ciao Maga

    è la prima volta che scrivo nel tuo blog, ma non è la prima volta che leggo uno dei tuoi post. Questi ultimi due poi mi hanno colpito a tal punto di pensare che scrivere qualcosa, qualche riga, ciò che penso, sia in fin dei conti qualcosa che mi sento di fare. Magari sarà solo un fiume di parole prive di significato o uno sfogo o……qualsiasi cosa, ma è ciò che penso.
    Sono ormai 4 anni che progetto questo viaggio in Australia e qualcuno potrà sicuramente sorridere sul fatto che ancora non abbia realizzato questo sogno/progetto, ma ho cercato di studiare tutti gli aspetti forse perche non sono il tipo che parte all’avventura in balia di tutti i rischi possibili e immaginari. Ma non è questo che mi ha bloccato. Ho investito 5 anni nello studio dell’inglese senza mai esser stato fuori dall’Italia eppure mi sentivo ben avviato verso quella strada fino a sentire l’impulso decisivo di partire. Ma ahimè, due grandi imprevisti si sono posti di fronte a me e che hanno richiesto e forse richiedono ancora un po di tempo per la loro soluzione bloccandomi dove abito, qua in Sardegna. Sardegna, terra bellissima ricca di fascino, una piccola Australia se posso permettermi, ma oltre le belle spiagge, oltre le cartoline mozzafiato, si vede solo un panorama triste dove molti giovani non trovano lavoro, quei pochi che lo trovano nella maggior parte dei casi devono ringraziar qualche santo in paradiso ( e mi perdoni Dio), il resto parte alla ricerca del lavoro fuori da questa terra. E di sardi in giro per l’Italia e per il mondo è cosi pieno che si verrebbe da chiedere come può un isola cosi piccola generare cosi tante persone. Può :).

    Comunque, durante questo tempo, la voglia di andar via è sempre aumentata come è cresciuta la voglia di Australia. Ma non solo. Oggi sento la voglia di lasciar l’Italia per vedere e tastare con mano se effettivamente fuori si sta meglio oppure è solamente soggettivo.
    Hai già constatato con tristezza l’opinione che noi trentenni abbiamo dell’Italia. Non mi sono dilungato nel leggere tutti i commenti quindi ragazzi mi dispiace, ma con le cose che un single deve fare in casa dopo una lunghissima giornata di lavoro e con la voglia di andare a letto, leggere tutto mi era impossibile, ma prometto di leggerli con calma domani e magari chissà aggiungere qualche altro commento:-). Ma leggendo il tuo post e alcuni commenti, è palpabile la delusione che regna tra noi giovani Italiani ma è ancor più sorprendente che tale delusione abbraccia tutti, dai 20 ai 45/50enni, e sembra incredibile sentire da alcuni 40-50enni il desiderio di partire per cambiar vita quando a quell’età si dovrebbe aver già acquisito la stabilità in tutti i sensi.
    Ciò che mi spinge a guardare oltre, verso i paesi stranieri, in primis l’Australia, non è tanto la vergogna di essere Italiano. Italia, la nostra Italia è stata sempre al centro della storia Europea dall’impero Romano ad oggi, nel bene e nel male. Abbiamo un patrimonio culturale, artistico, architettonico che pochi al mondo possiedono e di questo sicuramente dobbiamo esserne fieri. E tu stessa ti sei resa conto che tale richezza è motivo di invidia anche per gli Aussie. Questo mi rende orgoglioso di ESSERE ITALIANO. Ma è poco. Poi vedi Pompei in rovina, Napoli avvolta dall’immondizia, la natura devastata da interessi economici troppo grandi per noi, troppo lontani e alla fine questo ti rattrista, ti toglie quel poco di orgoglio che rimane. Hai detto che gli Australiani si arrabbiano per la cosa pubblica gestita male, noi no o forse sono i nostri padri che non ci hanno insegnato a fare questo.
    Vado avanti……Siamo la generazione dei 1000 euro e si sa oggi una somma del genere non ti permette di creare nulla. I nostri genitori hanno avuto la fortuna di vivere un periodo di benessere quando con 2 milioni delle vecchie lire potevi far vivere una famiglia di 4 persone con dignità, senza eccessi questo è vero, ma sicuramente migliore di quella che riesci a vivere con 1000 euro oggi ( eppur al cambio non c’è cosi tanta differenza). E noi trentenni forse ci troviamo nel periodo in cui vogliamo iniziare a realizzare qualcosa, una casa, una famiglia, con sacrifici, con le difficoltà di ogni giorno, e non possiamo perche 1000 euro non sono niente. Se poi ti accontenti di pagare un Mutuo di 30 anni per un seminterrato, beh forse sono io nel torto. Ma è nella mia natura sognare, in fondo nato sotto il segno dei Pesci. Comunque, potrei fare altri esempi, dilungarmi su questo aspetto, ma non direi nulla di nuovo.

    Vado avanti………Meritocrazia. Fuga di Cervelli. Ultimamente se ne parla tanto, ma ahimè le soluzioni sembrano ancora tanto lontane. L’Italia purtroppo non è in grado di valorizzare i propri scienzati e ricercatori che trovano in altri paesi l’appoggio economico e le gratificazioni personali che qui purtroppo non ci sono o non vogliono darti. Anche qui, potrei dilungarmi abbastanza ma sarebbe l’ennesima storia sentita fino alla nausea. Però un esempio lo voglio citare. Un concittadino, sardo, laureato in chirurgia, per diversi anni ha compilato cartelle, assistito ad interventi da spettatore. Ha deciso di cambiare e ora lavora negli States ed è Primario.

    Credo sia tutto questo, per molti di noi, la scintilla che fa scatenare questa irrefrenabile voglia di lasciar questo paese. Rimanere per cambiar le cose? Si, è un idea, ma si dovrebbe cambiare un sistema ormai radicato negli anni e da soli o in pochi è praticamente improbabile (non impossible). Quindi perche non tentar di costruire qualcosa all’estero? Perche no, tentar non nuoce. Tanto comunque sono esperienze che ti rendono ricca anche se dopo un anno torni al tuo paese perche l’Italia è per te l’eldorado.

    Ora chiudo, domani sveglia alle 7 per andar a lavoro.

    Auguri a te a tutti gli amici che ti seguono di un Buon e felicissimo 2011…ovunque voi siate.

    Ciauuuuuuuuuuuuu,

    Marco

    • Ciao Marco, grazie per avermi scritto!
      Condivido quello che dici, anche a me fa male vedere tutta questa rassegnazione che io stessa provo.
      Io per ora non me la sento di vivere all’estero tutta la mia vita, ma chissà, magari domani succede qualcosa che mi farà cambiare idea e ripartirò subito! 😀

      Quello che cercavo di dire è che è sbagliato incitare i giovani alla fuga perché questo paese fa schifo e merita di essere abbandonato.
      Se tutti abbandonassimo il proprio paese, cosa pensi succederebbe?

      Andiamo all’estero, viviamo all’estero se questo ci rende più felici e realizzati. Ma non dimentichiamoci di essere italiani e magari, mentre siamo all’estero, appagati e realizzati, ricchi e felici, cerchiamo di non dimenticarci di aiutare chi è rimasto qui e provare a fare qualcosa per migliorare il paese.
      Grazie ancora per le tue parole!

      Un abbraccio
      Angelica

  20. Cara Maga,
    tu sei fortunata, perche` hai una casa e una famiglia dove tornare. Tu sei un’italiana amata dall’Italia.
    Purtroppo ci sono moltissimi italiani che amano la loro terra, ma e` la loro terra (con relativi maledetti governanti) che non li ama.
    Quando ho visto “Draquila”, ho pianto per quella povera citta` e i suoi cittadini, trattati come appestati. Io non sono aquilana, sono romana, ma ho conosciuto L’Aquila in tutto il suo splendore e posso capire la disperazione di quella gente.
    Cosa ha fatto la Nazione per trattenere le persone dall’andare via?
    Guarda qua: http://miskappa.blogspot.com/
    Cara Maga gli italiani (io compresa) non vorrebbero lasciare la loro terra, la loro storia e la loro lingua, ma sono costretti a farlo se anelano ad una vita migliore, piu` democratica, piu` libera, piu` giusta. Altrimenti rimane solo la rivoluzione.
    L’Italia non ama i suoi cittadini comuni. L’Australia si`.
    Good luck and all the best.

    • Tu ti senti italiana o australiana, Roberta?
      Come valori, tradizioni, come umanità, senso di appartenenza, ti senti più vicina agli aussie o agli italiani?

      Ho letto il blog che mi hai segnalato…hai visto che forza d’animo ha quella ragazza nel voler ricostruire la propria città? Nel non voler abbandonarla, perché la ama troppo? Non è scappata dall’Italia e non ne ha intenzione, a quanto pare. Fa bene, fa male? Io non lo so, ma trovo profondamente sbagliato incitare tutti alla fuga di massa, lasciando questo paese alla rovina. Si può vivere all’estero continuando ad amare il proprio paese e magari cercando di fare qualcosa per esso?

      E ai ragazzi che all’estero non ci possono andare per ragioni di soldi, opportunità o motivi ancora più gravi? Vogliamo dire loro che sono spacciati, che la devono smettere di sognare, di vivere, di sperare?
      Mi spiace per te Roberta, ma io non odio così tanto il mio paese. Avrà mille difetti, ma non lo odio così tanto…

    • Grazie Emanuele, consiglio anche agli altri ragazzi di ascoltarlo. Il secondo episodio poi, mette in luce come all’estero si sia sviluppato un senso di appartenenza all’Italia difficile da trovare tra chi è rimasto in patria.
      Come dire, chi vive all’estero, nella maggior parte dei casi, si rende conto di cosa vuol dire essere italiani. Scopri di appartenere alla tua nazione solo quando la abbandoni.
      Poi certo, a qualcuno non mancherà mai, neanche un po’. O almeno così queste persone dicono…ma io, sinceramente, non ci credo. 🙂

  21. Scusa Maga, ma se io ancora mi angoscio per cio` che succede in Italia, se io ancora scrivo qui da te e in altri blogs italiani. Se io leggo i giornali e, ad alcuni sono anche abbonata, penso che sia chiaro che cosa io senta.
    Se io piango leggendo il blog di Anna e guardando “Draquila”, dovresti aver capito che cosa provo per il mio Paese e per la mia gente!
    E’ proprio per questi sentimenti che mi travolge la rabbia di vedere il mio Paese andare a rotoli.
    Oltretutto, considera che, da sempre, chi va via o e` andato via dall’Italia, nella maggior parte, ha costantemente contribuito economicamente alle finanze italiane, inviando denaro o incrementando le esportazioni.
    Chi fa conoscere ed apprezzare l’Italia e gli italiani all’estero? Chi ne fa conoscere la storia e le tradizioni?
    La grande importazione di alimenti italiani in Australia, secondo te, a chi e` dovuta se non agli immigrati?
    Io, personalmente so che compro giornali e libri e dvds dall’Italia, oltre agli alimentari.
    Questo non lo consideri? Come puoi dire che io non mi consideri italiana?
    Proprio perche` lo sono, mi arrabbio. Ma tu sai quanti ragazzi ho conosciuto qui a Sydney? Tutti sotto i 30 anni, tutti grandi lavoratori, tutti disperati, che stanno facendosi in quattro per riuscire ad avere la residenza, perche` a casa sono solo dei disoccupati senza futuro? Non lo dico io: lo dicono loro.
    Ragazzi e ragazze provenienti da ogni Regione italiana: Nord, Sud, Centro, Isole.
    Credi che non preferirebbero restare nel loro Paese?
    Scusa, ma non capisco la tua reazione nei miei riguardi.
    Infatti io amo profondamente l’Australia, ma non mi sento australiana, ecco perche` sto qui a spiegare le mie ragioni e a discutere.
    Comunque, se tu pensi che sia positivo restare a combattere, benissimo! Allora dimmi: come intendi combattere? Cosa pensi di fare? Cosa pensi che i giovani dovrebbero fare per migliorare le cose?
    Buone cose a te e a tutti.

    • Roberta non fraintendermi, lo so che ci tieni all’Italia…la mia era una domanda effettivamente “cattivella”, ma solo per farti, anzi farci, riflettere sul significato di essere italiani oggi. Qui in Italia e ovunque nel mondo.
      Lo so che ci tieni, non ho dubbi al riguardo.
      Ma credo che ai giovani di oggi sia giusto non solo dire che l’Italia sta andando a rotoli, ma anche cercare di spronarli per provare a cambiare questo paese.
      Tu ami l’Italia. Ti fa male vederla così, giusto?
      Fa male anche a me, mi viene da piangere ogni giorno, credimi. Ma non voglio gettare la spugna, non ci penso proprio.
      Non so cosa fare, cara Roberta. Magari tutti insieme, noi italiani, qui e all’estero, magari tutti insieme possiamo davvero cambiare le cose. Ma dobbiamo essere uniti.
      Se tutti iniziano a scappare e a voltare le spalle (non parlo di te, ovviamente!!!!) che ne sarà del nostro paese??

      Scusami ancora, non volevo offenderti, non volevo farti stare male. Mi spiace davvero.
      Spero solo, con questo blog, di spronare tutti quelli che leggono a provare a fare qualcosa.

      Buone cose anche a te e alla tua famiglia.
      L’Italia ti aspetta e io pure. Se torni, anche solo per vacanze, fammelo sapere. 😀

  22. la signora che hai incontrato è stata davvero fantastica, ma purtroppo è una rarità. non è che in italia siamo tutti cos’, magari!
    un tempo eravamo conosciuti per la simpatia, la spontaneità, il sorriso sempre pronto, ora purtroppo non è più così. Tnto per dirtene una, oggi ho visto una signora che ha fermato per strada una zingara e ha iniziato a dirgliene di tutti di colori, a offenderla, a dirle che doveva andarsene via, mi sono permessa di dirle di laciarla in pace e mi ha mandata a quel paese, con quella sua voce stizzita e acida.
    ogni giorno o quasi qualcuno mi manda a quel paese perchè cerco di attraversare sulle strisce col semaforo verde e intralcio qualche scooterista che ha fretta e quindi deve passare col rosso, ogni giorno in treno signore con la faccia deformata in una smorfia di disgusto mi squadrano e mi fissano per 20 minuti di fila perchè magari ho una maglia troppo leggera e la gonna troppo corta, ogni giorno vedo tanta gente (lavoro a contatto col pubblico) con un muso lungo da toccare terra, la bocca contorta in una smorfia, è difficile vedere qualcuno sorridere. Anche la sera nei locali la gente è moscia, non riesce a divertirsi, ha sempre da lamentarsi. Purtroppo l’Italia è un paese bellissimo ma lo stiamo rovinando noi stessi.

    • Cara Mirtilla…purtroppo le merde sono ovunque e di persone cattive ne è pieno il mondo. Gli italiani sono ben lontani dall’essere perfetti…ma sono sicura che sotto sotto, se riusciamo a scalfire quel velo di egoismo che sembra essere caduto su ognuno di noi, giovani e vecchi, un velo che non ci è mai appartenuto, una freddezza d’animo che non è mai stata la caratteristica di noi italiani. Siamo tutti egoisti, tutti guardiamo al nostro orticello e ci preoccupiamo solo se i nostri cari sono a posto. Per il resto, ce ne freghiamo. Siamo pronti a giudicare anche solo con lo sguardo chi si concia in modo diverso dalla massa, siamo zombi che camminano su questa terra deserta, asciutta, priva di aspirazioni e speranze.
      Hai ragione: siamo noi la causa del nostro male.
      Ma non siamo sempre stati così. Noi eravamo considerati “Italiani brava gente”…ti sei mai chiesta perché?
      La diamo vinta a questo velo di ipocrisia ed egoismo che sta affliggendo i nostri cuori, a questa classe dirigente schifosa, a quella signora che ha insultato la zingara o proviamo a cambiare qualcosa?

  23. Purtroppo. e qui chiudo la discussione, almeno per parte mia, purtroppo, dicevo, al momento non vedo una soluzione.
    I giovani sono gia` uniti, ma nessuno li ascolta. Hai visto con la legge gelmini.
    Un Paese obsoleto, in mano ad una cricca di vecchi lestofanti, che guardano solo al loro personale tornaconto e a sistemare figli, parenti e amici.
    Che tristezza!
    Ciao!

  24. Come hai detto tu tutto il mondo e’ paese!!

    Io sono venuta qui per stare un anno, ad aprile saranno tre, sempre se ci arrivo ad aprile!
    Trovare il lavoro dei sogni non e’ semplice, finche’ si vuole lavorare nel turismo non c’e’ problema ma quando uno vuole trovare un lavoro “un pochino piu’ serio” e pensae ad un futuro, non c’e’ verso, vincono sempre gli australiani (nel senso che assumono sempre loro) perche’ madrelingua inglese, senza problemi di visto, etc…

    Pero’ una volta trovato un lavoro decente si sta bene, ci si mantiene da soli, si paga l’affitto senza problemi e ci si puo’ togliere qualche sfizio in piu’!

    Io non amo L’Australia, al momento e’ sembrata la scelta piu’ conveniente da fare, stare qui per un po’, fare esperienza in un azienda australiana, mettere via qualche soldo e poi cercare di tornare verso casa.
    In fondo che cosa si puo’ ottenere al momento li’? Quanto bisogna faticare per sperare di avere delle soddisfazioni?

    Ma anche qui non son tutte rose e fiori, non ti dico quanti casini per il visto, lo sto ancora aspettando, quante volte ho pensato se va male non ho dubbi e salgo su un aereo destinazione Italia, ma alla fine ho desistito e sono ancora qui.

    Non mi sono mai sentita cosi’ italiana come da quando sono qui.
    Quando vedo i diciottenni agli angoli delle strade ubriachi ogni venerdi’ e sabato sera e penso in Italia non succede.
    Quando cerco di capire come funziona il sistema scolastico e mi rendo conto che di fondo sono molto ignoranti.
    Quando li guardo affscinati di fronte al cibo e ricette che per noi sono semplici e normali.
    Quando mi scontro con la loro burocrazia e penso che almeno in Italia l’ammettiamo che siamo complicati qua no.
    e a tanti altri quando…

    Io non so ancora che faro’ da grande ne dove staro’, per ora mi godo il sole (che finalmente ha deciso di farsi vedere) poi si vedra’.

    • Ciao Roberta, sono d accordo sull unione dei giovani e credo come tu stessa dici che non vengano ascoltati, ma perchè dovrebbero essere ascoltati se non hanno un propio potere!? sono una lobby? una massoneria? sono tutti di C.L ???…..e allora in un paese di “mi manda Picone” perchè dovrebbero essere ascoltati???

  25. Come si dice l’erba del vicino è sempre più verde?!?beh direi che rispecchia un pò il pensiero di tutti,no?noi guardiamo ad altri paesi come australia, germania,stati uniti come al meglio mentre tutti gli altri credono che l’italia sia il meglio!!!!
    io amo il mio paese, è stupendo a livello di bellezze architettoniche, paesaggi naturali e storia e forse nessun altro è così…..però ormai è solo questo!
    Sono pienamente d’accordo con fabio, è sbagliato rimanere attaccati al passato, se l’italia funzionasse meglio sarebbe un paese idilliaco eppure ormai sono tanti anni che non è più così, e non è solo questione di governo berlusconi, prodi o qualsiasi altro dato che, a mio parere, sono solo un susseguirsi di persone che peggiorano una situzione che già non va da molto tempo……
    Concordo sul fatto che quando parli con qualche straniero all’estero ti dicono: “ah l’italia è un paese splendido” però perchè ovvimanete non sanno com’è vivere in italia e anche noi facciamo lo stesso. Tutti sappiamo che non esiste un paese perfetto, è un concetto molto utopico, però è normale e più che comprensibile che uno cerchi il posto dove vivere meglio e in italia oggi si vive veramente male.
    L’episodio che tu hai citato della donna al semaforo è solo un raro caso (meno male che ci sono ancora persone così!!!)perchè nella maggioranza dei casi non è così,anzi vige un “menefreghismo” assoluto e lo dimostrano anche gli episodi di cronaca
    Io lo ammetto sono molto stufa e molto amereggiata ma non rinnego la mia nazionalità e penso che nessuno dovrebbe mai fare una cosa del genere,ma sono arrivata limite.
    Sono stata in australia 1 mese e ho amici che vivono lì ormai da 4 anni, so che non è il paese perfetto e non cerco nemmeno questo (ormai ho perso tutti questi splendidi ideali) ma so anche che la qualità della vita è molto buona e per come sono messa oggi (lavorativamente parlando…faccio 3 lavori per riuscire a prendere uno stpendio che mi permetta di sopravvivere) ho deciso di andare e di provare perchè come hai detto tu…..sono molto stufa, disillusa e stanca……sintomi che non vanno bene in una persona di 26 anni ma che purtroppo rispecchiano lo stato dei giovani italiani oggi…..
    Ti ammiro perchè hai fatto delle scelte importanti e sicuramente molto difficili e spero che tu possa trovare la tua strada….questo è il mio augurio per il 2011….

  26. ciao auguroni anche a te per un buon 2011.
    Io sono qui in Australia… non mi vergogno di essesre italiana assolutamente!!!! però ci sono troppe cose che mi fanno “incazzare” nel nostro paese… la gestione da parte del governo di servizi come l’istruzione… l’ordine pubblico … etc etc.
    E non penso che gli italiani siano cattive persone… sono solo un po… italiani… ecco… con i salami sugli occhi e che si fanno abbindolare da tutto e da tutti…
    Io sono e sarò sempre Italiana… qualsiasi passaporto io possa avere un giorno!!!!
    Buon anno anche a tutti voi!!!

  27. buon anno anche a te!!stavolta scrivo in modo meno diretto e piu cordiale visto che l altra te e i tuoi amicici avete preso l ultimo mio commento come un attacco/insulto;meno male ero convinto d avere a che fare con persone inteliggenti/mature 😉 .
    Come si sarà capito in passato, ritengo l essere italiano come un vero e proprio insulto. Le cose che abbiamo ore non sono merito da un Italia “moderna” ma antica; un paese pieno di tradizioni millenarie (cibo) , edificazioni monumentali (grazie Romani) , arte spettacolare (le invasioni di secoli portano cultura) , clima e paesaggi mozzafiato (grazie madre natura) . Insomma, tutto cio per cui siamo conosciuti all estero è creato dall “Italiano” del passato, pensaci.. l uniche cose “attuali” sono la mafia e la politica:

    mafia :eccellente rapporto vastità geografica-numero famiglie—->uno dei paesi piu piccoli ma con piu famiglie (minimo 4 contando le sole conosciute)

    plotica: idem partiti politici–> numero indefinito

    conclusione : siamo bravi a magna, piu semo mejo stamo 😉

    Per quanto riguardo la meritocrazia (stavo per scrivere “all estero” ma inutile dato che in italia è inesistente;), è giusto il discorso sulla raccomandazione ma quando questa è REALE raccomandazione o meglio RACCOMANDARE qualcuno, METTERCI LA FACCIA per presentare qualcuno, ma poi il lavoro lo devi sape fa: per noi italiani il termine “raccomandazioni” è considerato negativo perchè lo colleghiamo automaticamente a inefficenza,persona con contratto indeterminato senza alcuna motivazione a produrre (ie. provviggioni,premi,bonus ecc…) che in poche parole po fa quello che je pare intanto c ha il contratto. la mafia raccomanda qualcuno per entrare nella familia, ma ci METTE LA FACCIA: tuttora è cosi, non abbiamo perso sta tradizione 😉
    Ti auguro davero in bocca al lupo x la tua permanenza in Italia, nella ricerca d un lavoro che ti piaccia! ma non è questa l Italia 😛 pero permettemi, hai appoggi economici,sistemazione etccc in Italia senno non saresti mai piu tornata credimi;fuori farai pure cameriera hostess etcc SEMPRE PAGATA DECENTEMENTE.. ma magari il primo periodo no? ricordi che siamo stranieri? che tu abbia una laurea,dottorato,studio della lingua eccellente ecc dovrai comunque imparare alcune realtà completamente diverse da quella tua d origine e soprattutto dimostrare di voler rimanere in quella nazione.insomma, ricordo l per esempio l episodio del colloquio di lavoro presso un Casino..uhm,come dire.. non mi sembra tu abbia mai avute intenzioni serie di rimanere in Australia 😉
    in bocca al lupo di cuore,ancora 1 mese e scapperai di nuovo dall Italia..il mondo è grande 😉 un abbraccio

  28. Che spettacolo Maga! Grazie per questo post, veramente sono troppo felice di aver letto tutto questo… perché lo condivido in pieno!
    Come sai sono in Brasile da un pò, in un bel posto di mare, abbastanza tranquillo ecc ecc. e anche io come te sento questo orgoglio.
    Perché é inutile lamentarsi 24h al giorno e ripetere all’ ignoranza “speriamo che il 2010 finisca” e che il 2011 sia meglio.
    Bisogna darsi da fare! E rompere il c#lo a chi ti ride in faccia pensando che é un togo perché ti é passato davanti alla fila in banca… purtroppo il nostro modo di fare é di un popolo rassegnato e non di un popolo che ha la voglia di fare… come i nostri nonni, che non avevano nulla e hanno costruito tutto questo.
    Io ho trovato l’orgoglio per il mio paese, ma é chiaro che non sono felice di vedere certe cose, e soprattutto ho il terrore di accendere la tv, perché é fatta di feccia, di quella Italia che dall’ altra parte del mondo non mi manca affatto, ma che anzi mi fa persin vergognare.
    Però bisogna rendersi conto di quello che abbiamo… e cioé uno dei paesi più belli del mondo! Aprite quegli occhi assonnati…
    Già dopo un mese che ero in Brasile ho scritto un post, mai pubblicato, lo tengo buono… dopo un mese da osservatore esterno del mio paese ho cominciato ad essere stanco di quanta mer#a ci tiriamo addosso… sono in Italia per vacanza ed é insostenibile il pessimismo orbo della gente… cos’ é siamo veramente quelli messi peggio al mondo?
    No perché vi assicuro che là fuori ce n’é di miseria e forse farebbe bene un pò a tutti farsi un giro nelle “periferie” come abitanti e non come turisti… perché anche io ho viaggiato in posti poveri e mi sembrava tutto così “puro” e incontaminato… ma vi assicuro che la realtà é diversa.
    Scusa per questo mio sfogo, sinceramente non ho letto i commenti degli altri e magari ho ripetuto cose già dette.
    Un abbraccio e avanti così, condivido in pieno Maga!

  29. Allora seguo questo blog da Giugno circa e ricapitolando:
    -lavoro in un bar dove risponde al capo che poi l`ammira per le palle di rispondere
    – ritorno per vacanza in Italia
    – ritorno al lavoro al Casino dove ha, dopo tipo 2 settimane?, premi per miglior dipendente
    – al casino non si sente apprezzata e si licenzia
    – 2 colloqui dove non si degnano di richiamare per dire non ti prendiamo
    – lavoro in ristorante italiano dove e` apprezzata (per 1 settimana?)
    – ritorno in Italia.
    wow, complimenti!

  30. Volevo solo dirti che condivido appieno, per esperienza personale, il discorso delle conoscenze.
    E non stiamo parlando di raccomandazioni (quello è un altro discorso e forse vale più in Italia che in altri Paesi).
    E’ frustrante e svilente soprattutto quando pensi che ti “basterebbe” essere nella rete giusta per avere qualche porta aperta in più…ma a volte è altrettanto svilente doversi far conoscere attraverso un riassunto di quello che si è fatto senza che nessuno si degni di darti una possibilità in più proprio perché non ti conosce.

    In bocca al lupo per il tuo futuro e anche se ho letto solo qualche post ho visto che mi ritrovo perfettamente in quello che dici.
    Sauti dal Regno di Oz!

  31. Ciao e bentornata!
    Se tu avessi trovato uno Sponsor saresti rimasta in Australia?
    Grazie per il tuo blog veramente ben fatto!
    Il tuo modo di scrivere è veramente divertente e sorrevole.

  32. Sono d’accordo con gli altri italiani. Anche io odio l’italia, e pensa un pò… impero romano a parte (un buon impero capace di governare mezza europa per due millenni senza bisogno della tecnologia moderna) penso che anche la nostra storia è sopravvalutata.

    Sull’urlare: Quando sono stata in Norvegia io con i miei, in una pizzeria incoraggiavo i miei a star zitti, a parlare sotto voce per non farci riconoscere che eravamo italiani. E mentre facevo questo, due ragazze norvegersi hanno cominciato a ridere e a parlare sguaiatamente per un pezzo. In quel momento mi sono detta: ‘ma allora non urlano solo gli italiani’.

    per l’italianeità non c’è problema di vergogna in molti paesi esteri. Davvero in tanti non solo scambiano gli italiani con gli spagnoli, ma sono capaci di imparare perfettamente l’italiano e credere di parlare spagnolo.

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