Re Bu No Ai (Red Bull no Ice)…vita al casino’ di Sydney

No non sono impazzita tranquilli.

Allora….

Quando sono arrivata a Sydney lo scorso giugno non avevo una cippa di lavoro ma solo tanta voglia di fare non si sa bene cosa…
Dopo vario girare mi è capitata la fortuna di imbarcarmi come, udite udite, cocktail server per il Casino di Sydney.
E non nella mega sala dove giocano tutti. No. Nella Sovereign room, sala vip per i clienti migliori, quelli che giocano di più…quelli che buttano via un sacco di soldi e si giocano pure la mamma alle macchinette, per intenderci.

Il casino’ si chiama Star City…faccio il nome tanto  di casinò ce n’è uno a Sydney, è inutile giocare all'”anonima camerieri “…

Questi i miei compiti: sorridere con il vassoio in mano, girare per i tavoli della sala vip e chiedere a quelli che si stanno giocando la mamma a baccarat (ma che caz—di gioco è?) o black jack se vogliono qualcosa da bere…

Facile, no?

NOOOOOOOOOOOO

Perchè finché hai a che fare con gente che parla inglese va bene, capisci tutto. Ma nella Sovereign di gente che parla inglese, a parte lo staff, ce n’è poca. Sono quasi tutti asiatici.

E io dico, ma gli asiatici a Sydney parlano inglese cavolo, ne ho incontrati tanti in questi mesi! Perchè al casinò perdono tutti il dono della parola?

Ad oggi ancora non mi so rispondere.

E la prima volta che ho servito per me è stato un trauma..

Allora. Sette di sera di sabato, primi di  luglio.

Ora in cui arriva la ressa e inizia pure il mio turno: per imparare niente di meglio che sbattermi subito nel turno peggiore della settimana, no?

Bene. Esco fiera con il mio vassoio. Mi dico, tranquilla che vuoi che sia, che ci vuole a chiedere da bere?

Mi avvicino a un tavolo dove cinque asiatici giocano animosamente a baccarat, scrivendo qualcosa su appositi foglietti con tanti di riquadri e inveendo contro il croupier, il quale poverino cerca di contenersi, ma è in evidente difficoltà.

Giusto per evitare che il croupier (o come lo chiamano qui, dealer) mi esploda, avanzo con il mio vassoio e il mio sorriso ed esclamo “Drink service”!.  L’unica a cagarmi è  una signora asiatica sui 60 anni.

Mi dava le spalle, si è voltata, ha alzato la manina come a scuola e ha detto: “Re Bu No Ai”.

E io mi sono paralizzata. Sembravo una stauta di cera. Cavolo volevo fare bella figura, ero ai primi giorni e  guarda che cazzo di ordine mi va a capitare!

La mia faccia deve aver assunto la forma di un enorme punto interrogativo  perchè la donna, con fare stizzito, ha ripetuto di nuovo la formula malefica: “Re Bu No Ai”. Poi si è voltata e ha continuato a inveire insieme agli altri contro il dealer…

Sono rimasta per qualche secondo ancora così, china vicino alla donna, vassoio in mano, altra mano dietro la schiena. Mi sono detta: se glielo chiedo di nuovo quella mi ribalta sul tavolo.

Aiuto.

Mi sono lanciata verso il bancone del bar pe chiedere aiuto a qualcuno….poi ho visto Sunny, il mio collega indiano e l’ho afferrato per la camicia bianca come una disperata…..

Gli ho urlato: “Magari ho capito male, vai a chiedere per favore tu???”, ma Sunny aveva capito benissimo, dopo anni al servizio del casinò, non ci sono più segreti per lui…ormai capisce gli ordini senza che i clienti aprano bocca…perchè sono sempre gli stessi, ogni giorno, tutti i giorni.

E così mi dice, serafico, come se  fosse la cosa più logica del mondo: “Ti hanno chiesto una Red Bull no ice, senza ghiaccio”.

Il mio punto interrogativo si è trasformato in qualcosa di intraducibile e gli ho detto: “Ma mi prendi per il culo?”

Lui ha sorriso, ha alzato le spalle e ha detto: “Non parlano inglese, le uniche cose che sanno dire sono queste e ormai le so tutte”.

Hai capito? Sunny le sa tutte!!! Anche io devo saperle tutte altrimenti come ci sopravvivo qui?

Perchè poi bisogna anche sapere le bevande i cui nomi vengono storpiati da questi signori…

Dunque, non c’è solo la Coke, che loro traducono in Co (pronunciare un’altra c è chiedere troppo, forse?)

non c’è solo il white tea (tè bianco, vale a dire con il latte) che loro pronunciano, ve lo giuro, vai ti

No. C’è ad esempio il Vince, che non è altro che soda, lime e zucchero…e loro lo pronunciano Vi o Ui.

Oppure l’honey lemmon tea, tè con miele e limone, che loro pronuncino ai lemo ti

C’è il flat white, un cappuccino con poca schiuma, che loro pronunciano Fe uai, che è la stessa pronuncia che usano per red wine, vino rosso…ve lo giuro!!

Ma si può?

Perchè poi uno si domanda: “Poveri non possono parlare chissà come faranno a giocare”…e invece li devi vedere come sono furbi quando devono massacrare il croupier a baccarat o a black jack!!   Fanno calcoli, statistiche su come vincere, passano ore a studiare strategie…

Ma allora mi domando, porca misera ladra: ma studiarvi l’inglese no, li mortacci??!!!!!

Vabbo’ dai , vado a farmi un vai ti e poi a nanna….

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4 thoughts on “Re Bu No Ai (Red Bull no Ice)…vita al casino’ di Sydney

  1. ciao!! sono a sydney e x caso mi sono imbattuta nel tuo divertentissimo blog!! mi potresti dare qualche dritta x poter lavorare al ristorante del casino? grazie mille

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