Come è bello far l’amore da Trieste in giù…

…l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu….e se ti lascia lo sai che si fa…trovi un altro piu’ bello…
che problemi non ha… 😀

Alzi la mano chi non ha mai sentito questa canzone la sera di Capodanno, mentre prova a ballare dopo un cenone a base di tutto e di più, o per strada in preda all’alcol…o in qualche trasmissione televisiva…di quelle tristi tristi che “accompagnano fino alla mezzanotte…per stare tutti insieme e brindare al nuovo anno”…??

Qualunque sia la risposta….Happy new Year!!!
Come ve lo siete passati?

Io l’ho passato sentendo e, ahimè, ballando questa canzone..
La serata era iniziata bene…era tutto bello…finché non hanno attaccato la musica. E allora è stato come se in questi ultimi vent’anni, da quando cioè mi ricordo più o meno ogni singolo capodanno italiano, è stato come se nulla, ma davvero nulla, fosse cambiato.

Ma che ci prende a noi italiani nella notte di San Silvestro? Com’è che diventiamo tutti coglioni e ci esaltiamo sulle note di Heather Parisi (ma è ancora viva?) con le sue “e le cicale, cicale, cicale, cicale…e la formica
invece non cicale mica”, o incrociamo le mani come in preda alle convulsioni e mimiamo le ali al ritmo della Cuccarini con “Vola, con tanto fiato in gola…” o ancora, per farci ancora più male, ci mettiamo a nuotare e starnutire in mezzo alla sala perché ce lo dice quel grande uomo che canta “Gioca Jouer”….??

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Non ditemi che sono tornata dall’Australia per vedere tutto questo…

Ma non abbiamo altre canzoni?

Negli anni ’80- ’90  c’erano solo queste? Perchè ad ogni capodanno la tragedia si ripete e nessuno fa niente per fermarla?

Perchè, vedete, se quelle canzoni fossero trasmesse in una discoteca qualsiasi, durante un qualsiasi giorno dell’anno che non sia il 31 dicembre….io penso che il deejay verrebbe radiato seduta stante e rischierebbe pure il linciaggio della folla.

Ma per festeggiare il nuovo anno tutto è concesso…ma io come faccio a sperare di avere un 2011 migliore sulle note della Carrà che mi canta “tanti auguri a chi tanti amanti ha, tanti auguri in campagna ed in citta’”….e me la immagino ballare col suo solito caschetto biondi platino finto e i pantaloni a zampa….
No, dico, ma con un’immagine così in testa uno come fa a sperare in un anno migliore? 😀

Ma questo non è tutto. Non è solo di questo che voglio parlarvi….

La sera di San Silvestro avevo deciso di “salutare il nuovo anno” (chi ha coniato questa frase? Perchè mi sento la sfiga addosso solo a leggerla..) con una mia cara amica in un locale della “movida genovese” (altra frase fatta, usata e strausata…i sinonimi non sono ben visti dai media italiani…).

Non dirò il nome del locale, ma comunque non ho nulla di negativo da dire: veramente bello, cena ottima, ben organizzato,  a parte il fatto che allo scoccare della mezzanotte ancora mangiavamo il secondo e i camerieri hanno servito il dolce lanciandolo sui tavoli, onde evitare di essere travolti dalla massa in festa… 😀

Non ho potuto fare a meno di notare che, in fondo, quella è una sera come le altre. Si cena fuori, si beve (tanto), si fa casino (più del solito), si balla, ma alla fine è solo una serata un po’ più movimentata delle altre.

Ma cosa festeggiamo noi italiani? La fine di un anno o l’inizio di uno nuovo? E cosa c’è da festeggiare visto che le cose mi pare vadano maluccio?

L’intrattenitore della serata ha ricordato come fosse già una fortuna essere tutti lì insieme a festeggiare…miiiiiiiii…..e come dovessimo ritenerci fortunati…miiiiiiiiiiiiiiiiiii…..e come fosse una serata bella e tutti dovessemi sperare in un futuro migliore….miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…………e poi mi attaccano Heather Parisi con le Cicale? Ma porca tr….
Ma mettimi “We are the world” al massimo, se proprio vogliamo farci del male…
Fammi straziare con “Heal the world” di Michael Jackson se vuoi colpire al cuore….ma mi metti la Parisi????
E la devo pure ballare?

Mentre mi ponevo tutte queste domande, il deejay ha cambiato disco. Ho pensato “E vai, ora mette qualcosa di serio”….indovinate cosa ha fatto partire?
Disco Samba dei Two Man Sound…..quello che fa: eeeeeeeeee e l’amico charlie Brown……

Ed improvvisamente ciò  che temevo di più si è materializzato sotto i miei occhi: il trenino umano!

Ma perchè ci facciamo del male a questo modo?
Io da piccola lo facevo…..ma da grande….da grande….io da grande non ce la faccio…
Dovete farmi bere davvero tanto…con una bottiglia di vino in corpo faccio pure il capotreno, ma da mezza sobria (come era mia intenzione rimanere) io non gliela facevo…

Ma loro si. Il resto della sala, a parte me e la mia amica, era in preda all’estasi…tutti con le mani sulle spalle della persona davanti a danzare per il locale al ritmo di “zazuera…zazuera….aeiou ipsilon, aeiou ipsilon…..”…

MA NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

L’anno scorso in Australia ero a casa di amici, a North Sydney. Dal balcone ho visto i fuochi che hanno illuminato e incantato la baia di Sydney e ho ballato tutta la notte musiche disco moderne.
Non c’erano i Charlie Brown, le cicale, i tanti auguri a chi tanti amanti ha o i vola con tanto fiato in gola….c’erano musiche moderne, hip hop, pop, rock. Quelle che si ballano sempre, in ogni discoteca, ogni sera.

Chi non era nei locali o nelle case a ballare, era disteso in uno dei tanti parchi che si affacciano sulla baia di Sydney per godersi lo spettacolo. E per vedere dieci minuti di fuochi, gli australiani si erano fatti dieci ore di attesa sui prati…

Noi non potremmo mai aspettare così tanto. Gli aussie si erano organizzati con barbecue, birre ( e quando mai..) carte e giochi di vario tipo per ingannare l’attesa…io mi ero stufata dopo un’ora e mi ero imbucata ad una festa con una mia amica italiana… 😀

Io non ce l’ho fatta ad attendere . E quando ho visto i fuochi (bellissimi) non mi sono incantata più di tanto.
Per gli australiani invece quello era l’evento clou della serata. Anche loro hanno organizzato cenoni, ovviamente. Molti hanno prenotato sulle navi e barchette che organizzano tour della baia con vista dei fuochi direttamente a bordo. L’Australia si è fermata a mezzanotte, per assistere a quello spettacolo che in qualche modo univa tutti, per qualche minuto. Poi dopo, si tornava a ballare o bere, a fare casino (e casini, perchè gli aussie quando sono ubriachi possono essere davvero molesti..) con gli amici della serata e con quelli che si erano fatti durante l’attesa dei fuochi…

Anche noi abbiamo i nostri fuochi, ma sono un bel contorno. Un bonus, un intrattenimento in più che certamente ci piace, ma se pure non ci fosse non ne faremmo un dramma.
Perché noi siamo nei nostri localini, nelle nostre casette o in piazza a festeggiare per gli affari nostri. Sentiamo i fuochi e ci affacciamo un attimo dalla finestra, usciamo per la strada o volgiamo lo sguardo in alto per cogliere qualche barlume colorato.

Noi non abbiamo un motivo comune per festeggiare San Silvestro. Gli australiani per lo meno hanno lo spettacolo pirotecnico che pare essere tra i più belli al mondo…

Che bello sarebbe se anche noi, in tutta Italia, per qualche minuto ci fermassimo ad ammirare la stessa cosa? Poi tutto tornerebbe come prima, ma almeno per pochi minuti ci saremmo sentiti uniti da qualcosa.

E invece continuiamo a festeggiare sempre nel solito, antico, stanco e a volte ridicolo modo. Neanche noi sappiamo cosa stiamo davvero festeggiando.

Cenone da star male, a casa o al ristorante, bere a volontà, qualche concerto, qualche fuoco d’artificio…piazze in festa, ma isolate.

Forse è solo un’idea, forse mi sbaglio. Ma il capodanno ogni anno sembra una competizione fra città, fra chi ci metterà più fuochi, chi avrà il cantante migliore, etc…
E gli italiani a cui la piazza non interessa si isolano ancora di più, nei locali o nelle case.

Io ero in uno di questi ristoranti. A mezzanotte si è presentata la stessa scena, tutti con la bottiglia di spumante in mano, tutti a brindare e farsi gli auguri tra di loro. I tavoli erano vicini, noi avevamo da una parte un tavolo con tre ragazzi e dall’altra un tavolo con due coppie. Nessuno ha provato a farci gli auguri, a stringerci la mano o alzare semplicemente il calice nella nostra direzione per un augurio collettivo, un augurio silenzioso a persone sconosciute, fatto solo di sguardi ma che avrebbe lasciato il segno.

Il famoso trenino di Charlie Brown ci unisce solo per il tempo della canzone, ma poi non vediamo l’ora di staccare quelle mani dalla persona sconosciuta che si agita di fronte a noi (poi se è sudata è ancora peggio, ti viene proprio lo schifo) e non si vede l’ora di tornare al proprio posto, con i propri amici, nel proprio mondo.

Io ho ballato da sola. Tutto il tempo. La mia amica non stava benissimo, era stanca e aveva deciso di starsene seduta. Le avevo chiesto se avesse voluto andarsene, ma lei mi ha chiesto di restare e divertirmi.
Da ingenua, ho pensato: sono sola, ma vedrai che qualcuno si farà avanti, mi metterò a ballare con altre persone senza problemi.
Seee, come no!
Nulla di tutto questo è accaduto.

E allora ho ripensato a Sydney, a quegli australiani sui prati che attendono ore per vedere i fuochi e che alla mezzanotte ti abbracciano anche se non ti conoscono (certo, il livello dell’alcol nel corpo aiuta… 😀 )

Avrei voluto essere con loro. Loro che mi hanno fatto un po’ soffrire per le vicissitudini che vi ho già raccontato, loro che nonostante i mille difetti, hanno dimostrato di essere molto più socievoli e aperti rispetto a una società come la nostra, una società millenaria che dovrebbe essere abituata alla moltitudine, alla condivisione, che ha fatto della solidarietà una bandiera, che ha visto genti di ogni paese arrivare e partire, ha vinto e perso guerre, ha sofferto e gioito con popoli stranieri, una società che invece oggi si sta isolando sempre di più e ha perso la voglia dello stare insieme, di condividere, di tendere la mano o semplicemente alzare un calice verso una persona sconosciuta.

E invece ero in Italia a festeggiare con gli italiani. Che detta così, sembra una cosa stupenda e così io la intendevo.

Ho ballato un paio d’ore (avevano messo musica da discoteca decente…) ho bevuto l’ottimo spumante che andava giù come acqua (ho imparato dagli australiani a bere “da professionista”) ma poi è successa una cosa che mi ha fatto scattare verso la porta.

Non ce la potevo fare…

Mi ero scatenata sulle note dei Black Eyed Peas, “Dirty bit”, ed ero in estasi.
Cosa mi va a mettere il deejay?
No, dai, provate a indovinare voi….

Perchè come il repertorio su citato, ci sono canzoni che proprio non possono mancare a San Silvestro. La cosa positiva è che la ballano tutti, quindi (magra consolazione) è un modo per unire il popolo italico almeno per un paio di minuti.

Anche io ho dovuto ballarla….come potevo perdermi l’unico momento di “unione”??
E’ una canzone carina e divertente, come lo sono le altre che ho citato e criticato. La mia critica è dovuta non tanto alla canzone in se’ (Raffaella, Lorella, Heather, Village People…non odiatemi, vi voglio bene…ma francamente non se ne può più!!!!) ma a come sembri che ci siano solo queste canzoni, che tutto debba essere sempre uguale a capodanno, sembra quasi che le canzoni di un tempo siano più belle e divertenti di quelle di oggi… e non è vero, porca miseria!!!

L’Italia delle feste si è fermata agli anni ’90? Non ci sono altre melodie per accompagnare l’arrivo del nuovo anno?

Evidentemente no. Ma io non ce l’ho fatta, dopo questa me ne sono andata a casa.

Secondo me, questa song l’avete ballata anche voi….dai, su, ammettetelo…. 😀

Non vi dico che canzone è, vi metto il link qui sotto….lo so che sarete rapiti dal ritmo e vi scatenerete come dei matti…lo so…

Buon anno a tutti…alle cicale, alle formiche, a chi tanti amanti ha…a Charlie Brown a ai “young men”. 😀

La Maga…che vola, con tanto fiato in gola… 😀

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17 thoughts on “Come è bello far l’amore da Trieste in giù…

  1. maga!!!
    uffi, io non sono riuscita a passare capodanno li accidenti, ma ti capisco perfettamente!
    ho ballato esattamente le stesse canzoni!
    fatto il trenino e NON brindato con le persone ai tavoli affianco.
    per fortuna ero con i miei amici, e tanto bastava! 🙂

  2. Maga, non e’ che tutti gli australiani hanno i fuochi all’ultimo dell’anno.
    Noi di Sydney, e qui tiriamocela, abbiamo i fuochi all’ultimo dell’anno, e forse anche Melbourne.
    Parliamo allora del pranzo di Natale italiano confrontato al barbeque australiano? 😀
    augurissimi!

  3. Ciao Maga!
    per capodanno ero a Sydney e ti garantisco che ho rimpianto l’Italia e tutte le vecchie canzoni che hai citato (tranne YMCA….la odio!!!). E’ vero, durante i fuochi tutti si sono fermati con gli occhi al cielo ma io quella condivisione di cui tu parli non l’ho proprio sentita…ho visto solo gente ubriaca fradicia ovunque. Anche io bevo più di una birra, specialmente l’ultimo dell’anno, ma qui esagerano proprio!! La città era stracolma e si faceva persino fatica a camminare. Ovunque andassi mi perquisivano per vedere se avevo con me dell’alcol. C’erano per strada più polizziotti che persone e nonostante questo ogni tanto vedevi qualcuno portato via in manette, per non parlare poi della rissa tra una 15 di ragazzi a cui ho assistito mentre ero in metro. Al Mc Donald, dopo una fila interminabile, ti facevano pagare 10 dollari per fare pipì (roba da pazzi!!) e se ti beccavano a farla nel classico vicolo per starada erano 300$ di multa…insomma..un inferno!! quello che ho visto io è un ammasso di gente intenta a raggiungere la più alta percentuale di alcol nel sangue nel minor tempo possibile. Per come la vedo io…meglio la Carra, il trenino e tutto il resto!! w l’Italia e w il capodanno italiano!!

    • Cavolo Francesco, il capodanno che ho fatto io l’anno scorso non è stato così devastante, o forse non ho incontrato la gente che hai incontrato tu.
      Io ho vissuto di più la parte dell’attesa, con tutte quelle famiglie ad attendere i fuochi nei parchi e a condividere quei momenti. Ed è stato carino.
      L’inferno del dopo-fuochi me lo sono perso…. 😀

      • …magari la differenze è che io sono arrivato abbastanza tardi e l’attesa me la sono persa! uff!! cmq forse è vero..come ha detto qualcuno l’importante non è dove si è ma con chi…

  4. Il Capodanno qua a Sydney e` stato FANTASTICO, poi dipende sempre con chi sei e dove, ma io ho bei ricordi anche di quelli italiani!
    Secondo me se avessi avuto un bel compagno.. ti saresti divertita! Anche con le musichette di sottofondo!

  5. Buon Anno anche a te Maga!!
    Ho trascorso il mio primo Natale e Capodanno a Sydney!
    Sono andata a vedere i fuochi di mezzanotte e ci siamo piazzati esattamente sotto il ponte. Lo so non e` la migliore visuale per riuscire a vedere i venti punti diversi da cui sparano i fuochi contemporaneamnete in tutta l a baia, ma meglio che niente. Non ho aspettato certo accampata li` tutto il giorno, ma siamo arrivati giusto 10 minuti prima. I fuochi sono stati belli e sopratutto condividerli con migliaia di persone che gioivano dello stesso evento, poi la sfilata di tutte le barche illuminate che partivano assieme per fare il giro della baia. Per fortuna siamo riusciti ad evitare i gruppi ubriachi o scene raccapriccianti, ma quando e` venuto il momento di ritornare a casa… non si riusciva a beccare un treno, tanta era la gente, cosi` abbiamo dovuto fare un bel pezzo a piedi per raggiungere la stazione prima e ci abbiamo messo circa due ore per tornare.
    Certo mi e` mancato il capodanno con i miei amici (anch`io odio il trenino e sempre le stesse patetiche canzoni). L`anno scorso abbiamo organizzato il capodanno tra noi in un locale e abbiamo scelto rigorosamente tutta la musica. Non abbiamo ballato nessuna “cicale” o Carra` etc.
    Pensavo peggio e invece comincia a piacermi stare qui, in fondo sono con mio marito i miei nuovi amici e piano piano si apprezzano certe cose che in Italia non abbiamo. Sconfinati parchi e spazi verdi “puliti” dove puoi tranquillamente sdraiarti senza rischiare di beccarti un siringa nella schiena o la cacca di un cane. Con i barbecue a disposizione. Le spiagge, il massimo della sporcizia sono le alghe. Non ci sono mozziconi di sigarette, invece quando vado in una spiaggia libera in Italia ho sempre la sensazione di sdraiarmi in un portacenere! Quando andavo a fare la spesa le prime volte ero sempre confusa dall`enorme quantita` di cose utili e inutili che trovi in commercio e pretendevo di trovare le stesse cose che usiamo in Italia ora mi trovo piu` a mio agio, praticamente puoi trovare tutto dovunque.
    Si` penso che daro` una chance in piu` a questo grande e giovane paese.
    Buon 2011 Angelica!

  6. Ma che bello vedere come vi difendete l’Italia delle feste…bravi, almeno un po’ di orgoglio in questo ce l’abbiamo!! 😀
    Io ho passato naturalmente una bella serata, ma dopo aver vissuto un anno e mezzo a Sydney forse mi aspettavo qualcosa di diverso. O forse sono io che sono cambiata e certe cose non mi emozionano più.

  7. Ho salutato il nuovo anno facendo tutto il contrario di ciò che in genere dicono porti bene: non ho messo mutande rosse, ho aperto la bottiglia di spumante ben 30 secondi prima della mezzanotte ufficiale, non ho mangiato lenticchie nè zampone. L’ho passato in modo semplice a casa con 2 amiche e un amico e i nostri cani. E questo mi è bastato (leggi il termine “bastato” non come “mi sono accontentata” bensì come “sono stata benissimo con tutto ciò di cui avevo bisogno in quel momento”) 😉
    ancora buon anno!

    p.s: a Santo Stefano ho fatto i muffin australiani, forse ho sbagliato qualcosa ma invece che dei bei funghetti mi è uscita una cosa tipo “farinata” (penso tu sappia cosa intendo!). Quindi l’aspetto era devastante, ma il sapore buonissimo! 😀

  8. Ho letto il post con molto interesse e devo ammettere che, nonostante io sia decisamente più “vecchia” di te, la penso esattamente come te riguardo alle feste di Capodanno, canzoni, trenini, indifferenza della gente ecc ecc.
    Non ho viaggiato molto (anche perché a trent’anni ero già mamma di due pargoli!), quindi conosco poco del mondo ma credo che mi adatterei benissimo a vivere in Australia e non mi mancherebbero certamente i cenoni di fine anno!

    Brava! continua così e buon 2011! 🙂

  9. Beh sei fortunata ad aver sentito quelle canzoni solo a capodanno.
    Dove vado a ballare di solito, nella sala revival, le mettono ogni santo sabato sera… tutte quelle che hai citato… anche il trenino!
    Ormai “Com’ è bello far l’amore da Trieste in giù” è la canzone che odio di più, seconda solo a “Maracaibo” un’ altra canzone che non manca mai =)
    Buon Anno!

  10. forse vivo io in una “città” sfigata, ma dentro di me, mi auguro di sentire quelle odiosissime canzoni a capodanno, ma SOLO a capodanno.
    qui tutti i sabati estate e inverno mi martellano il cervello con quelle porcherie che già non mi piacevano le prime volte che le ho sentite figuriamoci dopo anni che mi nauseano. a chi le sente nelle sale revival, direi che è abbastanza scontato, il problema qui è che sono in TUTTI i bar.
    per variare un po bisogna farsi una cinquantina di km di autostrada e affidarsi alla vecchia guardia delle discoteche riccionesi che ancora resiste (di quelle che io chiamo Discoteche serie ne sono rimaste appena 2) una volta lì dentro trovi si musica più interessante, ma la gente è un terno al lotto.
    si va dal teenager sfasciato di sostanze chimiche non identificate al comune mortale che si è fatto qualche bicchiere ma che dopo qualche anno ancora ti saluta e ti offre da bere per il semplice motivo che una sera ci si è fatti quattro risate insieme.
    questo commento fa schifo ed è incompleto, però non vado avanti che se no sparlo troppo

      • guarda, solo perchè lo hai chiesto espressamente te ho deciso di continuare.
        dal punto di vista di uno che qualche anno fa era appassionato di musica elettronica in particolare, ma sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo sentire certe canzoni è una vera e propria tortura acustica. ciò che però fa anche più male è vedere le facce della gente divertita, contenta, a tratti addirittura estasiata da certi suoni. ma non finisce qui. quando qualcuno cerca di cambiare, cerca un minimo di spunto evolutivo, quelle facce estasiate dalla carrà diventano oscure e malvagie e commentano senza pietà definendo “roba piatta” “senza senso” “senza idee” “rumori insignificanti” “SCOREGGE ELETTRONICHE” (scusa il termine ma questa definizione non potevo non metterla) “quelle canzoni sono tutte uguali”… ah ma perchè le stesse 4 canzoni messe e rimesse tutte le sere da 30 anni sono molto varie?
        e come ha detto rossella nel commento sotto al mio, tutto ciò non vale solo per la musica ma per tutto, dai film alla tv a tutto il resto.
        c’è proprio una totale assenza di idee nuove e la totale chiusura verso chi ci prova (e non è detto che ci riesca) a fare qualcosa di nuovo.
        non molti mesi fa mi è capitato, nelle rarissime volte che ho mi sono trovato per sbaglio davanti alla tv, di vedere programmi (NB più di uno su diversi canali) che non erano altro che collage di vecchi programmi tv. ok saranno anche stati bellissimi, però sono e rimangono quelli e da lì non ci si schioda.
        io sono convintissimo che mai nessuno mi farà ridere come ha fatto fantozzi, però so che riderò anche vedendo qualcun altro, è ora di svegliarci, non si può continuare a vivere sulla storia, o vogliamo proprio portarceli nell’oltretomba? se è questo che la società vuole, sarà facile riconoscere il luogo dell’aldilà a cui siamo destinati dalla colonna sonora, e se sarà “maracaibo” significa che in vita non siamo stati abbastanza buoni…

  11. Ehilà Maga! Questa è la prima volta che scrivo un mio commento; mi hai fatto davvero morire dal ridere, e devo dire anche che mi hai fatto venire in mente una cosa che ci aveva detto un professore a scuola, e cioè che noi (italiani) viviamo su quello che hanno fatto i nostri nonni, nel senso che non abbiamo fatto nulla di nuovo. Ed è vero, se pensi ai programmi televisivi come il gf, uomini e donne, amici, da quanto tempo e che vanno in onda, almeno 10 anni. Per non parlare poi dei film, che si ostinano a farci vedere una poltrona per 2 il giorno della vigilia. . . quindi anche riguardo le canzoni, pur essendocene di nuove, continuiamo a mettere quelle degli anni 80 e 90. Questo secondo me è perché noi italiani abbiamo paura di cambiare, e quindi per non rischiare preferiamo vivere lasciando vivere. . . Ovviamente parlo delle persone che vivono così (e qui mi vorrei allacciare al topic che hai scritto riguardo un ragazzo che ti aveva detto che i veri “coraggiosi” sono quelli che rimangono, non quelli che se ne vanno) perché secondo me non ha senso definirsi “coraggiosi” rimanendo in Italia senza però fare nulla per cercare di cambiare le cose. . .
    Per tornare al discorso di prima io ho parlato riguardo ai film e canzoni, che poi non sono nulla di importante alla fine, ma per far capire che anche nelle cose importanti gli italiani hanno paura di cambiare. L’unica cosa che nella mia città è cambiata sono le rotatorie al posto dei semafori. . .

    Un saluto alla Maghetta!
    Rossella

    P.S. Buon Anno!!

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