Te la do io l’Australia

Allora, chi vuole venire in Australia alzi la mano!!!

Ma, soprattutto, perchè???

Dopo nove mesi, oggi sono nove mesi esatti (sono atterrata il 17 giugno 2009…) voglio tirare le somme, raccontarvi un po’ di emozioni, stuzzicare la vostra curiosità.

Cominciamo con un veloce test.

Siete stufi del sistema Italia e volete provare a vivere in un paese assolutamente diverso sotto ogni punto di vista, dove se usi una raccomandazione per ottenere un lavoro è la volta che il lavoro non lo otterrai mai?

Dove la gente è amichevole, ma si fa gli affari propri alla grande?

Dove nessuno si preoccupa mai per niente?

Dove le condizioni climatiche cambiano 4 volte al giorno?

Dove un espresso costa tre dollari (1,8 euro cambio odierno) ma puoi chiedere di aggiungere latte scremato o di soia o l’acqua calda a parte o con o senza cremina o con la nonna e la zia insieme?

Dove l’alcol scorre a fiumi e ubriacarsi è lo sport nazionale?

Ma, soprattutto, dove il concetto di meritocrazia è conosciuto e visibilmente e praticamente applicato?

Hai riposto sì a tutte queste domande? Allora benvenuto in Australia.

Io sono arrivata lo scorso giugno. Ho mollato tutto. TUTTO. Lavoro, famiglia, fidanzato. Avevo le scatole così girate (mi piacerebbe usare un’altra espressione ma non voglio essere scurrile) ma così girate, arcistufa di prendere porte in faccia e di vedere gente passarmi davanti senza titoli, senza arte né parte…che ho preso la decisione più importante della mia vita in forse neanche una settimana.

Mi sono lasciata dietro una scia di dolore non da poco…..ho lasciato un ragazzo con cui stavo da cinque anni (il motivo non era andare in Australia ma non mi sembra il caso di tediarvi con le mie questioni amorose) ho mollato un lavoro stupendo (giornalista professionista, ma freelance….traduci:  sfigata senza una lira) tra la disperazione dei miei colleghi, e soprattutto, cosa più importante, ho lasciato la mia famiglia. Questa è l’unica cosa che rimpiango. Perchè non mi manca l’Italia, ma solo la mia famiglia.

Per il resto, tornassi indietro, rifarei esattamente tutto.

La vita in Australia è diversa. Non sto parlando delle tasse (storia interessante…ve la racconto nei prossimi episodi) o del paesaggio ( da paura comunque)…sto parlando dello stile di vita. È questo che rende l’Australia, il continente più giovane (non per esistenza ma per civilizzazione, lo hanno scoperto gli inglesi nel XVIII secolo) del nostro pianeta, una delle mete più ambite al mondo non per passarvi le vacanze, ma per trascorrervi l’esistenza.

In questi nove mesi ho conosciuto tanti italiani che hanno scoperto la terra Down Under (altro modo per chiamare l’Australia) per caso, perché vi hanno passato la luna di miele o le vacanze estive…e sono rimasti talmente folgorati da voler tornare il prima possibile e stabilirsi definitivamente.

Io ho fatto esattamente il contrario. Mi ci sono trasferita direttamente e mi sono detta, se va male torno a casa. Per ora mi sta andando bene.

La vita qui è rilassata, gli aussie (gli australiani si definiscono così, e si pronuncia ossi) lavorano come animali (qui non si dice “lavorare come un cane” ma come un animale..sono democratici…) dalle 9 alle 5 dal lunedì al venerdì…poi nel week end tutti a bruciarsi lo stipendio nei bar a bere come animali (loro non dicono così, sono io questa volta che oso comparare, perché davvero sono allucinanti, non sono esseri umani quando bevono)…

Ma sono amichevoli, davvero. Sono positivi. La loro massima è “Don’t worry”, non ti preoccupare. Non si preoccupano mai, va tutto bene per loro. Tutto si può risolvere. Noi italiani passiamo la vita a preoccuparci, loro non sanno cosa vuol dire.

Gli australiani surfano nell’oceano a due passi dagli squali o nuotano nei torrenti infestati dagli alligatori e se ne fregano. Sanno benissimo che un pescione coi denti grandi grandi potrebbe morderli da un momento all’altro o che una medusa velenosa potrebbe mandarli dritti all’ospedale o che un coccodrillo potrebbe saltare all’improvviso fuori da un torrente e staccargli una gamba…ma a loro non interessa.

Ti rispondono che ci sono molte più probabilità di fare un incidente in macchina, quindi “chissene”. E come dar loro torto?

Io ero spaventata a morte all’idea di entrare in acqua. Sono cresciuta guardando “Lo Squalo” e “L’orca assassina”, vi potete immaginare. Ma dopo nove mesi mi sono talmente integrata nella cultura del no worries che alla fine ho fatto il bagno in mezzo all’oceano, nella barriera corallina più grande del mondo, il Reef, e la cosa più bella è che non ho avuto paura nemmeno per un secondo.

L’Australia ha il potere di cambiarti, se ti lasci coinvolgere. Se accetti le sue regole, se sei umile, se lavori duro e rispetti gli altri, questo paese è capace di renderti felice. Se te ne stai sulle tue, se pensi di essere il più furbo e pensi che gli inglesi sono degli imbecilli, allora non è il  paese per te. Stai pure in Italia.

Non è tutto rose e fiori. Perché se non parli bene inglese qui è difficile trovare lavoro pure come lavapiatti. Quindi ragazzi se avete intenzione di venire nella terra dei canguri fatevi un bel megacorso di inglese. E guardatevi film australiani o documentari girati in Australia per abituarvi all’accento…che è onestamente awful…orribile….

Io non l’ho fatto e i primi dieci giorni sono stati allucinanti. Mi sentivo una deficiente. Ripetevo “What?”, cosa??? Senza sapere che qui, l’espressione “What?” usata per chiedere spiegazioni è considerata un’offesa..come dire che il tuo interlocutore è un cretino e non hai capito perché è un cretino…quindi io avevo due problemi: non riuscivo a capire e facevo arrabbiare le persone con cui parlavo quando chiedevo di ripetere.

Quindi, lesson n° 1: Non dite mai “What?”….dite piuttosto “I beg your pardon?” molto English o “Could you repeat please?” meno English e più aussie-terrone ma sempre meglio dell’italianissimo “Cosa???”. Che onestamente suona arrogantino pure in italiano.

Ora vi state chiedendo: bene, voglio venire, come devo fare? E qui entra in gioco la Maga che vi spiega tutto. Nel prossimo articolo provo a spiegarvi la giungla dei visti, ma se siete sotto i 30 anni potete ottenere un Working Holiday visa in un paio d’ore su internet.

A proposito, La Maga di Oz è, per chi non lo sapesse, un gioco di parole che richiama, da una parte, il romanzo stupendo di L. Frank Baum (in realtà è un mago ma pazienza) diventato poi film grazie a Victor Fleming e dall’altra il diminutivo dell’Australia che usano solo gli australiani, Oz.

E io mi sento un po’ come la Maga/Mago di questo paese stupendo e un po’ come la giovane Dorothy, eccitata di vivere in questa terra, ma nostalgica del suo paese.

Parafrasando la saga vampiresca di “Twilight” (mi piace il cinema, ve ne siete accorti?) posso dire di essere certa di tre cose.

Primo, venire in Australia è stata la scelta più azzeccata della mia vita.

Secondo, una parte di me – chissà quale e quanto importante – non vuole tornare a casa.

Terzo, sono totalmente, incondizionatamente innamorata di Sydney.

Ogni giorno mi alzo e non vedo l’ora di uscire e farmi ingoiare da questa città fatta di luce, di un’energia inspiegabile, una città che vibra, che ti prende lo stomaco e te lo rivolta e ti tiene con sé. Non ti lascia andare.

È come essere innamorati. Solo che invece che spegnersi questa fiamma aumenta ogni giorno. Finirà che prima o poi esplodo e divento una stella o un buco nero.

La Maga

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15 thoughts on “Te la do io l’Australia

  1. Guarda emozionante è dire poco! le lacrime gli occhi ce le ho io, credimi! *__* Un paese in cui vige la meritocrazia per me è un utopia! Hai fatto un’ottima scelta, quella per cui sto cominciando a combattere anch’io perchè sono arcistufa di vivere nel Sud Italia!
    Ancora complimenti per il post e per la scelta che ha cambiato la tua vita! Ti ammiro tanto!

    Reira

    • grazie Reira!!! Sono davvero contenta della scelta che ho fatto anche se a volte è dura credimi…mi manca la mia famiglia. Ma per ora tengo duro! Fallo anche tu, non mollare mai.
      Un bacio

  2. Mi sembra che sia mattino e mi sveglio x iniziare una nuova emozionante giornata a Sydney…..ce l’hai fatta vivere sul serio..Complimenti…
    Mi piacerebbe farti alcune domande….e la prima è:
    -Se l’inglese è solo a livello base e si vuol venire in Australia x impararlo e trovare un lavoretto….cosa rispondi??…..
    Grazie sei forte!
    Marco

    • ciao Marco!! Grazie per le belle parole! Come ho scritto diverse volte, io consiglio di fare un bel corso di inglese, magari uno intensivo, ma almeno hai una conoscenza base solida. Se lo sai poco qui,onestamente, può essere un problema.

  3. Ciao Maga!!
    Complimenti per il blog, pieno di info molto utili!!mi ritrovo un sacco in quello che scrivi, anch’io mi avvicino più ai trenta :)e ho un lavoro che mi piace un sacco ma..paga poco!! Penso che se mi mancava una piccola spinta per venire in Australia adesso dopo aver letto i tuoi post non ho più mille dubbi…quindi grazie mille!!Io arrivo a Sydney a metà novembre…e chissà che sarà!!
    Continuo a seguirti quindi scrivi scrivi scrivi!!
    Ciaoooo!!

  4. Ciao maga oz sono Giuseppe dalla Sicilia e bello quello che hai scritto io 40 anni e stavo pensando a scapare da questa Terra ormai frantumata dai politici dalla criminalita’ mi sapresti dare un consiglio ciao grazie

    • Ciao Giuseppe…hai letto il mio blog? Ci sono tante informazioni per chi desidera “scappare” in Australia, l’ho scritto apposta! Dacci una letta e se hai ancora dei dubbi fammi sapere. Ciao!

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