Mi avete stufato

Non faccio altro che leggere o sentire appelli di sedicenti saggi o presunti detentori di verità assolute che si rivolgono alle giovani generazioni e le incitano a scappare il più fretta possibile da questo paese che pare sull’orlo del baratro. “Andatevene,  scappate finché siete in tempo, andate all’estero che di sicuro va meglio….”

Ma come vi permettete? Ma non vi vergognate??

Come potete arrogarvi il diritto di dire a un ragazzo di scappare dal proprio paese? Come potete sputare sul paese dove voi stessi vivete? Cosa c’è di meglio la fuori? Siamo sicuri che qui sia tutto una merda e che appena varcati i confini l’aria che si respira sia migliore?

Mi avete stancato, voi con le vostre verità che giudicate e giudicate influenzando la vita dei giovani che vorrebbero farsi un futuro qui. State zitti.

Se fossi un ventenne sarei angosciato da questi appelli e farei qualsiasi cosa per andarmene, sarei spaventato a morte da questo pseudo terrorismo che propinano per televisione, sui giornali, su internet su quanto questo paese sia sull’orlo di questo maledetto baratro. E’ da quando sono nata che sento parlare di questo baratro, non è che ci siamo già caduti senza saperlo? Pensate che gli altri paesi siano nettamente migliori del nostro? E come mai molti dei sedicenti saggi che spingono i giovani ad andarsene sono in Italia a fare la bella vita?

Ho provato a cercare su internet un’immagine per questo post sull’argomento, ma vedo solo immagini che prendono in giro il nostro paese, immagini di cervelli con la valigia, dell’Italia a testa in giù, dell’Italia che affonda come la Costa Concordia…..ma stiamo scherzando? Alla fine non ho messo nessuna immagine, per protesta.

Ma possibile che nessuno si incazzi al riguardo? E’ possibile che questi appelli alla fuga vengano accettati come verità assolute e suggerimenti da prendere al volo e le derisioni del nostro paese, da parte degli stessi italiani che ci vivono, siano accettate da tutti come reali fotografie della situazione dell’Italia?

Ma quelli come me che sono partiti e poi rientrati sono dei pazzi visionari? I ragazzi che non mollano e ci danno dentro e ottengono risultati in Italia sono dei baciati dalla fortuna o forse dimostrano che se ci dai dentro i risultati arrivano? Perché tutti danno ragione a questi appelli alla fuga disperata e nessuno prova a dire che qui le cose non vanno poi così tanto male. Lo faccio solo io? Se sbaglio ditemelo, se sono l’unica a pensarla così fatemelo sapere che mi metto l’anima in pace. An zi no, fatemelo sapere che se sono l’unica mi metto a fare ancora più casino. …

Perché un conto è suggerire ai giovani di vivere all’estero, per esperienza personale, perché è qualcosa che fa solo del bene, e per vedere, perché no, se ci si trova bene e magari si rimane…un conto è incitare alla fuga perché questo paese fa schifo. E così non ci sto.

Il nostro non sarà migliore degli altri, ma non è neppure da buttar via. Mi viene in mente a tal proposito  la battuta di Mourinho: “Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me”. Si addice al caso italiano 🙂

Dov’è finito l’amor proprio? Ce l’abbiamo un po’ di amore e attaccamento per la patria? O perché non si trova lavoro e c’è crisi va bene sputarle in faccia e voltarle le spalle..perché abbiamo una classe politica assurda è giusto vergognarsi di essere italiano…ma davvero??? Negli Stati Uniti, per fare un esempio, quando c’era l’odiato Bush Junior gli americani si vergognavano di lui o di essere americani? Dai fate uno sforzo e provate a ricordare….

Gli immigrati italiani del Dopo Guerra scappavano per rifarsi una vita e facevano bene. Chi oggi prova ad andarsene per rifarsi una vita, per provare a vedere l’aria che tira da un’altra pare, fa benissimo. E’ giusto, è nella natura italiana, quella di andare in giro ed esplorare…

Chi invece incita a fuggire da questo “spaventoso paese” per me è un autentico STRONZO.

Prendetevela, offendetemi, non me ne frega niente. Per una volta sono volgare, perché non ne posso più.

Ma quelli che rimangono sono degli scemi? Fatemi capire.

L’Italia si merita di essere svuotata, si merita che i suoi giovani vadano via o è meglio se qualcuno ci prova e rimane?

Mi rivolgo a voi ventenni.

Spegnete la tv, usate internet solo per puro divertimento. Uscite di casa, visitate la vostra città, parlate con i negozianti, con amici e parenti, fatevi voi, da soli, un’idea di come stanno realmente le cose. Non prendete decisioni sulla base di opinioni altrui. Non fatelo mai!

Parlate con gli anziani, magari molti di loro vi diranno di partire, altri invece vi diranno di rimanere come hanno fatto loro che seppur con qualche sforzo, hanno messo a posto i cocci e ci hanno mantenuto la famiglia. Sentite tutte le versioni e poi prendete una decisione.

Informatevi sul mercato del lavoro, sulle figure richieste qui nel vostro paese, fatevi un’idea di come stanno realmente le cose e poi decidete.

Se potete, fate un’esperienza all’estero. Senza disperazione, senza pensare che dietro di voi avete lasciato il baratro, ma il vostro paese che bene o male vi aspetterà sempre.

Prima di partire all’estero, fatevi un giro per l’Italia se potete, parlate con la gente che incontrate. Spegnete il telefonino, girate con la faccia all’insù, ammirate questa meraviglia a forma di stivale e partite, se decidete di farlo, con la gioia nel cuore. Partite con la voglia di tornare.

Non voglio fare la nostalgica, parlo per la mia esperienza, ma ne sento tanti di italiani all’estero che sono laggiù, che tengono duro, ma che desidererebbero essere qui, nel loro paese. Ne sento tanti che sì, tutto sommato all’estero sono felici, ma se fossero qui sarebbe un’altra storia. Ne sento pochi che invece qui non ci tornerebbero mai. Forse li conto sulla punta delle dita di una mano.

Leggo di italiani che qui, nonostante tutto, ce l’hanno fatta. Tengono duro, non sempre va come vorrebbero, ma ogni giorno escono di casa sapendo di lavorare nel loro paese, vicino ai loro cari. E questo per molti, come me, non ha prezzo.

Andate e fate esperienze, ma non scappate da qui perché l’Italia non è un paese che si vuole abbandonare: l’Italia è un paese in cui tutti, anche gli stranieri, vorrebbero vivere.

Non ve l’hanno mai detto?

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49 thoughts on “Mi avete stufato

  1. Mi piace molto questa frase: “Perché un conto è suggerire ai giovani di vivere all’estero, per esperienza personale, perché è qualcosa che fa solo del bene, e per vedere, perché no, se ci si trova bene e magari si rimane…un conto è incitare alla fuga perché questo paese fa schifo.”
    Sono sempre stato una persona a cui piace viaggiare e fare esperienze in italia e all’estero, purtroppo non così tanto come avrei voluto, ma le mie esperienze le ho fatte.
    Quello che mi piacerebbe è che la gente uscisse da questa mentalità ottusa e ristretta che si ha spesso in Italia. Il primo passo sarebbe già quello di avere un po’ più di rispetto per il prossimo e non pensare solo a se stessi, secondo passo è quello di vedere il mondo e, come dici tu, ascoltare le campane e farsi un’idea propria delle esperienze che si vivono personalmente e quelle vissute da altri.
    L’unica cosa che critico agli italiani, o per lo meno alla maggior parte, è che non si fa nulla per cambiare il paese. Io per primo, che accetto qualsiasi sfida personale, in questo caso alzo quasi bandiera bianca. In questo momento non vedo nessuno meritevole di poterci traghettare verso un futuro migliore.
    Mi puoi dire allora, beh tira fuori gli attributi e fai qualcosa! Io mi conosco, non sono un leader ma un ottimo gregario, quello che tira la volata al leader, ma solo se lo ritiene tale. Per questo dico che allo stato attuale delle cose non vedo nessun leader meritevole del mio aiuto (leggi voto).
    Sono onesto, mi piacerebbe passare un po’ di tempo altrove e fare nuove esperienze e chissà un domani tornare per cercare di cambiare le cose se nel frattempo non sono cambiate.

    P.S.: Complimenti per il blog, da amante dell’Australia l’ho scovato, mi è piaciuto e me lo sono letto tutto. Continua così 🙂

  2. Probabilmente Lei ha circa 20 anni. Per questo da quando è nata sente parlare del baratro: 20 anni fa è nato il Berlusconismo che ha rovinato questo splendido Paese. Le assicuro che in molti paesi all’estero si vive meglio. Prova ne sono questi siti che cercano di aiutare chi volesse fare questa scelta. Internet è un sismografo dei sentimenti collettivi, non il contrario! Altrimenti si sfocia nel classico bipensiero orwelliano di cui il nostro Nano ha abusato dal suo impero mediatico per 20 anni!

    • Ho 32 anni in realtà, ma da quando sono adolescente sento parlare di crisi. Il nostro paese non se la passa bene è vero ma incitare alla fuga dicendo che qui è tutto uno schifo non lo trovo giusto. Chi vuole andare all’estero e’ giusto che lo faccia, ma deve essere una scelta ponderata e non una fuga. Ho vissuto all’estero anche io è dal basso della mia esperienza posso dire che in Italia non si sta così male.

  3. Brava Maga! Complimenti, ci vorrebbe più gente che la pensa come te.
    Buona però anche l’idea di logan 5; leggersi George Orwell. 1984 è molto interessante…

  4. Tornata in Italia per un mese, sono stata accolta da lamentele continue e depressione generale… Vorrei anche precisare che le estetiste e parrucchiere non avevano un posto libero e che la maggior parte delle persone sfoggiava l’I phone o cmq un cell costoso…

  5. Ciao Maga ho letto le riletto il tuo articolo più volte , e capisco accetto e concordo con la tua indignazione ma nello stesso tempo io che ogni giorno , ed in particolar negli ultimi anni ,mi scontro e perdo contro tutto ciò che è l’Italia non riesco a plaudire .
    Io ho 40 anni , figlia di quella generazione che usciva dai retaggi mentali della famiglia chiusa , del doversi sposare e fare subito figli e la controparte del femminismo della libertà di pensiero ed azione ,dei sessantottini, dei primi divorzi.Sono cresciuta nelle difficoltà ,mia madre e mio padre hanno lottato con il coltello tra i denti commettendo grandi errori e facendo piccole conquiste ,cercando fra difficoltà e a volte l’insoddisfazione di far crescere le proprie figlie . Mai una volta , guardandosi intorno , hanno pensato che ciò che stavano costruendo piano piano sarebbe stato picconato e distrutto , mai una volta hanno avuto il dubbio che le loro scelte politiche e non solo ,anche culturali ,avrebbero portato ad un lento macerarsi del nostro paese. Oggi i nostri genitori,sono coloro che ancora fanno la differenza , sono ancora loro che legati aggrappati convinti , come nel passato , delle loro idee non permettono un vero e proprio cambiamento. Il problema non è se io decido di cambiare se il ventenne arrabbiato cerca di cambiare le cose ,ma ,se tutti coloro che fanno questo paese , e sono quelli che vanno dai 50/60 anni ai 90 ,rimangono incatenati alle loro idee nulla può cambiare. Davvero credi che le cose non vadano poi così male ? Che le leggi siano giuste ed eque ? Che ,se io chiedo che venga rispettato un mio diritto , verrò ascoltata e spalleggiata dalla giustizia ? Beh forse hai sentito parlare di crisi di baratri , di caduta del paese , ma forse non hai potuto toccare con mano quanto possa far male ricevere uno schiaffone da chi in realtà ti dovrebbe proteggere. Io ho 3 figli , siamo stati coraggiosi , e ti assicuro che non ci mancano gli attributi , lottiamo ogni giorno , cerchiamo modi per continuare a vivere qui , in un paese che amo profondamente ,ma per l’ennesima volta la giustizia non ci ha aiutato , ha permesso che altri rubassero i frutti del nostro lavoro , ha permesso che altri dopo due anni di lotta legale, alzassero le spallucce , fallendo e portando con se tutto il nostro sudato guadagno. Ora anche noi probabilmente falliremo , ma senza portare nessuno con noi , perché noi abbiamo pagato i nostri debiti .Rimane una sola ed unica verità che la crisi esiste ed è lo Stato a legittimaria, e legittima anche i disonesti , coloro che sanno di far del male.Noi siamo l’eccezione , come noi c’è ne sono migliaia, e poi senti sempre parlare dei giovani e degli anziani , delle loro prospettive , ma di tutti quelli come noi dai 40 ai 60 anni , cosa pensa di fare lo Stato? Io credo debba preoccuparsi molto di questi ultimi , delle loro paure della loro rabbia.
    Due gg fa abbiamo acceso il portatile , preso il cv e spedito ovunque ,tranne che in Italia abbiamo contattato la nostra famiglia in Australia, nostri amici fuori Europa per avere delle dritte, e con le lacrime ed il disgusto nell’animo abbiamo iniziano una nuova ricerca.
    Avessi una figlia di 20/30 anni , la mia ne ha solo 11, non gli direi vattene , gli direi ,se sei pronta a prendere in mano un bastone e lottare rimani perché è ciò che si deve fare , ma altrimenti lascia me qui a combattere e tu vai e torna quando avrai acquisito forza e conoscenza per cambiare le cose.
    Ma ciò non è possibile perché qui di alzarsi e combattere come io ho fatto nessuno lo vuole fare , mia madre vive nella speranza del comunismo , mia nonna del fascismo , mio padre del chi se ne frega e se vuoi ne ho una lunga lista …..
    Io sono per la lotta a viso aperto , e se necessario anche con la forza , ma io da sola non faccio la differenza …….e le parole non hanno mai cambiato niente .

    • Irene sono d’accordo con te, il mio post non vuole essere un elogio all’Italia ma un invito a riflettere sul fatto che incitare a mollare questo paese perché non merita di essere salvato non lo trovo giusto. Poi se uno si trova male è giusto, come ho scritto, che provi a vedere cosa c’è dall’altra parte…ma non pensiate che altrove ci sia il paradiso. Emigrare non è facile, si è spesso soli, si finisce per fare quel lavoretto temporaneo per migliorare la lingua più di quello che si pensava, si finisce ad accettare compromessi pur di rimanere….e le ingiustizie possono esserci anche in grandi democrazie come l’Australia. Io dico solo di non scappare da disperati, ma con la voglia di tornare nel nostro paese che merita di essere salvato proprio dai suoi giovani. A furia di urlare che questo paese fa schifo, tutti finiranno per crederci. E l’ Italia non se lo merita. Hai ragione a dire che siamo figli del sogno sbagliato e che i nostri padri hanno le loro colpe…per l’appunto ricade su di noi il dovere di fare qualcosa.
      In ogni caso fai bene se puoi a fare un’esperienza in Australia e a tua figlia quando sarà grande regalale un viaggio all’estero, il migliore regalo che si possa fare. Un abbraccio e grazie per le tue parole.

  6. Italiani incontentabili, credono che il Paradiso sia fuori mentre ci vivono già.
    Comunque, Maga, a 32 anni mica si è più “giovani” ma persone adulte.
    Pure te con questa idea italiana dell’essere giovani a vita… UFF

    Logan 5, il berlusconismo è nato molto prima di 20 anni fa con Mediaset.

  7. ciao maga,
    ogni volta che leggo un tuo post mi sembra quasi di esser stata io a scriverlo.. concordo pienamente in tutto ciò che hai scritto ma ci terrei ad aggiungere un paio di punti che a mio avviso chiudono il cerchio.
    Come te sono un’italiana che più va all’estero e più si scopre innamorata dell’Italia con tutte le tue contraddizioni. Perchè si, le cose spesso non funzionano da noi ma piantamola di dar la colpa agli altri e in particolar modo ai politici che sicuramente hanno tutte le loro colpe, come negarlo, ma se le cose vanno a rotoli la responsabilità è dell’italiano medio e spiego brevemente il perchè.
    1. l’italiano medio in primo luogo ama vincere facile, se non ci riesce la colpa non è mai sua ma sempre del sistema (sistema dove ha sempre mangiato e se può mangerà in futuro)
    2. l’italiano all’estero che si lamenta dell’italia spesso e volentieri grazie all’Italia ci mangia e fa fortuna o aprendo ristoranti italiani o semplicemente perchè, per quanto se ne dica, spesso siamo più preparati.
    3. è molto più facile far carriera in paesi dove tutti, anche le capre, possono farla e prendere dei bei soldi. Quando il tunnel è corto e in fondo c’è una montagna di soldi ad aspettarti è abbastanza facile inseguire i propri sogni. Diverso è trovare la forza di farlo in Italia dove solo chi ci crede davvero e non si da mai per vinto arriva. (E con ciò non dico che emigrare sia una passeggiata, anzi. So per esperienza che spesso è tutto tranne che rosa e fiori, ci sono mille difficoltà e nessuno che ti aiuta.. però è innegabile che sia più facile arrivare ‘dove le cose vanno meglio’. Se così non fosse non ci andrebbe nessuno)
    4. mi pare doveroso segnalare l’altra tipologia di italiano di fronte alla crisi: se da una parte c’è quello che non ha le p+++e neanche per trasferirsi nella città a fianco ma ti dice di andarsene (o ancora peggio dice che ce ne dovremmo tutti andare ma è il primo a non farlo), dall’altro trovi quell’enorme massa di italiani che dicono: DEVI ACCONTENTARTI. Ora, io sarò choosy o tutto quello che volete ma, crisi o non crisi, io NON MI ACCONTENTO. Mi sono fatta il mazzo per 25 anni tra reclusione universitaria e tre esperienze all’estero di cui la prima 6 mesi in cile a 16 anni, di cui non mi sono mai vantata, non voglio farlo ora, anzi, ma per quanto non è una cosa che comunque fanno tutti. Ma allora perchè tutti mi guardano come se fossi una montata quando dico che non voglio accontentarmi? i sacrifici fatti finora sono forse stati vani? devo forse accodarmi a chi finita la scuola non ha fatto ‘niente’ tranne che quello che era più facile fare e si adagia alla prima occasione che ha davanti? una volta si diceva ‘chi si ferma è perduto’, perchè devo/dobbiamo fermarci? l’uomo ha lottato per millenni per arrivare al punto in cui se si vuole si può essere quel che si desidera e ora ci vogliono far credere che tutta sta gente è morta perchè l’ambizione a qualsiasi livello è peccato mortale? no, non l’accetto. e come si pensa di uscire da questa crisi quando chi ha iniziativa, chi vuole cambiare, rischiare, viene additato come un appestato?
    Mi spiace ma proprio non riesco a trovare una risposta a questo interrogativo.

  8. Ciao Maga,

    come sempre complimenti per i contenuti e la qualità della scrittura! (Per la seconda ti invidio davvero molto!)

    Sono d’accordo un pò con tutti i commenti argomentati qui sopra.
    Personalmente penso che destra, sinistra, berlusconi, prodi.. non sia stato per colpa di una fazione piuttosto che di un altra se il nostro paese si trova in queste condizioni.
    Qualcuno ha citato Orwell con 1984.. allora io vorrei continuare a farlo prendento in esame “La fattoria degli animali”, altro capolavoro orwelliano. Da questo libro, breve ma significativo, si evince che il male non sta a destra o sinistra.. il male purtroppo sta nella natura umana! Quando c’è da mangiare… quando dopo una guerra e una vita vissuta di stenti ed incertezze ci si trova tutto di un colpo la possibilità di gestire patrimoni impensati prima.. beh… sfido chiunque a comportarsi diversamente dalle persone che ci hanno governato fin’ora! Ci sono i soldi? E allora pechè no alle baby pensioni! Posso intascare? Che problema c’è! Finiranno? Ci penseremo!
    Se dopo giorni di digiuno forzato vi trovate dinnanzi ad una tavola magicamente imbandita (e non per merito vostro!!) … pur sapendo che alle vostre spalle presto sopraggiungeranno altre persone nelle vostre condizioni, d’istinto che fate, mangiate il giusto per dividere tutto in parti uguali o in virtù della vostra posizione privilegiata vi ingozzate intascandovi magari anche qualche panino per il futuro o per i vostri cari? Purtroppo è la natura umana!

    Per la maniera in cui siamo fatti, ogno paese segue un ciclo ondulatorio, dove alla base spesso c’è spesso una guerra o una rivoluzione, seguito da un breve periodo di crescita, uno di benessere ed una vertiginosa ricaduta. E’ nella natura delle cose!

    Quoto Irene quando dice di far parte di una generazione interrotta! Lei ha 40 anni ma non sarà mai adulta… il paese sarà in mano sempre agli aduti più adulti di lei! E quando sarà vecchia, una volta morta tutta questa generazione di “porci” (parafrasando orwell)… sicuramente il paese passerà in mano a qualcun’altra specie animale lasciando fuori la sua generazione, la nostra (io ho 33 anni) e un paio ancora a venire!

    Che fare allora, vivere aspettando? Vivere alle loro condizioni? Accontentarsi? Andarsene? Lottare?
    Lottare si, ma come?! Sfogando la propria rabbia sul web?
    Siamo dentro una ragnatela dalla quale difficilmente si può uscire!

    La soluzione più plausibile è a mio avviso accontentarsi, valorizzare le piccole cose, abbandonare il superfluo e ripartire dal sociale, dalla famiglia, perchè in realtà la crisi, per una generazione di mezzo come la nostra è ancora ferma ai valori… siamo ben lontani dal privarci del cibo giornaliero. Certo, se nessuno ci concede un mutuo nonostante due lavori a tempo indeterminato, (per chi è fortunato) ci riesce difficile se non impossibile anche solo ipotizzare il sogno di un famiglia, e a dirla tutta… non so se sia peggio una famiglia senza soldi ma che sogna un futuro migliore per ciò che di più caro ha al mondo ( i propri figli), o una coppia con qualche soldo in tasca ma non abbastanza per sognare di potersi costruire una famiglia!

    Allora in conclusione si, se la soluzione è accontentarsi, in Italia si vive ancora benissimo, lavoro ce n’è parecchio, (sono tornato a maggio e ho potuto scegliere tra una sfilza di lavori umili che nessuno vuole più fare, pazienza se a tempo determinato e qualcuno in nero!), soldi ne girano abbastanza per potersi permettere beni considerati “di lusso”, e mangiare fuori con gli amici… cosa ci lamentiamo a fare allora?

    Magari manca tutto il resto… la possibilità di pianificare tutto il resto… tipo poter accendere un mutuo senza l’aiuto o la garanzia dei propri genitori, poter fare un figlio essendo sicura di non perdere il proprio co co co di lavoro una volta in gravidanza… insomma… possiamo permetterci il superfluo ma non ciò che ci dovrebbe essere garantito!

    Se poi si ha la testa matta come la mia o quella di Chiara.. testa di chi non vuole accontentarsi ma vuole vivere la vita a modo proprio come cantava Sinatra, cercando di realizzarsi anche lavorativamente piuttosto che buttare 8 ore della propria vita in qualcosa che non gli piace fare per accontentarsi di vivere i ritagli di quella che qualcun altro ha scelto per lui?
    Io sono un ottimista… sogno un attività imprenditoriale a casa mia, ma o hai le spalle coperte, o pochi soldi, un idea vincente e 3 marce in più come Martinetti e Grohm oppure aprire un’attività imprenditoriale in questo paese è diventata una vera e propria follia!

    Forse è vero… dipende tutto da come si guarda il bicchiere…. mezzo pieno? mezzo vuoto?
    Non ha importanza, la sostanza non cambia… acqua ce n’è ancora, cambiano solo i punti di vista, l’importante è che siate voi a stabilire se è più pieno o più vuoto!
    Si ma, alla svelta, perchè fuori ci sono 40 gradi… e se non ci decidiamo qua l’acqua rischia di evaporare non lasciando alito ad interpretazioni!

    Ah… .volete sapere la mia scelta? Io ho ancora molta sete, mezzo bicchiere non mi basta, ho scelto di uscire, dissetarmi dove so esserci molta più acqua a disposizione e tornare quando bere per me sarà solo un piacere e non una necessità… si perchè… acqua buona come la nostra in giro non ce n’è!!!!

    Ciao Maga!
    P.S. Grande che mi hai fatto tornare la voglia di scrivere…. è 4 mesi che non aggiorno il mio blog!

    • Grande Jobbe! Bel riassunto e ottima filosofia di vita. Chi in un modo, chi in un altro, coloro che vogliono vivere veramente la propria vita optano per un modus operandi che permetta di farlo.

      Dalla tipica frase divenuta titolo di un libro di Marcello D’Orta “Io speriamo che me la cavo” al passaggio di Orwell “Per come la vedeva lei, la vita era un fatto semplicissimo. Tu ti volevi divertire, loro te lo volevano impedire, e allora tu facevi del tuo meglio per infrangere le regole” o ancora dalla celebre locuzione delle Odi di Orazio “Carpe diem quam minimum credula postero” (vivi il presente senza pensare al domani) si può capire che la vita si può vivere sostanzialmente in due modi: agendo o reagendo. Se si vuole essere il protagonista della propria vita a mio modo di vedere si deve partire da dentro sé stessi, ossia decidere cosa fare e come farlo seguendo le proprie intuizioni. Non c’è un modo giusto o sbagliato per vivere la propria vita, ma se si vive reagendo si è perennemente in ritardo…

      Nonostante sia un cristiano convinto mi piace vivere anche secondo la filosofia buddista (entrambe insegnano di amare i nostri simili), ma questo non significa che sia favorevole ai regimi socialisti e comunisti. Invece di guardare sempre al di fuori di noi stessi e aspettarci che da fuori vengano il lavoro, la felicità e tutto il resto, dovremo guardare dentro di noi e chiederci: -“Cosa voglio io dalla mia vita? Come posso ottenerlo?” e agire di conseguenza. Mi sembra che sia stato proprio questo il modo di agire della Maga quando è partita per l’Australia (aveva voglia di andarci e vedere come era per magari restarci) e in parte pure ora che è tornata (ha cercato un posto di lavoro, l’ha trovato distante da casa sua ma si è spostata e sta vivendo la sua scelta). Anche Jobbe se non sbaglio è partito seguendo il istinto e facendo parecchie esperienze in Giappone (dove la cultura è totalmente diversa da quella italiana e se ne è accorto anche a sue spese… ma ha sempre vissuto il momento e seguito il proprio istinto).

      Ecco, è questo che manca a certi nostri compatrioti: la voglia di vivere la propria vita da protagonisti, prendere in mano la propria vita e fare quello che si desidera veramente. Certo che ci sono dei rischi da correre come quello di non avere alcuna certezza per il futuro, ma onestamente, che certezza ha colui che si aspetta sempre qualcosa che venga dallo Stato? Potete condividere le mie scelte o criticarle. Non credo sia importante che tutti siano d’accordo con le mie idee e soprattutto non credo che ci sia un’idea giusta o sbagliata; ognuno dovrebbe decidere cosa è bene per sé stesso. Il titolo di questo post della Maga “Mi avete stufato” mi ricorda un po’ il titolo del libro di Simone Perotti “Adesso basta” e secondo me è un buon punto di partenza: staccarsi dal gregge che reagisce reclamando a quanto lo Stato fa e/o propone e agire secondo le proprie convinzioni, secondo quello che è bene per me! Ora so che qualcuno obietterà: -“Ma se tutti facessero così le cose non andrebbero meglio, sarebbe una forma di anarchia” e io semplicemente risponderei: -“Non dico che sarebbe meglio o peggio, dico solo che sarebbe diverso”.

      Pace a tutti e un abbraccio,

      Uomo_Linux

  9. Cara Maga, io sono tornata da Syd da 1 anno, e fra un po’ me ne ritorno. Ho lasciato lavoro, con visa 457, per tornare dai miei. Ho capito che non posso rimanere in Italia solo, anche se solo e’ riduttivo, per stare vicino ai familiari, per il cibo e la cultura.

    In Australia ho trovato rispetto, liberta’ e molto altro. Qui tanta superficialita’.
    Ti trovi bene? Buon per te.
    Io ero la persona piu’ ottimista del mondo quando sono tornata, piena di speranze e fiducia… ecco me le hanno tolte tutte.
    Una donna ha molto piu’ rispetto downunder che qui, nel lavoro e nella vita.
    Non voglio piu’ ascoltare i tg perche’ mi disgustano con servizi sui gusti del gelato che vanno di piu’ e le cose importanti taciute.

    Il mio compagno ha aperto partita iva, un disastro di tasse ovviamente.
    Io lavoro ne trovo, sottopagato ovviamente.
    Ma non e’ questo i punto, a fine mese ce la fai se vuoi.
    Il punto e’ che appena tornata tutti mi dicevano di ripartire, ed io testarda no, ci sono i valori come la famiglia piu’ importanti, io resto!!
    Il punto e’ che questa societa’ e’ marcia, e’ vero che qualcosa si salva, ma io orgogliosa di essere italiana, non ce la faccio a vivere in mezzo agli italiani. Ho avuto i paraocchi, ho cercato di vedere solo quello che volevo, di ricordare le cose migliori…
    Ma se vai a vivere in un paese civile, dove la gente ti aiuta ma poi si fa i fatti propri come dovrebbe essere, dove se chiedi lavoro ti dicono si’ o no e quanto pagano da subito, dove non sgarri di nulla.. beh, tornare indietro e’ difficile.

    Mi costa molto ora, mi sembra di aver fallito, ma il mio visto ancora valido ho capito che va usato.
    Non voglio scappare per poi tornare, vado a vivere una vita tranquilla, guardando la barca che affonda da lontano, la mia pazza idea di risalirci l’ho avuta, e sono felice di aver avuto la possibilita’ di farlo cosi’ non vivro’ di ma e se, ma ora basta, questo paese non fa piu’ per me.

    Ti ammiro per aver trovato il tuo equilibrio, ognuno deve cercare la propria strada e questo dimostra che non siamo tutti uguali.

    Non incoraggio mai nessuno a partire, io come molti sono andata in vacanza, ho sempre detto che non avrei mai vissuto li’, ed ancora faccio fatica a pensarlo, ma troppe cose sono successe e mettendo sul piattino della bilancia tutto ho deciso.

  10. Ma che avete da esser innamorati dell’Italia?Io ho vissuto all’estero e PURTROPPO e sottolineo purtroppo, non per scelta mia (mio padre sta morendo, quindi sono dovuto tornare per i suoi ultimi mesi o forse anno di vita) sono dovuto tornare, a parte il paese (inteso come patrimonio artistico e naturale) non c’è nulla da salvare, ne la classe politica, che ha rovinato il belpaese, nel la stupida gente che ci vive e che si piange addosso, ma non ricorda che è essa stessa ad aver creato il problema, oltre alla poca serietà sul lavoro (meritocrazia mancante, mancanza di opportunita ecc ecc) come disse il mio migliore amico non sono io a volermene andare è il sistema italiano a cacciarmi a calci nel sedere….

  11. Grazie, pensavo di essere l’unica ad avere questo pensiero. Un paese senza giovani non ha futuro, e se non ritorniamo noi chi lo deve fare? A volte le vie più difficili in realtà sono solo le più facili: la fuga. Se non ci mettiamo la nostra forza, non ce la metterà più nessuno.

  12. maga di oz…. parli bene perché hai trovato lavoro, chissà come l’hai trovato eh, belle parole ipocrite per il resto dei precari e disoccupati in massa, però attenta perché poi se un giorno le cose cambieranno e il tuo capo si alzerà con il capo storto allora vedrai come cambierai opinione…. odio questo paese, fa letteralmente schifo, l’unica nota positiva è il cibo e le persone care che non puoi sostituire, fuggite da questo paese fallito pieno di raccomandati e papponi! a 33 anni dopo 8 anni di esperienze e centinaia di curriculum sono a casa…

    • Ho trovato lavoro mandando il cv e facendo un colloquio, non ti permetto certe insinuazioni. Io sono scappata dall’Italia proprio per evitare il sistema marcio delle raccomandazioni…e sono tornata trovando lavoro in modo, permettimi, sano e meritocratico. strano lo so, anche io ci sono rimasta. Ma alle volte succede sai?

      • Anch io ho trovato lavoro onestamente in Italia dopo un po di esperienze all estero… Eppure diverse persone mi hanno detto “uau, bel lavoro, chi te l ha fatto avere?”… Assurdo… Io l ho ottenuto onestamente, senza conoscere nessuno, anzi il mio datore di lavoro aveva addirittura preso il mio cv inviato x partecipare a un suo seminario di formazione e nn x cercare lavoro… Eppure la gente ipotizza chissà quali fantomatiche raccomandazioni.. Non dico che nn ci siano, anzi, spesso sono la norma ma se veramente lo vuoi ce la puoi fare. Detto questo, io continuo a pensare che l Italia nn sia il paese x me… Ho troppa voglia di tornare all estero e vivere nuove “avventure”… mettendomi di nuovo alla prova… Se dovessi scegliere in base al cuore io sceglierei l Australia e nn xke nn ci sono raccomandazioni o c e meno burocrazia ma solo perché ne sono pazzamente innamorata.. I paesi, i luoghi sono come le persone, se li ami, li ami sempre nel bene e bel male.. Se la Maga vuole stare magari semplicemente è perché ama questo paese…. E nn si può darle torto…

      • Guarda che la raccomandazione non è nulla di strano, anche all’estero ce n’è bisogno! Una segnalazione non ha mai fatto male nessuno, naturalmente se basata sul valore della persona. Infatti, all’estero non ce l’hai fatta perché non avevi trovato la presentazione di nessuno. O sbaglio?

      • Ma tu che ne sai del perché non ce l’ho fatta? Che ne sai della mia vita? Come ti permetti di giudicarmi che neanche mi hai mai visto? Non ti piace il blog? Non lo leggere allora, smetti di insultare e se sei capace argomenta le tue spiegazioni.

  13. cara maga spiegalo agli operai ilva, a quelli firem, a chi torna dalle ferie e non ha la fabbrica che a volte succede, ai milioni di disoccupati che non trovano nulla da mesi e oltre a tutto questo spiegami come mai questo stato fallito non riesce a trovare neanche 1 miliardo a copertura della tassa imu e a copertura della cassa integrazione, aprite gli occhi l’italia è fallita ed è tenuta in vita solo grazie alla bce che compra debito, io non posso emigrare poiché non ho possibilità ma se potete, fatelo subito e non tornate. Per quanto riguarda il lavoro meritocratico che hai, puoi farti quante pippe mentali vuoi ma non è più come prima… non esiste il lavoro a vita e quando lo capirai tornerai a leggere queste righe e dentro di te dirai…aveva ragione e se cosi è la situazione stare in un paese fallito a fare i camerieri, tanto vale andare in qualche grande città e spassarsela, l’italia è un paese finito.

  14. giù il nick è cosi negativo che non oso immaginare il resto…la tua frustrazione perché non la indirizzi a qualcosa di più proficuo???lamentarsi e spargere veleno demoralizzando chi ci mette buona volontà non serve a nulla…sei padrone del tuo destino …nessuno ha trovato il lavoro dietro ad una tastiera…in australia o in italia bisogna pedalare e di brutto!!!
    mi sa che le pippe mentali te li fai te..con tutto il pessimismo che hai addosso ti attiri la sfiga da solo!!!

  15. pessimismo? ma leggete e apri gli occhi, sono notizie recentissime > http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/02/fabbisogno-dello-stato-raddoppiato-ministero-anche-colpa-dellabolizione-dellimu/699317/

    http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/09/02/news/crisi-scomparse-in-sei-mesi-piu-di-600-piccole-imprese-1.7670767

    per 1 che trova uno straccio di lavoro 3 non lo trovano e abbiamo una disoccupazione giovanile al 40% senza contare gli over 30 che nessuno caga più, io sono realista ma se voi volete mettere la testa sotto le coperte fate pure, continuate a raccontare fiabe su internet per consolarvi, poi la realtà la vedrete molto bene perché si cambia davvero quando nella merda ti ci vieni a trovare, per l’italiota medio ipocrita e ingnorante è in arrivo la cottura a puntino sul modello “Greek Way”.

    • Comunque sei in buona compagnia sai, perché io sono una delle poche a dire che qui le cose possono funzionare, non ti preoccupare delle mie opinioni e del mio blog, se cerchi bene in giro per la rete ne trovi tanti che odiano questo paese e si augurano che faccia una brutta fine…tranquillo che sono in tanti a pensarla come te, non sei solo.

    • Purtroppo non posso che dirti che hai ragione però anche in altri Paesi europei la disoccupazione è alta e si fa fatica a trovare lavoro. Secondo me bisogna tornare alla terra. Io, che vivo in Scandinavia e ci sono problemi (grossi) anche qui, ho preso una casetta in campagna. Intanto ci vado per le vacanze e coltivo tutto quello che mi serve. Il raccolto qui si fa solo una volta all’anno, visto il clima, ma è una soddisfazione e risparmiamo moltissimo (siamo in due). Chiaramente, tornare alla terra non si può più perché la casa ecc. la devi pur pagare, però è già qualcosa. Si può integrare, Il mio compagno è rimasto senza lavoro e non prende nessuna disoccupazione o sussidio. E viviamo in Svezia. La crisi c’è dappertutto, come i governi che tagliano tutti i servizi al cittadino.
      Ciao

    • ah ecco, dicevo negativo? pessimismo? allora guardate mentre voi raccontate fiabe sull’italia e sul web incitando a rimanere in un paese fallito, vi consiglio di leggere bene le notizie che arrivano che la dicono abbastanza lunga sul nostro paese > http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/02/fabbisogno-dello-stato-raddoppiato-ministero-anche-colpa-dellabolizione-dellimu/699317/
      con una disoccupazione giovanile oramai al 40% e senza contare gli over 30 che nessuno caga più, e ancora notizia di ieri > http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/09/02/news/crisi-scomparse-in-sei-mesi-piu-di-600-piccole-imprese-1.7670767
      Preciso che io non voglio demoralizzare nessuno ma almeno dovreste rendervi conto che per una persone che arriva sul web e racconta la fiaba della felicità italiana ce ne sono minimo 4 milioni, senza contare i precari, sottopagati e quelli che non cercano più perché sfiniti da questo stato merdoso, inefficiente e corrotto, e per cortesia non spronateli a rimanere, chi ha talento e capacità vada all’estero e si realizzi, in italia rimarranno quelli impossibilitati a emigrare, i papponi, i raccomandati e gli incapaci o chi non è riuscito a realizzarsi all’estero ed è dovuto tornare. Chi si realizza all’estero statene certi vi dirrà che l’italia è buona solo per una vacanza…. e ora tornate a studiare i mercati e le notizie vere non le fiabe.

      • Comunque, già ai tempi miei, a 25-30 anni eri vecchio per il mercato del lavoro. Per non parlare dei concorsi. Parlo di anni ’90.

    • Il fatto non e’che i giovani siano incoraggiati davsedicenti saggi ad andarsene dal belpaese, il fatto e’che son costretti a lottare ed a perdere per la maggior parte delle volte, in un sistema che non da loro altra possibilita’se non metter a frutto le loro potenzialita’ ed i loro studi altrove.

      • Il fatto è che chiunque sia over 30 in Italia non trova lavoro. Maga, ma ti stai rendendo conto delle sciocchezze che scrivi? perché tu hai trovato lavoro pensi che tutti ce l’abbiano? Suvvia…

  16. ah ecco, dicevo negativo? pessimismo? allora guardate mentre voi raccontate fiabe sull’italia e sul web incitando a rimanere in un paese fallito, vi consiglio di leggere bene le notizie che arrivano che la dicono abbastanza lunga sul nostro paese > http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/02/fabbisogno-dello-stato-raddoppiato-ministero-anche-colpa-dellabolizione-dellimu/699317/
    con una disoccupazione giovanile oramai al 40% e senza contare gli over 30 che nessuno caga più, e ancora notizia di ieri > http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/09/02/news/crisi-scomparse-in-sei-mesi-piu-di-600-piccole-imprese-1.7670767
    Preciso che io non voglio demoralizzare nessuno ma almeno dovreste rendervi conto che per una persone che arriva sul web e racconta la fiaba della felicità italiana ce ne sono minimo 4 milioni, senza contare i precari, sottopagati e quelli che non cercano più perché sfiniti da questo stato merdoso, inefficiente e corrotto, e per cortesia non spronateli a rimanere, chi ha talento e capacità vada all’estero e si realizzi, in italia rimarranno quelli impossibilitati a emigrare, i papponi, i raccomandati e gli incapaci o chi non è riuscito a realizzarsi all’estero ed è dovuto tornare. Chi si realizza all’estero statene certi vi dirrà che l’italia è buona solo per una vacanza…. e ora tornate a studiare i mercati e le notizie vere non le fiabe.

  17. La mia non è una fiaba e come me ne conosco molti che qui ce l’hanno fatta. Hai ragione a dire che l’Italia è messa veramente male ma se scappiamo tutti alla fine chi rimane a fare qualcosa? La lasciamo in pasto a chi ci vuole rovinare? Fossi in te leggerei un po’ meno ii giornali e parlerei un po’ di più con la gente…con tutte le categorie, si intende.
    I media fanno del puro terrorismo. E in ogni caso questo è il mio pensiero e questo è solo un blog, non un oracolo.

  18. Ciao a tutti, io ho 24 e sono disoccupata da un’anno…ho sempre lavorato e non ho mai avuto nessun problema a trovarlo ma quest’anno ho davvero capito che le cose sono cambiate e stanno cambiando in peggio per tutti, lavoro saltuariamente in nero o con contratti che fanno ridere guadagnando pochi soldi e abbassando sempre la testa perché il lavoro mi serve… Ma questa non è vita e sinceramente il mio futuro non lo vedevo esattamente così,ho passato dei momenti di sconforto , momenti in cui ho pianto molto, ma semplicemente perché vorrei avere un futuro, dove voglio decidere io cosa essere, ma non è possibile in Italia, da qualche tempo ho pensato di andare via,la mia famiglia i miei amici il mio compagno mi spingono verso quell’idea però mi fa paura, vorrei avere il coraggio di mollare la mia città la mia pseudo vita ma davvero non riesco, si può vivere con l’ansia di sapere che se rimani qua non hai niente e che magari se te ne vai puoi avere qualcosa!? Non so come affrontare questo momento….

    • Ciao Miriam…da quello che ho capito non hai molto da perdere, in senso lavorativo. Se hai un gruzzoletto da parte, partire non può che farti del bene…migliorerai la lingua e arricchirai il tuo cv, sarà un’esperienza utile in ogni caso. Cosa aspetti? 🙂

    • Miriam, fai la valigia e vai dove ti pare. Almeno ti fai un’esperienza di vita e impari una lingua straniera. Non ne vale la pena a rimanere a casa ad ammuffire, soprattutto a 24 anni. Vai e scopri il mondo.
      Ciao

  19. Ciao la storia di Myriam è quella di tanti italiani, in bocca al lupo per il tuo futuro… come volevasi dimostrare… oramai se ne vedono di tutti i colori, pescherie che allestiscono spazi fuori per fare pseudo ristoranti e arrotondare perchè non ce la fanno ad andare avanti, la gente non compra più nemmeno il pesce… ma poi non capisco di cosa dovremmo preoccuparci lasciando l’italia? i nostri politici e i burocrati Ue vogliono trasformare l’italia in un paese a basso costo lavorativo e pieno di schiavi a 300 euro al mese, meglio se immigrati poichè gli stronzi italiani non vogliono sporcarsi le mani e il bello è che i nostri politici schiavi dei poteri finanziari permettono che tutto ciò avvenga. Io ho perso il lavoro soffrendo e combattendo fino alla fine, ora sto bene ma solo grazie a persone che mi sono state vicine, lo stato e le istituzioni italiote ti abbandonano (centro per l’impiego…tze!!!), il problema vero cmq sono le persone che pur avendo un lavoro e uno stipendio vivono mettendosi tutto da parte e piangendo miseria davanti ai disoccupati e facendo gli spilorci ipocriti, questi sono i peggiori poichè credono che avendo sempre la busta paga a fine mese la faranno franca in un paese con una disoccupazione in aumento costante, deindustrializzato, con fabbriche e imprese che chiudono e 4 milioni di disoccupati senza contare precari etc…. datemi retta non sperate…. siate realisti e vivrete almeno sinceri con voi stessi. “To conquer fear, you must become fear”

  20. Maga, puoi scrivere quello che ti pare ma ai giovani fa benissimo andare all’estero, così magari ritornano con le idee più chiare e senza certi miti idioti su Australia, Inghilterra, Germania ecc.
    Io, piuttosto, mi chiedo come tu abbia fatto a trasferirti a Milano che è una città veramente orrenda! E lo dico da milanese, pardòn ex-milanese. La ‘Milano da bere’ è oggi una città inquinata, brutta, sporca, pericolosa, povera, ignorante ed è stata bevuta un bel po’ di tempo fa! Una città in cui tutti corrono come pazzi senza più un motivo, dato che l’industrializzazione ormai non passa più di lì e i soldi non li fa più nessuno. E poi sono tutti sclerati, sarà per il clima ignobile… Infine, non ho mai visto così tante merde per terra in qualsiasi altra città. E poi è cara come città.
    E poi, piantala di fare il servizio sociale per chi vuole andare in Australia, ormai hai quasi famiglia e non sei più una ragazzina. Il tuo blog è diventato obsoleto, che ci frega se sei stata in Australia.
    Ciao

  21. Oltretutto il corso di marketing in Australia te lo sei potuto pagare, molti non hanno questa fortuna. Se sei felice di fare la marketing manager a Milano, liberissima, ma non venire a raccontare la favoletta a chi è disoccupato e in Italia non trova nulla. Infine, se mi permetti, il lavoro che fai é noiosissimo ed equivale a quello di una segretaria un po’ qualificata ma pure sempre segretaria. Si vede dal livello dei tuoi post – da segretaria che guarda solo al suo orticello: io mangio? Mangian tutti! A mai più rivederci sul tuo sito.

  22. Ciao Maga,
    sono abbastanza nuovo all’ambiente blog ed espatrio, mi sono appena trasferito in germania per lavoro e devo dire che relatvamente al fatto che l’Italia e’ un paese in cui tutti gli stranieri vorrebbe vivere, non sono molto d’accordo. Tutti gli stranieri con cui ho parlato ovviamente dicono che l’Italia e’ un bellissimo paese ed ovviamente se li contraddissi sarei un vero PIRLA in quanto l’italia per me e’ il piu’ bel paese del mondo ma nessuno vorrebbe vivere in Italia se non durante le sue vacanze.

    Io vedo la Germania e vedo la Francia e non vedo un paese, vedo i tedeschi ed i francesi come popolo. Loro sono uniti, sanno cos’e’ il bene comunque e ce l’hanno dentro. Si’ certo ci sono ladri e mafiosi anche tra le loro file ma i loro governnti sanno che se un problema c’e’ va risolto punto. Il problema della nostra italia non e’ il panorama bensi’ l’attitudine delle classi politiche.

    C’e’ il problema dell’evasione fiscale? Bene controlli a tappeto finche’ non ci saremo resti conto che la gente l’avra’ capita. Non una settimanina corta di controlli, notizione sui giornali relative ai locali di cortina e milano.

    C’e’ bisongo di una riforma economica? Bisogna pagare piu’ tasse? Ok ma voglio vedere i risultati di volta in volta e sapere quando finira’ sta cosa….

    Il problema e’ che la gente pretende che le cose si risolvano in un attimo come per magia ed i governanti non capiscono che non ci basta qualche controllo sugli esercenti per darci il contentino. Valentino Rossi ha evaso per X milioni…non si puo’ arrivare a patteggiare una multa da un decimo rispetto a quella iniziale altrimenti che esempio si da? Perche’ nessuno va a toccare i grandi imprenditori, perche’ il governo va ad attaccare i piccoli artigiani….

    La classe politica deve smettere di pensare di essere una classe privilegiata perche’ e’ arrivata al governo o in parlamento e gli italiani devono piantarla di pensare che le cose si risolvano in un batter d’occhio.

    Finche’ non capiremo sta roba….la vedo dura….

    E ripeto l’Italia non fa schifo…e’ spaccarsi la schiena 8 ore al giorno, week end compresi per 1000 euro che fa schifo….e’ pagare meta’ stipendio di tasse e rendersi conto che se al governo avessimo il Principe Giovanni di Robin Hood forse le cose andrebbero meglio che fa schifo.

    Gli scioperi servivano nel 1970…ora a Roma la classe politica se ne sbatte le balle se la gente sciopera…

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