La forza di lottare

perchè lottare 4
Sono sconvolta. Amareggiata, delusa, scioccata. Non capisco e quando non capisco mi incazzo. Perché amo razionalizzare e comprendere quello che mi circonda e quando ciò non succede, rischio di impazzire. Inizio a pensare che forse i Maya non si sbagliavano, che il 2012 forse è davvero stato l’ultimo anno “normale”.
Da gennaio 2013 il baratro si è fatto più profondo e il mio sano ottimismo che cerco sempre di coltivare ogni giorno, con costanza, comincia a tentennare.
Non sono una grande fedele, non lo sono mai stata. Bigotta si. Ci sono stati periodi in cui non saltavo una messa e mi sentivo una peccatrice da mattino a sera, poi fortunatamente il periodo da ossessionata della fede è finito e ho intrapreso un mio cammino spirituale personale. La chiesa moderna mi ha deluso, la figura di Giovanni Paolo II aveva aumentato un poco la mia fede ma dopo di lui per me c’è stato il nulla, per me fede ha significato: “veditela da sola, perché per la chiesa tanto sei una fallita”. Mai amai papa Ratzinger o meglio Benedetto Decimo Sesto (dire sedicesimo fa brutto evidentemente) ma era il papa.
Cosa fa il papa? E’ un semplice amministratore delegato della casa del Signore o è l’intermediario inferiore a Dio ma superiore agli uomini? Credevo in questa ultima interpretazione, ma a quanto pare la prima è più vicina a quanto è successo.
Come fa un papa a dire che non ce la fa a reggere un peso simile, che è stanco e preferisce tornare a meditare e scrivere preghiere in un monastero? Se non ce la fa lui a portare questo peso, chi lo può fare? Ho sentito parlare di scelta coraggiosa, quella di dimettersi. Ho letto tante giustificazioni e comprensioni per il suo comportamento. Io invece non lo capisco e non ci vedo nulla di coraggioso.
Per un fedele queste dimissioni sono uno shock. Per me, fedele dell’ultima ora, è come un padre che abbandona i suoi figli, perché non se la sente di fare il genitore. Il peso è troppo grande.
La mia domanda bastarda è: il peso è troppo grande o l’uomo Ratzinger ha fallito? Perché se ha fallito, allora lo spieghi, da uomo vero quale è. Dia una spiegazione a quei milioni di fedeli che ancora sono a bocca aperta e non sanno più a cosa aggrapparsi. Spieghi loro perché ha fallito e loro capiranno.
Ma dire “me ne vado perché sono stanco e il peso di questo incarico è troppo grande” equivale per me a un abbandono totale e senza una vera spiegazione. Ci sono stati papi che hanno tirato avanti oltre gli 86 anni, uno addirittura è stato eletto alla “giovane” età di appena 100 anni ed è morto due anni dopo. Perché il Ratzinger che è salito al soglio pontificio carico come un leone adesso abbandona perché è stanco? E’ solo questo il motivo? Ed è un motivo sufficiente?

Gli uomini di questo mondo, già afflitti da crisi economiche e politiche, si vedono di nuovo abbandonati.
Allora penso a questo 2013, alle elezioni italiane che porteranno solo peggioramenti chiunque vincerà, alle guerre nel mondo sempre più aspre, ai greci che assalgono i supermercati, al clima che ultimamente ci ha fatto parecchi scherzi. Penso alla Spagna e agli scioperi che ogni due per tre gli spagnoli organizzano di fronte ai palazzi di governo o a pochi passi dove ha sede la multinazionale per cui lavoro, i cui colleghi mi raccontano che quasi ogni mattina manifestanti sostano di fronte al bar dove fanno colazione i politici. Penso a tutto questo, penso ai miserabili che ci stanno portando alla rovina, penso al bisogno di grandi uomini che tirino avanti le sorti del nostro mondo e poi arriva papa Benedetto XVI a dimettersi per motivi che sinceramente non mi convincono.

E non convincono nemmeno i prelati, alcuni dei quali hanno fatto chiaramente capire, a malincuore, che da ora in avanti potrebbe non essere così raro per un papa dimettersi anzitempo, perché semplicemente non gliela fa più.

Vince il relativismo, se vogliamo. Quello che Ratzinger aveva tanto combattuto. Tutto è relativo, qualsiasi valore può cambiare in funzione dei tempi che si vivono e anche una missione divina come quella papale può subire “materializzazioni” come l’istituto delle dimissioni, tipico di manager o ceo.
Perché non ha fatto un filmato, guardando dritto negli occhi i milioni di fedeli che credono in lui e in quello che rappresenta e non ha detto loro la verità, non ha impiegato più di qualche riga di latino per spiegare una decisione così epocale? Settecento anni prima un tal Celestino V aveva rinunciato al papato, ma da quello che ho letto lo fece perché la carica papale gli fu imposta. Benedetto XVI invece l’incarico papale lo aveva cercato eccome. Forse domenica prossima si affaccerà da quel balcone e spiegherà meglio il suo atto. Lo spero per i fedeli e per i non fedeli che sono sicura anche loro si domandano che cosa sia davvero successo.
Piaccia o non piaccia, abbiamo perso un punto di riferimento. Chi lo sostituirà spero faccia meglio anzi me lo auguro di cuore. Spero non accetti l’incarico pensando che tanto può dimettersi, come chi si sposa tranquillo perché sa che tanto c’è la scappatoia del divorzio. Spero che prenda sul serio il suo impegno e lo porti fino in fondo, salute permettendo.

Abbiamo bisogno di grandi esempi, di uomini che lottano e vanno avanti nonostante tutto o a causa di tutto. Non è più tempo di falliti e perditempo. Non ce lo possiamo più permettere.

Abbiamo bisogno di vincenti, di figure che ci fanno sperare che le cose possono cambiare, che non tutto è perduto.
Che questo mondo non è perfetto, ma vale comunque la pena lottare per esso.

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12 thoughts on “La forza di lottare

  1. Più di qualcuno ha parlato di mancanza di “humus” nella chiesa cattolica, troppi scandali, troppi soldi e troppi giochi di potere. Se manca la linfa, tutto può accadere ! Rimane pur sempre quel Gesù oltre le nuvole, come cantano i Gen Verde e scusatemi se è poco.

  2. 1 Samuele 16:
    7 Il Signore rispose a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore».
    Credo non ci sia nulla da aggiungere.

      • Ok, ci vuole la spiegazione. 🙂
        Quello che era importante (e ho tentato di metterlo in grassetto ma non ha funzionato) è la fine del versetto citato: “L’uomo guarda all’apparenza, il Signore guarda al cuore”.
        Secondo il mio punto di vista noi guardiamo troppo alle apparenze e purtroppo giudichiamo in base a quelle (ci sono pure versetti che dicono di non giudicare 😉 ). Quello che voglio dire è che non abbiamo alcun diritto di giudicare la decisione di Benedetto XVI. Può farci male, lasciarci con l’amaro in bocca, deluderci, … questo si, ma immagino che prima di prendere una decisione di tale portata abbia riflesso a lungo. Solo lui (e il Signore) conoscono i motivi che hanno portato alla scelta di abdicare; non sta quindi a noi giudicare la sua scelta.

        Riguardo il ruolo del papa nella chiesa cattolica non entro in materia, in quanto ho abbandonato la chiesa cattolica per “tornare alle origini” seguendo il cristianesimo in base a quanto riportato dalla Bibbia (né cattolico né riformato). La fede che ognuno di noi può avere in Gesù Cristo è una cosa personale che, da sola, dovrebbe portare a vivere in comunione con gli altri (in modo leale e sincero).

        La mia idea è che: “Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2.5) e quindi il papa di per sé non si situa al di sopra degli uomini e non ha poteri particolari dati da Signore.

        Tutto questo potrà forse scioccare qualche cattolico praticante, ma è, come si direbbe in chiesa, “parola del Signore”.

  3. Non si può sapere quello che passa nella testa di una persona. Lui non si sentiva più in grado. Ci sono persone che si sentono perfettamente in grado di fare una cosa, che nessuno li reputa in grado di farlo (i politici) E IN EFFETTI ma non sono minimamente in grado di farlo e ci sono altre persone come il papa che la gente credo vorrebbe continuasse a fare il papa, magari era anche adeguato e però lui non si sente in grado. Penso che questo argomento non sia semplice da trattare. Io sto con lui. Non sono credente ma lo ammiro. Quando non ci si sente a posto, quando non ci si sente in grado, si deve lasciare. Ci avrà anche pensato e penso proprio che sia stata per lui una scelta difficilissima. Per chi non si attiene molto alle varie scritture ignora tutti i passi che vengono citati “anche un solo mediatore bla bla ecc” per quanto mi riguarda chi ha scritto quelle cose potrebbe essere un cialtrone qualunque ma la verità è una SOLA: per chi crede veramente non c’è bisogno di alcun mediatore, vede dio in ogni cosa che lo circonda, nell’amore in un fiore in tutto. La chiesa è solo uno dei tanti mezzi per arrivare al signore a seconda di quello che uno pensa. Scusate l’interruzione di uno che non si attiene molto alle scritture e alla storia.

  4. Avete ragione, senza dubbio. Mi sono forse lasciata prendere dall’amarezza, dal fatto che adesso più che mai abbiamo bisogno di grandi esempi e sebbene Papa Benedetto non mi abbia entusiasmato, per me era una guida e un punto di riferimento. Se crolla lui, se crolla una figura come il papa, allora ho poche speranze che altri uomini, con incarichi minori, possano resistere sotto il peso di questa nuova era che si annuncia aspra, forse la più difficile dell’uomo sotto tanti punti di vista. Avete ragione, in fondo Ratzinger è, prima di tutto, un uomo. Con le sue forze e le sue debolezze. E immagino non sia stato affatto facile fare quello che ha fatto lui. Quello che tanti hanno valutato come gesto di grande umiltà io l’ho valutato, evidentemente sbagliando, come un gesto di abbandono. Perché da un Papa non mi aspetto debolezze, mi aspetto forza a oltranza anche quando le forze fisiche cedono. Ho sbagliato. Siamo tutti uomini, nessun uomo è superiore all’altro. Solo Cristo lo è. Ma lui non è un uomo.
    Mi auguro che Ratzinger trovi pace e mi auguro, con tutto il mio cuore, che il prossimo Papa resti fino in fondo, nonostante o a causa di tutto.
    Grazie ancora per le vostre stupende riflessioni.

    • Maghina, dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza… e in questa somiglianza credo ci siano tante cose, compresi i momenti di debolezza, i dubbi, e come ne lcaso del papa… il non sentirsi + in grado di portare a termine un compito. PER ME merita grande rispetto, grandissimo. Anzi io la vedo all’opposto: da un segnale molto forte a tutta la gente che dovrebbe pensarci molto + di lui! SE si è dimesso lui… figurati cosa dovrebbe fare altra gente. Grande rispetto, grande esempio, ma anche grande dispiacere. Come si dice in un film, la gente ha bisogno di un eroe. Penso proprio che da credente avrei reagito perfettamente come te. Come un supertifoso del milan quando hanno venduto kakà! 🙂

      • Oddio, paragoni i credenti ai tifosi del milan e il papa a Kaka’??? 🙂 Scherzi a parte, capisco il tuo punto di vista e cambio il mio, che era partito agguerrito contro un uomo che credevo superiore agli uomini e invece solo un uomo semplice come tanti. Come dici tu, se i politici prendessero esempio….ah che bel paese che sarebbe il nostro….

      • Era solo una battuta quella di kakà :-)! Tra l’altro poi kakà ogni goal lo dedicava a dio, e mostrava la maglietta “I belong to god”. Detto questo, lunga vita al Balotelli!

  5. @Matteo:
    Vero, tante sono le vie che portano al Signore, a Dio e ognuno percorre la propria. Come scrissi, la fede è una cosa personale, ognuno la vive a modo suo. Sono felice per te che riesci a vedere Dio in ogni cosa che ci circonda, io spesso non ce la faccio…

    @Angelica:
    Grande Maga, anche se non ti conosco personalmente ho l’impressione che tu sia una bella persona. Con questo ultimo intervento dimostri anche tu una grande umiltà, complimenti! Un abbraccio e resto in attesa del tuo prossimo post 😉

    • Oggi non riesco a vederlo nemmeno io in nessuna cosa… è proprio un giorno triste per me. E cmq generalmente non lo vedo. Capita a volte però.

      • Caro Matteo, siamo umani… 🙂
        La meditazione sembra possa aiutare a trovare/vedere il bene in ogni cosa che ci circonda. Inizialmente, visto quello che hai scritto: “per chi crede veramente (…) vede dio in ogni cosa che lo circonda, nell’amore in un fiore in tutto” pensavo di chiederti se tu l’avessi già sperimentata e avessi qualche consiglio o suggerimento. Sebbene le pratiche meditative siano originariamente delle pratiche religiose, ci sono pratiche laiche che non implicano alcuna credenza religiosa o filosofica, per questo mi ero immaginato che l’avessi sperimentata.
        Se hai voglia di cercare sulla rete “Jon Kabat-Zinn” (nato nel 1944, professore di medicina, è colui che ha sviluppato le terapie “Mindfulness” nel 1979 al MIT) forse trovi degli spunti interessanti. Io mi ci sto interessando da qualche tempo… 😉

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