La nuova immigrazione

Quello che sto per scrivere probabilmente non piacerà a molte persone e ribadisco fin dalle prime righe che si tratta della mia sola opinione, che quello che dico è frutto solo della mia esperienza e della conoscenza che sto acquisendo giorno dopo giorno suill’immigrazione in Australia. E ho voluto scrivervi visto l’aumento di email che mi stanno arrivando (complice forse l’instabilità del governo) da parte di persone che adesso più che mai vorrebbero lasciare il paese.

Leggendo e studiando le regolamentazioni dei visti in Australia (è un argomento che mi sta appassionando, lo so è da pazzi )  ho come la sensazione che l’immigrazione e le leggi che la regolamentino stiano andando verso una direzione ben precisa.

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Le farfalle nello stomaco

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La prossima settimana a quest’ora ci guarderemo tutti in faccia. Sul bus, a lavoro, a pranzo o a cena con gli amici gli sguardi si incroceranno per intuire, senza il coraggio di chiedere, la soddisfazione, la rabbia o l’assoluta indifferenza sui risultati delle urne.

Come andrà a finire? Non lo so, ma so come tutto è iniziato per me, so come mi sentivo appena qualche settimana fa. Un’anima in preda all’indecisione più assoluta, che non vedeva scelta in un panorama apparentemente colmo di scelte politiche possibili. Mi sono infuriata con me stessa perché lasciare la scheda bianca è come regalare voti ai politici che non voglio più rivedere. Volevo votare, ma non sapevo chi scegliere.
Poi ho iniziato a ragionarci e a cambiare completamente punto di vista sulle elezioni. E alla fine la scelta si è palesata senza ombre.
Non cito partiti o politici. Parlo solo del mio ragionamento, poi ognuno di voi, se vorrà, tirerà le sue conclusioni. Continua a leggere

La forza di lottare

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Sono sconvolta. Amareggiata, delusa, scioccata. Non capisco e quando non capisco mi incazzo. Perché amo razionalizzare e comprendere quello che mi circonda e quando ciò non succede, rischio di impazzire. Inizio a pensare che forse i Maya non si sbagliavano, che il 2012 forse è davvero stato l’ultimo anno “normale”.
Da gennaio 2013 il baratro si è fatto più profondo e il mio sano ottimismo che cerco sempre di coltivare ogni giorno, con costanza, comincia a tentennare.
Non sono una grande fedele, non lo sono mai stata. Bigotta si. Ci sono stati periodi in cui non saltavo una messa e mi sentivo una peccatrice da mattino a sera, poi fortunatamente il periodo da ossessionata della fede è finito e ho intrapreso un mio cammino spirituale personale. Continua a leggere

Benedetta pazzia…

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Ogni tanto ci penso, lo ammetto. Qualche volta la mia mente vaga laggiù, Down Under, tra i negozi di George street, la spiaggia di Bondi beach, le vele dell’Opera House.
Ogni tanto ne sento il profumo, sento l’odore dei libri della libreria Dymocks, il sale sulla pelle per le passeggiate in spiaggia, mi ricordo persino l’odore dolciastro delle sale dell’Event Cinema del Westfield. E allora ripiombo laggiù, ritorno al 2009, a quell’estate in cui decisi di cambiare la mia vita. In cui decisi di mollare tutto, distruggermi e ripartire da zero. Continua a leggere

Gli italiani stanno con i furbi

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Non c’è niente da fare, e’ più forte di noi: noi adoriamo i furbetti, sorridiamo all’ennesimo mago della truffa in stile Toto’ e quasi ridiamo del povero diavolo che rispetta le leggi e paga ligio le tasse.
Stamattina sul Fatto Quotidiano ho letto un articolo di Ferruccio Sansa che parla proprio di questo: gli italiani stanno con i furbi. Il cinema italiano ne e’ un esempio: si esaltano i Totò e compagnia bella e anche i protagonisti dei cinepanettoni che ci fanno ridere quando riescono a fregare il prossimo. Nel modo più simpatico possibile, si intende.
Agli italiani le regole stanno strette, le regole sono viste come un limite più che una garanzia. E questo atteggiamento si riflette sulle istituzioni e ovviamente su chi ci rappresenta. Continua a leggere

Io non ho scelta

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La vedo male, la vedo male nel senso che non la vedo proprio la mia votazione alle prossime elezioni politiche di febbraio. Ho letto da qualche parte che se non si vuole votare nessuno, si può dichiarare al presidente di seggio tale volontà e il voto, lasciato in bianco, viene comunque considerato valido. Ho paura che farò così, perché davvero non so chi scegliere. Mi fanno tutti pena, avevo per un attimo sperato che Monti se ne uscisse con qualcosa di valido, speranza vana. Non discuto alleanze, che sono prettamente di interesse e non di intenti, non scendo a questi livelli di discussione politica.

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Novità per chi vuole lavorare in Australia!

Carissimi, oggi sono andata a curiosare sul sito del dipartimento immigrazione australiano e ho scoperto qualche novità in materia visti che vi riporto in “estrema sintesi”.  Avete un’ora di tempo? 😀

C’è una cosina che secondo me è una figata e si chiama “SkillSelect”. E’ un sistema online che permette a lavoratori qualificati interessati a emigrare in Australia, di di candidarsi per uno skilled visa tramite the Expression of Interest (EOI). In questo modo, datori di lavoro australiani posso trovare tramite questa lista persone qualificate da far emigrare in Australia per lavorare o magari le vostre qualità sono così fighe che sarà lo stesso governo australiano a invitarvi a proporre la vostra candidatura! Continua a leggere

Buoni propositi

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Quest’anno non ho buoni propositi. Che cattiva, penserete..che essere spregevole e indifferente alle sofferenze del mondo è diventata la Maga? Spregevolissima se volete, ma ho capito, per quel che mi riguarda, che i buoni propositi sono solo sensi di colpa mal celati ed è arrivato il momento di affrontarli come tali, chiamandoli con il loro vero nome.
Dunque…i sensi di colpa.
Analizziamo i generali, diabolici e sempreverdi sensi di colpa.
Dieta. E’ inutile anche solo ricordarsi di iniziarla, la facciamo tutti automaticamente dal 2 gennaio e i più diabolici dopo il 7…ma tutti ci schiantiamo in palestra a gennaio, afflitti dai sensi di colpa per le mega abbuffate. Tutto ciò mi causa enorme tristezza e indicibile senso di nausea. Perchè siamo così coglioni?

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La fine del mondo…..

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Ma guarda un po’….i Maya si sono sbagliati! Siamo ancora tutti qui, il mondo continua a girare nello stesso modo e tutti continuano a fare le stesse cose. Ho letto commenti su chi incitava i Maya a non arrendersi, ma a riprovarci perché era davvero il caso di spazzare via tutto. Ho letto di terroristi e pessimisti nati che prendevano in giro i Maya dicendo che erano arrivati troppo tardi, che il mondo era finito già da un pezzo….o i malinconici depressi che scrivevono altrettanti depressi messaggi sui social network dal tenore: “Il mondo finisce ogni giorno”. Oddio, adesso piango!!

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C’era una volta l’America…

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Erano anni che pensavo a questo viaggio, io che mi nutro di cinema e scene del crimine ho sempre sognato l’America a occhi aperti.
Da giovanissima, appena diplomata avevo fatto una vacanza studio di un mese negli Stati Uniti e mi erano rimasti nel cuore. Da quel momento ho sempre fantasticato su quel paese che avevo scelto come via di fuga prima dell’Australia, quel paese in cui non ero riuscita ad andare per colpa del visto difficile da ottenere e che mi aveva spinto a scegliere l’Australia. Gli Stati Uniti d’America per me sono sempre rimasti una meta, un esempio di Stato dove è bello vivere, dove è un sogno vivere.

Questo pensavo fino a ieri. Continua a leggere

Io non capisco…

Io non mi capacito, davvero. O forse ho capito male, non lo so.
Non è un post politico questo.
Non ci sono colori, ma certamente si parla di politica, intesa  gestione della cosa pubblica, del bene pubblico.
Premetto che io non sono né di destra né di sinistra, per me sono finiti i tempi dei partiti, per me ogni politico può governare se lo fa rispettando il paese e i valori che lo fondano e si prodiga affinché tutto funzioni per il meglio e i diritti di tutti siano rispettati allo stesso modo. Non sono comunista, non sono fascista o socialista.
Sono italiana e voglio il meglio per il mio paese, avanti quindi a chiunque sia in grado di ottenerlo.
E ora passiamo alla questione che mi sta provocando un’autocombustione al fegato. Continua a leggere

Il migliore paese del mondo

Oggi  è un giorno importante, l’America ha rieletto il suo presidente e ne sono onestamente felice. La testa calda di Romney mi aveva più volte fatto sobbalzare e ricordato l’antecedente di Obama, il Bush Junior, che Dio ce ne scampi…
Ma questo non è un post elogiativo dell’evento americano. E’ un post di estrema incazzatura. Davvero ragazzi mi girano a manetta, mi girano così tanto che se ci attacco una dinamo illumino l’ufficio tutto il giorno.
Sono letteralmente stufa, schifata, trifolata da chi continua a insultare il mio paese e a elogiare tutto ciò che è al di sopra o anche al di sotto del confine italiano. L’esempio delle elezioni statunitensi capita a proposito. Tutti ad ammirare i grandi Stati Uniti d’America, ad ammirare una politica che fa le scarpe di gran lunga alla nostra. Ma soprattutto ad ammirare un popolo fiero, nonostante disoccupazione, crisi, criminalità, problemi sociali e che più ne ha più ne metta. E a fare paragoni con il nostro…com’è che lo sento chiamare? Ah si, paese di merda. Continua a leggere

Non fate gli schizzinosi….

Prima che mi prendiate virtualmente a sberle e vi scaldiate le dita per digitare furiosi commenti…fermatevi un attimino.
Perché secondo me quello che ha detto la Fornaia..ehm la Fornero, non è sbagliato. Fermi con le mani. Ora spiego.
Mi riferisco alla sua battuta di oggi sul fatto che i giovani dovrebbero essere meno “choosy”, meno schizzinosi, ma aprirsi a qualsiasi lavoro fin da subito. E si riferiva a chi si lamenta di non trovare niente, non a quelli che invece si danno già da fare, i laureati che lavorano come centralinisti per fare l’esempio più famoso. Si rivolgeva a coloro che solo si lamentano ma per migliorare la propria situazione personale fanno ben poco. Continua a leggere

E’ meglio non sapere

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In questi giorni sono chiusa in casa a causa di una tremenda malattia che colpisce prima la gola, poi ti devasta il naso e infine ti sminuzza le gambe che quando cammini sembra che hai due ceppi al posto degli arti inferiori. Influenza.
Il medico che mi ha visitato l’ha chiamata “una semplice virosi” e visto il tono sereno mi sono rasserenata pure io, ma lo avessi letto da qualche parte invece che sentirmelo dire, penso sarei entrata nel panico.
Anyway, con questa virosi il dottore mi ha detto di stare a casa due giorni. E uno quando deve stare chiuso in casa che fa?
Legge. Va bene ho letto e ho finito un libro.
Guarda internet. E va bene ma dopo un po’ mi stufo.
Mette a posto casa. Ho stirato e stamattina mi è venuta la brillante idea di pulire il frigo: per poco non spacco lo scomparto della frutta. Quindi basta con i lavori…e poi sono malata!
E allora c’ e’ lei. La scatola maledetta. La televisione. Continua a leggere

Sono le persone

Perché scegliamo di vivere in un posto piuttosto che in un altro? Cosa determina davvero le nostre scelte?
Mi capita spesso di pensarci. Penso ai motivi che ci fanno rimanere in un posto, che ce lo fanno amare o detestare,le ragioni per cui in un posto vogliamo tornare e un altro preferiamo dimenticarlo. Sono i monumenti, i paesaggi, il cibo, l’organizzazione perfetta?
Penso spesso a cosa mi ha colpito dell’Australia, se il suo formidabile banana bread o l’Opera House, il suo efficiente trasporto pubblico o il sole che così luminoso non si vede in nessun’altra parte del mondo. Ho ripensato alla Tunisia, a quell’isola di Djerba dove ho lavorato un paio di mesi nei miei vent’anni appena compiuti….cosa mi incantava di quel posto? I profumi di spezie, le palme, il sole, la sabbia sul marciapiede e i mercati colorati e chiassosi?
Quando ho vissuto a Roma, che cosa mi ha davvero rapito di quella città? Il Colosseo, il Vaticano a pochi minuti da casa, il caffè che prendevo tutte le mattine prima di andare a lavoro o i negozi pazzeschi in via Candia e viale Giulio Cesare?
Quando sono stata in Giappone, che cosa mi ha colpito di piu? Il sushi delizioso, il mastodontico tempio buddhista Todai-ji di Nara o la Città Elettrica di Tokyo?

Cosa ci lega ai posti che visitiamo, e cosa ci fa allontanare? Continua a leggere

Figli del sogno sbagliato

Un mese di pausa e rieccomi con un altro esilarante quesito straccia animo, che uno si domanda: ma te in vacanza non hai altro a cui pensare? No, io penso sempre, pure con i piedi in ammollo…non posso esimermi da massacrarmi il fegato anche in vacanza, che volete farci!
Tra un tuffo e l’altro, tra una granita siciliana e una corsa di 20km per smaltirla…la maga se ne è venuta fuori con un altro pensiero, sollecitato a onor del vero da uno dei vostri commenti.
Mi domando sempre perché i giovani oggi sono o del tutto apatici o del tutto rassegnati, pronti a scappare da questa realtà che sembra la più tragica mai vissuta (chiedete ai nostri avi, direi che siamo stati molto, molto, ma molto peggio che adesso…)…e privi di qualsiasi spirito di iniziativa ( generalizzo, ci sono sempre per fortuna le eccezioni)….e qualcuno se ne salta fuori dicendomi che siamo figli del sogno sbagliato, ecco qual è il problema. Continua a leggere

Voglia di lavorare…

….Stamattina mi sono svegliata con un pensiero. In realtà è qualche giorno che ci penso, ma stamattina il tutto mi si è presentato all’istante, appena sveglia, con ancora il condizionatore che sprigionava benedetta aria fredda (e benedetto chi ha inventato questi aggeggi)…
Qual era il pensiero? Adesso ci arrivo. Prima la premessa. Che consiste nell’aver sentito diverse persone, negli ultimi tempi, da mia madre al mio ragazzo, passando per conoscenti vari, i quali mi hanno fatto notare come in Italia a mancare non sia tanto il lavoro (certamente anche quello)…..ma la voglia di lavorare di un tempo. Continua a leggere

Tasse, un aiuto per chi fa il tax return dall’Italia!

Carissimi, una ragazza, Laura, mi ha scritto in questi giorni sul blog per chiedere informazioni su come ottenere il tax return in Italia. Alla fine lei stessa ha trovato la soluzione e ci ha fatto il piacere di comunicarci come e’ andata a finire! Questo post può essere intessente per tutti quelli che si trovano in Italia e devono ancora fare il tax return! Vi riporto il testo integrale del commento di Laura. Continua a leggere

Vita di corte

E prima o poi ve la dovevo raccontare. Ormai sono mesi che vivo qui, ormai sono quasi lombarda (quasi…) ho persino perso l’accento genovese( certo…). Mi sto ambientando alla vita milanese, quella frenetica della metro che corre, quella che ti fa sentire dentro un frullatore dal momento che esci fuori di casa fino a quando rientri.
Ecco, però, c’è una specie di limbo tra casa mia e il frullatore milanese. E’ la corte dove vivo.
La mia casetta è un gioiellino, ma per arrivarci bisogna prima attraversare un lembo di terra di nessuno, chiamiamola Terriccio di Mezzo….un tratto di strada dissestato che va dall’entrata della corte sulla strada principale fino al cancello di metallo che dà su un cortiletto interno dove c’è la nostra casetta e quella di altre 4 famiglie…un cancello inutile,  con il mega chiavistello sempre chiuso e di cui non capisco l’utilità, visto che basta scorrerlo per aprire il cancello, quindi la sicurezza dove va a finire?

In questo Terriccio di mezzo sembra non viva nessuno…in realtà essi vivono, essi sono presenti, là dietro le finestre a guardarti manco fossero la mamma di Psycho…e ha studiare ogni tua mossa… Continua a leggere

Lavoriamo di meno!

“Te sei fortunato che puoi lavorare da casa”

Non è una constatazione della situazione attuale (che poi è così!) ma un consiglio. Si ok fa caldo, ok che non mi sono fatta più sentire da quasi un mese, tutto quello che volete ma vi giuro che quello che dico non lo dico solo io ma fior fiori di economisti.
Ho letto da qualche parte che  una delle cose che potrebbero far ripartire l’economia, è lavorare tutti meno ore alla settimana. Tipo 30…un miracolo del genere. Sapevatelo! 🙂
Non sto svalvolando. E’ vero che siamo a luglio e io di lavorare non ne posso più e non faccio che sognare spiaggia, sabbia tra i piedi e un pareo come unico capo d’abbigliamento (con il costume, si intende)…è vero che la recente notizia del Berlusca che scende in campo ci ha un po’ tutti sconvolto (in realtà visto Alfano, che più che un delfino mi pare un Capodoglio, non è poi così sorprendente come notizia) è vero che Moody ci ha declassato (ma basta!!!!) è tutto vero…ma vi giuro che quello che vi dico l’ho letto davvero e non è frutto delle mie valvole sfuse!! Continua a leggere