Archivi delle etichette: nuova vita in Australia

Ma quanto parlano gli italiani?

Ma quanto parlano gli italiani?

…E dire che io sono una che parla e gesticola, credetemi. Io quando parto non mi fermo, sono una mitragliatrice di parole.

Però, come dire, parlo se ho qualcosa da dire e se penso che quello che ho da dire possa interessare l’interlocutore.

Mi direte voi….tutti ragionano così e pensano che agli altri quello che dicono interessi!

Bene….ma penso che noi italiani in questa consapevolezza siamo i maestri. Siamo un popolo di giudici, arbitri e opinionisti.

E diciamo la nostra anche quando nessuno ce la chiede e soprattutto in ambienti dove parlare non dovrebbe essere l’attività principale.

Ma soprattutto, non ce li facciamo. Non siamo capaci. La voglia di capire cosa sta accadendo agli altri è tale da far cadere qualsiasi barriera di buon senso e discrezione.

Voi mi direte: stai scoprendo l’acqua calda….dove sei stata fino ad adesso?

E io vi rispondo: in Australia. Read the rest of this entry

Gertrude e Jerome nella fattoria degli “orrori”….

Gertrude e Jerome nella fattoria degli “orrori”….

Sembra il titolo di un film…vero?

E invece è tutto vero!

Lavorare in una fattoria australiana può essere l’esperienza più divertente della vostra avventura Down Under.

Conosco ragazzi che si sono divertiti, nonostante il mazzo tanto, e sono pure riusciti a mettersi due soldi da parte.

Nel post precedente, “Nella vecchia fattoria”, ho spiegato come bisogna fare per tentare l’avventura.

Hai vitto e alloggio compresi, sei a contatto con la natura e hai la possibilità di conoscere la parte più selvaggia e grezza dell’Australia, il mitico Outback e le sue tradizioni.

Insomma, una figata.

Insomma, direi, perché non per tutti la cosa è stata così idilliaca. Per la mia amica italia è stato un vero incubo. Read the rest of this entry

Nella vecchia fattoria….

Nella vecchia fattoria….

Allora….siete disposti a cantare questa canzoncina ogni volta che vi sveglierete baciati dal (dipende) tiepido, freddo o cocente sole australiano?

Siete disposti ad alzarvi prima delle galline, arare campi, guidare trattori, raccogliere frutta, mungere le mucche e altri lavori inventati appositamente dal fattore per poi andare a dormire devastati dalla stanchezza, insieme ai vostri amici (perché ve li sarete fatti amici nel frattempo, per forza…) rospi?

Siete disposti a vivere leggermente isolati (40 -50 km o anche di più alle volte) dalla civiltà, isolati solo come le fattorie australiane sanno essere isolate? Non sono sul mare, per intenderci…

Ecco, se siete disposti a tutto questo pur di andare in Australia…allora avete già in mano un Working Holiday Visa non di un anno, ma due! Read the rest of this entry

E alla fine arrivarono….

E alla fine arrivarono….

Alla fine sono arrivati….dopo mesi di trepidante attesa (li rivedrò mai?), nervoso incalzante (ma porca di quella miseria ladra….), senso di smarrimento e confusione (ma perché a me????), senso di colpa (che cavolo ho combinato?) e un incessante senso di frustrazione (non poteva andarmi bene come va agli altri, certo che no…) ecco, alla fine loro sono arrivati.

I soldi del rimborso tasse. Tutti, fino all’ultimo centesimo. Anzi, di più!

L’Australia è un grande paese!! :-D :-D

Perchè i miei amici australiani non solo mi hanno rimborsato le tasse pagate nel 2009, ma siccome ci hanno messo più tempo del previsto (invece che le canoniche due settimane ci hanno messo giusto cinque mesi…) mi hanno dato 110 dollari in più per il disturbo! Read the rest of this entry

Perché sono andata in Australia?

Perché sono andata in Australia?

Stasera ho voglia di affrontare un argomento di cui in realtà ho già parlato diverse volte, ma sempre sfiorandolo, e mai affrontandolo in faccia, seriamente, senza tanti giri di parole.

Non sono nel mio paesino della riviera ligure stasera. Sono in un altro posto. Sempre in Italia, ma lontano da casa. Sarà solo per tre giorni, e saranno tre giorni importanti che potrebbero decidere del mio destino professionale.
Ma io non voglio parlarvi di questo.

Ho preso il treno per venire nella città in cui mi trovo adesso. E mentre viaggiavo, mentre la mia mente vagava tra il romanzo comprato all’ultimo minuto prima di salire in carrozza e il paesaggio attraversato dalla Freccia Bianca (ho scoperto dell’esistenza di questo treno solo oggi…poi devo provare quella Rossa che mi dicono essere una gran figata…) dicevo, mentre ero persa nei miei pensieri, se n’è insinuato uno ancora più grande, distogliendo completamente la mia attenzione.

Mi è tornata in mente l’immagine di mia madre che mi salutava dal binario.

Mi aveva accompagnato alla stazione.
Sarebbe stato solo un viaggio di tre giorni, ma lei si comportava come se non dovessi più tornare.
Mi guardava, mi accarezzava il faccino e mi ripeteva di chiamarla una volta arrivata a destinazione.
E mi tirava le battute, in stile: “Ma come, sei appena tornata e già riparti?”. Poi rideva e mi accarezzava la testa, come per sottolineare che stava solo scherzando.
Si può mentire con le parole, ma gli sguardi tradiscono le emozioni. Sempre. E mia madre non fa eccezione alla regola. Read the rest of this entry