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Il senso del mito

Il senso del mito

Nell’ultimo mese sono successe tante cose. Troppe, tutte importanti, tutte devastanti, tutte insieme che non so come prenderle. Tre tragedie che mi hanno fatto pensare e ripensare all’idea di mito che ha la società di oggi.

La morte di Marco Simoncelli, le devastazioni e alluvioni della Liguria che hanno seminato morte e distruzione e la situazione dell’italia. Tre tragedie, in un modo o nell’altro che hanno messo e mettono alla prova l’animo umano con esiti inaspettati. E’ in questi momenti che nascono i miti, secondo me. O che ci accorgiamo della loro esistenza. Read the rest of this entry

Rialzati, tesoro mio…

Rialzati, tesoro mio…

Via Venti Settembre

Non riesco a crederci. Guardo quelle immagini, le riguardo e dico “no, non è vero”. Vedo acqua ovunque, una strada completamente allagata che non riesco a riconoscere. Poi scorgo la scritta del Mc Donald nell’angolo, il Ponte Monumentale sullo sfondo e capisco. Capisco che non sto guardando un film catastrofico, ma la mia città. Che quella che vedo allagata è la strada più famosa, via Venti Settembre, il cuore della city. Il centro che tanto ho amato e amo ancora, anche così sommerso, anche così pieno di fango, anche così irriconoscibile. La city, come dire, che noi genovesi tanto vantiamo. Che poi, paragonata alle altre metropoli italiane, Genova è piccola, ha solo questa grande via davvero importante, mentre Roma o Milano sono piene di vie così. E io Genova la amo anche per questo. Amo i suoi dettagli, il suo essere così piccola e così grande allo stesso tempo. Adesso è tutto sommerso da acqua e fango. Read the rest of this entry

Da qualche parte, oltre l’arcobaleno…

Da qualche parte, oltre l’arcobaleno…

Scusate la domanda alla “maga di Oz”, ma stasera mi è girata così, che volete farci……perchè io sono un po’ perplessa ultimamente, un po’ tanto direi e inizio a farmi quelle domande che uno si fa di sera, steso su un prato, magari dopo due o tre cannoni che rilassano…e io invece me la faccio dopo una tisana al finocchio…che ci sarà nel finocchio? Non lo voglio sapere.

La domanda è più o meno questa: ma voi vi sentite parte di questo mondo? Vi piace come gira? O sono io quella strana? non alzate gli occhi al cielo per la domanda troppo seria e già sentita, oppure alzateli, va bene, per poi rispondete, eh?Perchè vorrei giusto capire se sono l’unica che non si sente parte di tutta sta gigantesca Messa In Scena, che non ama la direzione verso cui tutto si muove. Certo, sono contenta della mia vita in generale, della famiglia che ho, dell’amore che ho trovato, ma quando cerco di coniugare tutto questo mio tesoro con l’esterno, mi scontro. Non riesco ad adattarmi. Ho dei problemi io? Troppe tisane al finocchio?  :-D
Guardo foto di star e starlette che presenziano a qualsiasi festa e non provo nessun moto di invidia e non me ne frega niente (soprattutto), guardo gente che fa la fila fin dal mattino davanti a un negozio di prodotti elettronici per avere il prezzo più scontato e provo pena per loro, guardo quelli che fanno la fila dalla notte precedente per comprarsi l’ultimo modello di Iphone e provo fastidio perchè allora mi domando dov’è la crisi tanto urlata, guardo il mondo girare in un modo che non capisco, imperniato sempre di più sull’apparire anziché sull’essere, sul mostrare anziché agire. E voi mi direte: ma che te frega, tu voltati dall’altra parte se non ti piace e vai per la tua strada. Ehhhh la fate facile. :-D Read the rest of this entry

La maledizione (o benedizione) dell’impiegato statale

La maledizione (o benedizione) dell’impiegato statale

Premessa: non me ne vogliano gli impiegati statali che eventualmente leggeranno questo post: voi siete sicuramente persone splendide, ma io purtroppo ho incontrato vostri colleghi che mi hanno fatto pensare che forse lo Stato lo fa apposta a impiegare gente così….così….vabbe’, leggete e capirete. :-D

Me lo chiedo spesso io…io che ultimamente li devo chiamare ogni giorno e ci devo per forza lavorare ma alla fine quella che lavora sono solo io (che poi non è che faccio chissà cosa, non ci vuole un genio a fare quello che faccio io miseraccia…) e loro quando ci provano fanno solo dei casini (ma perché??) e si attaccano a procedure legnose e inutili…e io allora mi chiedo, e anche voi ve lo sarete forse chiesti: ma le Provincie a che cippa servono??? Ci sono o ci fanno? Read the rest of this entry

Equilibrio precario

Equilibrio precario

E’ da tempo ormai che provo a capirci qualcosa. mi ci sto spaccando la testa. E’ una sensazione che ogni tanto sparisce, ma sempre più spesso  riaffiora tra i miei pensieri, in ogni cosa che faccio e dico e soprattutto quando sono in procinto di prendere qualche decisione. E’ una tenaglia che prende testa e stomaco e le butta come in vortice dove io non capisco più cosa sono e dove voglio andare.
Ho sempre pensato che fosse solo colpa mia. Io che mi stufo di tutto, che nella vita ho cambiato mille lavori e altri mille ne vorrei fare, che non riesco a portare a termine nessun progetto e ne inizio a decine. Sono io, solo io la colpevole del mio strano destino. Siamo noi i soli responsabili. Siamo noi gli attori principali del palcoscenico della nostra vita e sta a noi decidere se inscenare una tragedia o una commedia, le quali come tutti sanno si distinguono da come iniziano e da come finiscono.

Però non è solo questo. C’è qualcos’altro e io forse l’ho capito. Read the rest of this entry