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About la maga di Oz

Un'anima che cerca di trovare la sua dimensione in questa Terra, una ricerca che dura da una vita e chissà se avrà mai fine...

Pianeta Giappone

Pianeta Giappone

 

Il Giappone è un pianeta…lo sapevate? Non è un paese, non è una nazione…è un pianeta, un mondo a sè stante, dover tutto è giapponese fino al midollo, dove gli occhi più grandi di una mandorla sono considerati alieni e tutto viaggia alla stessa velocità, con lo stesso ritmo, ogni giorno. Per l’eternità.

Eh già…sono stata in Giappone! E sono rimasta folgorata. Non so dire se in senso assolutamente positivo o negativo, ma il Giappone è un paese-pianeta che non lascia indifferenti.

A me mai sarebbe venuto in mente di andare a visitare la terra del Sol Levante, del Sushi e dei Samurai. Ma il mio love è appassionato di arti marziali, segue un corso di spada giapponese (Katori) e quindi visitare il luogo dove questa arte è nata era una specie di must.

Io all’inizio non ero troppo entusiata. Lui sarebbe dovuto andare con il gruppo di katori, una specie di viaggio-stage che poi alla fine è saltato. Ma non è saltata la sua voglia di visitare il paese e così un bel giorno se n’è uscito con : “Sai che c’è? Lo stage non si fa più ma me ne frego, in Giappone ci andiamo noi!”. E io ho sferrato un bel sorriso a denti stretti: “Ma che bell’idea amore” mi è uscito tra una fessura della bocca…insomma non sprizzavo entusiasmo, ma neanche ne sapevo il motivo. Il Giappone non mi aveva mai attirato, ma non so dirvi perché.

Poi con il passare dei giorni l’idea ha iniziato a stuzzicarmi e sono arrivata al giorno della partenza eccitata come una bambina che entra a Gardaland! Read the rest of this entry

Non ci credo più

Non ci credo più

Stasera sono nera. Di solito non parlo di politica, ma stasera sto scoppiando. Ho sentito che Hollande ha vinto in Francia…e via di servizi su questo nuovo francese e il suo “changement”…e mi vengono i brividi. Ma voi ancora ci credete a questi cambiamenti?Io non so più in cosa o chi credere. Vedo il mio paese cadere a pezzi, vedo e sento una disperazione fra la gente che non avevo mai sentito prima, vedo nuovi politici che scalzano i vecchi, vedo un Hollande fare le scarpe a Sarkò e moglie e vediamo come andranno le nostre amministrative…ma quindi? Cambiano i nomi, e poi? Non cambierà nulla. Ho smesso di credere alla Politica, quella nazionale e quella straniera…ho smesso di crederci e vedo il mio paese massacrarsi. E che alternative ci sono? Non ce ne sono… Read the rest of this entry

Non ci sono più i locali di una volta….

Non ci sono più i locali di una volta….


Alle volte mi domando se sono io che ormai navigo su un’altra dimensione e vivo costantemente in un mondo a parte o forse forse è il mondo che è cambiato, peggiorato in un certo senso. Forse è diventato un po’ banale, non lo so. Ma un tempo mi divertivo ad andare nei locali, ascoltare buona musica e bere qualcosa in compagnia. Adesso faccio fatica ad entusiasmarmi come mi entusiasmavo prima. Sto invecchiando…mi sto rincoglionendo. O forse sono stata per troppo tempo fuori da questa giostra che ora a salirci non mi diverto più…

E’ successo giovedì scorso. Mia madre non fa altro che parlarmi da tempo di un locale troppo figo in Piemonte di cui non dirò il nome nemmeno sotto tortura, dove si mangia una certa specialità della casa un po’ piccante (c’è solo quello o panini, niente vino, solo birra e scordatevi dolce o caffè) dove la regola è mangiare noccioline e buttare i gusci per terra, usare le mani per nutrirsi e dopo una certa ora ballare come bestie scatenate. Insomma, una stalla. Read the rest of this entry

Mi è impazzito il bonsai…

Mi è impazzito il bonsai…

A volte  mi domando se per caso inizio a prendermi troppo sul serio. Inizio a pensare di essere vera. Perchè fino ad oggi la mia vita è sempre stata un “”si vabbè ora faccio questo, poi si vedrà, mica è per sempre, mica finisce tutto qui, e mica di qui e mica là”. E a forza di mica mi sono un attimo persa. Io non mi sono davvero mai presa sul serio nella mia vita. Per me è sempre stato tutto un gioco, tutto temporaneo, tutto un “ora va bene e poi dopo vediamo”. Mai mi sono messa a pensare al mio futuro, mai ho immaginato di dover iniziare a piantare qualcosa e vederlo crescere prima di smembrarlo da terra perché come al solito, mi stufavo.  Io ho seminato tanto nella mia vita, ma ho tagliato ogni pianta prima che iniziasse davvero a crescere. Ora so che è il momento di piantare qualcosa e continuare a dargli da bere, veder crescere quel qualcosa e raddizzarlo se diventa storto, un po’ come una pianta di Bonsai che devi potare, sistemare e legare in un certo modo se vuoi che prenda una certa forma.

E io adesso mi sento come il bonsai sul balcone di casa mia. E’ un melo, un regalo di compleanno del mio ragazzo (il regalo l’ho fatto io a lui) questo inverno era rattrapito con qualche sparuta melina rinsecchita che non ne voleva sapere di staccarsi. Oggi è un tripudio di foglie verdi e selvaggie, sparate alla cazzo di cane senza senso, e io non so se è ancora un melo. Per me si sta trasformando. Magari tra un po’ sputa un limone o inizia a parlare. Mi fa paura, cresce ogni giorno e bonsai non dovrebbero crescere! Giusto? Read the rest of this entry

Vorrei vivere negli anni 60′….

Vorrei vivere negli anni 60′….

 

Scena del film "I Maniaci" di Lucio Fulci (1964)

La settimana scorsa, la domenica di Pasqua, me ne stavo tranquilla a casa nel mio paesino ligure. Ero in cucina a chiacchierare con mia madre e sentivo ridere a squarciagola mio padre che ne se ne stava chiuso in salotto. Alla terza risata sonora sono scattata dalla sedia per capire cosa stesse succedendo. Sono entrata in salotto, mio padre steso sul divano quasi con le lacrime agli occhi a guardare la televisione, dove veniva trasmesso un film in bianco e nero. Lui non mi ha sentito entrare, io ho fatto in modo che non se ne accorgesse. Ho giusto aperto la porta tanto da vedere cosa avesse scatenato l’ilarità paterna. Era tanto che non lo sentivo ridere così. Sono rimasta a guardare quelle immagini, vedevo attori di altri tempi, sentivo musiche di altri tempi, riconoscevo Walter Chiari, Vianello, la mitica coppia Franco e Ciccio. Ma io quel film non lo avevo mai visto. Sorridevo a quelle scenette da commedia italiana, mentre mio padre per poco non si ammazzava a terra dalle risate.
La commedia si chiamava “I maniaci”. Me lo ha detto dopo, quando mi ha scoperto a sbirciare dalla porta. Si è alzato dal divano, mi ha guardato con quel faccione strasorridente e mi ha detto: “Questo è un capolavoro! Non ne fanno più film così…che spettacolo!”.
Così la mia testa ha cominciato a vagare in quelle stanze in bianco e nero…in quei tempi che appartengono alla generazione dei miei genitori e che io non ho mai vissuto. Io vivo questo tempo, un tempo maledetto, sfigato, grigio, triste, veloce, frenetico e stressante. Un tempo dove film del genere fanno sorridere perché ormai oggi ti aspetti effetti speciali anche in una commedia…

Vorrei anch’io sbellicarmi dalle risate come fa lui davanti a un film in bianco e nero, ridere della vita anche quando questa sembra voglia toglierti tutto, fare le cose con calma come faceva lui e la sua generazione…perché, tanto, che fretta c’è? Read the rest of this entry